Seconda metà del diciottesimo secolo. In un piccolo villaggio tedesco. Ilpiccolo Abel nasce in una famiglia di poverissimi contadini: gracile disalute, ha dalla sua una sensibilità e un'intelligenza fuori dal comune. Se neaccorge il parroco e ...Continua
Ha scritto il 23/05/17
Nella seconda metà del settecento in un paesino tedesco si intrecciano i destini di un pastore luterano convertitosi dal cattolicesimo dopo anni vissuti a Roma e di un wunderkind figlio di contadini di cui riconosce il genio e aiuta nella sua ...Continua
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Ha scritto il 23/10/16
Con Cesare De Marchi alla fine del libro ci si sente avvolti nella spirale del tempo, così si viveva tanti anni fa. E’ come se tutto si risolvesse in un moto circolare interrotto alla fine da un episodio drammatico: Abel, il piccolo Abel, che ...Continua
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Ha scritto il 19/09/16
Romanzo necessario, ai vertici della narrativa italiana del nuovo secolo
Questo è un libro necessario, uno dei migliori romanzi italiani del nuovo secolo ed è il mio un invito alla critica militante a rimeditarlo e riprenderlo in considerazione, perché di opera di livello eccellente si tratta.La storia del fragile e ...Continua
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Ha scritto il 30/07/16
Dalla furia salvatemi...
Dalla furia salvatemi del mondo Voi che patiste la tortura e il fuoco Senza poter trovare o pace o loco Al dolore di cui toccaste il fondo In tanto orrore voi unica luceSono i versi che il piccolo Abel, figlio di contadini dell'Hoenlhohe affidato ...Continua
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Ha scritto il 13/05/15
Libro difficile, molto ben scritto. Penso che Cesare De Marchi sia uno dei più bravi autori italiani contemporanei. Riesce a far vivere tutte le emozioni dei protagonisti dei suoi libri. Ho preferito però "La vocazione" a "la furia del mondo".

Ha scritto il Sep 21, 2010, 13:07
Sempre più si muoveva in un mondo fatto di riflessi, perchè le parole che altro erano?, riflessi che non cessavano mai, in qualunque stato si trovasse, anche nel sonno, si annodavano in immagini più o meno vivide, più o meno precise. Il ruvido ...Continua
Pag. 284
Ha scritto il Sep 21, 2010, 13:06
Prima di pensare di dettagli di crudeltà delle guerre puniche, ai supplizi dei capuani di cui aveva letto, ai supplizi di vagabondi e ladri di cui era scappato detto al parroco, e senza immaginare che forse in qualche luogo e in quel preciso ...Continua
Pag. 215
Ha scritto il Sep 21, 2010, 13:06
Il maestro Radebach gli aveva dato un'immagine, una lingua è un palazzo innalzato nei secoli: i muri e il tetto lo chiudono ai suoni estranei, pilastri reggono archi, volte, capriate; lo spazio interno si divide in piani, i piani in stanze: scale ...Continua
Pag. 202

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