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La foresta della notte

Di

Editore: Adelphi

3.8
(170)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845910792 | Isbn-13: 9788845910791 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giulia Arborio Mella ; Prefazione: Thomas Stearns Eliot

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Al centro della Foresta della notte dorme la Bella Schizofrenica, in un letto dell'Hotel Récamier. T.S. Eliot, accompagnando questo libro alla sua uscita, scrisse che vi trovava "una qualità di orrore e di fato strettamente imparentata con quella della tragedia elisabettiana".
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  • 5

    Uno di quei libri che ti par di scoprire tu per la prima volta, di una che dice di essere "La piu famosa sconosciuta del secolo", e ti senti un lettore tosto, come dice Eliot che : "Una prosa che sia interamente viva esige da chi la legge qualcosa che il comune lettore di romanzi non è disposto a ...continua

    Uno di quei libri che ti par di scoprire tu per la prima volta, di una che dice di essere "La piu famosa sconosciuta del secolo", e ti senti un lettore tosto, come dice Eliot che : "Una prosa che sia interamente viva esige da chi la legge qualcosa che il comune lettore di romanzi non è disposto a dare." Libri "difficili" questi, che quanto ti vengono a raccontare non è cosi esplicito nel loro messaggio, quasi ci fosse una sorta di pudore furioso relativo allo svelamento. L'ultimo che mi era capitato di questo genere era "Il paese delle prugne verdi". Libri che piacciono ai lettori di poesie, ha detto Eliot nella prefazione. E cosimi ha fatto sentire un lettore eletto. La foresta della notte dell'animo umano, torbido e mistico ti trascina,con la sua storia e personaggi, nell'intrecciarsi di correnti sottomarine, profonde dell'abisso della sofferenza e delle ossessioni. E cosi ho imparato anche la parola imagista. http://it.wikipedia.org/wiki/Imagismo Apparteneva a quella corrente letteraria. Racconta di personaggi che hanno bisogno di un alibi, fondamentalmente, per poter vivere, dell'eccentricità per distinguersi, di eresie per proclamarsi vivi, soli, isolati e unici. Una comèdie humaine spiazzante e di una potenza della parola impressionante. Felix si faceva chiamare Barone Volkbein per il peso di un sangue inammissibile, ereditando l'ossessione e la finzione aristocratica inventandosi un passato, per quel debole che aveva per i titoli nobiliari. Lo troverà nell'ambiente circense e del teatro, congiungendo le sue emozioni allo sfarzo più eccelso e irraggiungibile dei Re, dal sapore Felliniano. Frequenterà i camerini di trapeziste, mangiatrici di spade e funambole, di attrici ungheresi, di alcoliche frequentatrici di bar notturni. In questi posti incontrerà il Dott. Matthew Mighty-grain-of-salt Dante O'Connor. Omosessuale o dalla forte connotazione femminile, è un affabulatore esilarante e dolente dell'incomunicabilità del genere umano e del pessimismo nichilista.Straordinario! Uno le cui invenzioni o bugie, sembravano l'ossatura di un progetto dimenticato ma grandioso, una qualche condizione di vita di cui lui era il solo depositario vivente. Nevrastenico. E' lui, il dottore che farà incontrare Felix o millantato Barone Volkbein portatore di monocolo, e gli farà scoprire quello che sarà il suo amore, Robin. Come in un dipinto di Rousseou, il Doganiere, la giovane donna greve e scarmigliata, stesa sopra un letto in un alberghetto, circondata da piante in vaso, palme esotiche e fiori recisi, se ne innamorerà perdutamente nel vederle gli occhi di un chiarore pallido e senza tempo, il raggio lungo e ininterrotto nell'iride degli animali selvatici che non hanno domato il loro sguardo per scendere a incontrare l'occhio umano. Si ripresenterà per giorni in quell'alberghetto, con due volumi sulla storia dei Borboni sotto il braccio, per invitarla ad una passeggiata ai giardini Luxemburgh. La sposerà e da lei avrà un figlio. Scopri che il suo amore per Robin non era in verità una scelta; era come se il peso della sua propria vita avesse accumulato un'unica precipitazione. "Partori tra alte grida frenetiche di affermazione e disperazione. Rabbrividendo nella duplice sofferenza della nascita e del furore bestemmiando come un marinaio, si sollevò sui gomiti nella veste insanguinata, guardando intorno sul letto come avesse perso qualcosa. "Oh Cristo, Cristo", continuava a ripetere come un bambino che ha messo piede nel principio di un orrore. (pag 64). "Io non lo volevo" gli dirà Robin, schiaffeggiandolo in pieno viso. "Andrò via". Prese su il mantello e sparì. Si scopri poi che si era messa con Nora Flood ed era andata a vivere in America.

    Qua comincia la storia. "Andrò via" E andrà via sempre, da ognuno che l'ama, poichè da sè stessa non può fuggire, fuggira da ognuno che tenta di fermarla, di tenerla per sè, che è poi ciò a cui anche brama, essere pur tuttavia e sentirsi amata, di sentirsi protetta perchè era dentro ad un suo incubo, non potendo cosi altro che agire solo in relazione di sè stessa. Apro verso la fine, e c'è il Dottore O'Connor (personaggio straordinario) che dice a Nora, disperata per averla perduta: "...Credete che Robin non avesse il diritto di combattervi con la sua sola arma? Vedeva in voi l'occhio spaventevole che avrebbe fatto di lei un bersaglio eterno. Non è forse questo che le bambine fanno alla bambola?..La bambola..si, il bersagio di cose passate e future. L'ultima bambola regalata all'età adulta è la ragazza che doveva essere ragazzo(Robin) e il ragazzo che doveva essere ragazza. L'amore di quest'ultima bambola era gia adombrato nell'amore della prima. La bambola e l'immaturo hanno un che di giusto, quella perchè somiglia alla vita ma non la contiene, è il terzo sesso perchè contiene la vita ma somiglia alla bambola."

    https://www.youtube.com/watch?v=CYZM88Y5zzA&list=FLxaNHdKVRGY8fUamSkNxULw&index=181

    Che nervoso mi fanno venire questi link che non prendono il clik

    https://www.youtube.com/watch?v=6M3oEITick0&list=FLxaNHdKVRGY8fUamSkNxULw

    ha scritto il 

  • 3

    Difficile

    “La Foresta nella notte” è un libro difficile e complesso che richiede nella lettura impegno e concentrazione. Impossibile categorizzarlo e, proprio per questo, resta di non facile comprensione. Il romanzo parla delle avventure esistenziali di Robin, giovane con sospetto di possessione diabolica, ...continua

    “La Foresta nella notte” è un libro difficile e complesso che richiede nella lettura impegno e concentrazione. Impossibile categorizzarlo e, proprio per questo, resta di non facile comprensione. Il romanzo parla delle avventure esistenziali di Robin, giovane con sospetto di possessione diabolica, attorno alla quale prendono posto personaggi altrettanto enigmatici come Nora e Jenny. Tali personaggi sembrano guidati da un medico olandese obeso che chiede costantemente di entrare nella foresta della notte, luogo della sessualità, che si trasforma in un mondo fatto di abissi e desideri repressi. Le parole sono brutali, le emozioni più prepotenti non mitigate, il linguaggio a tratti volgare.

    L’autrice racconta di accadimenti confusi e notturni, descrive personaggi strambi, evidenzia stati d’animo travolgenti. Non c’è un vero inizio e una vera fine. I capitoli sono racconti accomunati da personaggi che si perdono e si ritrovano più avanti o nel finale.

    Lo stile è moderno, denso di metafore, allusioni bibliche e passaggi ermetici;. ogni tanto una frase quasi poetica resta impressa nella mente ma, a mio parere, il significato spesso rimane oscuro.

    Molto difficile, molto lento, molto contorto. Se letto come un classico romanzo diventa una vera agonia (ossia un “mattonazzo”).

    ha scritto il 

  • 3

    Non sono riuscito ad entrare in sintonia con questo libro e purtroppo non l'ho compreso. Peccato perchè a tratti la struttura è intesa, carica di espressività e comunica forti emozioni. Il vissuto tormentato dei protagonisti lo vivi con loro. Bello. Però.....

    ha scritto il 

  • 4

    Oscure visioni

    La notte è padrona assoluta di questo libro. Djuna Barnes ci guida con un linguaggio opulento, da altri qui definito denso, nella notte dei sentimenti e delle emozioni. La foresta è la complessità, l'estraneità delle relazioni umane.
    Robin Vote è il sesso puro, animale, che invano le convenzioni ...continua

    La notte è padrona assoluta di questo libro. Djuna Barnes ci guida con un linguaggio opulento, da altri qui definito denso, nella notte dei sentimenti e delle emozioni. La foresta è la complessità, l'estraneità delle relazioni umane. Robin Vote è il sesso puro, animale, che invano le convenzioni sociali (rappresentate da Felix, che la sposa e le fa fare un bambino), il sentimento (Nora) e la forza (Jenny) cercano di sottomettere. Robin scapperà sempre, e non rinuncerà mai, neppure quando pare accettare il rapporto con gli altri, alle sue fughe notturne in cerca di sesso. Alla fine, nel perfetto finale, Robin disvela la sua animalità identificandosi con un cane, facendosi lui. Sulle vicende dei protagonisti veglia e disserta il dott. Mattew O'Connor, il cui compito è contestualizzare e sezionare gli avvenimenti, essendo comunque profondamente immerso nelle proprie macerie esistenziali (se non ho capito male l'episodio della chiesa è impotente). Libro difficile e complesso, nel quale si intersecano diversi piani interpretativi (ad esempio il ruolo della chiesa e delle religioni), da leggere con estrema concentrazione ma al tempo stesso lasciandosi andare al ritmo del periodare e delle metafore della Barnes, che in molti casi rasentano l'onomatopea. Indubbiamente un testo figlio del suo tempo, della Parigi del surrealismo e delle avanguardie, di cui la Barnes è stata una delle vestali. Preziosa la prefazione di T.S. Sterne.

    ha scritto il 

  • 0

    Intensa e profonda, un insondabile diletto, un piacere risonante, un’oscura meditazione, un sontuoso delirio. Scrittura che ricordo spesso e alla quale ritorno per gustare questo stupefacente linguaggio.


    “Miss Barnes ha un ritmo di prosa che è anche stile di prosa e un disegno musicale c ...continua

    Intensa e profonda, un insondabile diletto, un piacere risonante, un’oscura meditazione, un sontuoso delirio. Scrittura che ricordo spesso e alla quale ritorno per gustare questo stupefacente linguaggio.

    “Miss Barnes ha un ritmo di prosa che è anche stile di prosa e un disegno musicale che non è quello della poesia. Questo ritmo di prosa può essere più o meno complesso o elaborato, secondo le intenzioni dello scrittore; ma semplice o complesso che sia, esso è ciò che eleva alla massima intensità la materia da comunicare.” T.S.Eliot

    Nightwood è come scorrere con le dita i cerchi concentrici di un tronco d’albero, fino al cuore più profondo. Una sorta di gestazione a ritroso. Ecco perché rileggere significa per me andare sempre più in profondità e scoprire ogni volta che ci sono innumerevoli piani di lettura e che timbro e intensità si rincorrono costantemente in un gioco intrigante e ipnotico. “Guardiano, com’è la notte?”

    ha scritto il 

  • 5

    Una scrittura unica, non sembra di aver semplicemente letto un libro ma vissuto nei personaggi, apparentemente così lontani da noi o forse terribilmente, mostruosamente vicini. Capolavoro.

    ha scritto il 

  • 0

    .. "in cuor suo era avida e turbolenta. nella sua frenesia di essere una persona profanava il significato stesso di personalità; intorno a lei, come un'aura, c'era la tensione del caso che fece della bestia l'avventura umana.
    il futuro le dava apprensione; la rendeva indelicata. era una delle do ...continua

    .. "in cuor suo era avida e turbolenta. nella sua frenesia di essere una persona profanava il significato stesso di personalità; intorno a lei, come un'aura, c'era la tensione del caso che fece della bestia l'avventura umana. il futuro le dava apprensione; la rendeva indelicata. era una delle donne più futilmente cattive del suo tempo - perchè non era capace di lasciare in pace il suo tempo e tuttavia non riusciva mai a farne parte. Voleva essere la ragione di tutto, e in questo modo non era la causa di niente".

    ha scritto il 

  • 2

    Dal sapore del feulleiton ottocentesco, questo libro che prometteva follie mi ha deluso non poco. La vita dissoluta e i toni lesbici promessi effettivamente ci sono, ma hanno un tono talmente dimesso che si perdono nel chiacchiericcio della scrittrice newyorkese. Noiosissimo: bocciato!

    ha scritto il