La finestra dei Rouet

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Adelphi 543)

3.8
(594)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 177 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8845923975 | Isbn-13: 9788845923975 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Laura Vanorio , Federica Di Lella

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Un lento, soffocante pomeriggio estivo. In un modesto appartamento di Faubourg Saint-Honoré, una donna sta ricucendo un vecchio vestito. Al di là della porta che divide la sua stanza da quella attigua, due corpi giovani si stiracchiano rumorosamente dopo aver fatto l'amore, «crogiolandosi in quell'odore di bestia umana»: la donna sente tutto, immagina ogni gesto. Nel lungo specchio rettangolare dell'armadio, prima di provarsi il vestito, si guarda i seni, li prende in mano, li stringe: nessuno sa quanto siano belli, ancora adesso che sta per compiere quarant'anni, nessuno sa che il suo corpo è lo stesso di quando ne aveva sedici. Dall'altra parte della strada vive la ricchissima famiglia dei Rouet, proprietari non solo del palazzo in cui abitano, ma di buona parte dei palazzi intorno. Per ore e ore, da dietro le persiane accostate, la donna spia i loro movimenti: quelli dei vecchi, al piano di sopra, quelli del giovane Hubert e della sua bella, irrequieta moglie Antoinette, al piano di sotto. Finché, proprio in un assolato pomeriggio di luglio, è l'unica testimone di un omicidio che potrebbe facilmente non essere riconoscibile come tale. Da questo momento, la donna comincia a vivere per procura la vita di quella Antoinette così diversa da lei: una vita «fervida, invadente, in tutta la sua spaventosa brutalità», una vita «proibita», che a poco a poco diventa la sua. Fino alle più crudeli, atroci conseguenze.
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  • 5

    La vita di una donna che nella vita non ha nulla, se non la visuale sulla finestra dei ricchi dirimpettai.
    In una Parigi inquieta ed inquietante, la non più giovane e disillusa Dominique vivrà di rifl ...continua

    La vita di una donna che nella vita non ha nulla, se non la visuale sulla finestra dei ricchi dirimpettai.
    In una Parigi inquieta ed inquietante, la non più giovane e disillusa Dominique vivrà di riflesso la vita della giovane ed esuberante Antoniette. Un pò quello che succede nei vicoli di alcune città del sud Italia, con le caratteristiche vecchine che affacciate alla finestra sanno tutto di tutti pur non scendendo mai nemmeno un gradino.
    Ho trovato il libro meraviglioso. Una scrittura comprensibile, un viaggio in una mente non malata, ma instabile. Una protagonista interessante, che vediamo decadere in una spirale di pazzia, fino a che..

    ha scritto il 

  • 3

    che strano libro.
    Dà l'impressione che l'autore sia partito con un'idea e l'abbia cambiata in corsa, perché la prima parte - la migliore - va in una direzione, e poi nella seconda parte la storia vira ...continua

    che strano libro.
    Dà l'impressione che l'autore sia partito con un'idea e l'abbia cambiata in corsa, perché la prima parte - la migliore - va in una direzione, e poi nella seconda parte la storia vira.
    Si è convinti, leggendo la prima parte, che la protagonista finirà per influire su quelle vite altrui - selvagge quanto la sua è inerte - che osserva con un misto di invidia e di fastidio. Ed effettivamente lei sembra prendere in mano la situazione, sia pure in maniera occulta e vile, ma dai suoi tentativi di interferire non sortirà nulla.
    Scivolerà, così, in un distacco definitivo dalla realtà, prima trascorrendo giorni interi a seguire per la città i passi di una delle sue vicine, che la noterà senza darle, come sempre, alcun peso; poi "vedendo" un'altra vicina che è morta; poi restando definitivamente sola, per la partenza dei suoi affittuari. La conclusione della storia è quasi obbligata; invece le vicende delle persone che Dominique ha osservato dalle proprie finestre restano sospese e di loro non sapremo più nulla.

    ha scritto il 

  • 3

    una storia senza speranza, ammantata di tristezza, in cui lo squallore del destino sembra inesorabile. il grosso dell'azione si svolge nelle prime pagine. il resto è un lasciarsi vivere le giornate ad ...continua

    una storia senza speranza, ammantata di tristezza, in cui lo squallore del destino sembra inesorabile. il grosso dell'azione si svolge nelle prime pagine. il resto è un lasciarsi vivere le giornate addosso senza reagire. scrittura sempre magistrale e acuta.

    ha scritto il 

  • 3

    Come un pesce gettato sull’erba che aspira con avide boccate l’aria mortale

    Questa volta bastano una manciata di pagine per arrivare al delitto: va in scena la morte assistita. Una donna la favorisce, l'altra la guarda impotente e vagamente compiaciuta dalla finestra di front ...continua

    Questa volta bastano una manciata di pagine per arrivare al delitto: va in scena la morte assistita. Una donna la favorisce, l'altra la guarda impotente e vagamente compiaciuta dalla finestra di fronte. E ora Georges che racconterai nelle pagine restanti? Mi son chiesto dopo quella cinquantina appena lette. Se volete Simenon nei panni di una donna, qui lo trovate. Ha scelto di raccontare dal punto di vista di una zitella quarantenne con il naso storto, che passa il tempo ad origliare dalla finestra per riempirsi della vita che le manca. Dominique, o come la chiamavano confidenzialmente i familiari “nique” una che a sentir loro, non cambia mai, si sente condannata ad esser sempre la stessa. Volete leggere del Simenon misogino di cui avete sentito parlare?
    Già solo il suo sorriso, raggiante di gioia, traboccante di una felicità equivoca, era una provocazione; la sua risata faceva pensare alle grida che probabilmente gli amplessi le strappavano, e i suoi denti aguzzi sembravano cercare sempre carne da mordere; sotto qualsiasi abito si indovinava il suo corpo nudo, eccitato.
    Questa non è misoginia, è ammirazione, è il riconoscimento della superiorità passionale della femmina, della lupa con i denti aguzzi, una figura che Georges ricrea ossessivamente nei suoi romanzi. Dominique vorrebbe essere Antoinette, ne è scandalizzata ed ammaliata al tempo stesso. Simenon però non riesce a mimetizzarsi completamente nei panni della zitella, la maschera di tanto in tanto gli scivola dal volto, talvolta più dell'invidia femminile si percepisce il desiderio maschile
    Il suo corpo, avvolto in una camicia da notte di seta riccamente ornata, si rivelava a Dominique per la prima volta in tutta la sua pienezza. Le affiorò alle labbra una parola, una parola semplicissima, donna, che solo allora le parve di capire veramente. Appoggiata alla ringhiera di ferro battuto, Antoinette era china in avanti, sicché il busto premeva un po’ sulle braccia bianche e il seno si sollevava leggermente; si intravedeva un solco d’ombra nella scollatura della camicia da notte; il mento paffuto sembrava anch’esso adagiato su un soffice cuscinetto di carne.
    La lupa azzanna la vita, Georges per sentirsi vivo deve aver avuto bisogno di quel morso.
    Il libro è tetro, mai piacevole ma ben scritto. Non è adatto a coloro che nella lettura gradiscono intravedere una speranza.

    E-book N°64
    La finestra dei Rouet (Simenon Georges)
    Giugno 2014

    ha scritto il 

  • 4

    Dalle pagine di questo libro esce, prepotente, l'odore polveroso della solitudine.

    "Tutto era vivo intorno a lei, solo il suo cuore batteva a vuoto, come una sveglia dimenticata in una valigia" ...continua

    Dalle pagine di questo libro esce, prepotente, l'odore polveroso della solitudine.

    "Tutto era vivo intorno a lei, solo il suo cuore batteva a vuoto, come una sveglia dimenticata in una valigia"

    ha scritto il 

  • 5

    Veramente un bel libro! Una disperazione così umana da essere reale e per questo spaventosa. Una solitudine totale e a tratti imbarazzante. Ti ritrovi a pensare che ti dispiace per Dominique e per la ...continua

    Veramente un bel libro! Una disperazione così umana da essere reale e per questo spaventosa. Una solitudine totale e a tratti imbarazzante. Ti ritrovi a pensare che ti dispiace per Dominique e per la sua tristezza angosciante e palpabile. Un'ottima scrittura e caratterizzazione dei personaggi, anche queli secondari, fa da contorno ad una storia perversa e malata.

    ha scritto il 

  • 5

    Dominique

    Forse gli uomini non pensano che l'inizio del giorno è misterioso
    quanto il crepuscolo, che ha in se sospesa la stessa parte di eternità. Non si ride fragorosamente, di un riso volgare, nella freschez ...continua

    Forse gli uomini non pensano che l'inizio del giorno è misterioso
    quanto il crepuscolo, che ha in se sospesa la stessa parte di eternità. Non si ride fragorosamente, di un riso volgare, nella freschezza tutta nuova dell'aurora, più di quanto non lo si faccia nell'attimo in cui si sfiora il primo alito della notte. Siamo più seri, proviamo l'impercettibile angoscia dell'essere umano davanti all'universo, perchè la strada non è ancora la solita strada rassicurante, ma un pezzo di quel gran tutto in cui si muove l'astro che mette pennacchi di luce sugli angoli aguzzi dei tetti.

    ha scritto il 

  • 4

    Ritorno a Simenon

    Sapevo che mi sarei riconciliato con Simenon, dopo una prima conoscenza poco entusiasmante. Gustandolo nella sua lingua madre, limpida e precisa, ho trovato davvero ben riuscito La fenêtre des Rouet, ...continua

    Sapevo che mi sarei riconciliato con Simenon, dopo una prima conoscenza poco entusiasmante. Gustandolo nella sua lingua madre, limpida e precisa, ho trovato davvero ben riuscito La fenêtre des Rouet, una storia di solitudine, desideri repressi, reciproche indifferenze e 'vita accanto' di profonda, insidiosa intensità. La conoscenza dell'autore belga dunque proseguirà.

    ha scritto il 

  • 2

    Non so se l'impressione sia derivata da un mio "errore di prospettiva" per cui, durante la lettura, mi sono concentrata tanto su Dominique quanto sui Rouet e i Caille, che in realtà percepiamo solo fi ...continua

    Non so se l'impressione sia derivata da un mio "errore di prospettiva" per cui, durante la lettura, mi sono concentrata tanto su Dominique quanto sui Rouet e i Caille, che in realtà percepiamo solo filtrati dallo sguardo avido della - appunto - protagonista, attendendomi una qualche evoluzione dalla trama, beh, sta di fatto che mi sono annoiata.
    Forse ho sbagliato, e d'altra parte, mi dico, il personaggio di Dominique non aveva l'intensità necessaria ad attrarre il mio sguardo.

    ha scritto il 

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