La frontiera scomparsa

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In America Latina è scomparsa una frontiera che portava nei territori della felicità. Benché non comparisse su alcuna cartina, una volta chiunque sapeva come trovarla. Poi sono giunti tempi terribili, e la strada si è fatta un labirinto senza ...Continua
Ha scritto il 23/10/16
Il brutto dell'America Latina
Diverse storie, ambientate dagli anni 70 ai 90, riprendono episodi di vita dell'autore (ma li avrà veramente vissuti tutti...?), in cui emerge sempre il volto duro, sadico, strano o anche solo ambiguo, dell'America Latina nella sua intera ...Continua
Ha scritto il 19/08/16
Un viaggio di ricerca, libertà e sopravvivenza raccontato in modo magistralmente poetico da un Sepùlveda che sa rapirti il cuore pur parlando di repressione, tortura, povertà, ma anche tanta voglia di vivere.
Ha scritto il 24/02/16
C'è qualcosa di arrogante nella scrittura di Sepulveda. Qualcosa di ideologico e semplicistico, direi, pieno di un'epica kitsch. Ma per quanto le storie siano deboli (questa forse autobiografica), riesce sempre a cavar fuori qualche personaggio ...Continua
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Ha scritto il 11/12/15
Soft (3,5 stelle)
Un romanzo autobiografico suddiviso in capitoli che di fatto sono dei racconti, degli episodi staccati della stessa vita e della stessa storia. La cosa che mi ha stupito maggiormente è la leggerezza, l'ironia con cui Sepùlveda affronta certi temi ...Continua
Ha scritto il 10/12/15
I romanzi brevi non mi appassionano più di tanto e questo in particolare, costituito da piccoli capitoli che raccontano singoli aneddoti della vita del protagonista hanno contribuito a rendermelo ancora meno"appetibile". A lettura conclusa, ...Continua

Ha scritto il Sep 26, 2012, 08:32
«Tu sei mio fratello?»Dal profondo di me stesso mio nonno mi spingeva a rispondere: «Sì. Digli di sì, e abbraccialo. Gli uomini sono tutti fratelli ed è nella mancanza di difese della vecchiaia che affiorano le stesse eterne fragili ...Continua
Pag. 125
Ha scritto il Sep 26, 2012, 08:03
Mio nonno ammazzava il tempo nello stesso modo: si infilava in bocca un po' di zucchero, lo inumidiva con un sorso d'acqua, e subito sputava il miscuglio. Poi metteva un piede leggermente sollevato su quella dolce trappola e aspettava che ...Continua
Pag. 122
Ha scritto il Sep 26, 2012, 07:16
Al mio corso di sociologia delle comunicazioni erano iscritti quindici studenti, ma non arrivai mai a conoscerne più di tre, e mi sono sempre chiesto che diavolo ci facessero.Uno di loro a vent'anni era già un esperto in malattie veneree: le aveva ...Continua
Pag. 89
Ha scritto il Sep 25, 2012, 15:57
«Avete avuto fortuna, ragazzi. Quelle belve a-vrebbero potuto portarvi in caserma, e allora addio pampa mia. Avete avuto fortuna.»«Andrò a Calcutta», dichiarò l'arancione.Non dubitavo che ci sarebbe riuscito, e mentre mi allontanavo con il ...Continua
Pag. 82
Ha scritto il Sep 17, 2012, 08:55
Passarono un paio d'ore, poi i soldati ripeterono il gioco della caccia e fecero sdraiare al mio fianco un altro giovane con lo zaino. Si trattava di un argentino seguace degli Hare Krishna, che con il sole a picco sulla testa rapata e il corpo ...Continua
Pag. 81

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