La fornace

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

4.3
(76)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 212 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8806057502 | Isbn-13: 9788806057503 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Magda Olivetti

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 5

    "nient'altro che una storia coniugale tristissima e se si vuole sconvolgente per quelli che se ne stupiscono, ma forse soltanto così banale da cadere nel ridicolo, mentre a un osservatore superficiale ...continua

    "nient'altro che una storia coniugale tristissima e se si vuole sconvolgente per quelli che se ne stupiscono, ma forse soltanto così banale da cadere nel ridicolo, mentre a un osservatore superficiale poteva apparire come qualcosa di strano di straordinario di pazzesco e così via." (pag. 176)

    Questa la trama,ovvero il ridicolo che diventa quotidiano e il quotidiano che diventa ridicolo... ma anche patetico, folle e crudele.
    Per certi versi, questo libro mi ha ricordato Amras dello stesso autore, anche se è molto più ironico

    La fornace, il posto che doveva garantire la pace interiore con la sua innegabile pace esteriore, in quanto isolata, abbandonata e abitata solo da Konrad e sua moglie, il posto ideale per scrivere il saggio "L'udito", quello che Konrad aveva in testa da più di vent'anni...ma che, come altre volte, non vedrà mai la luce, a meno di "afferrare la propria testa, con gesto fulmineo e spietato, e ribaltarla, rovesciandone il saggio sulla carta"
    Bel libro, nessun suicidio, solo un omicidio questa volta.

    N.B. IL FRANCIS BACON NON LO VENDERA' ed io, già solo per questo, amo T.B. ancora di più

    ha scritto il 

  • 5

    La fornace, Thomas Bernhard.

    Da vent'anni Konrad lavora alla stesura del suo saggio "sull'Udito", "bell'e pronto nella sua testa", ma non ancora messo per iscritto sia perché non è ancora il momento giusto che per le avverse cond ...continua

    Da vent'anni Konrad lavora alla stesura del suo saggio "sull'Udito", "bell'e pronto nella sua testa", ma non ancora messo per iscritto sia perché non è ancora il momento giusto che per le avverse condizioni esterne: il troppo rumore, l'assenza di rumore, il fastidio dei visitatori, la mancanza di visitatori, e la moglie paralitica che lo chiama per continui cambi d'abito, o per fargli misurare la muffola che sferruzza da anni e che, mai soddisfatta, continuamente disfa, come una eterna Penelope.
    Trasferirsi nella fornace, in un totale isolamento, è l'unica possibilità per scrivere finalmente il saggio, ma all'interno di essa si consuma il rapporto masochistico che lega i coniugi in una continua e devastante tortura reciproca e nella sfiancante sperimentazione del "metodo Urbancic" , ovvero la ripetizione nelle orecchie della Konrad, per centinaia/migliaia di volte, di frasi complesse e parole articolate con la U (Urali Uremia Urto Urlo Unicorno Uzzolo...), con la O (Occhio Ora Oro Oblio Odio...), ecc., con la pretesa dell'immediato riscontro delle impressioni da lei registrate.
    Come è ovvio, Konrad non riuscirà mai ad attuare il suo progetto, portando sé stesso alla rovina e all'omicidio della moglie che verrà uccisa con " due colpi alla nuca, o un colpo solo,o tre colpi o più colpi", secondo quanto riportato in paese.
    BELLISSIMO!!

    "Un paio di calze di lana ben calde, comprate una volta a Mannheim in occasione del funerale di mio cugino Alberto, il più giovane dei miei cugini. Mi sono messo anche la giacca nera comprata ad Amburgo. Ho in testa il mio borsalino nero. Naturalmente ho la sciarpa nera attorno al collo. Ai piedi le scarpe nere comprate a Venezia. Bisogna essere prudenti-avrebbe detto Holler, dice Konrad a Fro-si va a un funerale e si piglia la morte. L'ho constatato spesso-avrebbe detto Konrad a Fro-: uno va ad un funerale, prende freddo, e poco dopo si va al suo funerale."

    "La cosiddetta convivenza ideale è una menzogna e poiché la cosiddetta convivenza ideale non esiste, nessuno ha il diritto di pretenderla. Contrarre un matrimonio, come stringere un'amicizia, vuol dire decidere di sopportare in piena consapevolezza una situazione di doppia disperazione e di doppio esilio, vuol dire passare dall'antinferno della solitudine all'inferno della vita in comune."

    "La spietatezza anche, e soprattutto, verso se stesso per quanto riguarda il saggio, durante quei decenni che da un lato - a sentir lui - gli erano parsi tanto lunghi da avvilirlo e dall'altro spaventosamente brevi, non gli era certo mancata, gli mancava invece la qualità essenziale: non aver paura di realizzare, di portare a compimento un'opera, non aver semplicemente paura di afferrare la propria testa, con gesto fulmineo e spietato, e ribaltarla, rovesciandone il saggio sulla carta."

    ha scritto il 

  • 4

    "La cosiddetta convivenza ideale è una menzogna e poiché la cosiddetta convivenza ideale non esiste, nessuno ha il diritto di pretenderla.

    Contrarre un matrimonio, come stringere un'amicizia, vuol dir ...continua

    "La cosiddetta convivenza ideale è una menzogna e poiché la cosiddetta convivenza ideale non esiste, nessuno ha il diritto di pretenderla.

    Contrarre un matrimonio, come stringere un'amicizia, vuol dire decidere di sopportare in piena consapevolezza una situazione di doppia disperazione e di doppio esilio, vuol dire passare dall'antinferno della solitudine all'inferno della vita in comune."

    ha scritto il 

  • 4

    "Terribile e assurdo"

    Le parole di Konrad, il protagonista del romanzo, sono forse la migliore presentazione del romanzo stesso. Konrad, ossessionato dalla volontà di rovesciare finalmente su carta il suo saggio su L'Udito ...continua

    Le parole di Konrad, il protagonista del romanzo, sono forse la migliore presentazione del romanzo stesso. Konrad, ossessionato dalla volontà di rovesciare finalmente su carta il suo saggio su L'Udito , costringe se stesso e la povera moglie invalida, completamente alla sua mercé, a rintanarsi in questa ex fornace di calce, una monade impenetrabile, dove spera, grazie all'isolamento e allla lontananza dal consorzio umano, di trovare la necessaria concentrazione.
    L'ironia della sorte vuole che Konrad venga continuamente interrotto dalle minime banalità del quotidiano (il bussare di una porta, un trillare di campanelli, il rumore della segheria di Holler,la cui effimera comparsa al momento del pranzo rappresenta il culmine della giornata di Konrad).Il finale, terribile e scontato, viene presentato fin dalle prime righe-sicché poco c'è da rivelare.
    E dunque, che dire. Libro atteso e ricercato a lungo, aspettative altissime. Non posso dire che siano andate deluse, dato che La fornace somiglia effettivamente moltissimo all'idea che mi ero fatta di questo testo.
    Piuttosto, come dire...non era forse il libro giusto al momento giusto. Non mi ha coinvolta quanto speravo. Letto forse in fretta, con l'avidità di vedere, di godere del tesoro ritrovato.
    Ma forse in questo momento ho bisogno di altro- di una storia con dell'azione, dei personaggi che facciano qualcosa, o almeno qualcosa di più normale, di meno terribile e assurdo che rinchiudersi in un eremo condannando a morte la persona più amata.
    Ma è bello sapere di averlo - raro com'è- e di poterlo rileggere.
    Tutta la mia gratitudine, quindi, a Deainlove, che per me ha cercato e trovato questo tesoro, stante ovviamente il fatto che il vero tesoro,ben più dei libri, sono gli amici.

    _______________________
    nota a margine: mi sembra che l'universo di Bernhard presenti più di qualche affinità con quello di Nabokov...non so. Sarebbe un discorso da approfondire.

    ha scritto il 

  • 5

    Claustrofobia venata di umorismo

    C'è dell'umorismo in questa storia claustrofobica che, se letta con la chiave del realismo, potrebbe sembrare tragica. Ma la cifra del romanzo si trova andando al di là della semplice "lettura" dei fa ...continua

    C'è dell'umorismo in questa storia claustrofobica che, se letta con la chiave del realismo, potrebbe sembrare tragica. Ma la cifra del romanzo si trova andando al di là della semplice "lettura" dei fatti e della vita inquietante dentro la fornace. O si ama o si respinge. Io l'ho amato molto, come Perturbamento, del resto.

    ha scritto il 

  • 5

    "La spietatezza anche, e soprattutto, verso se stesso per quanto riguarda il saggio, durante quei decenni che da un lato - a sentir lui - gli eran parsi tanto lunghi da avvilirlo e dall'altro spavento ...continua

    "La spietatezza anche, e soprattutto, verso se stesso per quanto riguarda il saggio, durante quei decenni che da un lato - a sentir lui - gli eran parsi tanto lunghi da avvilirlo e dall'altro spaventosamente brevi, non gli era certo mancata, gli mancava invece la qualità essenziale: non aver paura di realizzare, di portare a compimento un'opera, non aver semplicemente paura di afferrare la propria testa, con gesto fulmineo e spietato, e ribaltarla, rovesciandone il saggio sulla carta."

    ha scritto il 

  • 4

    Questo romanzo mi ricorda Shining (il film, il libro non l'ho letto). Lo scrittore pazzo, la reclusione volontaria in un non luogo per trovare ispirazione allo scrivere, il libro che non arriva e che ...continua

    Questo romanzo mi ricorda Shining (il film, il libro non l'ho letto). Lo scrittore pazzo, la reclusione volontaria in un non luogo per trovare ispirazione allo scrivere, il libro che non arriva e che mai arriverà ecc. Si potrebbe dire che l'inferno sono gli altri e che la coppia scoppia, che la convivenza è un inferno ecc. ma io non lo penso riguardo a questo romanzo. Il problema come si dice sta nel manico e sarei quindi per dare tutta la colpa al protagonista. I genitori non lo hanno fatto studiare (e qui la critica alla comunità austriaca perbenista e priva di orizzonti importanti mi sembra scontata), poi si libera delle loro imposizioni ma oramai è troppo tardi per recuperare gli anni persi nel non frequentare l'università e le sue nozioni tecniche sono alquanto superficiali. E' chiaro che quel trattato sul suono non lo scriverà mai e il protagonista lo sa benissimo, così scarica tutta quella frustrazione sulla moglie malata che diventa una cavia da esperimento. Per fare questo deve ritirarsi appunto nella fornace, praticare una vita quasi monastica e così ovviamente le tensioni fra i due aumentano. Il ritiro dal mondo non è per tutti e chi non è portato può sprofondare ancora di più nei suoi incubi. E non importa chi alla fine uccida chi, poteva infatti accadere anche l'inverso ed il romanzo non sarebbe cambiato nella sua impostazione di fondo. La tecnica narrativa ricorda i meccanismi della mente. I pensieri iniziali dei protagonisti si contorcono su se stessi fino a trasformarsi in un'ossessione continua alla fine del racconto, come una spirale con cerchi sempre più piccoli. Quando il piccolo cerchio si sarà ridotto ad un minuscolo punto scoppierà la tragedia e la scrittura si rivolterà su se stessa fino a ripetere gli stessi argomenti ossessivamente. Ottimo romanzo, parla del limite ma contiene spunti per riflettere su quel che non bisognerebbe fare in una vita in comune, là dove sembra quasi scontato che il carattere forte debba prevalere sul più debole. Non dice giustamente quello che invece si dovrebbe praticare, nessun libro lo può insegnare e solo la propria sensibilità e formazione sono guide utili.

    ha scritto il 

  • 4

    Primo contatto con quest'autore.
    E ne sono rimasta folgorata.
    La cosa paradossale è che la sua biografia, la storia narrata in questo libro, la struttura a monologo, i messaggi di fondo...tutto, tutt ...continua

    Primo contatto con quest'autore.
    E ne sono rimasta folgorata.
    La cosa paradossale è che la sua biografia, la storia narrata in questo libro, la struttura a monologo, i messaggi di fondo...tutto, tutto avrebbe dovuto spingermi alla noia, alla depressione, al suicidio.
    E invece mi sono scoperta a divorarlo, e molte pagine (magari proprio alcune di quelle più "nere") mi hanno fatto morire si ma... dal ridere.
    Il nihilismo di Bernhard è vero nihilismo? Non so, dovrò leggere altro di lui (e lo farò senz'altro).
    Certo è che --- consapevolmente o meno, volutamente o meno --- la sua scrittura è dotata di un un humor micidiale.
    Libro bello tosto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    uro che magari un giorno lo capirò questo libro magari mentre sto lavando la macchina che avrò comprato nel frattempo tra qualche anno mentre preparo la colazione mentre metto a fare la lavatrice come ...continua

    uro che magari un giorno lo capirò questo libro magari mentre sto lavando la macchina che avrò comprato nel frattempo tra qualche anno mentre preparo la colazione mentre metto a fare la lavatrice come tra qualche minuto ma molto più in là nel tempo un giorno capirò cosa vuol dire di preciso questo libro che magari vuol dire tante cose e non solo la chiosa finale che racchiude il senso principale che potrebbe essere anche fin troppo sempl

    tamente parla di un uomo che completamente ancora in preda all'ideale romantico di rapimento creativo non solo poetico ma anche scientifico del momento di illuminazione del sapere improvviso che insomma è più cosa da saggio cinese che da vecchio austriaco di cui tra l'altro come al solito bernhard non ci dice praticamente un caz

    rrore folle dell'irrazionale del tempo imperfetto che costituisce il quotidiano e fin qua ci siamo e anche il panico nei confronti della conclusione di un percorso che dà senso a tutta una vita la stesura di un saggio che è l'unica cosa a cui questo tizio konrad è devoto terrore della sua moglie invalida e del suo comportamento erratico paura della trivialità delle cose di ogni giorno che irrompono nelle magnifiche sorti e progressive del suo pensare scientifi

    nhard ha sicuramente scritto di meglio di questo il soccombente è proprio un altro pianeta se vogliamo citare giusto l'esempio più evidente eppure l'intersecarsi dei piani di narrazione il continuo entrare e uscire di questo tizio konrad nel flusso verbale come al solito ininterrotto da cima a fondo gli dà una profondità diversa non so come se avesse tre dimensioni e poi mamma mia che senso di soffocamento continuo e questo si capisce si capisce tutto eppure c'è qualcosa che sfugge qualcosa che non mi rimane appieno tra le mani chissà magari un giorno lo afferrerò lo capirò sì un giorno sono abbastanza sic

    ha scritto il