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La foresta in fiore

Di

Editore: Feltrinelli

3.7
(284)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 184 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807813246 | Isbn-13: 9788807813245 | Data di pubblicazione:  | Edizione 6

Traduttore: E. Ciccarella

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
"La foresta in fiore" è la prima traduzione mondiale dell'opera d'esordio di Mishima, pubblicata in Giappone nel 1944. I racconti, scritti durante la guerra tra i sedici e i diciotto anni dell'autore, scaturiscono dall'abbandono della mente a uno stato fluttuante, ed evidenziano il rapporto libero e ludicodi un adolescente con la poesia e la letteratura. Gli antenati, la tradizione,le antiche capitali, il mondo degli dei, una sottile analisi introspettiva dei personaggi, la creazione di un mondo, onirico e psicologico, alternativo a quello reale, animano questi racconti giovanili nei quali è già possibile intravedere le caratteristiche più profonde di Mishima: l'ispirazione classica, risolta in uno stile enfatico e solenne, e l'analisi distaccata.
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  • 4

    4 meno meno

    Bello, ma un po' troppo influenzato dalla scuola romantica. Aggiunto il Romanticismo alla "oniricità" giapponese, il libro diventa "troppo" estatico. Le emozioni si amplificano in maniera del tutto esagerata.

    ha scritto il 

  • 5

    Desiderio, mare, presagio e oggetti che hanno il potere di mutare e influire sul destino di chi li circonda. Il mare, il mare soprattutto che torna in quasi tutti questi racconti a impadronirsi dell'animo umano.
    Leggendo Mishima si materializza quasi sempre l'immagine di parole intrappolat ...continua

    Desiderio, mare, presagio e oggetti che hanno il potere di mutare e influire sul destino di chi li circonda. Il mare, il mare soprattutto che torna in quasi tutti questi racconti a impadronirsi dell'animo umano.
    Leggendo Mishima si materializza quasi sempre l'immagine di parole intrappolate sotto il livello dell'acqua, dove il mondo esterno rimane escluso, estraneo. Alcune di esse ti sfuggono e si allontanano leggermente, ma continuano a fluttuarti intorno e seduta lì sotto ti puoi godere appieno il suo messaggio, indisturbata e circondata dalla sua essenza.

    ha scritto il 

  • 4

    Sapevo che mi sarebbe piaciuto. Delicatissimo e tagliente, malinconico in quella maniera così nipponica (oh, è vero). Questi cinque racconti giovanili (anche se terribilmente, in senso buono maturi), sono straordinari. Malgrado in alcuni punti abbia colto un po' di pesantezza li ho letti con la t ...continua

    Sapevo che mi sarebbe piaciuto. Delicatissimo e tagliente, malinconico in quella maniera così nipponica (oh, è vero). Questi cinque racconti giovanili (anche se terribilmente, in senso buono maturi), sono straordinari. Malgrado in alcuni punti abbia colto un po' di pesantezza li ho letti con la testa piena di qualcosa di davvero inebriante. Non esagero. Ripeto, mi aspettavo qualcosa di bellissimo, quella bellezza sfacciata e terribile che io adoro e l'ho trovata.

    ha scritto il 

  • 4

    Pregevolissima raccolta di racconti scritti da Mishima fra i sedici e i diciotto anni, "La foresta in fiore" è il risultato conreto del piacere di scrivere di un adolescente. Malgrado la sua giovane età e uno stile quindi più acerbo, a tratti manierato e un po' verboso, dalla narrazione emergono ...continua

    Pregevolissima raccolta di racconti scritti da Mishima fra i sedici e i diciotto anni, "La foresta in fiore" è il risultato conreto del piacere di scrivere di un adolescente. Malgrado la sua giovane età e uno stile quindi più acerbo, a tratti manierato e un po' verboso, dalla narrazione emergono già quelli che saranno i tratti salienti della produzione e dell'estetica del Mishima successivo: il ritorno al classicismo, il "desiderio" rivolto all'assoluto, o a un oggetto di eterna bellezza che diviene feticcio amoroso, e in generale l'anelito alla morte come unica vera affermazione dell'esistenza. La ricerca di Mishima è stata la ricerca di un assoluto, di un sublime che non era nel mondo reale ma che era l'unico luogo in cui gli "angeli con le ali tarpate", gli esseri viventi e lui stesso, potessero ritornare a "essere" veramente. I suoi personaggi sono sempre personalità manchevoli, diverse, che si struggono in nome di un desiderio, di ciò che a loro manca.
    Sono racconti, questi, scritti da un ragazzo di grande cultura (ricchissimi i rimandi al buddhismo e alla letteratura tradizionale orientale, ma anche alla letteratura e alla filosofia occidentali) e di estrema sensibilità, come dimostrano le descrizioni naturalistiche dolcissime che sono ciò che io amo della sua prosa in particolare: un occhio che osserva le variazioni di luce su una foglia, lo stendersi degli strati dei petali di un fiore, il barbaglio dorato delle api in volo, be'... è l'occhio di un animo puro, gentile. Lo stesso mondo sensibile diviene protagonista dei suoi lavori, prima ancora che le vicende umane, come accadrà ad esempio in "La voce delle onde". Pregevole anche il commento del traduttore, che ho trovato molto interessante e che contestualizza bene la genesi dell'opera in ambito "scolastico", nonché i suoi legami con tutta l'estetica successiva di Mishima, fino all'ultimo "La decomposizione dell'angelo", terminato il giorno stesso del suo suicidio.

    ha scritto il 

  • 5

    Il mio incontro fortuito e fortunato con Mishima...

    Sorprendente che un giovane di 16-17 anni , in un Giappone devastato dalla guerra, possa aver scritto tali racconti di luminosa bellezza: racconti in cui “il mondo reale non trova alcuno spazio”...
    E infatti sono situati in una perfetta atemporalità, quella storica della guerra di Genpei o ...continua

    Sorprendente che un giovane di 16-17 anni , in un Giappone devastato dalla guerra, possa aver scritto tali racconti di luminosa bellezza: racconti in cui “il mondo reale non trova alcuno spazio”...
    E infatti sono situati in una perfetta atemporalità, quella storica della guerra di Genpei o d'una ignota modernità ─ che li rende sospesi come un sogno reiterato all'infinito!
    Ottō e Maya è poi semplicemente uno dei più bei racconti d'amore mai scritti!

    “La passività è un istante immortale, è il tempo dell'eternità.”

    ha scritto il 

  • 4

    Leggendo "La foresta in fiore", cinque racconti scritti tra il '41 ed il '43, ovvero quando Mishima aveva tra i sedici e i diciotto anni, non si può non provare un certo stupore di fronte alla giovane età dell'autore; si tratta di una prosa certo immatura. Tuttavia, i racconti sono pieni di poesi ...continua

    Leggendo "La foresta in fiore", cinque racconti scritti tra il '41 ed il '43, ovvero quando Mishima aveva tra i sedici e i diciotto anni, non si può non provare un certo stupore di fronte alla giovane età dell'autore; si tratta di una prosa certo immatura. Tuttavia, i racconti sono pieni di poesia ed il filo conduttore è il desiderio che rimane inappagato. Ogni volta che mi cimento nella letteratura orientale, rimango colpita da alcuni piccoli dettagli; ad esempio, non è infrequente trovare descritto un uomo con le guance bagnate dalle lacrime a causa della commozione, oppure associare i colori della vegetazione circostante alla sfera spirituale. Inoltre, in questi racconti ho trovato in nuce il Mishima di "Neve di primavera", libro che ho amato davvero molto.

    ha scritto il 

  • 3

    Bisogna sempre dare una seconda occasione...ma anche stavolta Mishima non mi ha coinvolta.
    Certo, per essere un'opera prima adolescenziale, "La foresta in fiore" è stilisticamente raffinata, eppure mi ha annoiata terribilmente e ne ho completato la lettura in ben 2 mesi, caso assolutamente ...continua

    Bisogna sempre dare una seconda occasione...ma anche stavolta Mishima non mi ha coinvolta.
    Certo, per essere un'opera prima adolescenziale, "La foresta in fiore" è stilisticamente raffinata, eppure mi ha annoiata terribilmente e ne ho completato la lettura in ben 2 mesi, caso assolutamente raro. Alcuni passaggi descrittivi e ambientali sono soporiferi e sovraccarichi di pathos...zzzzzzz...
    Tre stelle per la qualità dello scritto giovanile, non di più.

    ha scritto il 

  • 5

    Con questa lettura, forse non l'opera principale di MIshima, ho scoperto uno scrittore formidabile, con uno stile raffinato come non ho trovato prima.Si tratta in generale di una serie di racconti a carattere psicologico, mentre quello centrale è piuttosto una fiaba. Sono bellissime le descrizion ...continua

    Con questa lettura, forse non l'opera principale di MIshima, ho scoperto uno scrittore formidabile, con uno stile raffinato come non ho trovato prima.Si tratta in generale di una serie di racconti a carattere psicologico, mentre quello centrale è piuttosto una fiaba. Sono bellissime le descrizioni naturalistiche di Mishima.

    ha scritto il 

  • 4

    Il giovane Mishima trasuda una poeticità drammatica e liscia che non ti aspetteresti da nessun cuore umano. Adolescienziale e maturo insieme, turbato da tutti i sentimenti della terra, forse anche troppo 'femminile'. 5 racconti dolci, lenti, abbaglianti dove si battono l'amore e la morte, che sem ...continua

    Il giovane Mishima trasuda una poeticità drammatica e liscia che non ti aspetteresti da nessun cuore umano. Adolescienziale e maturo insieme, turbato da tutti i sentimenti della terra, forse anche troppo 'femminile'. 5 racconti dolci, lenti, abbaglianti dove si battono l'amore e la morte, che sembrano essere un po' la stessa cosa. Scritti in una prosa strabiliante, che purtroppo il Mishima più tardo ha ripulito e rifinito, raggiungendo sì una perfezione inaudita, ma spogliandosi in parte anche della sua passionalità. E ancora più strabiliante è pensare a che età ha scritto questi racconti, cioè tra i 16 ed i 19 anni. Certo, non mancano le ingenuità, le quali fanno indovinare che si tratti di un'opera prima, ma tali ingenuità invece di disturbare la fruizione rendono il libro pateticamente dolce e carino, un po' come un cucciolo bagnato che ancora abbaia alla luna.
    ottimo ottimo libro

    ha scritto il 

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