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La generazione

Di

Editore: Dalai Editore

3.1
(147)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8866204854 | Isbn-13: 9788866204855 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Un portiere notturno d’albergo, che ha scelto quel mestiere per soddisfare in solitudine la propria passione per i libri, è impegnato con la moglie in un tentativo di procreazione assistita. La faccenda diventa ben presto un assillo, soprattutto per la donna, mentre lui si rifugia in letture che, prendendo spunto dalla riflessione medico scientifica e filosofica sulla generazione umana, finiscono con l’imbastire una fitta trama di rimandi dove teorie e personaggi si confondono in echi e assonanze imprevedibili eppure sempre coerenti. La vita famigliare, si rende conto, è molto diversa da quella che da bambino aveva trovato descritta in un manuale domestico cui aveva creduto come a una bibbia. Romanzo al contempo drammatico e divertente – organizzato intorno alla massima di Ippocrate posta in apertura, «La vita è breve, l’arte è lunga, l’occasione fuggevole, l’esperimento pericoloso, il giudizio difficile» – La generazione interroga il lettore sul desiderio di avere figli per come questo si declina al maschile e al femminile, proponendo con discrezione una via di uscita all’ossessione, una seconda chance che i protagonisti daranno a se stessi per tornare a vivere. Una cura oltre la medicina.

Da questo libro è tratto il prossimo film di Paolo Virzì (set da febbraio 2012) che ha detto: “Simone ha scritto una cosa che mi stringe il cuore, la storia di una giovane coppia che cerca di avere un figlio, una storia ispirata un po’ alla sua vita. A me interessa ficcare il naso nelle vite degli altri, è la spinta più forte che mi porta a fare questo mestiere, e così andata anche stavolta”.

L'AUTORE
Simone Lenzi, cantante livornese leader della band Virginiana Miller, è nato a Livorno nel 1968. Dopo gli studi in filosofia all’università di Pisa (finisce gli esami ma non dà la tesi), fa i più svariati lavori: dall’accompagnatore turistico al programmatore, dal libraio al ghostwriter di grammatiche scolastiche. Nel frattempo canta e scrive testi per i Virginiana Miller, con cui realizza cinque dischi considerati fra i migliori prodotti del panorama indie italiano. Insieme a Simone Marchesi ha tradotto il primo libro degli "Epigrammi" di Marziale (2008) e "Un’America" di Robert Pinsky (2009).

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  • 5

    Lenzi ha dimostrato di saper scrivere e raccontare molto bene la cosa più semplice e, allo stesso tempo, più dannatamente complicata che esiste: l'amore. E lo fa in un modo tutto suo, che conquista subito e ti porta per mano fino all'ultima pagina.

    ha scritto il 

  • 4

    Vola libero tra i pensieri il protagonista del libro. Questo è seducente e lo rende molto simpatico e vicino. Ci si appassiona alla sua vicenda, al suo lavoro, ai suoi problemi. Le divagazioni filosofiche ogni tanto rendono ostica la lettura, ma è il loro scopo. Ci riflette il protagonista, ci DE ...continua

    Vola libero tra i pensieri il protagonista del libro. Questo è seducente e lo rende molto simpatico e vicino. Ci si appassiona alla sua vicenda, al suo lavoro, ai suoi problemi. Le divagazioni filosofiche ogni tanto rendono ostica la lettura, ma è il loro scopo. Ci riflette il protagonista, ci DEVE riflettere il lettore. La scrittura è viva e cattura l'attenzione. Non si riesce a pensare ad altro che a quello che si sta leggendo. Si legge sempre la parola giusta nel posto giusto e il risultato è una storia raccontata in un bellissimo italiano, utilizzato al meglio delle sue possibilità.

    ha scritto il 

  • 3

    La generazione nel senso di "generare", ovvero riprodursi: la vicenda di una coppia che ricorre alla FIVET, vista dagli occhi di lui, più tante altre divagazioni che sinceramente non mi hanno entusiasmato. Forse perchè, dopo aver letto il successivo "I lungomai di Livorno", avevo più alte aspetta ...continua

    La generazione nel senso di "generare", ovvero riprodursi: la vicenda di una coppia che ricorre alla FIVET, vista dagli occhi di lui, più tante altre divagazioni che sinceramente non mi hanno entusiasmato. Forse perchè, dopo aver letto il successivo "I lungomai di Livorno", avevo più alte aspettative.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo in cui è centrale la difficoltà di concepire un figlio vissuto quindi come dolore, fallimento personale. Il libro è ammantato di una cupezza gravida, intervallato da citazioni e divagazioni dietro cui nascondersi e darsi un po' di tregua, tregua dalla paura, dal senso di colpa e dalle tan ...continua

    Romanzo in cui è centrale la difficoltà di concepire un figlio vissuto quindi come dolore, fallimento personale. Il libro è ammantato di una cupezza gravida, intervallato da citazioni e divagazioni dietro cui nascondersi e darsi un po' di tregua, tregua dalla paura, dal senso di colpa e dalle tante difficoltà che un percorso di fecondazione assistita pone alle coppie ed in questo caso specifico vissute da un uomo, con tutti i suoi limiti ed i suoi pensieri.
    A mio modo di vedere, sincero e a tratti toccante.

    ha scritto il 

  • 3

    un lungo monologo, un uomo - portiere di notte in un albergo - alle prese con gli "animali" che gli affollano il cervello. un uomo abituato a riempire il silenzio della notte con un'inondazione di pensieri e di parole che risuonano solo nella sua testa. il racconto di una vita che funziona al con ...continua

    un lungo monologo, un uomo - portiere di notte in un albergo - alle prese con gli "animali" che gli affollano il cervello. un uomo abituato a riempire il silenzio della notte con un'inondazione di pensieri e di parole che risuonano solo nella sua testa. il racconto di una vita che funziona al contrario, sotto tanti aspetti

    ha scritto il 

  • 2

    fecondazione

    Buona partenza, ad un terzo del racconto comincia quella che è la descrizione dei tentativi di una fecondazione artificiale che durerà per i restanti due terzi.
    E la storia scompare, diventa inesistente.

    ha scritto il 

  • 2

    Perplessità.

    Dal maestro della parola Lenzi mi aspettavo di più. Un libro piacevole per brevissimi tratti (la routine dei personaggi, le introspezioni del narratore), noioso e ripetitivo in linea di massima. La trama è piuttosto inconsistente - ma va bene, tratta temi di vita quotidiana, ci si poteva lavorare ...continua

    Dal maestro della parola Lenzi mi aspettavo di più. Un libro piacevole per brevissimi tratti (la routine dei personaggi, le introspezioni del narratore), noioso e ripetitivo in linea di massima. La trama è piuttosto inconsistente - ma va bene, tratta temi di vita quotidiana, ci si poteva lavorare. Si perde però in un eccessivo citazionismo di astrusi antichi trattati di medicina, utili fino ad un certo punto per inquadrare il personaggio del narratore, per lo più superflui. Non ho poi capito lo scopo di inserire i QR code (!) dei libri citati, mi è sembrata un'inspiegabile tamarrata, tanto quanto l'inserimento di immagini, che mi ha dato l'impressione di avere la sola funzione di allungare il brodo. Resta la sensazione di qualcosa di incompiuto, non sviluppato come avrebbe potuto essere. In ogni caso conosco le doti di paroliere di Simone Lenzi e confido in un'opera seconda migliore.

    ha scritto il