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La frontiera addosso

Così si deportano i diritti umani

Di

Editore: Laterza

4.3
(12)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 279 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8842094390 | Isbn-13: 9788842094395 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Non-fiction

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Descrizione del libro
Un libro coraggioso e provocatorio sulle violazioni dei diritti a danno di migliaia di migranti, storie di donne e uomini respinti da un continente intero. Donne e uomini a cui si nega accoglienza, su cui si spara alle frontiere d'Europa, donne e uomini rimpatriati in base ad accordi bilaterali poco trasparenti e spesso riconsegnati alle tragedie e ai carnefici a cui tentavano di sfuggire, donne e uomini a cui viene rifiutato lo status di rifugiati o anche solo la possibilità di avere un lavoro e una casa. Donne e uomini le cui vite dannate segnano la fine ingloriosa di una civiltà giuridica, quella delineata nei trattati internazionali, come la Convenzione di Ginevra o la Carta dei Diritti dell'Uomo, con cui il nostro mondo tentava di darsi un profilo migliore dopo le guerre mondiali.
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  • 2

    Spesso retorico, contorto, frammentario. Fa manbassa di Del Grande e scade nella desk review. Si perde il filo e alla fine l'unica cosa che rimane è il vademecum sul sistema d'asilo italiano in appendice. Peccato perchè Rastello sa scrivere bene, ma talvolta il suo giudizio moralista è un fronzol ...continua

    Spesso retorico, contorto, frammentario. Fa manbassa di Del Grande e scade nella desk review. Si perde il filo e alla fine l'unica cosa che rimane è il vademecum sul sistema d'asilo italiano in appendice. Peccato perchè Rastello sa scrivere bene, ma talvolta il suo giudizio moralista è un fronzolo ridondante su fatti che parlano da soli.

    ha scritto il 

  • 5

    PER UNA SELVA OSCURA

    Esiste un gioco che noi italiani, e occidentali in genere, abbiamo smesso di praticare. Definirlo nuovo è anacronismo perché è vecchio di secoli. Però è comparsa un'altra versione con nuove regole circa vent'anni fa – quando si considera che sia finita la Guerra Fredda col cosiddetto crollo dell' ...continua

    Esiste un gioco che noi italiani, e occidentali in genere, abbiamo smesso di praticare. Definirlo nuovo è anacronismo perché è vecchio di secoli. Però è comparsa un'altra versione con nuove regole circa vent'anni fa – quando si considera che sia finita la Guerra Fredda col cosiddetto crollo dell'URSS. E' un perverso mix del Monopoli e del Gioco dell'Oca: i partecipanti (che a scelta si chiamano Richiedente asilo, oppure Rifugiato, oppure Sfollato, o Beneficiario di protezione internazionale umanitaria, ma anche Beneficiario di protezione internazionale sussidiaria, e ancora Vittima della tratta, Immigrato alias Migrante, Migrante regolare, Apolide...) hanno come primo scopo del gioco quello di non ritornare alla casella di partenza, e come scopo finale quello di giungere dove si ritengono salvi. Per arrivare dove si vuole arrivare, cioè alla fine del gioco, tocca attraversare territori e possedimenti altrui cercando di uscirne non dico indenni, ma almeno vivi. Questi altri, proprietari dei territori e dei possedimenti, cercheranno in tutti i modi di rimandarti alla casella di partenza, e fin quanto è possibile, di non farti neppure partire. Vicolo Corto e Vicolo Stretto, Viale Giulio Cesare e Viale della Vittoria si chiamano oggi CPSA (Centro di primo soccorso e accoglienza), CDA (Centro d'accoglienza), CARA (Centri d'accoglienza richiedenti asilo), CIE (Centri di identificazione ed espulsione). Le quattro stazioni dove si finiva sempre col pagare pegno adesso prendono il nome dall'ex Ministro per la Solidarietà Sociale Livia TURCO e dall'attuale Presidente della Repubblica Italiana Giorgio NAPOLITANO (all'epoca della legge Turco-Napolitano era Ministro dell'Interno), dall'attuale e anche all'epoca Ministro delle Riforme Umberto BOSSI, e dall'attuale presidente della Camera dei Deputati Gianfranco FINI (all'epoca della legge Bossi-Fini era invece Ministro dell'Interno). Il regolamento del gioco è scritto in tante belle lingue meno quella dei partecipanti al gioco. Non si gioca ad armi pari. Soldi ne servono tanti e non tornano mai indietro. Per partecipare bisogna rischiare la vita (per povertà, per persecuzione, per tortura...); superare paludi e deserti, saper nuotare e digiunare. La prigione si chiama carcere duro ed è una sosta assicurata che può durare anche tre anni. La Convenzione di Ginevra (1949) è carta straccia e neppure la Dichiarazione universale dei diritti umani (Parigi 1948) serve granché. Piace alla sinistra e alla destra, all'Italia e alla Spagna ma anche alla Francia e al resto d'Europa. Sto scherzando, ma la situazione è seria e questo libro lo dimostra, testimonia e documenta. Lasciate ogni speranza o voi che partite.

    ha scritto il 

  • 5

    Quello che siamo diventati

    Cinque stelle significa 'bellissimo', ma in questo caso vuol dire 'importantissimo'. Questo libro racconta delle politiche disumane che accomunano, in tutta Europa, destra e sinistra. Racconta di quello che siamo diventati, un popolo insofferente che crede alla barzelletta delle 'politiche' di co ...continua

    Cinque stelle significa 'bellissimo', ma in questo caso vuol dire 'importantissimo'. Questo libro racconta delle politiche disumane che accomunano, in tutta Europa, destra e sinistra. Racconta di quello che siamo diventati, un popolo insofferente che crede alla barzelletta delle 'politiche' di controllo dell'immigrazone. Racconta di una città, Torino, che ogni due per tre si autoproclama capitale europea di qualcosa, ma non vuole assistere un pugno di rifugiati. Questo libro aiuta a sperare, parlando di chi ancora crede in libertà e diritti umani.

    ha scritto il