Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

La foresta della notte

By Djuna Barnes

(269)

| Paperback | 9788845910791

Like La foresta della notte ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Al centro della Foresta della notte dorme la Bella Schizofrenica, in un letto dell'Hotel Récamier. T.S. Eliot, accompagnando questo libro alla sua uscita, scrisse che vi trovava "una qualità di orrore e di fato strettamente imparentata con quella del Continue

Al centro della Foresta della notte dorme la Bella Schizofrenica, in un letto dell'Hotel Récamier. T.S. Eliot, accompagnando questo libro alla sua uscita, scrisse che vi trovava "una qualità di orrore e di fato strettamente imparentata con quella della tragedia elisabettiana".

31 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    il legame distruttivo e profondo tra due donne, sullo sfondo di una metropoli in decadimento e popolata da figure ambigue (non solo sessualmente)

    Is this helpful?

    Treesistenze said on Apr 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    il romanzo forse non è impeccabile, comunque si tratta di una lettura ricca di suggestioni

    Is this helpful?

    Chrome 24 said on Feb 15, 2014 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Uno di quei libri che ti par di scoprire tu per la prima volta, di una che dice di essere "La piu famosa sconosciuta del secolo", e ti senti un lettore tosto, come dice Eliot che : "Una prosa che sia interamente viva esige da chi la legge qualcosa ch ...(continue)

    Uno di quei libri che ti par di scoprire tu per la prima volta, di una che dice di essere "La piu famosa sconosciuta del secolo", e ti senti un lettore tosto, come dice Eliot che : "Una prosa che sia interamente viva esige da chi la legge qualcosa che il comune lettore di romanzi non è disposto a dare." Libri "difficili" questi, che quanto ti vengono a raccontare non è cosi esplicito nel loro messaggio, quasi ci fosse una sorta di pudore furioso relativo allo svelamento. L'ultimo che mi era capitato di questo genere era "Il paese delle prugne verdi". Libri che piacciono ai lettori di poesie, ha detto Eliot nella prefazione. E cosimi ha fatto sentire un lettore eletto. La foresta della notte dell'animo umano, torbido e mistico ti trascina,con la sua storia e personaggi, nell'intrecciarsi di correnti sottomarine, profonde dell'abisso della sofferenza e delle ossessioni. E cosi ho imparato anche la parola imagista.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Imagismo
    Apparteneva a quella corrente letteraria.
    Racconta di personaggi che hanno bisogno di un alibi, fondamentalmente, per poter vivere, dell'eccentricità per distinguersi, di eresie per proclamarsi vivi, soli, isolati e unici. Una comèdie humaine spiazzante e di una potenza della parola impressionante.
    Felix si faceva chiamare Barone Volkbein per il peso di un sangue inammissibile, ereditando l'ossessione e la finzione aristocratica inventandosi un passato, per quel debole che aveva per i titoli nobiliari. Lo troverà nell'ambiente circense e del teatro, congiungendo le sue emozioni allo sfarzo più eccelso e irraggiungibile dei Re, dal sapore Felliniano. Frequenterà i camerini di trapeziste, mangiatrici di spade e funambole, di attrici ungheresi, di alcoliche frequentatrici di bar notturni.
    In questi posti incontrerà il Dott. Matthew Mighty-grain-of-salt Dante O'Connor. Omosessuale o dalla forte connotazione femminile, è un affabulatore esilarante e dolente dell'incomunicabilità del genere umano e del pessimismo nichilista.Straordinario! Uno le cui invenzioni o bugie, sembravano l'ossatura di un progetto dimenticato ma grandioso, una qualche condizione di vita di cui lui era il solo depositario vivente. Nevrastenico.
    E' lui, il dottore che farà incontrare Felix o millantato Barone Volkbein portatore di monocolo, e gli farà scoprire quello che sarà il suo amore, Robin. Come in un dipinto di Rousseou, il Doganiere, la giovane donna greve e scarmigliata, stesa sopra un letto in un alberghetto, circondata da piante in vaso, palme esotiche e fiori recisi, se ne innamorerà perdutamente nel vederle gli occhi di un chiarore pallido e senza tempo, il raggio lungo e ininterrotto nell'iride degli animali selvatici che non hanno domato il loro sguardo per scendere a incontrare l'occhio umano. Si ripresenterà per giorni in quell'alberghetto, con due volumi sulla storia dei Borboni sotto il braccio, per invitarla ad una passeggiata ai giardini Luxemburgh. La sposerà e da lei avrà un figlio. Scopri che il suo amore per Robin non era in verità una scelta; era come se il peso della sua propria vita avesse accumulato un'unica precipitazione.
    "Partori tra alte grida frenetiche di affermazione e disperazione. Rabbrividendo nella duplice sofferenza della nascita e del furore bestemmiando come un marinaio, si sollevò sui gomiti nella veste insanguinata, guardando intorno sul letto come avesse perso qualcosa. "Oh Cristo, Cristo", continuava a ripetere come un bambino che ha messo piede nel principio di un orrore. (pag 64).
    "Io non lo volevo" gli dirà Robin, schiaffeggiandolo in pieno viso. "Andrò via". Prese su il mantello e sparì. Si scopri poi che si era messa con Nora Flood ed era andata a vivere in America.

    Qua comincia la storia.
    "Andrò via"
    E andrà via sempre, da ognuno che l'ama, poichè da sè stessa non può fuggire, fuggira da ognuno che tenta di fermarla, di tenerla per sè, che è poi ciò a cui anche brama, essere pur tuttavia e sentirsi amata, di sentirsi protetta perchè era dentro ad un suo incubo, non potendo cosi altro che agire solo in relazione di sè stessa.
    Apro verso la fine, e c'è il Dottore O'Connor (personaggio straordinario) che dice a Nora, disperata per averla perduta:
    "...Credete che Robin non avesse il diritto di combattervi con la sua sola arma? Vedeva in voi l'occhio spaventevole che avrebbe fatto di lei un bersaglio eterno. Non è forse questo che le bambine fanno alla bambola?..La bambola..si, il bersagio di cose passate e future. L'ultima bambola regalata all'età adulta è la ragazza che doveva essere ragazzo(Robin) e il ragazzo che doveva essere ragazza. L'amore di quest'ultima bambola era gia adombrato nell'amore della prima. La bambola e l'immaturo hanno un che di giusto, quella perchè somiglia alla vita ma non la contiene, è il terzo sesso perchè contiene la vita ma somiglia alla bambola."

    https://www.youtube.com/watch?v=CYZM88Y5zzA&list=FLxaNHdKVRGY8fUamSkNxULw&index=181

    Che nervoso mi fanno venire questi link che non prendono il clik

    https://www.youtube.com/watch?v=6M3oEITick0&list=FLxaNHdKVRGY8fUamSkNxULw

    Is this helpful?

    Simurgh said on Jul 15, 2013 | 2 feedbacks

  • 5 people find this helpful

    Difficile

    “La Foresta nella notte” è un libro difficile e complesso che richiede nella lettura impegno e concentrazione. Impossibile categorizzarlo e, proprio per questo, resta di non facile comprensione. Il romanzo parla delle avventure esistenziali di Robin, ...(continue)

    “La Foresta nella notte” è un libro difficile e complesso che richiede nella lettura impegno e concentrazione. Impossibile categorizzarlo e, proprio per questo, resta di non facile comprensione. Il romanzo parla delle avventure esistenziali di Robin, giovane con sospetto di possessione diabolica, attorno alla quale prendono posto personaggi altrettanto enigmatici come Nora e Jenny. Tali personaggi sembrano guidati da un medico olandese obeso che chiede costantemente di entrare nella foresta della notte, luogo della sessualità, che si trasforma in un mondo fatto di abissi e desideri repressi. Le parole sono brutali, le emozioni più prepotenti non mitigate, il linguaggio a tratti volgare.

    L’autrice racconta di accadimenti confusi e notturni, descrive personaggi strambi, evidenzia stati d’animo travolgenti. Non c’è un vero inizio e una vera fine. I capitoli sono racconti accomunati da personaggi che si perdono e si ritrovano più avanti o nel finale.

    Lo stile è moderno, denso di metafore, allusioni bibliche e passaggi ermetici;. ogni tanto una frase quasi poetica resta impressa nella mente ma, a mio parere, il significato spesso rimane oscuro.

    Molto difficile, molto lento, molto contorto. Se letto come un classico romanzo diventa una vera agonia (ossia un “mattonazzo”).

    Is this helpful?

    Roberto said on Apr 19, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non sono riuscito ad entrare in sintonia con questo libro e purtroppo non l'ho compreso. Peccato perchè a tratti la struttura è intesa, carica di espressività e comunica forti emozioni. Il vissuto tormentato dei protagonisti lo vivi con loro. Bello. ...(continue)

    Non sono riuscito ad entrare in sintonia con questo libro e purtroppo non l'ho compreso. Peccato perchè a tratti la struttura è intesa, carica di espressività e comunica forti emozioni. Il vissuto tormentato dei protagonisti lo vivi con loro. Bello. Però.....

    Is this helpful?

    Enrico Fermo said on Jan 17, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Oscure visioni

    La notte è padrona assoluta di questo libro. Djuna Barnes ci guida con un linguaggio opulento, da altri qui definito denso, nella notte dei sentimenti e delle emozioni. La foresta è la complessità, l'estraneità delle relazioni umane.
    Robin Vote è il ...(continue)

    La notte è padrona assoluta di questo libro. Djuna Barnes ci guida con un linguaggio opulento, da altri qui definito denso, nella notte dei sentimenti e delle emozioni. La foresta è la complessità, l'estraneità delle relazioni umane.
    Robin Vote è il sesso puro, animale, che invano le convenzioni sociali (rappresentate da Felix, che la sposa e le fa fare un bambino), il sentimento (Nora) e la forza (Jenny) cercano di sottomettere.
    Robin scapperà sempre, e non rinuncerà mai, neppure quando pare accettare il rapporto con gli altri, alle sue fughe notturne in cerca di sesso. Alla fine, nel perfetto finale, Robin disvela la sua animalità identificandosi con un cane, facendosi lui.
    Sulle vicende dei protagonisti veglia e disserta il dott. Mattew O'Connor, il cui compito è contestualizzare e sezionare gli avvenimenti, essendo comunque profondamente immerso nelle proprie macerie esistenziali (se non ho capito male l'episodio della chiesa è impotente).
    Libro difficile e complesso, nel quale si intersecano diversi piani interpretativi (ad esempio il ruolo della chiesa e delle religioni), da leggere con estrema concentrazione ma al tempo stesso lasciandosi andare al ritmo del periodare e delle metafore della Barnes, che in molti casi rasentano l'onomatopea. Indubbiamente un testo figlio del suo tempo, della Parigi del surrealismo e delle avanguardie, di cui la Barnes è stata una delle vestali.
    Preziosa la prefazione di T.S. Sterne.

    Is this helpful?

    Viducoli said on Oct 22, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (269)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 176 Pages
  • ISBN-10: 8845910792
  • ISBN-13: 9788845910791
  • Publisher: Adelphi
  • Publish date: 1994-09-xx
  • Also available as: Others
Improve_data of this book