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Book Description
Al centro della Foresta della notte dorme la Bella Schizofrenica, in un letto dell'Hotel Récamier. T.S. Eliot, accompagnando questo libro alla sua uscita, scrisse che vi trovava "una qualità di orrore e di fato strettamente imparentata con quella della tragedia elisabettiana".
Book Details
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| ISBN | Edition | List | Sale | Seller |
|---|---|---|---|---|
| 9788845910791 | Mass Market Paperback | €11.00 | €10.12 | IBS.IT |
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Foresta ipnotica
Il linguaggio di Djuna Barnes ha una particolare bellezza misteriosa e intensa che non deriva dal senso più stretto delle parole, ma proprio dalla loro velata ambiguità. Una ambiguità di fondo che lascia a tratti inattesi trasparire verità univoche di un’incisività potente. Questa mescolanza fra la ... (continue)
Il linguaggio di Djuna Barnes ha una particolare bellezza misteriosa e intensa che non deriva dal senso più stretto delle parole, ma proprio dalla loro velata ambiguità. Una ambiguità di fondo che lascia a tratti inattesi trasparire verità univoche di un’incisività potente. Questa mescolanza fra la velatura dell’ambiguo e un’incisività potente, che interagiscono per effetto di contrasto nello scavare fuori dal linguaggio in modo violento e scintillante frammenti di senso di una corposità scultorea, costituisce il fulcro di unicità del linguaggio di Djuna Barnes, e il nocciolo della sua potente bellezza. Come nelle descrizioni dei personaggi, ad esempio, dove alla Barnes sono sufficienti due o tre tratti per scolpire un carattere o una personalità che sullo base sfuocata dell’ambiguità assumono quasi il carattere di icone definitive, di fotogrammi assoluti: « Nadja si era seduta voltando le spalle a Felix, sicura della giustezza del suo occhio come della giustezza lineare di un Rops, sapendo che Felix tabulava con precisione le tese possibilità della sua spina dorsale, la cui curva sferzante scendeva sinuosa nella soda e compatta fessura delle natiche con la stessa rabbia e la stessa armonia della coda del suo leone ».
Barnes lavora così con i pieni e con i vuoti del linguaggio come si farebbe con un chiaro scuro dalla saturazione esasperata, e come in un basso rilievo scolpisce i caratteri fuori dal malestrom notturno e promiscuo della sua intricata foresta
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