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La forma incerta dei sogni

Di

Editore: Piemme

3.5
(43)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 164 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8856610299 | Isbn-13: 9788856610291 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Leo ha sette anni e tanti piccoli desideri: leggere "Topolino", ascoltare la canzone de "La storia infinita" e avere dei genitori come quelli dei suoi compagni di classe, che sgridano, danno castighi, guardano la partita o spettegolano al telefono con le amiche. Ma la sua famiglia è diversa: la domenica si scende tutti in piazza a manifestare contro la guerra, qualche volta si rimane dai nonni perché papà e mamma sono in giro per l'Italia con una mostra itinerante sui prigionieri politici; e poi ci sono quei maledetti adesivi che ritraggono sei uomini di spalle e che lei ritrova appiccicati ovunque, anche in camera sua. Quelle sagome ossessioneranno la sua infanzia, fino a quando, a vent'anni, Leo deciderà di capire chi erano veramente quelle persone, i sei di Sharpeville, e volerà in Sudafrica. Qui avrà la possibilità di conoscerli di persona: cinque uomini e una donna, accusati ingiustamente di omicidio dopo aver partecipato a una manifestazione in cui un console aveva perso la vita. Grazie a quell'incontro Leo farà una grande scoperta: gli eroi raccontati da suo padre non esistono, ci sono solo persone che fanno delle scelte e che sanno essere coraggiose, persone che se potessero tornare indietro forse quel giorno sarebbero rimaste a casa. Non ci saranno verità universali con cui tornare dai suoi, solo una storia dolorosa di soprusi e violenze nel Sudafrica dell'apartheid.
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  • 4

    Sembra di vederla Leo, giacchettina di jeans fiammeggiante di paiettes multicolor, occhialoni plasticoni a specchio, uolcmen che ormai conosce a memoria "neverending stooo-oooryyyyyyy": c'è qualcosa di più anni 80? Degli anni ottanta, in fondo, cosa può importare ad una bambina di 7 anni? Il disa ...continua

    Sembra di vederla Leo, giacchettina di jeans fiammeggiante di paiettes multicolor, occhialoni plasticoni a specchio, uolcmen che ormai conosce a memoria "neverending stooo-oooryyyyyyy": c'è qualcosa di più anni 80? Degli anni ottanta, in fondo, cosa può importare ad una bambina di 7 anni? Il disastro nucleare di Chernobyl diventa un pretesto per un inaspettato viaggio a in Francia, il pacifismo fa rima con alpinismo e il Sud Africa è solo un paese talmente improbabile, da non meritarsi nemmeno un nome. Eppure Leo convive con i racconti che suo padre sembra inventare e tutto trova un suo posto: passare da un momento all'altro da Topolino a Nelson Mandela, cimentarsi nella lotta contro il Nulla a quella contro i Pesticidi chimici, cosa volete che sia!!!! Ma la realtà non è una favola e forse davvero gli EROI esistono solo nei libri ( o sugli adesivi www.mysharpeville.it/manifesti) perchè, fortunatamente, i veri eroi sono quelli con la E minuscola, fatti di carne e paura, sporchi di bugie e limpidi di verità.

    ha scritto il 

  • 4

    Scrittura semplice e scorrevole. La protagonista attraverso simboli politici e cartelloni pubblicitari della sua infanzia ricostruisce la storia dell'apartheid contro la quale avevano manifestato i suoi genitori e finalmente riesce a capire...

    ha scritto il 

  • 4

    Se siete degli attivisti (tipo: contro la guerra, pro diritti umani, contro il nucleare ecc.) e se avete dei figli, fate attenzione. Un giorno potreste scoprire che tutte le cose per cui vi siete battuti nella vostra vita non sono altro che “cause perse” e che “volantini, manifestazioni, adesivi, ...continua

    Se siete degli attivisti (tipo: contro la guerra, pro diritti umani, contro il nucleare ecc.) e se avete dei figli, fate attenzione. Un giorno potreste scoprire che tutte le cose per cui vi siete battuti nella vostra vita non sono altro che “cause perse” e che “volantini, manifestazioni, adesivi, non servono a niente e la vita va avanti in un altro modo”. È quello che racconta nel suo esordio narrativo Leonora Sartori (che alle spalle ha già i testi di un libro a fumetti su Ustica pubblicato da BeccoGiallo): la piccola protagonista - dal nome vagamente autobiografico di Leo - cresce con due genitori del genere, che a pranzo e cena discutono delle ultime campagne cui stanno dando l’anima e nei fine settimana svegliano all’alba Leo e suo fratello per portarli alternativamente in manifestazione o a camminare in montagna, quando loro se ne starebbero volentieri a casa a leggere o a guardare la Tv o ad ascoltare musica.
    Leo a quindici anni sbotta, mettendo i suoi davanti alla propria insofferenza (“Voi avete una predilezione insana per le cose che non funzionano. Per quelle che non gliene frega niente a nessuno. Per quelle destinate fin dall’inizio a finire male”), ma crescendo cercherà di saperne di più sulle battaglie dei suoi, e in particolare sui “Sei di Sharpeville”, cinque uomini e una donna neri condannati ingiustamente a morte nel Sudafrica dell’apartheid anni 80, che per tutta l’infanzia di Leo non erano stati altro che un adesivo appiccicato sulla cassettiera della sua cameretta e una delle fissazioni di papà e mamma. Così la ragazza, ormai ventenne, volerà in Sudafrica per conoscere i sei (nel frattempo graziati e liberati) e ricostruirne le vicende. Cosa che la Sartori, oggi giornalista, ha effettivamente fatto.
    La forma incerta dei sogni, al di là del titolo che potrebbe essere fuorviante, è un bel romanzo che ci restituisce un pezzo di storia sudafricana drammatica e importante, da non dimenticare, e che in parallelo tratteggia, in quelle che forse sono le pagine più riuscite, la formazione di una bambina cui è capitato di nascere in una famiglia “anomala”, ma che, alla fin fine, è riuscita a trasmettergli qualcosa di buono.

    [pubblicata su Pulp]

    ha scritto il 

  • 0

    Recensito nella rubrica l'Eco del libro, a cura del circolo Letture Corsare

    l racconto ha come sfondo il Sud Africa, luogo di battaglie contro razzismo e apartheid. Un viaggio, dell'autrice, alla ricerca di sei volti, per non lasciare nulla in sospeso, per completare e fare chiarezza sulla sua infanzia, quando veniva soprannominata "Leo", quando non comprendeva appieno l ...continua

    l racconto ha come sfondo il Sud Africa, luogo di battaglie contro razzismo e apartheid. Un viaggio, dell'autrice, alla ricerca di sei volti, per non lasciare nulla in sospeso, per completare e fare chiarezza sulla sua infanzia, quando veniva soprannominata "Leo", quando non comprendeva appieno l’impegno di suo padre a favore di una lotta per un paese lontano e il cui ricordo più vivo era un adesivo appiccicato alla cassettiera della sua stanza da bambina. Un adesivo che ricordava la vicenda dei sei di Sharpeville in Sud Africa.

    ha scritto il 

  • 4

    bello sì, ma...

    "Decisi di abbandonare una volta per tutte il mio ruolo in panchina per collegare due estremi del mondo legati da un adesivo arancione"
    Leo, diventata adulta, vuole dare un volto ai "sei di Sharperville", l'unica storia che non è finita male fra tutte le cause perse, "sfigate", segui ...continua

    "Decisi di abbandonare una volta per tutte il mio ruolo in panchina per collegare due estremi del mondo legati da un adesivo arancione"
    Leo, diventata adulta, vuole dare un volto ai "sei di Sharperville", l'unica storia che non è finita male fra tutte le cause perse, "sfigate", seguite e promosse dai suoi genitori,con quell'impegno civile e politico che ha reso la sua infanzia poco "normale" e molto diversa da quella dei suoi coetanei
    E si rende conto che "Le battaglie sono più lunghe e forse funzionano con il metodo della staffetta".
    Un bel libro, sì, ma... non so, mi è mancato qualcosa che non saprei definire. Mi resta un senso di incompiuto.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi chiedo se avrò il coraggio di dirglielo. Se troverò le parole. Se saprò confessare di essere stata nella terra di Babbo Natale e di aver trovato la casa deserta, finestre chiuse, niente renne, niente Babbo.
    Forse parlerò piano e, se non mi sentiranno, tanto meglio.
    Io avrò detto
    ...continua

    Mi chiedo se avrò il coraggio di dirglielo. Se troverò le parole. Se saprò confessare di essere stata nella terra di Babbo Natale e di aver trovato la casa deserta, finestre chiuse, niente renne, niente Babbo.
    Forse parlerò piano e, se non mi sentiranno, tanto meglio.
    Io avrò detto la verità.
    Non esistono eroi, bisbiglierò. No, davvero. Non come pensavate voi.
    Esistono persone che fanno delle scelte e sanno essere coraggiose. Persone che amano Armani e i fast food. Persone che se potevano quel giorno restavano chiuse a casa e chi s'è visto s'è visto. Persone con una casa giallo color canarino e un ventilatore color oro.
    Non so se riuscirò a farlo, ma ci proverò.

    Non esistono gli eroi, papà. Mi dispiace.
    Ma solo persone meravigliose e fragili, irascibili e distanti, poi fin troppo vicine che sanno toccarti il cuore raccontando una storia luminosa e a tratti oscura, sincera e a tratti distorta, che spiega come si resta vivi.

    ha scritto il 

  • 4

    bel libro, anche se forse l'avevo caricato di aspettative. Lodevole il messaggio, una donna che riscopre e valorizza i suoi genitori, lottatori e battaglieri in difesa dei diritti dei neri in Sudafrica, a cui hanno dedicato una vita. Lei, che da ragazzina non capiva, li riscopre sotto una nuova l ...continua

    bel libro, anche se forse l'avevo caricato di aspettative. Lodevole il messaggio, una donna che riscopre e valorizza i suoi genitori, lottatori e battaglieri in difesa dei diritti dei neri in Sudafrica, a cui hanno dedicato una vita. Lei, che da ragazzina non capiva, li riscopre sotto una nuova luce e cerca di trasmettere i suoi sentimenti a chi legge. Apprezzabile...

    ha scritto il 

  • 3

    una famiglia italiana (troppo?) ideologizzata del nord est e una storia cruda nella realtà dell'aparthaid in Sudafrica. Un romanzo breve.
    Un giudizio: si può leggere anche se ci sono libri che mi sono piaciuti di più.

    ha scritto il