La foresta degli amori perduti

Di

Editore: Fanucci (Teen International)

3.3
(142)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 303 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8834716892 | Isbn-13: 9788834716892 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: C. Genovese

Genere: Narrativa & Letteratura , Rosa , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Nel mondo di Mary ci sono delle semplici verità. La Congregazione delle Sorelle sa sempre cos’è meglio. I Guardiani proteggono e servono. Gli Sconsacrati non cederanno mai. E bisogna sempre sorvegliare il recinto che circonda il villaggio. Il recinto che protegge il villaggio dalla Foresta degli amori perduti e da coloro che la abitano, gli Sconsacrati. Ma poco a poco le verità di Mary crolleranno. Imparerà cose che non avrebbe mai voluto sapere sulle Sorelle e sui loro segreti, sui Guardiani e sul loro potere. E quando il recinto verrà aperto e il suo mondo cadrà nel caos, conoscerà gli Sconsacrati e il loro mistero. Dovrà scegliere tra il villaggio e il proprio futuro, tra colui che ama, Travis, e chi è innamorato di lei, Harry, il fratello maggiore di Travis. E dovrà affrontare la verità sulla Foresta degli amori perduti e sul destino di sua madre, sparita anni prima. Può esserci vita al di fuori di un mondo circondato da così tanta desolazione? Si può continuare ad amare in una situazione di continuo pericolo?
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  • 2

    http://ilibrisonounantidotoallatristezza.blogspot.it/2014/04/recensione-la-foresta-degli-amori.html

    Il mondo è stato colpito da una terribile epidemia che trasforma tutti gli infetti in zombie senza s ...continua

    http://ilibrisonounantidotoallatristezza.blogspot.it/2014/04/recensione-la-foresta-degli-amori.html

    Il mondo è stato colpito da una terribile epidemia che trasforma tutti gli infetti in zombie senza scrupoli. Li chiamano Sconsacrati. Il villaggio di Mary è forse l'unico rimasto al mondo: è circondato da reti robuste che tengono gli infettati lontano dai sani, in quella che chiamano la Foresta degli Amori Perduti. Tra loro, da qualche parte, ci sono anche i genitori di Mary, rimasta sola con il fratello maggiore. Il villaggio è governato con severità e rigore dalle Sorelle, ed è proprio a loro che Mary è costretta ad unirsi quando nessuno la chiede in moglie. Non Travis, il suo grande amore, che sta per sposare la sua migliore amica, non Harry, troppo spaventato per farsi avanti. Ma Mary non riesce ad omologarsi agli altri, non resce ad accettare la vita che tutti vogliano che lei viva, non riesce a rinunciare all'amore e soprattutto non riesce a smettere di sognare l'oceano, di cui sua madre le parlava sempre. Ma la libertà che lei desidera avrà un prezzo molto alto..

    Questo è uno dei classici libri con una bella idea di base ma uno svolgimento poco azzeccato. La copertina e il titolo promettono una storia romantica, ma di romantico qui non c'è molto, anzi, la storia è molto cupa, quasi horror, il che non sarebbe neppure un problema se fosse costruita un po' meglio. No, niente romanticismo,o almeno non come ci si aspetterebbe. Ci troviamo di fronte ad un distopico apocalittico in cui il mondo come lo conosciamo oggi è stato distrutto da una terribile epidemia: chi è stato contagiato è diventato un vero e proprio zombie assetato di sangue, e ha trasmesso la stessa sorte a chiunque abbia morso o graffiato. La protagonista è una ragazza di nome Mary che vive nell'unico (o almeno così si crede) villaggio rimasto, nascosto al centro di una fitta foresta, circondato di robuste reti. Il villaggio è governato da un gruppo di donne chiamato Sorelle, un ordine sia religioso che governativo, che regola molto severamente ogni minimo aspetto della vita, perfino nella sfera privata. Mary lo sa bene perchè, visto che al raggiungimento di diciotto anni non è ancora stata chiesta in moglie, viene mandata a vivere dalle Sorelle. Ma Mary è molto diversa dagli altri. Tutti vivono rispettando le regole, facendo quello che viene loro detto, accettando il proprio posto, accontentandosi di sopravivere. Spesso sembrano quasi più zombie degli zombie stessi. Mary invece è un vulcano. La sua testa lavora sempre a cento chilometri all'ora. E' curiosa, sognatrice, e non ha mai perso la speranza nell'amore vero. A proposito di amore, in questo libro c'è uno dei triangoli (anzi quadrilateri) più senza senso di sempre. Prendete carta e penna, vi serviranno. Mary è innamorata persa di Travis, che però sta per sposarsi con la sua migliore amica, Cass. Lei invece è promessa ad Harry, il fratello di Travis, che è carino sì, ma non è Travis. Travis le fa ballare le ovaie e tutto il resto, Harry invece è più come un cucciolo che ti guarda con le orecchie abbassate e gli occhioni adoranti. Il doppio matrimonio ormai sta per consumarsi, tutto sembra andare a gonfie vele, l'unico inconveniente sembra essere il fatto che lei ama un altro, ma, ehi, sai che novità, la letteratura campa da centinaia di anni su questo problema. A costo di spoilerare, ma la situazione si fa troppo assurda. Infatti viene fuori che questo benedetto doppio matrimonio, non ce n'è uno che voglia portarlo avanti. Travis è segretamente innamorato di Mary, mentre Cass e Harry vorrebbero fuggire insieme. Quel che mi chiedo io è..perchè? Perchè non vi siete detti subito la verità invece di giocarvi questo doppio tra fratelli? Tutto il libro è pervaso da questo senso di vorrei-ma-non-posso, quando basterebbe semplicemente dire 'Ehi sorelle, noi abbiamo cambiato idea, ma non temete, non vi facciamo sprecare i soldi del catering. Invertiteci e la festa può continuare'. Sentimentalmente parlando, all'inizio non potevo che fare il tifo per Mary e Travis, ho un debole per gli innamorati sfortunati, ma dopo tutto quello che hanno passato, ho trovato veramente poco coerente il comportamento di Mary verso la fine, mi ha proprio fatto arrabbiare. Il suo problema è che la madre quando era piccola le raccontava le storie sull'oceano, e queste storie si sono infilate nei meandri del suo cervello talmente in profondità che lei ne è diventata veramente ossessionata. Ad un certo punto il suo obbiettivo diventa trovare l'oceano. L'obbiettivo di tutto il libro diventa trovare l'oceano. Non importa se tutti quelli che lei ama moriranno nel tentativo di accontentarla. Che poi, capisco si fosse fissata con l'idea di trovare un altro villaggio, un'altra città, altra gente, sarebbe stato sensato, ci sarebbe un perchè, potrebbero chiedere aiuto, unire le forze. Con l'oceano invece un perchè non c'è. Trovato l'oceano, finito il divertimento. Non puoi neppure sfruttarlo per l'acqua. Questo libro mi ha lasciato davvero perplessa e delusa. Ed è un vero peccato perchè l'inizio mi è piaciuto da morire. La prima parte è piena di dolore, perchè Mary ha perso entrambi i genitori, ha un fratello che si comporta come se non gli importasse nulla di lei, è innamorata persa di un uomo che non può avere e deve fingere di amare qualcuno solo perchè l'alternativa è stare in clausura tra le Sorelle. E' difficile, doloroso. Il pericolo è sempre dietro ad ogni angolo, non solo per via della minaccia rappresentata dagli Sconsacrati, ma perchè lei è una mina vagante all interno del villaggio, e sappiamo bene che fine fanno quelli che fanno troppe domande, nei distopici. La suspense è tesissima. Il desiderio di Mary nei confronti di Travis è frustrante, intenso, bellissimo. Ma poi tutto naufraga. La trama diventa assurda, il romance ancora di più. Tutti iniziano a morire. Il finale è uno dei più avvilenti di sempre: è aperto, troppo aperto, e avrei chiuso un occhio visto che fa parte di una serie, ma i tre libri che la compongono sembrano trattare tre storie diverse autoconclusive ambientate nello stesso mondo, quindi le mie speranze di sapere qualcosa di più su Mary sono abbastanza remote. In conclusione, posso dire che questo libro non funziona. Non sul serio. L'idea di base e la prima parte sono notevoli, ma il triangolo, la seconda parte, il finale, e l'ossessione di Mary per l'oceano hanno portato alla deriva un libro che poteva valere molto di più.

    ha scritto il 

  • 4

    La foresta degli amori perduti – Noi siamo i sopravvissuti.

    Se vi aspettate una storia d'amore smielata, loffia e un po' smorbi (se mi passate il termine), beh non la troverete di certo leggendo "La Foresta degli Amori Perduti".
    Diciamo che il ...continua

    Se vi aspettate una storia d'amore smielata, loffia e un po' smorbi (se mi passate il termine), beh non la troverete di certo leggendo "<strong>La Foresta degli Amori Perduti</strong>".
    Diciamo che il titolo è del tutto fuorviante rispetto all'originale inglese, "The Forest of Hands and Teeth" (La foresta di mani e denti), che molto di più si addice al tema che il libro tratta.

    Ci troviamo infatti in un futuro post apocalittico, che nel libro viene indicato dall'autrice come "il Ritorno". Mary vive in un villaggio, un luogo protetto da chilometri di reti di metallo che permettono una vita quasi normale. Un villaggio che sembra essere uscito dal medioevo, dove tutto gira attorno alla Cattedrale, abitata dalla Congregazione delle Sorelle. Le Sorelle controllano la vita nel villaggio, guidate dall'accecante convinzione di essere l'unica salvezza per il proprio popolo in quanto detentrici della parola di Dio. I guardiani, che rispondono agli ordini delle Sorelle, proteggono il villaggio dal pericolo che sta al di fuori delle reti: gli Sconsacrati.

    Gli sconsacrati che abitano la Foresta degli Amori Perduti una volta erano umani: parenti, amici, fratelli, sorelle, mamme, papà... adesso altro non sono che un'orda di zombie che "vive" con il solo scopo di graffiare e azzannare, alla ricerca di carne umana.

    Per carità, la storia d'amore c'è, ed eccome se c'è. Mary ha un grande amore, un amore che le impedisce di amare Harry che ha chiesto la sua mano, che le impedisce di obbedire alla Congregazione delle Sorelle. Mary ama Travis, fratello di Harry. E poi c'è l'amore della madre di Mary che è stata morsa ed ha deciso di diventare una Sconsacrata nella speranza di ricongiungersi con il marito, anche lui Sconsacrato, nella Foresta degli Amori Perduti.

    Ma quando la madre di Mary viene morsa, suo fratello la abbandona, dandole la colpa della disgrazia, Harry non si fa più avanti e quindi lei è costretta a vivere nella cattedrale, unendosi così alla Congregazione delle Sorelle.

    Ma Mary non crede più in Dio, e non crede a ciò che le Sorelle predicano. Ma questa posizione "privilegiata" le permette di scoprire che la Congregazione ha dei segreti, cose che la gente del villaggio non è tenuta a sapere e che non deve sapere. E' grazie a questa sua curiosità che Mary riesce a sopravvivere e scoprire che forse esiste un qualcosa al di fuori del villaggio, altri luoghi, e così la promessa dell'Oceano, l'enorme distesa di acqua salata che popolava i racconti della madre, non sembra poi così irrealizzabile. Alla fine la sua sete di sapere, di scoprire la porterà a rinunciare al suo amore per raggiungere la verità.

    "La Foresta degli Amori Perduti" è un libro ricco di romanticismo, avventura e, perché no, a tratti horror. La storia di Mary è indubbiamente molto triste, perché nel momento in cui il mondo le cade addosso, tutte le persone che avrebbero dovuto sostenerla la abbandonano. Ma Mary non si lascerà abbattere da questo, arriverà ad un punto in cui l'unica cosa che le interessa è sapere. Questo è ciò che fa di Mary un personaggio atipico. Nell'esatto momento in cui tutti la lasciano al suo destino, lei non lo accetta e se ne crea uno suo, nel quale decide di credere alle storie raccontate dalla madre, nel quale riversa tutto il suo amore per la ricerca della verità.

    I personaggi raccontati da Carrie Ryan riescono ad ottenere all'interno del libro il dovuto spazio, cosa che non è sempre così facile trovare. Ovviamente ho amato il personaggio di Mary, così ricco di emozioni, di sogni e sfaccettato. Ho odiato Jeb, per il suo essere scostante nei confronti della sorella. Ho amato ed odiato Travis, anche se come lui, capivo che in fondo Mary avrebbe amato di più l'oceano e la ricerca di esso. Ho odiato fortemente Cass per non essere l'amica di cui Mary ha bisogno ed Harry per essere nient'altro che un intralcio...

    Insomma io vi consiglio fortemente "La foresta degli amori perduti", per me più che un romanzo è stata una favolosa esperienza nel mondo distopico che, insieme ai viaggi nel tempo, sta diventando uno dei miei argomenti di lettura preferiti. Se poi amate le serie, questo romanzo fa sicuramente per voi!!

    Per saperne di più, ecco il link al mio blog: http://inonletti.wordpress.com/2012/08/27/la-foresta-degli-amori-perduti-noi-siamo-i-sopravvissuti/

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Non si perde in fronzoli - al massimo nelle paranoie di una protagonista che altalena tra il desiderio spasmodico per Travis e la voglia di evadere dei recinti attorno al villaggio -, e nella prima pa ...continua

    Non si perde in fronzoli - al massimo nelle paranoie di una protagonista che altalena tra il desiderio spasmodico per Travis e la voglia di evadere dei recinti attorno al villaggio -, e nella prima parte tiene alta una suspance che sembra promettere grandi cose.
    Tutta la parte che le trascorre nella Cattedrale, fino al momento in cui il villaggio viene attaccato, tiene il fiato sospeso e invoglia a incitare Mary a cercare, scavare, scoprire. Inutile dire che non si scopre un tubo e con la fuga attraverso i sentieri proibiti - che non si sa perché siano proibiti e al tempo stesso tenuti perfettamente agibili - ogni problematica sollevata dalle sue ricerche rimane insoluta. Il finale lascia alquanto a desiderare, amaro come tutte le volte in cui salta fuori che l'umanità non è assolutamente in grado di comunicare e cooperare neppure in un futuro post-apocalittico.
    Nel complesso però mi è piaciuto e ammetto di essermi lasciata impressionare parecchio dalla prima parte: una volta chiusa la luce, la notte, lo zampettare del mio cane nel buio mi ha fatta sudare freddo.

    ha scritto il 

  • 2

    Comprato dopo averne sentito parlare quando era "La foresta delle mani e dei denti" a mio avviso bellissimo ed evocativo. Me ne ero appunto innamorata per il titolo e ne ero rimasta delusa quando gli ...continua

    Comprato dopo averne sentito parlare quando era "La foresta delle mani e dei denti" a mio avviso bellissimo ed evocativo. Me ne ero appunto innamorata per il titolo e ne ero rimasta delusa quando gli è stata data una copertina da romanzo rosa ed un titolo banale. La delusione è raddoppiata quando l'ho letto. Banalotto nonostante alcuni spunti alla "The Village" che potevano essere interessanti, ma forse ad una bambina può piacere...chissà, gli do una chance fra la narrativa per 12-13 anni ;-)

    ha scritto il 

  • 2

    Ero stata tentata dalla trama di questo libro, ma sono rimasta delusa.... La storia è molto semplice, il finale..... bhè non c'è un finale vero e proprio... E il titolo e la copertina traggono solo in ...continua

    Ero stata tentata dalla trama di questo libro, ma sono rimasta delusa.... La storia è molto semplice, il finale..... bhè non c'è un finale vero e proprio... E il titolo e la copertina traggono solo in inganno

    ha scritto il 

  • 2

    La foresta degli amori perduti di Carrie Ryan è un fantasy molto semplice e, devo dire, alquanto scialbo.
    si tratta di una storia alquanto semplice e, mi tocca dirlo, costruita in modo altrettanto ba ...continua

    La foresta degli amori perduti di Carrie Ryan è un fantasy molto semplice e, devo dire, alquanto scialbo.
    si tratta di una storia alquanto semplice e, mi tocca dirlo, costruita in modo altrettanto banale, sempliciotto...
    Sempliciotte sono le situazioni presentate, anche lì dove l’Autrice avrebbe potuto caricare l’atmosfera di suspense: manca proprio quel quid che renda il ritmo incalzante, le scene movimentate, i dialoghi incisivi ed efficaci, i personaggi credibili..
    Ero partita con entusiasmo, un po’ per il titolo (così evocativo...) e un po’ per la trama.., ma son rimasta delusa.
    I personaggi mancano di un vero spessore emotivo e psicologico, non ci sono elementi narrativi che facciano alzare la tensione emotiva durante la lettura; certo, la fantasia nell’immaginare con la mente le scene più attive (gli attacchi degli Sconsacrati, i pericoli da evitare, le fughe, i momenti di tenerezza...) può aiutare a dare un senso a ciò che si legge, ma per il resto il tutto risulta poco convincente.
    Mary è oltremodo insopportabile, per la maggior parte della storia: infantile, capricciosa, ossessionata dal benedetto desiderio dell’oceano; invano l’Autrice cerca di affibbiarle una qualche vena “investigativa” e perspicace quando c’è da cercare una soluzione per scappare dagli Sconsacrati (sempre loro) e oltrepassare i cancelli.., ma a mio avviso è un tentativo fallito.
    Una cosa bisogna riconoscerle: la sua determinazione per arrivare al proprio obiettivo, a costo di “perdere per strada” affetti e legami...
    Il romanzo si legge molto facilmente perchè il linguaggio è scorrevole, va avanti comunque molto fluentemente, anche perché la narrazione è in prima persona e seguiamo dunque il filo dei ragionamenti di Mary, viviamo le sue avventure dal suo punto di vista; il mio livello di attenzione durante la lettura è associabile alla linea piatta di un elettrocardiogramma di uno Sconsacrato: picchi di vitalità ...non pervenuti.
    Mi spiace che l’Autrice abbia scelto, per denominare la “dimora” di un gruppo sempre più folto di ex-viventi, assetati di sangue, un nome così poetico: la “Foresta degli amori perduti”....
    Scelta sprecata, a mio avviso.

    tutta la recensione:
    http://chicchidipensieri.blogspot.it/2012/10/recensione-la-foresta-degli-amori.html

    ha scritto il 

  • 4

    " Mia madre mi parlava sempre dell’oceano. Esiste un posto, diceva, dove non c’è altro che acqua a perdita d’occhio, acqua in continuo movimento che si scaglia verso di te per poi ritrarsi. Una volta ...continua

    " Mia madre mi parlava sempre dell’oceano. Esiste un posto, diceva, dove non c’è altro che acqua a perdita d’occhio, acqua in continuo movimento che si scaglia verso di te per poi ritrarsi. Una volta mi mostrò una foto, disse che era la mia bis-bis-bisnonna da piccola nell’oceano. Sono trascorsi anni, e la foto si è persa tra le fiamme molto tempo fa, ma la ricordo ancora, sbiadita e consunta. Una bambina circondata dal nulla.
    Nei racconti di mia madre l’oceano aveva un rumore simile al vento tra gli alberi e gli uomini si spostavano sull’acqua.
    Ci sono volte in cui sono sul confine della Foresta degli amori perduti e guardo quello spazio selvaggio che si estende all’infinito, e mi chiedo come sarebbe se ci fosse acqua dappertutto. Chiudo gli occhi, ascolto il vento tra gli alberi e immagino un mondo fatto soltanto d’acqua che si richiude sulla mia testa."

    Solo per questo incipit il libro meriterebbe 5 stelle. Purtroppo però la seconda metà della storia è calante rispetto alla prima ed il finale lascia l'amaro in bocca.

    ha scritto il 

  • 3

    La parte più bella del libro è la prima metà: atmosfera un po' da thriller, misteri e segreti appena accennati e mai svelati, una comunità pseudo medievale sviluppatasi entro una rete di protezione co ...continua

    La parte più bella del libro è la prima metà: atmosfera un po' da thriller, misteri e segreti appena accennati e mai svelati, una comunità pseudo medievale sviluppatasi entro una rete di protezione contro i c.d. Sconsacrati, uno scenario mondiale che richiama un po' Io sono leggenda.
    Poi la classica americanata: un libro che viene definito "horror" praticamente solo per la presenza di zombie e per il suo finale "all'americana" nella "sana" tradizione di Ripper, Lo squalo, ...

    Peccato per il finale, l'inizio non era male.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Strano

    Inizio dicendo che non ho esperienza di libri sugli zombie, di conseguenza se in questo libro ci sono richiami - palesi o meno - ad altre opere io non posso dirlo. Chiarito ciò, il libro non mi è disp ...continua

    Inizio dicendo che non ho esperienza di libri sugli zombie, di conseguenza se in questo libro ci sono richiami - palesi o meno - ad altre opere io non posso dirlo. Chiarito ciò, il libro non mi è dispiaciuto del tutto, anche se lascia un po' di cose in sospeso e non spiega in maniera chiara alcuni dettagli.

    Partendo dal principio, l'idea di un mondo distrutto dagli zombie e di un villaggio isolato, ultima roccaforte dell'umanità (?), di per sé funziona, sebbene non sia originale. L'idea della Congregazione delle Sorelle mi è piaciuta fin da subito, anche se alla fine non si rivelano altro che una massa di fanatiche religiose. Però, anche questo, ha il suo che di interessante.
    L'idea poi dei cancelli che si snodano nella foresta - che cacchio!!! - è intrigante, ma l'autrice avrebbe potuto spingersi un po' più in là con questa faccenda dei codici e dei numeri, rendendo il tutto più avvincente.
    L'atmosfera dark e un po' horror c'è assolutamente, quello che secondo me un po' ha stonato è il quadrilatero amoroso e il finale lasciato un po' così.

    Ho iniziato il secondo in inglese... vedremo!

    ha scritto il