Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La generazione tradita

Gli adulti contro i giovani

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

3.5
(17)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 134 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804598212 | Isbn-13: 9788804598213 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Business & Economics , Fiction & Literature , Social Science

Ti piace La generazione tradita?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Una generazione tradita da una società divisa, rissosa, individualista. Una generazione tradita da una politica faziosa, immorale e strafottente. Una generazione tradita dal suo Paese. Quel bel Paese in cui cultura e competenza sono requisiti trascurabili per accedere al mondo del lavoro e dove le aspirazioni di una generazione giovane vengono sacrificate a un sistema vecchio e malato. Pier Luigi Celli, che è stato direttore della Rai e oggi dirige l'Università Luiss Guido Carli, conduce con uno sguardo critico e impietoso un'indagine che scandaglia i sistemi educativi e gli intrighi della politica, i debiti della vecchia generazione e la lotta degli adulti contro i giovani. Dal suo punto di vista di manager di lungo corso, Celli recupera e sviluppa i temi che aveva lanciato in una provocatoria e assai discussa lettera a "la Repubblica", Figlio mio lascia questo Paese, fermamente determinato a trovare una risposta positiva possibile. C'è nell'aria un sentimento che ondeggia pericolosamente tra ineluttabilità, rassegnazione e voglia di riscatto. Solo un esame intransigente può restituire le condizioni per sperare e ricominciare. E, in questo, trova un suo senso preciso l'impegno di leggere pagine che sono, prima di tutto, un invito a guardare ai giovani con lungimiranza e generosità. Per prendere parte alla sfida. Per riconsegnare ai giovani la loro scommessa. Per rendere alla generazione tradita ciò che le spetta.
Ordina per
  • 4

    Quanta acqua è passata sotto i ponti da quando erano i giovani a voltare le spalle agli adulti, in un'ansia di futuro che a volte si faceva sogno rivoluzionario e altre volte fuga. Ne è passata tanta di acqua che oggi la generazione “contro” è quella degli adulti. E sono loro che hanno voltato le ...continua

    Quanta acqua è passata sotto i ponti da quando erano i giovani a voltare le spalle agli adulti, in un'ansia di futuro che a volte si faceva sogno rivoluzionario e altre volte fuga. Ne è passata tanta di acqua che oggi la generazione “contro” è quella degli adulti. E sono loro che hanno voltato le spalle ai loro figli. Una generazione tradita, appunto. Una generazione a cui è stato portato via quel futuro che un tempo poteva essere addirittura utopia. Una generazione che vive anche il presente come assenza, invisibilità, impossibilità a costruire, progettare, contare. Da un'università che non mantiene le sue promesse a un lavoro che pare una condanna al precariato. Da una politica immorale e faziosa a una società che sempre di più è dominata da un individualismo sfrenato. Il merito che è quasi un handicap e tanto posto al sole per i soliti furbi e i raccomandati della prima e dell'ultima ora. E' questa l'Italia di oggi, solo che Celli non si limita a descriverla per consegnarci alla rassegnazione. C'è voglia di riscatto, in queste pagine. E qualche buona idea per raccogliere la sfida del futuro.

    ha scritto il 

  • 3

    (una responsabilità scrivere la prima recensione: proviamo)


    a partire dalle cose negative, la prima che salta all'occhio è che non è un libro scritto bene, o quantomeno non in modo scorrevole. il problema principale a mio avviso sono le incisive: ci sono virgole ovunque ovunque ovunque. in ...continua

    (una responsabilità scrivere la prima recensione: proviamo)

    a partire dalle cose negative, la prima che salta all'occhio è che non è un libro scritto bene, o quantomeno non in modo scorrevole. il problema principale a mio avviso sono le incisive: ci sono virgole ovunque ovunque ovunque. inoltre alcuni periodi risultano privi di principale. ma non ci formalizziamo!
    un secondo 'contro' è che durante tutta la lettura ci si continua a chiedere, ma a chi sarà mai rivolto questo libro? capitolo per capitolo si cambia idea. il primo -irritantissimo- è un'appassionata difesa di se stesso contro i suoi detrattori e già questo non invoglia alla lettura. i successivi si dividono tra il malinconico ricordo del passato roseo, raccontato in secondo persona plurale e da condividere quindi con quanti questo passato l'hanno vissuto (non certo con noi, a cui appunto non è rimasto che 'rosicare'), le condivisibilissime accuse ad una politica che affoga nell'individualismo e che ovviamente non riesce ad assicurarci niente, l'invito alle imprese ad 'avere più cuore' e alla società di garantire uguaglianza. tutte cose belle. ma come la pace nel mondo.
    nell'ultimo capitolo poi sorge un fastidioso dubbio, laddove i destinatari del libro sembrano improvvisamente divetnare i possibili futuri luissini. è un dubbio ed è lecito, sebbene per tutto il libro si intuisca la sincerità dello spirito con cui questo libro è stato scritto.

    questo è bello, è bello che una persona che certamente non ha più niente da guadagnare si interessi del nostro futuro, mi viene da dire per semplice filantropia, per la voglia di cambiare ancora qualcosa per quello che si può. ed è bello sapere che da questo punto di vista, la voglia di interagire con i giovani e di sostenerli così fortemente testimoniata non ristagna nelle parole di questo libro ma è promotrice di tante iniziative (nel libro raccontate) che sono piccole gocce ma chisà che non diventino qualcosa di più.

    al di là di queste considerazioni generali, per quel che riguarda me -ventenne studentessa di chimica- tra parole altisonanti e virgole quello che ne ho tratto è stata una cosa molto importante: consapevolezza.

    <<Non ci si prepara ad una "precarietà identificante" semplicemente studiando, senza affrontare per tempo i problemi pratici di adattamento a tale modello di vita. E' per questo che l'università non svolge fino in fondo il suo mestiere se non istrada gli studenti a fare i conti con un mercato del lavoro che quasi mai si presenterà come una derivata lineare dei profili accademici teorici, ormai classici>> (pag 132)

    Io non avevo mai pensato in questi termini, pertanto questo per me è stato il succo. La situazione è certamente tragica e sarebbe bello in un libro pieno di parole trovare la soluzione a tutti i nostri problemi, ma questo non è e non sarà mai. E' meglio esserne consapevoli fin da subito e leggere questo libro è un modo: è sconfortante in molti tratti ma in compenso offre spunti interessante sui quali iniziare a pensare, oltre ad un punto di vista decisamente umano (anche se come ho detto spesso piuttosto retorico) che può addolcire un po' la pillola, quantomeno regalandoci la speranza che a qualcuno interessiamo.

    Ma il regalo più bello restano queste parole di leopardi: illuminanti.

    "Sebbene è spento nel mondo il grande il bello e il vivo, non ne è spenta in noi l'inclinazione. Se è tolto l'ottenere, noné tolto né possibile a togliere il desiderare. Non è spento nei giovani l'ardore che li porta a procacciarsi una vita e a sdegnare la nullità e la malinconia" (Zibaldone, 1 agosto 1820)

    ha scritto il