La franca sostanza del degrado

di | Editore: Einaudi
Voto medio di 32
| 12 contributi totali di cui 6 recensioni , 6 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
La prima raccolta di un poeta che rappresenta la realtà con crudezza, ma senza compiacimenti, grazie anche al rifiuto della perfezione formale e alla consapevolezza di quanto le "impurità" possano essere fertili. Queste "fertili impurità" fruttifican ...Continua
Bolano
Ha scritto il 20/08/15
Barlumi di grandezza

C'eravamo quasi...
è mancato poco che....
forse se gli altri versi...
sì insomma....
genialate ma.... niente armonia.
Ma bersi un mezzo "litro d'anima con Dio"
è fenomenale.

Daisy (in...
Ha scritto il 19/08/13

Vorrei cascarti addosso
toccarti e dirti
l’ansia delle mie pietre.

Occhi di velluto
Ha scritto il 17/03/11
Passa il tempo in piaghe sonore come il tonfo che attorno al polso fa il cuore il colore del vento è bianco e filando come il fumo arriva dalla finestra verso il letto dove sovranamente il corpo non distingue ombre e catene, la terra è già nuvola tan...Continua
Panormino
Ha scritto il 22/02/11
Un territorio dimenticato
Un territorio dimenticato è la poesia.Il libro è veramente bello, rimane il mio rammarico personale dell'incapacità accumulata negli anni di non saper più come leggere versi.A volte in modo frenetico ne divoravo in quantità pagina dopo pagina, a volt...Continua
sister morphine
Ha scritto il 24/09/09

uno dei più grandi viventi. nessuno come lui in italia oggi.


Raperîn
Ha scritto il Feb 12, 2014, 13:37
Lei stava carponi sui fogli scritti istintiva, d'impronta ottocentesca, fuori moriva il silenzio e benché la prima aurora sia la migliore la poesia non aiuta l'erezione. Se il cuore avesse le ossa allora sì! + Le parole non spiegano una sola delle be...Continua
Pag. 6
Raperîn
Ha scritto il Feb 12, 2014, 13:34
Morto. davanti a me i tuoi occhi chiari entrano nel naturale mondo delle maschere.
Pag. 5
Raperîn
Ha scritto il Feb 12, 2014, 13:31
Tu di corallo come certi muri d'inverno io ricco d'ali con affanno d'aquilone che a pelo sul lago non sa se affondare in volo. + vorrei cascarti addosso toccarti e dirti l'ansia delle mie pietre + oggi la voce sembra un muro senza brecce motteggia r...Continua
Pag. 4
Raperîn
Ha scritto il Feb 11, 2014, 20:12
Come serpe avvinta ai nervi la notte si annida nelle ossa di cosa è morto il giorno? + Quello che mi sveglia è un mattino ombroso con germi regolari di galassie già mortali all'alba. Scendo, poi risalgo. Il letto la placenta. + Irrilevante gio...Continua
Pag. 3
Raperîn
Ha scritto il Feb 11, 2014, 18:48
Novembre ricomincia a trascinare i corpi delle foglie sulle strade le parole cominciano a scavare nella carta ed è il mese giusto per far visita. + andò a morire nella piazza più bella l'ingrato pezzente che donò la sua pelle per il mio tamburo...Continua
Pag. 2

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