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La finestra dei Rouet

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Adelphi 543)

3.9
(555)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 177 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845923975 | Isbn-13: 9788845923975 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Laura Vanorio , Federica Di Lella

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Social Science

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Descrizione del libro
Un lento, soffocante pomeriggio estivo. In un modesto appartamento di Faubourg Saint-Honoré, una donna sta ricucendo un vecchio vestito. Al di là della porta che divide la sua stanza da quella attigua, due corpi giovani si stiracchiano rumorosamente dopo aver fatto l'amore, «crogiolandosi in quell'odore di bestia umana»: la donna sente tutto, immagina ogni gesto. Nel lungo specchio rettangolare dell'armadio, prima di provarsi il vestito, si guarda i seni, li prende in mano, li stringe: nessuno sa quanto siano belli, ancora adesso che sta per compiere quarant'anni, nessuno sa che il suo corpo è lo stesso di quando ne aveva sedici. Dall'altra parte della strada vive la ricchissima famiglia dei Rouet, proprietari non solo del palazzo in cui abitano, ma di buona parte dei palazzi intorno. Per ore e ore, da dietro le persiane accostate, la donna spia i loro movimenti: quelli dei vecchi, al piano di sopra, quelli del giovane Hubert e della sua bella, irrequieta moglie Antoinette, al piano di sotto. Finché, proprio in un assolato pomeriggio di luglio, è l'unica testimone di un omicidio che potrebbe facilmente non essere riconoscibile come tale. Da questo momento, la donna comincia a vivere per procura la vita di quella Antoinette così diversa da lei: una vita «fervida, invadente, in tutta la sua spaventosa brutalità», una vita «proibita», che a poco a poco diventa la sua. Fino alle più crudeli, atroci conseguenze.
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  • 3

    una storia senza speranza, ammantata di tristezza, in cui lo squallore del destino sembra inesorabile. il grosso dell'azione si svolge nelle prime pagine. il resto è un lasciarsi vivere le giornate addosso senza reagire. scrittura sempre magistrale e acuta.

    ha scritto il 

  • 3

    Come un pesce gettato sull’erba che aspira con avide boccate l’aria mortale

    Questa volta bastano una manciata di pagine per arrivare al delitto: va in scena la morte assistita. Una donna la favorisce, l'altra la guarda impotente e vagamente compiaciuta dalla finestra di fronte. E ora Georges che racconterai nelle pagine restanti? Mi son chiesto dopo quella cinquantina ap ...continua

    Questa volta bastano una manciata di pagine per arrivare al delitto: va in scena la morte assistita. Una donna la favorisce, l'altra la guarda impotente e vagamente compiaciuta dalla finestra di fronte. E ora Georges che racconterai nelle pagine restanti? Mi son chiesto dopo quella cinquantina appena lette. Se volete Simenon nei panni di una donna, qui lo trovate. Ha scelto di raccontare dal punto di vista di una zitella quarantenne con il naso storto, che passa il tempo ad origliare dalla finestra per riempirsi della vita che le manca. Dominique, o come la chiamavano confidenzialmente i familiari “nique” una che a sentir loro, non cambia mai, si sente condannata ad esser sempre la stessa. Volete leggere del Simenon misogino di cui avete sentito parlare?
    Già solo il suo sorriso, raggiante di gioia, traboccante di una felicità equivoca, era una provocazione; la sua risata faceva pensare alle grida che probabilmente gli amplessi le strappavano, e i suoi denti aguzzi sembravano cercare sempre carne da mordere; sotto qualsiasi abito si indovinava il suo corpo nudo, eccitato.
    Questa non è misoginia, è ammirazione, è il riconoscimento della superiorità passionale della femmina, della lupa con i denti aguzzi, una figura che Georges ricrea ossessivamente nei suoi romanzi. Dominique vorrebbe essere Antoinette, ne è scandalizzata ed ammaliata al tempo stesso. Simenon però non riesce a mimetizzarsi completamente nei panni della zitella, la maschera di tanto in tanto gli scivola dal volto, talvolta più dell'invidia femminile si percepisce il desiderio maschile
    Il suo corpo, avvolto in una camicia da notte di seta riccamente ornata, si rivelava a Dominique per la prima volta in tutta la sua pienezza. Le affiorò alle labbra una parola, una parola semplicissima, donna, che solo allora le parve di capire veramente. Appoggiata alla ringhiera di ferro battuto, Antoinette era china in avanti, sicché il busto premeva un po’ sulle braccia bianche e il seno si sollevava leggermente; si intravedeva un solco d’ombra nella scollatura della camicia da notte; il mento paffuto sembrava anch’esso adagiato su un soffice cuscinetto di carne.
    La lupa azzanna la vita, Georges per sentirsi vivo deve aver avuto bisogno di quel morso.
    Il libro è tetro, mai piacevole ma ben scritto. Non è adatto a coloro che nella lettura gradiscono intravedere una speranza.

    E-book N°64
    La finestra dei Rouet (Simenon Georges)
    Giugno 2014

    ha scritto il 

  • 4

    Dalle pagine di questo libro esce, prepotente, l'odore polveroso della solitudine.

    "Tutto era vivo intorno a lei, solo il suo cuore batteva a vuoto, come una sveglia dimenticata in una valigia"

    ha scritto il 

  • 5

    Veramente un bel libro! Una disperazione così umana da essere reale e per questo spaventosa. Una solitudine totale e a tratti imbarazzante. Ti ritrovi a pensare che ti dispiace per Dominique e per la sua tristezza angosciante e palpabile. Un'ottima scrittura e caratterizzazione dei personaggi, a ...continua

    Veramente un bel libro! Una disperazione così umana da essere reale e per questo spaventosa. Una solitudine totale e a tratti imbarazzante. Ti ritrovi a pensare che ti dispiace per Dominique e per la sua tristezza angosciante e palpabile. Un'ottima scrittura e caratterizzazione dei personaggi, anche queli secondari, fa da contorno ad una storia perversa e malata.

    ha scritto il 

  • 5

    Dominique

    Forse gli uomini non pensano che l'inizio del giorno è misterioso
    quanto il crepuscolo, che ha in sè sospesa la stessa parte di eternità. Non si ride fragorosamente, di un riso volgare, nella freschezza tutta nuova dell'aurora, più di quanto non lo si faccia nell'attimo in cui si sfiora il ...continua

    Forse gli uomini non pensano che l'inizio del giorno è misterioso
    quanto il crepuscolo, che ha in sè sospesa la stessa parte di eternità. Non si ride fragorosamente, di un riso volgare, nella freschezza tutta nuova dell'aurora, più di quanto non lo si faccia nell'attimo in cui si sfiora il primo alito della notte. Siamo più seri, proviamo l'impercettibile angoscia dell'essere umano davanti all'universo, perchè la strada non è ancora la solita strada rassicurante, ma un pezzo di quel gran tutto in cui si muove l'astro che mette pennacchi di luce sugli angoli aguzzi dei tetti.

    ha scritto il 

  • 2

    Non so se l'impressione sia derivata da un mio "errore di prospettiva" per cui, durante la lettura, mi sono concentrata tanto su Dominique quanto sui Rouet e i Caille, che in realtà percepiamo solo filtrati dallo sguardo avido della - appunto - protagonista, attendendomi una qualche evoluzione da ...continua

    Non so se l'impressione sia derivata da un mio "errore di prospettiva" per cui, durante la lettura, mi sono concentrata tanto su Dominique quanto sui Rouet e i Caille, che in realtà percepiamo solo filtrati dallo sguardo avido della - appunto - protagonista, attendendomi una qualche evoluzione dalla trama, beh, sta di fatto che mi sono annoiata.
    Forse ho sbagliato, e d'altra parte, mi dico, il personaggio di Dominique non aveva l'intensità necessaria ad attrarre il mio sguardo.

    ha scritto il 

  • 5

    Dominique

    Sono davvero a corto di parole che mi possano aiutare nel descrivere le sensazioni trasmesse da questo "La finestra dei Rouet".
    Simenon è riuscito a concentrare nel personaggio di Dominique e nella sua storia tutte le angosce silenziose di una vita letteralmente buttata.
    C'è la povert ...continua

    Sono davvero a corto di parole che mi possano aiutare nel descrivere le sensazioni trasmesse da questo "La finestra dei Rouet".
    Simenon è riuscito a concentrare nel personaggio di Dominique e nella sua storia tutte le angosce silenziose di una vita letteralmente buttata.
    C'è la povertà dignitosa, in quei rammendi di calze grigie e nella miseria del guardaroba di Dominique, quarantenne sola, che ha trascorso anni sterili nell'illusione che qualcosa cambiasse, ma sapendo di non potere mai avere una vita affettiva.
    La sua è una vita riflessa, di osservazione, da spettatrice silenziosa: sente e spia gli accoppiamenti dei due giovani, ai quali affitta una camera, immaginando ciò che mai ha provato e che mai proverà; segue ossessivamente ciò che accade dietro le finestre dei Rouet, ricchissima famiglia che vive dall'altra parte della strada. Antoinette Rouet, giovane, bella e irrequieta vedova, diventa la sua vita immaginaria.
    Ma nell'arco di poco meno di un anno, i destini degli altri cambiano e si muovono, lasciando un vuoto incolmabile nella vita di Dominique. Quelli che erano i personaggi dai quali la donna assorbiva un po' di esistenza, muoiono, traslocano, fuggono, lasciandola a confrontarsi con una solitudine inenarrabile e insopportabile.
    Simenon descrive magnificamente i suoi ennesimi personaggi femminili, le due protagoniste di questa storia, così differenti fra di loro, ma che si nutrono l'una della vita dell'altra.
    Ho amato l'indifesa, remissiva Dominique, riconoscendole, alla fine, di avere dimostrato una forza e una volontà feroci: solo lei, fra tutti, è quella che decide la svolta finale di una vita sempre sottomessa al mondo.

    ha scritto il 

  • 4

    Il voyeurismo e la solitudine prima, molto prima, di Facebook

    Quarto Simenon estivo, probabilmente uno dei migliori, sicuramente tra i romanzi più deprimenti nella storia della letteratura mondiale. Ci sono tutti i temi cari allo scrittore: Parigi, col sole e con la pioggia, gli ombrelli, gli odori, gli alberghi, equivoci per definizione, le portinaie, le z ...continua

    Quarto Simenon estivo, probabilmente uno dei migliori, sicuramente tra i romanzi più deprimenti nella storia della letteratura mondiale. Ci sono tutti i temi cari allo scrittore: Parigi, col sole e con la pioggia, gli ombrelli, gli odori, gli alberghi, equivoci per definizione, le portinaie, le zitelle, i vecchi che vanno a puttane, i giovani che poi ci vanno anche loro, le arrampicatrici sociali, i figli dei ricchi un po' sfigati che muoiono nelle prime pagine e nessuno, neanche la madre, li rimpiange, le giovani coppie che scopano tutto il tempo come solo a Parigi, chissà perché, succede, le fotografie dei morti alle pareti, i ricordi, in genere dolorosi, di quando si era bambini o adolescenti inconsapevolmente felici, ma soprattutto la solitudine, tanta, e le finestre, dappertutto.

    ha scritto il 

  • 4

    Simenon non delude

    Dominique, la protagonista, tenta di vivere la vita degli altri dalla finestra del suo appartamento, ma il gioco non funziona e l’epilogo, come si può immaginare, è tragico.


    Superba la lettura della realtà di Simenon. Il romanzo è malinconico, sottolinea in ogni momento la solitudine e le ...continua

    Dominique, la protagonista, tenta di vivere la vita degli altri dalla finestra del suo appartamento, ma il gioco non funziona e l’epilogo, come si può immaginare, è tragico.

    Superba la lettura della realtà di Simenon. Il romanzo è malinconico, sottolinea in ogni momento la solitudine e le ossessioni della vita della protagonista.bellissima la descrizione, nelle pagine finali, della completa solitudine di Dominique.

    ha scritto il 

  • 4

    Il racconto di un'ossessione, il racconto di una solitudine.

    Simenon superbo nella descrizione dei pensieri torbidi della protagonista: sottile e crudele.
    In Faubourg Saint-Honorè, Dominique vive la sua solitaria esistenza chiusa nelle quattro mura del suo appartamento. Dominique non ha mai avuto un uomo, non ha amicizie e la sua famiglia non c'è più ...continua

    Simenon superbo nella descrizione dei pensieri torbidi della protagonista: sottile e crudele.
    In Faubourg Saint-Honorè, Dominique vive la sua solitaria esistenza chiusa nelle quattro mura del suo appartamento. Dominique non ha mai avuto un uomo, non ha amicizie e la sua famiglia non c'è più. Il suo mondo è nei suoi rammendi, nei suoi ricordi, nella sua casa di cui affitta una stanza ad una coppia di giovani sposi per avere una fonte di guadagno.
    Parte della sua giornata Dominique la trascorre spiando la vita dei suoi affittuari, ad immaginare i loro corpi che si uniscono e forse, inconsciamente, ad invidiarli.
    Però il punto di forte attrazione è rappresentato dalla finestra dalla quale la donna osserva i due appartamenti del palazzo di fronte, gli appartamenti della famiglia Rouet.
    In particolar modo, con ossessiva insistenza, spia la libertina ed irrequieta Antoinette e nel momento in cui crede di assistere come unica testimone non vista, ad un possibile omicidio, la situazione precipita diventando ossessione.
    Così Dominique annulla totalmente se stessa e vive la vita di Antoinette, trascorrendo intere giornate ad osservare le finestre della famiglia Rouet, registrando quello che può vedere con i suoi occhi ed immaginando il resto. Iniziano tutta una serie di azioni avventate, dettate dall'esigenza di avere una vita, anche se rubata, ed allontanare per un po’ la solitudine.
    Ma i nodi vengono sempre al pettine, non si può fingere per sempre, non si può eternamente rubare l’identità altrui per riempire il vuoto che ci circonda. E nel finale comprendiamo davvero, fino in fondo la disperazione e l'isolamento che Dominique si è autoimposta.

    ha scritto il 

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