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La gioia di educare

Non siamo capaci di ascoltarli

Di

Editore: Einaudi

3.6
(44)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806194976 | Isbn-13: 9788806194970 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Genere: Education & Teaching , Family, Sex & Relationships , Teens

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Descrizione del libro
Da anni Paolo Crepet viaggia lungo l'Italia incontrando genitori, studenti, insegnanti, educatori, per comprendere i motivi della crisi silenziosa che attraversa la scuola e la famiglia. Da questo lavoro di ascolto sono nate le riflessioni contenute in Non siamo capaci di ascoltarli, Voi, noi e I figli non crescono più e che qui vengono riuniti in un unico volume per cercare di aprire uno spiraglio di speranza nel cuore dell'istituzione più importante. Mai come oggi una generazione di giovani aveva vissuto altrettanto benessere e disarmante vulnerabilità. Ragazze e ragazzi cresciuti senza conoscere il senso della frustrazione e del dolore, che tentano di sopravvivere aggrappati a un presente imbalsamato di privilegi, terrorizzati da un futuro insicuro. Giovani che rischiano di invecchiare senza maturare. Identità fragili cresciute in famiglie fragili. Genitori eternamente indecisi tra il ruolo di amici o complici, fra severità e buonismo, controllo e fiducia. Mai come oggi le giovani generazioni devono fare i conti col declino di due mondi: la scuola, alla ricerca di una identità, e il lavoro, capace solo di sfruttare la loro precarietà.
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  • 5

    Autorevoli consigli utili per chi non vuole lasciare al caso o all'improvvisazione l'educazione dei figli.
    Una frustata all'odierna società che delega al portafogli la formazione dei bambini e dei ragazzi, che tentenna o addirittura rinuncia davanti alla necessità dell'imposizione di regole e che ...continua

    Autorevoli consigli utili per chi non vuole lasciare al caso o all'improvvisazione l'educazione dei figli. Una frustata all'odierna società che delega al portafogli la formazione dei bambini e dei ragazzi, che tentenna o addirittura rinuncia davanti alla necessità dell'imposizione di regole e che ignora colpevolmente l'importanza del fornire esempi di riferimento. L'imperativo diventa l'assunzione di responsabilità in prima persona da parte di genitori ed educatori per accompagnare i giovani in una crescita sana che garantisca una società migliore domani. Bello (e indicativo) anche il titolo del volume.

    ha scritto il 

  • 2

    Boh! mi è sembrato un insieme di frasi fatte. L'ultima parte è la migliore, ma come libro mi aspettavo un maggiore approfondimento invece mi è sembrato tutto molto "in superficie"

    ha scritto il 

  • 3

    Mi aspettavo un testo specialistico, forse questa la ragione della mia delusione. Invece è pedagogia da talk show, superficiale, gravemente inficiata dallo straripante narcisismo dell'autore. Molta fuffa, sinceramente. Come quando cuoci 30 grammi di pasta in un pentolone da 10 litri d'acqua: le c ...continua

    Mi aspettavo un testo specialistico, forse questa la ragione della mia delusione. Invece è pedagogia da talk show, superficiale, gravemente inficiata dallo straripante narcisismo dell'autore. Molta fuffa, sinceramente. Come quando cuoci 30 grammi di pasta in un pentolone da 10 litri d'acqua: le cose interessanti ci sono, dubito che siano di prima mano, ma annegate in una marea di citazioni e racconti autoreferenziali, che non aggiungono valore al testo. Meglio l'ultima parte (è una raccolta di tre libricini pubblicati in precedenza), altrimenti avrei dato un voto ancora più basso. Sì, sono una pessima madre comunque...

    ha scritto il 

  • 3

    analisi acuta sul mondo adolescenziale

    il libro rappresenta ilcrepetpensiero sul mondo giovanile. Non nego che molte osservazioni siano condivisibili, alcune geniali, ma a volte scontate. Trovo interessante il raffronto famiglia-scuola.Ma non so perchè ho la sensazione che ci sia una forma di prevenzione negativa nei confronrti di que ...continua

    il libro rappresenta ilcrepetpensiero sul mondo giovanile. Non nego che molte osservazioni siano condivisibili, alcune geniali, ma a volte scontate. Trovo interessante il raffronto famiglia-scuola.Ma non so perchè ho la sensazione che ci sia una forma di prevenzione negativa nei confronrti di quest'ultima... mi rendo conto che da psichiatra incontra più spesso "casi" emblematici, nonchè sfigati, se non addirittura al limite della paranoia. E che lo scollamento tra i vari mondi si sta divaricando...ma so per esperienza che ci trovi anche tanta attenzione, e passione. Coraggio Crepet. Ce la puoi fare ad essere un po' meno cupo!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Libro pieno di spunti di riflessione, assolutamente non pesante, offre una panoramica sul mondo adolescenziale - principalmente, ma non solo - e su quello dei genitori, figure sperse in questo mondo in evoluzione. Ho notato però che non viene mai dato qualche consiglio pratico: mi piacerebbe sape ...continua

    Libro pieno di spunti di riflessione, assolutamente non pesante, offre una panoramica sul mondo adolescenziale - principalmente, ma non solo - e su quello dei genitori, figure sperse in questo mondo in evoluzione. Ho notato però che non viene mai dato qualche consiglio pratico: mi piacerebbe sapere che comportamento adottare alle sette del mattino, quando appena svegli uno strilla che non si vuole vestire e l'altro si inventa l'otite per non andare a scuola...

    ha scritto il 

  • 3

    Educare è una gioia ma, sicuramente, anche un tormento. Ad essere onnipresenti si rischia di non permettere ai figli di avere una spina dorsale. Se si è troppo assenti il pericolo è quello di avere dei figli sicuri, autonomi, ma con delle carenze affettive che li segneranno per sempre. Come trova ...continua

    Educare è una gioia ma, sicuramente, anche un tormento. Ad essere onnipresenti si rischia di non permettere ai figli di avere una spina dorsale. Se si è troppo assenti il pericolo è quello di avere dei figli sicuri, autonomi, ma con delle carenze affettive che li segneranno per sempre. Come trovare il giusto equilibrio? Non sempre l'impegno per essere dei validi educatori-genitori paga, perchè anche in buona fede si possono fare errori. Una formula valida sempre non credo esista. Fondamentalmente credo che il dialogo, il conoscere davvero i propri figli sia la cosa più importante e trovo che Crepet dia buoni spunti di riflessione e qualche buon consiglio.

    ha scritto il 

  • 3

    Si parla di figli e di “emergenza educativa”, di “assenze” e di “incapacità”.
    Di generazioni a confronto; di distanze e di presenze ossessive; di strutture sociali e istituzioni inadeguate e sempre più incapaci di dare “risposte”; di genitori “amici”, incapaci anche loro di “dare” autorevole ...continua

    Si parla di figli e di “emergenza educativa”, di “assenze” e di “incapacità”.
    Di generazioni a confronto; di distanze e di presenze ossessive; di strutture sociali e istituzioni inadeguate e sempre più incapaci di dare “risposte”; di genitori “amici”, incapaci anche loro di “dare” autorevolezza e punti di riferimento.
    Incapaci, soprattutto, “di ascoltare”.
    Di figli senza bussola, alla perenne ricerca di evasione, inconsistenti, muti nel loro grido -acuto- di aiuto, ridotti a esseri “virtuali” da cordoni ombelicale tecnologici.
    Di appiattimento, di mancanza di personalità; di inopportunità e impossibilità di emergere dalla mediocrità.
    Di una scuola troppo concentrata a costruire un’istruzione maestosa senza…fondamenta; incapace di trasmettere valori fondanti e fondamentali della persona; indisponibile a offrire “tempi” sufficienti a formare, educare, far crescere; che delega i suoi compiti a case vuote.
    E di un mondo del lavoro troppo precario per poter dare certezze e creare distacchi, necessari.
    Il rischio è il disastro generazionale.

    E’ un libro fatto di esperienze “sul (suo, di Crepet) campo”, di risposte a domande: di genitori, di figli, di nonni, di educatori di professione.
    E’ un libro a tappe attraverso l’Italia educativa, che raccoglie spunti da città e campagne ed elabora riflessioni. E suggerimenti.

    Ma è anche un libro che deve vincere una forte diffidenza.
    Nei confronti degli psicologi, dei psichiatri, dei supeteorici del nulla.
    Nei confronti di una teoria sempre troppo distante dalla realtà; di favole raccontante da una certa tipologia di “catechisti”: grandissimi osservatori, ma sempre seduti su sgabelli troppo alti per “sporcarsi” le mani. Gente costantemente “ai margini”, quasi mai in prima linea; che “pontifica”, criticando e guardando il mondo-degli-altri attraverso lo specchio grigio dell’autocompiacimento e del narcisismo.

    Crepet non è certamente immune ma ha il merito, in fondo, di fornire numerosi spunti pescando direttamente dal lago della realtà e, ragionando intorno a dubbi e perplessità comuni, fornisce una notevole spinta propulsiva alla consapevolezza e alla voglia di risolvere il problema.
    E questo gli va riconosciuto.

    Perché questa volta la realtà è enorme e ingombrante. Pesantissima, nella sua delicatatezza.
    In gioco ci sono i nostri figli e il loro futuro.

    ha scritto il 

  • 0

    Sinceramente non amo l"'OnnipresenteSupponente Narciso" Crepet e non avrei mai comprato un suo libro se non fossi stata spinta dalla disperazione di avere in casa un figlio adolescente.
    Il titolo era accattivante :"la gioia (?) di educare" , ciò che mi ci voleva. Un pò di sano ottimismo.
    ...continua

    Sinceramente non amo l"'OnnipresenteSupponente Narciso" Crepet e non avrei mai comprato un suo libro se non fossi stata spinta dalla disperazione di avere in casa un figlio adolescente.
    Il titolo era accattivante :"la gioia (?) di educare" , ciò che mi ci voleva. Un pò di sano ottimismo.
    Credo anche di aver trovato spunti interessanti e condivisibili.
    Sfortunatamente non mi ricordo quali.

    ha scritto il