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La gallina volante

Di

Editore: RL Libri - Superpocket

3.5
(1162)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: 8846203062 | Isbn-13: 9788846203069 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Teens

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Descrizione del libro
Carla insegnante di lettere in un liceo di Torino, è la voce narrante diquesto romanzo. Al centro della vicenda sono i problemi quotidiani con cui laprotagonista deve confrontarsi, ma soprattutto il rapporto intenso e profondoche instaura con una sua allieva particolarmente sensibile e intelligente,Tanni. Nasce tra loro una complicità che porterà la ragazzina a confessare unadifficile situazione familiare, con la madre che se ne è andata, il padre cheha qualche problema con l'alcol e un fratello più piccolo da accudire. Ed èsolo con lei che Carla condividerà un progetto apparentemente folle, cui hadedicato tempo e passione: quello di far volare le galline che alleva nelgiardino di casa.
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  • 4

    Una professoressa di italiano al liceo. Prova a far amare la letteratura ai suoi studenti e nel frattempo a far volare le galline. E tanni la sua allieva preferita che fa?

    ha scritto il 

  • 4

    "Adesso hai 10 minuti per parlare" Interrogazioni al cronometro, i ragazzi non sanno riempire neppure 5 minuti di racconti, di parole, di pensieri su ciò che stanno studiando, sull'obiettivo della vita in quel momento.


    Una prof che cura un pollaio e che, con l'ambizione di insegnare alle s ...continua

    "Adesso hai 10 minuti per parlare" Interrogazioni al cronometro, i ragazzi non sanno riempire neppure 5 minuti di racconti, di parole, di pensieri su ciò che stanno studiando, sull'obiettivo della vita in quel momento.

    Una prof che cura un pollaio e che, con l'ambizione di insegnare alle sue galline a volare, progetta diversi modi e tattiche per, infine ne porta una ad un concorso, la lascia lì, e scopre che ha vinto.
    La meraviglia è che non ha mai provato a lanciarle, loro non sono mai state lanciate, la guardano solo con occhi stupiti e distanti.
    Forse il problema è tutto lì, studiare troppo i metodi e non toccare mai i destinatari.

    "Pensare è andare giù, in fondo, il pensiero è verticale [...] Fare una cosa sola, studiare una cosa sola, scrivere un libro solo, leggere un libro solo, sempre quello, magari 10 volte,"

    Cosa dice Popper della televisione?

    "L'origine della lettura è la solitudine e la noia"

    ha scritto il 

  • 3

    La gallina volante è un romanzo che racconta la scuola vista attraverso gli occhi di Carla, insegnante di lettere in un liceo. Si compone di tre parti, così organizzate: Prologo, ovvero l'inizio delle vacanze dopo un anno scolastico intenso; Prima parte, ovvero il primo quadrimestre; secon ...continua

    La gallina volante è un romanzo che racconta la scuola vista attraverso gli occhi di Carla, insegnante di lettere in un liceo. Si compone di tre parti, così organizzate: Prologo, ovvero l'inizio delle vacanze dopo un anno scolastico intenso; Prima parte, ovvero il primo quadrimestre; seconda parte, secondo quadrimestre. Carla racconta gli scrutini, i collegi docenti e le lezioni faccia a faccia con adolescenti svogliati e ribelli; ciò che le importa maggiormente, tuttavia, non è l'insegnamento, ma il suo progetto di allevare galline e di riuscire a farle volare. Carla ama la lettura, ma non il suo lavoro, si lamenta a piè sospinto delle ore extra che le vengono richieste dalla scuola e dell'incubo di essere "beccata" come commissario nominato per gli esami di maturità.
    Il romanzo si legge senza problemi, la prosa è leggera e gradevole, purtroppo non altrettanto si può dire della trama e della protagonista: succede poco o nulla, Carla annoia con la sua ossessione inspiegabile per le galline (possibile che il suo unico desiderio sia partecipare ad un concorso?) e persino i "colpi di scena" non hanno alcun fondamento, alcuna spiegazione plausibile, né tanto meno alcuna finalità narrativa.
    Anche la conclusione mi ha lasciata basita: che senso avrà?
    Un libro scritto bene, ma che infastidisce così come l'intercalare perennemente seccante della protagonista. Voi sopportate chi inizia le frasi con "Bon...", oppure dice "A me mi torna"? Io no!

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2013/07/la-gallina-volante-anno-ii-lettura-61.html

    ha scritto il 

  • 5

    Perchè le galline hanno le ali e non le usano?

    Ieri pomeriggio non avevo niente di meglio da fare, ho preso questo libro e l'ho letto tutto d'un fiato, dall'inizio alla fine.
    Va bene, ho un debole per Paola Mastrocola, ma cosa devo farci se riesce a coinvolgermi sempre in quello che scrive?

    Io ho un sogno, un'ambizione, un s ...continua

    Ieri pomeriggio non avevo niente di meglio da fare, ho preso questo libro e l'ho letto tutto d'un fiato, dall'inizio alla fine.
    Va bene, ho un debole per Paola Mastrocola, ma cosa devo farci se riesce a coinvolgermi sempre in quello che scrive?

    Io ho un sogno, un'ambizione, un segreto. Io devo riuscire a far volare una gallina.
    Le galline, si sa, volano. Volano perchè hanno le ali.
    In genere le galline non volano. Perchè non usano le ali. Ma se le usassero...
    Perchè le galline non usano le ali?
    Il problema dunque è riuscire a far usare le ali alle galline.

    Quante volte noi non usiamo le ali? Quante volte abbiamo la possibilità di fare qualcosa e non lo facciamo, sconfitti dalle nostre presunte difficoltà e dalla nostra paura di volare? Quante volte preferiamo restare tranquilli nel nostro 'pollaio' quotidiano?
    E così Carla, la protagonista del romanzo, oltre a far volare una delle sue ventiquattro galline, vuole riuscire a far volare i suoi alunni, a farli vivere.
    Lei insegna lettere, ma non vuole limitarsi a svolgere il programma, vuole lasciare qualcosa ai suoi alunni.

    Penso all'origine del linguaggio: se volevi una mela ma non sapevi la parola mela, non potevi dirla e quindi la mela non esisteva. Ora se non esiste la parola crimine o la parola atrocità, nella coscienza dell'individuo non ci sarà nemmeno la percezione di quelle cose. Pietro Maso ha ucciso perchè gli insegnanti non fanno grammatica e non insegnano ad allargare il lessico. Ha ucciso perchè uccidere è solo una cazzata, così come mettere una mosca nella minestra della madre.

    I libri ci insegnano a vivere, lo dico sempre io.

    Stupendo, leggetelo. 5/5

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Clara insegna italiano e latino in un liceo, anche se la sua passione sono le galline. Trova fastidiosi alunni, genitori, marito, figli... ogni persona che le toglie tempo per il suo sogno: far volare le galline. E ci prova, con catapulte e stratagemmi alla Wile E. Coyote. Finché non scopre Tanny ...continua

    Clara insegna italiano e latino in un liceo, anche se la sua passione sono le galline. Trova fastidiosi alunni, genitori, marito, figli... ogni persona che le toglie tempo per il suo sogno: far volare le galline. E ci prova, con catapulte e stratagemmi alla Wile E. Coyote. Finché non scopre Tanny, una sua studentessa con una famiglia problematica alle spalle, che la aiuta, almeno fino a quando Tanny prende una strada inaspettata...

    È il secondo libro della Mastrocola che leggo e sì, magari Paola e Clara non sono la stessa persona, ma è inevitabile sovrapporle. E mi arrabbio quando parla dei giovani come se fossero beceri ignoranti, questo libro risale all'anno della mia maturità, quindi o lei è finita a insegnare italiano in Uzbekistan o si inventa una realtà peggiore di quanto sia. Perché mai a nessuno dei miei compagni sarebbe saltato in mente di chiedere come si scrive un tema, un'acca messa al posto sbagliato sarebbe giustamente costata un 2 e la mia stupenda scuola è in un palazzo del Seicento, nelle cantine ci sono i resti di terme romane (e che brividi quando il laboratorio di inglese era ancora sottoterra!) ( http://it.wikipedia.org/wiki/Liceo_classico_Arnaldo e http://www.ancebrescia.it/articoli/not%202005-10%20566-569.pdf )... non tutti sono fatti per essere insegnanti, qualcuno nasce per allevare galline (e farebbe meglio a fare quello, non a riversare la propria misantropia su menti aperte in attesa di essere dissetate dalla passione e dalla conoscenza di Maestri).

    *E' che invece io credo che sia una tragedia e che non si tratti di dimenticare l'acca, si può dimenticare il sale nella pasta, una volta o due, ma è diverso. L'acca no. Non si tratta di non sapere, certo che Federico Lasorgente lo sa che il verbo avere vuole l'acca: il problema è che non sa che è grave non metterla! Ecco che cosa non hanno insegnato a suo figlio, signora: non gli hanno insegnato che non è tutto uguale, che non fa sempre lo stesso, che scrivere un'albero oppure un albero fa una bella differenza, e sa cos'è questa differenza? Sa come si chiama? Si chiama IGNORANZA.

    ha scritto il 

  • 5

    Una professoressa simpatica fin dalle prime pagine con i piedi ben piantati per terra. Fuori dagli schemi, ma senza passione.
    Magari avessi avuto una professoressa di italiano come quella del romanzo !

    ha scritto il 

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