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La follia di Banvard

Tredici storie di uomini e donne che non hanno cambiato il mondo

Di

Editore: Adelphi

3.9
(96)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 354 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845920771 | Isbn-13: 9788845920776 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Marco Lunari

Genere: Biography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Capita, nella vita di tutti, che qualcosa vada storto, magari proprio quandofortuna e gloria erano appena state assaporate, o sembravano a portata dimano. E, a volte, la differenza fra successo e fallimento passa per uncapriccio di troppo. A tardiva ricompensa dei loro sogni infranti, i tredicipersonaggi ritratti in questa galleria di sconfitti hanno tuttavia avuto laventura di incontrare un biografo, Paul Collins, scrittore contemporaneocapacee di trasformare un dagherrotipo svanito, la pubblicità di un rimediotaumaturgico o il brevetto di un'invenzione portentosa, ma assolutamenteinutile, in altrettanti microromanzi.
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  • 4

    In un mondo che premia il successo, tredici racconti di insuccessi più o meno felici. Storie ambientate per lo più nel nuovo mondo (ma qualcuna anche in Europa) tra diciottesimo e diciannovesimo ...continua

    In un mondo che premia il successo, tredici racconti di insuccessi più o meno felici. Storie ambientate per lo più nel nuovo mondo (ma qualcuna anche in Europa) tra diciottesimo e diciannovesimo secolo, che mostrano quanto sia labile, in una società ancora alla ricerca di sè, il confine tra scienza e ciarlataneria. Per quanto in linea di principio i protagonisti di questi racconti siano stati tanto poco interessanti che l'opinione pubblica li ha dimenticati, l'avvincente prosa di Collins rende le loro biografie estremamente godibili.

    ha scritto il 

  • 4

    Elogio della mediocrità

    Non è sufficiente avere idee balorde: bisogna anche avere la capacità di non metterle in pratica. Solo così l'insuccesso diventa glorioso e completo.

    Una rivalutazione dei perdenti che persero con ...continua

    Non è sufficiente avere idee balorde: bisogna anche avere la capacità di non metterle in pratica. Solo così l'insuccesso diventa glorioso e completo.

    Una rivalutazione dei perdenti che persero con onore e caparbietà, da opporre ai vincenti che vinsero con disonestà e fortuna.

    ha scritto il 

  • 5

    Si può fare un libro su gente cui la Storia non ha conservato quasi il ricordo ? Evidentemente si, o almeno così ha pensato Collins, che in questo libro descrive le vite di gente le cui idee o ...continua

    Si può fare un libro su gente cui la Storia non ha conservato quasi il ricordo ? Evidentemente si, o almeno così ha pensato Collins, che in questo libro descrive le vite di gente le cui idee o scoperte sono state famose ma non fino ai nostri giorni, vuoi per incorrettezza, vuoi per sfortuna. E' un libro veramente bello, con lo stile di Collins che si permette digressioni e brani tratti da documenti d'epoca. Consigliato.

    P.S. Per chi fosse curioso, la storia (o almeno una parte) di come l'ha pubblicato in America si può trovare nel suo libro "Al paese dei libri".

    ha scritto il 

  • 4

    Ricorda molto "la sinagoga degli iconoclasti" di R. Wilcock, l'idea è grossomodo la stessa: dei personaggi, in questo caso tredici, che per motivi vari, falliscono l'appuntamento con la gloria e con ...continua

    Ricorda molto "la sinagoga degli iconoclasti" di R. Wilcock, l'idea è grossomodo la stessa: dei personaggi, in questo caso tredici, che per motivi vari, falliscono l'appuntamento con la gloria e con la fama. Anche in questo caso vengono salvati dal dimenticatoio dall'autore del libro. Molti anni passato dalla stesura dei due libri, diverso lo stile, rigoroso in Collins, finto rigoroso ma ironico in Wilcock. Ovviamente in ambo i casi il risultato é l'ironia, raggiunta dai due per strade diverse. Mi permetterei di consigliare di leggere i due libri uno dopo l'altro, potetecominciando da quello che volete.

    ha scritto il 

  • 4

    La logica con cui Collins sceglie i generi è la seguente: "i libri che mi piacciono", come se esistesse un sottogenere "libri di Collins". Bèh, è un genere che adoro. Avventurarsi per i testi che ...continua

    La logica con cui Collins sceglie i generi è la seguente: "i libri che mi piacciono", come se esistesse un sottogenere "libri di Collins". Bèh, è un genere che adoro. Avventurarsi per i testi che nessuno legge più, mi sembra al minimo sublime. Gli preferisco forse "Nel paese dei libri", ma è frutto di riflessione poco ponderata. A tutti gli effetti il mio autore preferito dell'anno, bravo com'è a mischiare narrativa e saggistica con leggera ironia e divertita partecipazione.

    ha scritto il