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La frontiera scomparsa

Di

Editore: RL Libri

3.8
(1454)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 132 | Formato: Altri

Isbn-10: 8846203488 | Isbn-13: 9788846203489 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: I. Carmignani

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
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  • 0

    Un ragazzo parte con in tasca un biglietto per andare da nessuna parte. Ma questo biglietto lo porta in tanti posti. C'è dolore in questo libro, il dolore delle torture, della prigionia, dell'esilio. Ma c'è anche tanta pace.
    Di Sepulveda adoro la capacità di condensare in poche pagine tanta ...continua

    Un ragazzo parte con in tasca un biglietto per andare da nessuna parte. Ma questo biglietto lo porta in tanti posti. C'è dolore in questo libro, il dolore delle torture, della prigionia, dell'esilio. Ma c'è anche tanta pace.
    Di Sepulveda adoro la capacità di condensare in poche pagine tanta vita.

    ha scritto il 

  • 4

    IN VIAGGIO PER IL SUD AMERICA.

    Raccolta di sette bei racconti, tutti narrati in prima persona, accomunati dal tema del viaggio; i personaggi, infatti, rimembrano le loro tragiche, ed a volte comiche, vicende trascorse, a cavallo degli anni ’70, tra le terre del Sud America.
    In queste storie traspare la vena antimilitaris ...continua

    Raccolta di sette bei racconti, tutti narrati in prima persona, accomunati dal tema del viaggio; i personaggi, infatti, rimembrano le loro tragiche, ed a volte comiche, vicende trascorse, a cavallo degli anni ’70, tra le terre del Sud America.
    In queste storie traspare la vena antimilitarista di Sepúlveda. Occorre ricordare, infatti, che in quegli anni, in Cile, terra natale dello scrittore, si attuerà il golpe militare che porterà il generale Augusto Pinochet a formare una giunta di governo a scapito di quello di Salvador Allende, che era stato eletto democraticamente.
    In essi, inoltre, non manca una certa critica ironica nei confronti del Clero.
    Personalmente, direi che, nel complesso, li ho trovati godibili.

    ha scritto il 

  • 5

    Un nonno anarchico che porta a passeggio il nipotino ogni domenica, cercando di indirizzarlo verso la “giusta” strada. Per farlo, regala al nipote un biglietto per andare da nessuna parte. Per viaggiare alla ricerca di una frontiera scomparsa, che porta ai territori della felicità. Così inizia La ...continua

    Un nonno anarchico che porta a passeggio il nipotino ogni domenica, cercando di indirizzarlo verso la “giusta” strada. Per farlo, regala al nipote un biglietto per andare da nessuna parte. Per viaggiare alla ricerca di una frontiera scomparsa, che porta ai territori della felicità. Così inizia La frontiera scomparsa, un libro che è ricerca e raccolta, di viaggi, esperienze ed emozioni. Nelle sue pagine Sepulveda riversa la sua storia e quella dei suo paese, il Cile, dove visse e fu testimone di momenti difficili, turbolenti, dolorosi. Il golpe, il carcere, l’esilio. fino a raggiungere quella frontiera di cui il nonno raccontava quando era un bambino.

    Luis Sepulveda è un narratore straordinario, capace di rendere un’avventura anche una semplice incursione al supermercato. E quando racconta il suo Paese, quando racconta la sua America Latina, i cui immensi territori ha visto con i suoi occhi mentre camminava sulle sue strade in cerca di un posto dove un giorno fermarsi, Sepulveda si trova nel suo ambiente e il risultato è un viaggio di grande fascino e commozione in sua compagnia, dove l’immaginazione è libera di volare in quelle terre e la mente non può far altro che riflettere sul mondo, la Storia, l’umanità intera.

    La frontiera scomparsa è un libricino di quasi 130 pagine, una raccolta di racconti che corrispondono ad altrettante tappe del viaggio del protagonista, provenienti dal Cile, dall’Argentina, dall’Ecuador, dalla Colombia e via fino alla Spagna. Ogni racconto è un luogo diverso e suggestivo, un’avventura in compagnia di persone che il nostro protagonista incontra strada facendo, affascinanti ed enigmatiche, ma soprattutto ogni racconto è una tappa di un cammino cominciato in Cile tanti anni fa che porta un giovane uomo in giro per il mondo alla ricerca della felicità, con il cuore colmo di dolore per la prigionia vissuta e l’esilio a cui è costretto e un senso di incompleto che aleggia nella sua vita costantemente in movimento, sensazione data da chi ha visto le proprie idee crollare all’improvviso e si ritrova a reinventarsi una nuova esistenza lontano dalle proprie origini e da coloro che amiamo.

    La parte più difficile di questo libro è, forse, quella in cui si raccontano i giorni della tortura e della prigionia. Giorni dolorosi, in cui non sempre è facile dare un senso alla propria esistenza, ma che non per questo mette fine allo scorrere della vita. In quelle carceri si studia, si parla di filosofia e letteratura, si cucina, si allevano polli e si curano piante, si cerca di creare una normalità in condizioni del tutto al di fuori della norma. D’altronde la prigione è solo una tappa del lungo viaggio a cui il protagonista è destinato e con esso il lettore scopre l’anima profonda dell’America del Sud, le ferite provocate dalla sua storia, ma anche i colori, i suoni e i suo odori. Perché la vita non è solo lacrime e accanto ai momenti in cui il protagonista si sente solo e perso ve ne sono altri allegri, ironici, divertenti in cui il protagonista cresce, matura, scopre l’uomo e il mondo, in un processo di formazione che lo vede imparare ad accettare ciò che è, a discapito della Storia e della Vita con le sfide che ci mette di fronte.

    La frontiera scomparsa è un percorso di vita, un ritornare sui propri passi per fare delle proprie esperienze un racconto sensazionale. Un viaggio intenso, come lo sguardo del bigliettaio mentre scruta il cileno davanti a lui, desideroso solo di andare; intenso come l’incontro con persone che fanno parte di un passato che sembra ormai appartenente a un’altra vita; intenso come il chiacchiericcio di Aparicia con i suoi uccelli; intenso come il respiro di quel vecchio che dorme a Martos con il quale sentirsi a casa.

    Conoscere la vita di Sepulveda aiuta sicuramente a comprendere meglio questo libro. Ma anche se conoscete poco la sua storia, anche se non la conoscete affatto e questa è la prima volta che ne sentite parlare, la scrittura di La frontiera scomparsa e la maestria di Sepulveda saranno in grado di affascinarvi fin dall’inizio e trascinarvi in questo emozionante viaggio lungo una frontiera che, in realtà, non è mai scomparsa, ma è in ognuno di noi.

    ha scritto il 

  • 4

    I Un viaggio da nessuna parte ****
    II Ciao, vecchio ***
    III L'emblema di Juanjo ****
    IV La frontiera scomparsa
    V Machala
    VI Il governatore Don Pedor de Sarmiento y Figueroa
    VII Martos

    ha scritto il 

  • 3

    Il lirismo delle piccole cose

    Ci sono quelli idealisti, zingari nell'anima e che vogliono cambiare il mondo.
    Poi ci sono i realisti, stanziali e con il solo scopo di non essere cambiati dal mondo.
    Appartenendo alla seconda categoria, tante cose non riesco a condividerle, a comprenderle.
    È un mio limite.

    ha scritto il 

  • 5

    Recensione dell'Anobiiano spocchioso, saccente, marpione e coglione (visto che la scrivo a Gratis)

    Ebbene si lo ammetto sono di parte e me ne vanto, Sepulveda è uno dei miei autori preferiti, sicuramente il preferito dell'area sudamericana (Coelho, Allende, Montalban, Pfui a tutti voi e a tutti quelli che vi leggono non accorgendosi della vostra pochezza letteraria). Questo breve resoconto di ...continua

    Ebbene si lo ammetto sono di parte e me ne vanto, Sepulveda è uno dei miei autori preferiti, sicuramente il preferito dell'area sudamericana (Coelho, Allende, Montalban, Pfui a tutti voi e a tutti quelli che vi leggono non accorgendosi della vostra pochezza letteraria). Questo breve resoconto di un viaggio di ritorno alle origini, disseminato di tristezza per l'esilio dal Cile, per l'allontanamento dal papà (mai trovato più piacevole l'appellativo di vecchio in un libro), per le torture e le ingiustizie subite è stato davvero toccante ed emozionante (sono di parte e fazioso lo avevo dichiarato all'inizio). Racconto da 7 pieno dedicato specificatamente ai librai italiani (grazie anche da parte mia...) e che consiglio a tutti coloro che non sanno come approcciarsi a questo grande autore.

    ha scritto il 

  • 5

    Mio nonno.
    Uno che andò in America.
    Uno che attraversò il mare e dall'altra parte trovò orecchie ricettive che aspettavano la sua voce: "Il contratto sociale è un'infamia dei nemici dell'uomo. La natura ci orienta in modo che sistemiamo e risolviamo i nostri problemi dialogando fra ...continua

    Mio nonno.
    Uno che andò in America.
    Uno che attraversò il mare e dall'altra parte trovò orecchie ricettive che aspettavano la sua voce: "Il contratto sociale è un'infamia dei nemici dell'uomo. La natura ci orienta in modo che sistemiamo e risolviamo i nostri problemi dialogando fraternamente. Non si può regolamentare quello che la vita ha già regolamentato", diceva mio nonno quando io ero bambino e lo accompagnavo alle serate del Socorro Obrero.

    ha scritto il 

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