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La forza del passato

By Sandro Veronesi

(698)

| Others | 9788845244094

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Book Description

Un tranquillo quarantenne che si guadagna da vivere scrivendo libri perragazzi viene avvicinato da uno strano tassista. Costui mostra di conoscereparticolari intimi della vita dello scrittore e lo convince ad ascoltare unarivelazione "pazzesca": suo Continue

Un tranquillo quarantenne che si guadagna da vivere scrivendo libri perragazzi viene avvicinato da uno strano tassista. Costui mostra di conoscereparticolari intimi della vita dello scrittore e lo convince ad ascoltare unarivelazione "pazzesca": suo padre, morto da poco, non sarebbe stato ilgenerale democristiano e bigotto che lui aveva sempre creduto, ma una spiarussa al servizio del KGB. Il tassista sostiene di essere stato il miglioreamico di suo padre, di cui avrebbe sotterraneamente condiviso l'ambiguaesistenza.

120 Reviews

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  • 11 people find this helpful

    I buchi neri della vita ordinaria

    Piaciuto tantissimo. Apprezzo molto, mi piace proprio, che la profondità e la problematicità concettuali trovino forme espressive scorrevoli, godibili, anche ironiche. E’ un libro di facile e piacevole lettura, ma non è semplicistico.

    C’è il rischi ...(continue)

    Piaciuto tantissimo. Apprezzo molto, mi piace proprio, che la profondità e la problematicità concettuali trovino forme espressive scorrevoli, godibili, anche ironiche. E’ un libro di facile e piacevole lettura, ma non è semplicistico.

    C’è il rischio che il valore del libro sia offuscato da un suo effettivo punto debole: la storia principale è piuttosto inverosimile e perde di intensità e di tenuta lungo lo strutturarsi della storia. Tuttavia questo dato non compromette, a mio giudizio, il valore del romanzo perché il focus del libro non è nella vicenda della doppia vita di un padre scoperta dal figlio, l’io narrante della vicenda, uno quarantenne scrittore per l’infanzia dei giorni nostri. L'eccezionalità di questa vicenda fa piuttosto risaltare ciò che davvero è interessante: che la doppiezza essere-apparire è nascosta molto più dentro l'ordinario che dentro l'eccezionale. Quel che è interessante è l’aver mostrato che non c'è bisogno di una storia incredibile, come quella di un padre spia del Kgb, per svelare la doppiezza della realtà. Basta guardare, come fa il protagonista, ai propri amici, al proprio matrimonio, ai propri vicini di casa, ai luoghi che frequentiamo ogni giorno per rendercene conto.
    E c’è la vividezza con cui Veronesi sa dare vita a questa dimensione ordinaria. Intendo dire che ci sono passaggi ed episodi che sanno ritrarre con tanta vivacità alcune esperienze che pare davvero di viverle, di essere lì, di avercele davanti, di riconoscere in quelle parole la descrizione di emozioni, titubanze, pensieri, perplessità, gioie, imbranamenti che io ho vissuto proprio così come le sue parole sanno raccontarlo. Il genio del libro non sta dunque nella storia principale, ma in tutto quel contesto di quotidianità, che si rivela inconsapevole ordinaria follia, in cui è inserita la vicenda. Dietro l’apparente banalità di molti gesti quotidiani c’è un piccolo buco nero di cui non ci eravamo mai accorti anche se stava lì davanti ai nostri occhi.
    Del libro mi è piaciuto il riconoscimento che il lato oscuro e taciuto (menzognero) che ognuno si porta dentro danneggia prima di tutto chi lo possiede e solo poi gli altri. Tanto il padre quanto la moglie sono stati le prime vittime delle loro menzogne. La problematicità della risposta al quesito se sia un bene o meno svelare segreti familiari, mi ha colpito: non vengono proposte ricette universalmente valide. A volte, vedi il caso del tradimento, non è utile sapere, a volte, invece, lo sarebbe, vedi la vera natura del padre. E allora che dobbiamo fare? Mi pare che Veronesi intraveda una soluzione al binomio coscienza-incoscienza interessante: l’amore. La figura della madre è molto significativa: ha accolto la menzogna e la doppiezza a cui lei stessa è stata sottoposta (splendido quando il figlio pur conscio che lei sta mentendo non sa vederne traccia nei suoi occhi) superandola con l’amore. C’è un passo esplicito in questo senso. Ha amato suo marito, ha amato i suoi figli, questo l’ha resa autentica, nonostante la menzogna. Anche l’amico del padre si salva perché sa amare il protagonista, nonostante le sue mille vite false. La relazione che l’autore fa intuire fra felicità e verità non è scontata o semplicistica: la verità è legittima, limpida, sensata, non la si può liquidare con un comodo ”meglio non sapere” sottraendo alle proprie responsabilità chi mente; ma non è il cuore della felicità, per fortuna. La felicità è una grazia strana, provvisoria, anche un po’ illusoria che si edifica sull’amore: è quando ti senti amato e credi di riuscire ad amare qualcuno che puoi essere felice. E bisogna avere il coraggio e la forza di amare le persone che abbiamo a fianco, abbracciando in loro anche quei lati oscuri che ci sono preclusi. Insomma la scoperta della doppiezza non ci toglie la possibilità di amare comunque, per scelta, gli amici, il matrimonio, i vicini di casa, i luoghi che frequentiamo. Amare è un atto di fiducia che contiene già in sé la coscienza coloro chi amiamo forse, anche loro malgrado, ci stiano mentendo.

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    Bicemotta said on Jun 29, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Riprovaci.
    Questo non è proprio perfetto, ma la stoffa c'è.

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    Anna said on Jun 3, 2014 | Add your feedback

  • 9 people find this helpful

    Maschio. Adulto. Oltre i quaranta.
    Soprattutto: solo. Moglie e figlio in vacanza a Viareggio, lui a Roma in un appartamento rovente e vuoto. Quante cose può - attenzione: non fare, ma - pensare un individuo di tale fatta. Quante, già, quante.
    Non lo ...(continue)

    Maschio. Adulto. Oltre i quaranta.
    Soprattutto: solo. Moglie e figlio in vacanza a Viareggio, lui a Roma in un appartamento rovente e vuoto. Quante cose può - attenzione: non fare, ma - pensare un individuo di tale fatta. Quante, già, quante.
    Non lo testimoniano forse le decine - ma che dico decine, centinaia - di romanzi la cui voce narrante è proprio quella di un uomo senescente in preda ai suoi dubbi, alle sue elucubrazioni, schiavo contemporaneamente della sua saggezza e delle sue passioni? Zeno Cosini. Humbert Humbert. Barney Panofsky. I loro mondi, i loro ricordi, le donne che li hanno amati-accettati, le donne che li hanno respinti. 
    Il protagonista di questo interessante romanzo di Veronesi è un fratello minore dei succitati illustri campioni. 
    Si viene dunque, sin dalle prime pagine, risucchiati in un monologo con il quale il narratore-protagonista racconta la sua storia: quella di un tranquillo scrittore di libri per ragazzi che un giorno viene raggiunto da un misterioso individuo e da costui informato che suo padre non era il cattolico e democristiano che tutti sapevano, ma un agente del KGB. È una storia che si inserisce nel filone - per me godibilissimo - dello "smascheramento della realtà". Mi ha fatto pensare a Dick e a Pirandello e a Orwell. Di questa storia ho apprezzato soprattutto le divagazioni, come quella del saluto "millimetrico" dalla terrazza del protagonista a un punto preciso di una strada molto lontana; o quella straboccante di supplì e mozzarelline fritte sulla rosticceria di Porta San Paolo (rosticceria che peraltro mi piacerebbe individuare e provare). 
    Il limite di questo romanzo è forse l'abundantia stilistica, la fastidiosetta tendenza di Veronesi ad aggiungere sempre una parola in più quando, a ben vedere, il problema era di quale - anzi: quali - togliere. 

     

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    Io sono leggenda said on Mar 28, 2014 | 5 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Letto con piacere, il mio primo e sicuramente non ultimo libro di Veronesi. Mi ha spiazzato la decisione finale del protagonista: "dimenticare" le rivelazioni che hanno mandato all'aria la tua vita, è segno di forza o di debolezza? All'inizio ho pens ...(continue)

    Letto con piacere, il mio primo e sicuramente non ultimo libro di Veronesi. Mi ha spiazzato la decisione finale del protagonista: "dimenticare" le rivelazioni che hanno mandato all'aria la tua vita, è segno di forza o di debolezza? All'inizio ho pensato che fosse di debolezza, un voler rimanere nella vita passata facendo finta di niente. Ma ho cambiato idea, perché c'è la consapevolezza che non sarà facile, è un momento di crescita. E cercare di eliminare quel che sembra fuori posto, non conforme alla nostra idea sulla vita, potrebbe farci trovare con il culo per terra, e non migliorarci affatto.
    Ho trovato molto interessante seguire i pensieri del protagonista sul riconoscimento quotidiano della distanza esistente tra quel che si è e quel che pensiamo di essere. La storia esaspera questo tema introducendo rivelazioni anche sconvolgenti, ma fin dall'inizio è chiaro che questo tarlo è costante. Fin troppo facile riconoscerlo bene...

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    Mingho said on Feb 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi dispiace ma io e Veronesi non ci intendiamo!!

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    FARFALLA said on Jan 14, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Segreti e bugie

    Le cose possono essere diverse da come uno le crede, o da come se le ricorda. Tutto qui” (p. 130).

    Già, è tutto qui il succo del romanzo di Sandro Veronesi. Nel giro di qualche ora, uno scrittore di libri per ragazzi scopre che: 1) il padre, da poco ...(continue)

    Le cose possono essere diverse da come uno le crede, o da come se le ricorda. Tutto qui” (p. 130).

    Già, è tutto qui il succo del romanzo di Sandro Veronesi. Nel giro di qualche ora, uno scrittore di libri per ragazzi scopre che: 1) il padre, da poco defunto, non era il generale democristiano e bigotto che lui aveva sempre creduto ma (addirittura!) una spia russa al servizio del KGB; 2) sua moglie, da lui ritenuta esempio di fedeltà coniugale, ha avuto una relazione con un altro, troncata perché “io amo te e non sopportavo l’idea di tradirti” (ma, badate bene, mica glielo dice a voce: no, glielo scrive su un biglietto, fatto scivolare di nascosto nella tasca della giacca).

    “Quello che siamo veramente non lo sa nessuno, perché lo nascondiamo e se non lo nascondiamo apposta lo nascondiamo d’istinto” (p. 159).

    Dopo queste sorprendenti rivelazioni, il protagonista prova qualche attimo di comprensibile, totale smarrimento (descritto, al capitolo 18, in undici pagine senza un punto né una virgola), fa un brutto incidente in Vespa e finisce in un letto d’ospedale, riconciliandosi con tutti e con tutto (anche con se stesso).

    Come disse l’Imperatore del Giappone al suo popolo nel 1904, all’inizio della guerra con la Russia, “Che ognuno faccia quel che deve, che la vita continui normalmente”.

    “Niente discussioni, niente spiegazioni, niente inutili sprechi di forze. C’era un problema e l’abbiamo superato, e ci amiamo e siamo nobili d’animo, e se cadiamo sappiamo rialzarci, e se ci facciamo del male sappiamo perdonarci, e continueremo a stare insieme per il resto della nostra vita senza tormentarci su quello che è stato, sul come e il perché – anzi, quello che è stato sarà la nostra forza, che nessuno potrà mai vincere”.

    Ah, come sarebbe bello se nella vita reale le cose andassero davvero così! Se avessimo davvero – tutti – questa forza, questa incredibile capacità di andare avanti, di superare problemi e delusioni, facendo finta di nulla.

    Veronesi è bravo, per carità. Mescola abilmente tutti gli ingredienti per ottenere un romanzo accattivante e godibilissimo: con una scrittura moderna e scorrevole cita libri, film, Storia e fatti di cronaca, dimostrando di aver studiato. Il problema è che il suo gioco appare troppo scoperto e non riesce a convincere del tutto. Le sue invenzioni, un po’ troppo artificiose e cinematografiche, sottraggono realtà a una materia che, nelle intenzioni, vorrebbe essere più vera del vero.

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    Noodles said on Oct 27, 2013 | 3 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (698)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Others 250 Pages
  • ISBN-10: 8845244091
  • ISBN-13: 9788845244094
  • Publisher: Bompiani
  • Publish date: 2000-01-01
  • Also available as: Paperback , Hardcover
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