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La finta di Ivan

Mete, placcaggi e terzi tempi infiniti: il rugby di Francescato

Di ,

Editore: Aviano Editori

4.4
(12)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: A000060099 | Data di pubblicazione: 

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Descrizione del libro
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  • 5

    Da leggere

    Ho approcciato questo libro con diffidenza, prevedendo la solita agiografia pietista, ma mi sono dovuto arrendere alla bravura di questo autore che riesce a raccontare una storia come quella di ...continua

    Ho approcciato questo libro con diffidenza, prevedendo la solita agiografia pietista, ma mi sono dovuto arrendere alla bravura di questo autore che riesce a raccontare una storia come quella di Francescato con precisione e accuratezza senza scadere nella lacrima facile. Ho così potuto scoprire Francescato per quello che era umanamente e rugbisticamente. Che altro dire? Obbiettivo centrato e quando un lavoro è un lavoro eccellente parla da solo.

    Le 5 stelle sono la media tra 10 all'autore e 0 a chi ha curato grafica e impaginazione.

    ha scritto il 

  • 0

    Ivan è stato il miglior giocatore del mondiale di rugby del 1995 ed è scomparso nel 1999 a 32 anni. Chi ha potuto vederlo giocare ricorderà la gioia, il divertimento che trasmetteva quando si ...continua

    Ivan è stato il miglior giocatore del mondiale di rugby del 1995 ed è scomparso nel 1999 a 32 anni. Chi ha potuto vederlo giocare ricorderà la gioia, il divertimento che trasmetteva quando si muoveva sul manto erboso con il pallone. Chi ha avuto il piacere di incontrarlo fuori dal campo ha conosciuto un ragazzo che manteneva l'umiltà e la simpatia di un bambino. I tanti ragazzi che si allenano nei campi della As Tarvisium lo emulano come riferimento e mito.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi ha commosso. Il rugby è sempre presente, ma come sfondo al racconto senza essere invadente nè stucchevole. Ivan è stato un grande e continua ad esserlo. Bella biografia. Si legge tutta d'un ...continua

    Mi ha commosso. Il rugby è sempre presente, ma come sfondo al racconto senza essere invadente nè stucchevole. Ivan è stato un grande e continua ad esserlo. Bella biografia. Si legge tutta d'un fiato.

    ha scritto il 

  • 3

    L'ho letto volentieri

    Generalmente non mi piacciono le biografie, ma questo libro ha un pregio: non racconta solo la vita di Ivan Francescato, ma descrive un mondo in cui il rugby era qualcosa di diverso. Un rugby ...continua

    Generalmente non mi piacciono le biografie, ma questo libro ha un pregio: non racconta solo la vita di Ivan Francescato, ma descrive un mondo in cui il rugby era qualcosa di diverso. Un rugby ruspante, dilettantistico e appassionato, ricco di amicizie vere e durature, di voglia di affrontare il mondo che guardava da un'altra parte. Un rugby oggi in buona parte scomparso e che ha dato un forte contributo anche alla mia formazione.
    Per avere un'idea... http://www.rugbylist.it/storie-di-rugby/mi-manca-il-rugby/

    Invece non mi sono per niente piaciute le scelte grafiche dell'editore. L'uso della carta patinata, adatta ad un libro fotografico non ad un racconto corredato di immagini. L'uso di un font sans-serif, che da' l'idea di una pagina web un po' antiquata. L'uso di un inchiostro grigio, anziche' nero.

    Peccato perchè la sua intenzione è di fare un'intera collana dedicata al rugby e alle sue storie, ai suoi personaggi. Trovo difficile immaginare una rivoluzione grafica (perchè di questa c'è bisogno) e noi appassionati saremo costretti a sorbiceli così.

    ha scritto il 

  • 0

    Non è semplice segnalare, nella sovrabbondante e a volte inadeguata offerta editoriale legata al rugby, libri che ne sappiano raccontare l’essenza, che contengano una vera storia, quella che non ...continua

    Non è semplice segnalare, nella sovrabbondante e a volte inadeguata offerta editoriale legata al rugby, libri che ne sappiano raccontare l’essenza, che contengano una vera storia, quella che non ti aspetti, anche se nota ai più. Ha invece tutte le premesse per essere un vero libro di “culto” per gli amanti del rugby la biografia di Ivan Francescato, uscita dalla penna di Elvis Lucchese. Perchè quella di Ivan, tutto è stata, meno che una storia come le altre. Le origini umili, la famiglia pane e rugby e a volte, poco pane e molto rugby. In un tempo che è ieri, in un sobborgo di Treviso che pure si farebbe fatica a riconoscere. La parabola con la “maglietta rossa” del Tarvisium, squadra proletaria, in una provincia bianca che il proletariato non lo ha mai conosciuto. L’ascesa con il Benetton tutto stelle e non solo strisce, che entusiasmava e vinceva, che entusiasmando, vinceva. E poi la gloria azzurra, con l’irripetibile Nazionale di Coste, nell’epoca che dava l’addio al rugby delle origini e accoglieva non senza incertezze l’avvento di quello professionistico. L’immagine della meta segnata alla Francia, a Grenoble, che spiana la strada alla storia. La storia troppo breve di un talento “a cui poteva stare stretto persino il rugby italiano, che sbocciando un po’ più a Nord, gli avrebbe tranquillamente permesso di essere titolare in qualsiasi nazionale anglosassone”, come ci suggerisce lo stesso Elvis. “La finta di Ivan”, sarà il titolo. E ancora una volta saprà come spiazzarci.

    Alessandro Tomasutti

    (dal settimanale "La Meta", n.14 - 11 Dicembre 2007)

    ha scritto il