La foresta della notte

Di

Editore: Adelphi

3.7
(191)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845910792 | Isbn-13: 9788845910791 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giulia Arborio Mella ; Prefazione: Thomas Stearns Eliot

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Al centro della Foresta della notte dorme la Bella Schizofrenica, in un letto dell'Hotel Récamier. T.S. Eliot, accompagnando questo libro alla sua uscita, scrisse che vi trovava "una qualità di orrore e di fato strettamente imparentata con quella della tragedia elisabettiana".
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  • 5

    Letto due volte

    Non mi capita quasi mai di leggere un libro due volte, ma con quest'opera della Barnes è capitato. Entrambe le volte l'impressione è stata la stessa, di un libro per pochi. Autobiografico, certo, ma p ...continua

    Non mi capita quasi mai di leggere un libro due volte, ma con quest'opera della Barnes è capitato. Entrambe le volte l'impressione è stata la stessa, di un libro per pochi. Autobiografico, certo, ma per quanto l'autrice voleva raccontarci di sé. Certo ermetismo nuoce ma è un libro che avrebbe meritato più fortuna...

    ha scritto il 

  • 0

    La sofferenza va condivisa

    Solo per il rispetto della vita dolorosa di Djuna Barnes, questa semi-autobiografia merita cinque stelle. Tutto a la sofferenza della sua vita traspare così bene nelle sue pagine che riesce a comunica ...continua

    Solo per il rispetto della vita dolorosa di Djuna Barnes, questa semi-autobiografia merita cinque stelle. Tutto a la sofferenza della sua vita traspare così bene nelle sue pagine che riesce a comunicarla immediate te al lettore.

    ha scritto il 

  • 2

    «Amore di donna per una donna... che insana smania di sofferenza non lenita e di maternità l'ha mai portato alla mente?»

    Trama: **
    Dal risvolto.
    Al centro della Foresta della Notte dorme la Bella Schizofrenica, in un letto dell’Hôtel Récamier. È Robin: la sua carne ha una «grana arborea», il suo corpo esala il «profumo ...continua

    Trama: **
    Dal risvolto.
    Al centro della Foresta della Notte dorme la Bella Schizofrenica, in un letto dell’Hôtel Récamier. È Robin: la sua carne ha una «grana arborea», il suo corpo esala il «profumo dei funghi», la sua epidermide è azzurrata, come da un fluido sottocutaneo. «Creatura selvaggia intrappolata in una pelle di donna», Robin porta ovunque la calamità e la fascinazione, procedendo con passo da sonnambula sempre più in là nella sua depravata innocenza. Intorno a lei vediamo disporsi, come in un quadrilatero di polene abbandonate, gli altri personaggi del romanzo: Nora, che cela nel suo cuore «il fossile di Robin», quasi una memoria ancestrale; la rapace Jenny; il falso Barone Volkbein, pateticamente devoto a una nobiltà fantomatica. Ma su tutti torreggia il dottor Matthew O’Connor, ciarlatano mistico, Guardiano della Notte, il cui sontuoso e corrusco blaterare si contrappone alle rare e monche parole di Robin.

    Stile: **
    Romanzo involuto, opulento ma antiquato e difficile, poco scorrevole per eccessiva ricchezza dei dialoghi e tendenza al barocco.
    Spesso non si capisce il soggetto del narrare e sfugge anche cosa stia accadendo, talmente ci si perde nel labirinto della parola, negli arricchimenti e nella lunghezza delle frasi.
    Seguiamo il nobile affettato Felix nelle città europee notturne, fra feste nobili, gente del circo ed un ruffiano dottore fanfarone. Poi ci perdiamo dietro a Nora e al suo amore per Robin, a Jenny la predatrice che fugge con lei. Tutto è un turbinio attorno alla misteriosa Robin, voluttuosa ma indefinita, preda squisita di tutta l’elucubrazione notturna del libro, uomini e donne la inseguono senza che noi di lei si riesca a farsene un’idea.
    Protagonista assieme a lei è la notte e a farne da Cicerone il Dottor O’Connor, gran affabulatore, probabile fanfarone, filosofo e ladro.

    Piacevolezza: **
    Faticoso leggerlo, molto denso nelle frasi, Cupo e disilluso, autocompiacente.
    D’altra parte è anche colmo di stimoli sensoriali, simbolista, moderno nel raccontare senza pregiudizi una storia LGBT.

    Consigliato:
    Sorpassato, per me troppa fatica per la soddisfazione ricevuta. Ma è un parere molto oggettivo. Meritava forse più lentezza e meno sonno quando lo leggevo.

    Quest'opera di Mmorgana è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo modernista in tutto e per tutto, La foresta della notte è il fluire inarrestabile delle ossessioni, dei desideri e dei traumi familiari di un'autrice che visse liberamente la propria sessualit ...continua

    Romanzo modernista in tutto e per tutto, La foresta della notte è il fluire inarrestabile delle ossessioni, dei desideri e dei traumi familiari di un'autrice che visse liberamente la propria sessualità. Arduo da leggere e da interpretare, si può solo intuirne la natura a mezza via tra sfogo articolato di dolori insanabili e rivendicazione disperata di libertà. Libertà di amare, una libertà senza speranza che promette e non mantiene.

    Recensione completa su
    http://www.lastambergadeilettori.com/2015/02/speciale-letteratura-lgbt-la-foresta.html

    ha scritto il 

  • 4

    «Amore di donna per una donna... che insana smania di sofferenza non lenita e di maternità l'ha mai portato alla mente?»

    Cos'è La foresta della notte? Un grande risultato di stile secondo T.S. Eliot, che si premurò di far pubblicare il romanzo dalla Faber&Faber e che ne curò le prefazioni a entrambe le edizioni. Uno dei ...continua

    Cos'è La foresta della notte? Un grande risultato di stile secondo T.S. Eliot, che si premurò di far pubblicare il romanzo dalla Faber&Faber e che ne curò le prefazioni a entrambe le edizioni. Uno dei capisaldi della letteratura LGBT, secondo molti critici. Una delle tre migliori opere in prosa scritte da una donna, secondo Dylan Thomas. Un compendio a quel nonsense che è l'amore, secondo me.

    Scordatevi di leggere questo libro come un romanzo. È tutto fuorché una narrazione lineare e coerente volta a raccontare una storia. È più affine a un'opera teatrale i cui attori monologano interrompendosi senza ascoltarsi. È una successione gotica e inarrestabile di versi in prosa, di ritratti di personaggi caricati all’inverosimile, di siparietti teneri o grotteschi, malinconici o divertenti, in cui la trama si dissolve mentre vaga sperduta in una foresta di metafore.
    E a vagare sperduta è anche Robin Vote, anima in pena costantemente alla ricerca della felicità, o forse del tormento. Creatura androgina incapace di trovare pace né nel matrimonio né nelle fugaci relazioni con donne completamente soggiogate dalla sua presenza, Robin, sotto le cui spoglie si cela probabilmente Thelma Wood, uno degli amori tormentati della Barnes, si aggira per la scena con aria distratta, calpestando il cuore e la dignità delle donne che si struggono di passione per lei.
    Tra queste ritroviamo Nora Flood, incarnazione letteraria della stessa Djuna, incessantemente alla ricerca di un modo per legare a sé una donna più incostante del vento e altrettanto leggera. Al pari di Nora, consumano la propria vita rosi dal desiderio di riavere Robin il Barone Felix (in cui forse si può ravvedere Percy Faulkner, il cinquantaduenne che la famiglia impose a Djuna di sposare, appena diciottenne), rimasto a crescere da solo il figlio da lei partorito, e l'attempata Jenny, che dopo averla rubata a Nora se la vide sfuggire tra le mani come sabbia sottile. Con loro e tra loro, filo che unisce tutti i personaggi, monologa il dottore transessuale O'Connor, vera anima del romanzo, latore di magmatiche riflessioni filosofiche che tentano di dare un senso a tutto, o forse a niente.

    Romanzo modernista in tutto e per tutto, La foresta della notte è il fluire inarrestabile delle ossessioni, dei desideri e dei traumi familiari di un'autrice che visse liberamente la propria sessualità. Arduo da leggere e da interpretare, si può solo intuirne la natura a mezza via tra sfogo articolato di dolori insanabili e rivendicazione disperata di libertà. Libertà di amare, una libertà senza speranza che promette e non mantiene.

    Recensione pubblicata anche sul blog La Stamberga dei Lettori (con note biografiche sull'autrice):
    http://www.lastambergadeilettori.com/2015/02/speciale-letteratura-lgbt-la-foresta.html

    ha scritto il 

  • 4

    Quasi un romanzo in versi, quasi un delirio in prosa, questo libro, che sembra partire da una convenzionale storia di famiglia alto-borghese per poi incappare nella Notte e farsene travolgere. Popolat ...continua

    Quasi un romanzo in versi, quasi un delirio in prosa, questo libro, che sembra partire da una convenzionale storia di famiglia alto-borghese per poi incappare nella Notte e farsene travolgere. Popolato di figure indimenticabili e di un filo narrativo sottilissimo, che spesso si spezza nelle digressioni, scompare travolto dai sogni, affoga nelle visioni, ma comunque solido resiste, questo libro è veramente difficile da leggere per il livello costantemente evocativo della sua prosa che ad ogni frase costringe il lettore a un difficile sforzo di interpretazione. Qualcosa delViaggio di Cèline, qualcosa del successivo Rayuela di Cortazar questo romanzo racconta l'impossibilità di cercare altro dalla propria dannazione, una somma di coazioni a ripetere gli stessi errori, ma in maniera tanto dolce e poetica da cantare a squarciagola l'umanità.

    ha scritto il 

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