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La forza delle cose

Di

Editore: Einaudi (ET scrittori; 300)

4.2
(250)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 627 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 880619397X | Isbn-13: 9788806193973 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bianca Garufi

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
La forza delle cose abbraccia vent'anni: dalla Liberazione all'indipendenza algerina. Avvenimenti politici, riflessioni, viaggi, amicizie, incontri popolano il racconto attraversato da personaggi vecchi e nuovi: oltre a Sartre, Merleau-Ponty, Queneau, Genet, Giacometti, Leiris, Camus. Volti, situazioni, eventi che si incrociano e si mescolano con la libertà della vita stessa secondo il ritmo casuale dell'incontro e che si offrono come cronaca del nostro tempo e come continua riflessione sulla storia, il tempo, la morte.
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  • 4

    Libro facente parte della collana autobiografica dell'autrice.E' talmente coinvolgente che si vivono gli eventi del periodo narrato come se si fosse li accanto alla scrittrice.Conosciamo tutti gli intellettuali francesi,i politici,gli imprenditori,ma anche gente comune.Viaggiamo con Simone,dormia ...continua

    Libro facente parte della collana autobiografica dell'autrice.E' talmente coinvolgente che si vivono gli eventi del periodo narrato come se si fosse li accanto alla scrittrice.Conosciamo tutti gli intellettuali francesi,i politici,gli imprenditori,ma anche gente comune.Viaggiamo con Simone,dormiamo con Simone,cogliamo i suoi pensieri più intimi.Un diario sincero,schietto,senza falsi pudori o moralismi,vero come era Simone.

    ha scritto il 

  • 5

    Per mestiere e vocazione do sempre una grande importanza alle parole.Vi sono parole che hanno la stessa capacità di uccidere di una camera a gas.


    Tanto mi stupiva udire le mie frasi diventate voci.


    Il lato fisico dello scrivere è piacere e poi anche internamente ho come l'impression ...continua

    Per mestiere e vocazione do sempre una grande importanza alle parole.Vi sono parole che hanno la stessa capacità di uccidere di una camera a gas.

    Tanto mi stupiva udire le mie frasi diventate voci.

    Il lato fisico dello scrivere è piacere e poi anche internamente ho come l'impressione di snodarmi.

    Sapete cos'è il fascino? Un modo di sentirsi rispondere sì senza aver fatto nessuna domanda.

    ha scritto il 

  • 4

    La force des choses 1963

    Editions Gallimard, Paris 1963. Einaudi, collana Supercoralli, prima edizione 1966. ET Scrittori, prima edizione 2008. Traduzione di Bianca Garufi.

    ha scritto il 

  • 5

    Da poche ore ho terminato anche il terzo volume della autobiografia di Simone de Beauvoir: La forze delle cose, che segue Memorie di una ragazza perbene e L'età forte. Certo, nella produzione della scrittrice francese ci sono anche altri volumi a carattere autobiografico ma sono certamente questi ...continua

    Da poche ore ho terminato anche il terzo volume della autobiografia di Simone de Beauvoir: La forze delle cose, che segue Memorie di una ragazza perbene e L'età forte. Certo, nella produzione della scrittrice francese ci sono anche altri volumi a carattere autobiografico ma sono certamente questi tre a rappresentare il nucleo unitario di qualcosa che possiamo chiamare la sua autobiografia.
    La forza delle cose abbraccia il ventennio post-bellico che va dalla liberazione dal nazismo all'indipendenza algerina. Dei tre volumi suddetti è in assoluto quello più malinconico, sofferto e disilluso. Probabilmente per queste ragioni, il più bello.

    L'inizio è ebbro ed euforico:
    "La liberazione. Per la strada i bambini cantavano:
    Nous ne les reverrons plus
    C'est fini, ils sont foutus.
    E mi ripetevo: è finita, è finita. E' finita: tutto comincia".

    E invece, proprio questo nuovo inizio, sarebbe stato cento, mille volte tradito sul piano pubblico e sociale e avrebbe richiesto uno sforzo di compensazione nella dimensione personale, anche se non privata.
    A questo inizio io pure mi ero appassionato, ricordando I Mandarini, libro che tanto avevo amato e che, in chiave narrativa, raccontava proprio lo stesso periodo storico.
    Ma la narrazione, in quel caso, aveva mitigato la disillusione che qui invece esplode in tutta la sua amarezza. Gli intellettuali, veri protagonisti di questo libro, Sartre, Camus, Merleau-Ponty, Aron, Queneau, Genet, Lanzmann e altri, provano a dare sostanza pratica alle proprie teorie e idee: se nuovo inizio ci deve essere che almeno avvenga con nuovi strumenti di analisi e di giudizio.
    Ma il mondo dopo la II guerra mondiale e tutt'altro che un mondo libero. Il conflitto non termina, semplicemente si trasforma in una giustapposizione di potenza che prevede il controllo del territorio, anche quello formalmente liberato.
    Il piano Marshall - da parte atlantica - fu un grande strumento di pressione su popoli laceri e affamati come anche la Francia era e Simone ce ne descrive senza pudore la crescita avvilente e inarrestabile del conformismo e della riduzione pratica degli ideali.
    La sinistra parcellizzata in socialista, comunista, filosovietica, filocinese, neutralista, speranzosa in Tito! Già allora il Comunismo significava potercela fare contro la borghesia ma, sempre già allora, era chiaro quanto costasse per la libertà di pensiero.
    L'angosciante consapevolezza di essere sulla soglia di un nuovo conflitto mondiale e quella di di essere inutili come intellettuali nello sforzo di cambiare il mondo; il fallimento dell'engagement; la crescente repulsione per la Francia conformista, schiava della cultura americana, colonialista e carnefice nella guerra per l'indipendenza dell'Algeria, lo scivolare verso il fascismo di De Gaulle.
    Per chi vive oggi l'oggi in Italia, è una parte questa esplicitamente cupa e molto, molto evocativa.
    Su tutto questo la moltitudine dei viaggi: l'Italia, il Brasile, la Russia, la CIna, Cuba, la Germania e Berlino e molti altri ancora. La lettura di disimpegnati libri gialli quando l'attualità stringe la testa con le sue tracce di violenza: le torture efferate inflitte dall'esercito francese agli algerini.
    E l'Epilogo, un breve e tagliente saggio sulla responsabilità della contraddizione: Simone contro la borghesia che, proprio alla borghesia, vende i suoi libri.
    Ultima notazione riguarda il titolo. La forza delle cose si riferisce all'impedimento che le cose, la storia, gli avvenimenti, la prassi, determinano sulla teoria, sulle idee e sulle aspirazioni. Con ciò il libro si contrappone al suo precedente, L'età forte che, tuttavia, in francese suona piuttosto La forza dell'età ed è certamente più pregnante.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggendo la terza parte dell'autobiografia di Simone De Beauvoir "La forza delle cose" si rimane ammirati, stupefatti dalla sua sete di vita.
    Nella narrazione trovano spazio i successi e la tortura del successo, l'importanza dell'engagement e i suoi rischi, e poi i viaggi, le passioni...tutt ...continua

    Leggendo la terza parte dell'autobiografia di Simone De Beauvoir "La forza delle cose" si rimane ammirati, stupefatti dalla sua sete di vita.
    Nella narrazione trovano spazio i successi e la tortura del successo, l'importanza dell'engagement e i suoi rischi, e poi i viaggi, le passioni...tutto ciò che conta: l'amore, la letteratura, l'odio, la musica, i libri, l'impegno, la ricerca.
    Avevo amato "L'età forte" perchè sentivo l'autrice incredibilmente vicina, come se parlasse a una parte di me, ammonendomi, incitandomi a vivere la felicità e la giovinezza, assaporandole con avidità.
    Qui, invece, la storia irrompe nella vita, ne muta i contorni. Un pò spaesati si attraversano vent'anni di storia francese, passeggiando fra le macerie dell'Europa del secondo dopoguerra e piangendo per gli orrori del colonialismo. Lo sguardo abbraccia il mondo: le "conquiste" e le contraddizioni dei regimi comunisti in Russia e Cina, la vita in Brasile, l'Italia e la sua rinascita democratica. Tutto sulle ali di una scrittura semplice e mai noiosa. Scorrendo le pagine di questa autobiografia si avverte lo spirito di un'epoca. Filosofi, scienziati, attori, registi, artisti dei quali si apprezzano le opere, diventano familiari, persone con le quali discutere animatamente di politica e letteratura.
    Ho adorato, in particolar modo, le riflessioni sul mestiere di scrivere e le responsabilità dello scrittore.
    "Non si finisce mai di imparare, perchè non si finisce mai di ignorare".
    Un invito alla conoscenza, una tirannia della curiosità che caratterizza ogni pagina del libro, accendendo nel lettore quella scintilla che anima il desiderio di migliorarsi, essenza stessa dell'umanità.

    ha scritto il 

  • 4

    Forse il volume dell'autobiografia di Simone de Beauvoir che più mi ha colpito: in esso prendono forma concreta tutte le idee, l'impegno politico, la riflessione sull'ineluttabilità del tempo che passa...

    ha scritto il