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La gioia di vivere

Di ,

Editore: Rizzoli (BUR)

4.0
(80)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 480 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8817169897 | Isbn-13: 9788817169899 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Paola Messori

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Nell'ironia amara della Gioia di vivere Emile Zola ha rappresentato un insieme prodigioso di umanità. Pochi fra i suoi romanzi più importanti sono grandi come la storia di questa semplice famiglia borghese, i cui drammi mediocri e terribili si svolgono nello scenario maestoso del mare, un mare feroce come la vita, al pari della vita spietato e infaticabile, un mare che lentamente inghiotte un povero villaggio di pescatori costruito nell'ansa di una scogliera. E sull'intero libro plana, nero uccello dalle ali spiegate, la morte.

GUY DE MAUPASSANT

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  • 4

    Un romanzo in cui la frustrazione, il dolore e la morte predominano, ma anche, in antitesi, la "joie de vivre" alla quale si aggrappa la protagonista, Pauline, per superare tutte le delusioni, una ...continua

    Un romanzo in cui la frustrazione, il dolore e la morte predominano, ma anche, in antitesi, la "joie de vivre" alla quale si aggrappa la protagonista, Pauline, per superare tutte le delusioni, una dopo l'altra, da cui è colpita. Straordinarie le descrizioni dell'agonia del cane Mathieu e del difficile parto di Louise. Zola ci stupisce anche con i suoi romanzi meno conosciuti

    ha scritto il 

  • 4

    Forte figura femminile

    L'ennesima figura femminile esaltata nelle sue qualita', al limite dell'incredibile. Pauline ha sulle sue spalle una missione, dare gioia di vivere a chi le sta intorno, anche a chi la sfrutta ...continua

    L'ennesima figura femminile esaltata nelle sue qualita', al limite dell'incredibile. Pauline ha sulle sue spalle una missione, dare gioia di vivere a chi le sta intorno, anche a chi la sfrutta ignobilmente col sorriso sulle labbra, le ruba il cuore e la serenita', che lei con sforzi sovrumani recupera di volta in volta proprio per il bene delle stesse persone che la stanno martoriando. Insomma: una figura in bilico tra la santita' e l'autolesionismo. Nell'Ottocento la forza di questo romanzo doveva essere dirompente. Anche per le vicende raccontante che oggi pero' (nel bene e nel male) non scandalizzano nessuno. Il romanzo e' scritto benissimo e vola, pero' si sente un certo eccessivo "peso".

    ha scritto il 

  • 4

    Libro cupo, immerso in un'atmosfera tragica, anche quando va in scena la gioia di vivere di una fanciulla tanto stoica da sfinire il lettore. Perché, benedetta ragazza, non hai preso la via di fuga ...continua

    Libro cupo, immerso in un'atmosfera tragica, anche quando va in scena la gioia di vivere di una fanciulla tanto stoica da sfinire il lettore. Perché, benedetta ragazza, non hai preso la via di fuga che la vita a un certo punto ti ha offerto? Zola come te lo aspetti.

    ha scritto il 

  • 4

    Il male di vivere?

    Date le amenità di sapore schopenhaueriano che l’autore meditava come alternative (La valle di lacrime, La speranza del nulla, Il vecchio cinico, La miseria del mondo, La sacra quiete del nulla, ...continua

    Date le amenità di sapore schopenhaueriano che l’autore meditava come alternative (La valle di lacrime, La speranza del nulla, Il vecchio cinico, La miseria del mondo, La sacra quiete del nulla, La cupa morte, Il tormento dell’esistenza e Il triste mondo), è ragionevole pensare che La gioia di vivere sia un titolo antifrastico. Italo Svevo non colse l’ironia. Nella sua recensione al romanzo pubblicata con lo pseudonimo di Ettore Samigli sul giornale triestino "L’indipendente" l’8 marzo 1884, il venticinquenne Aron Hector Schmitz riassume la trama tagliando l’atroce finale e considerando Pauline l’incarnazione assoluta della gioia di vivere. Niente di più falso, ma all’epoca Svevo non aveva la più pallida idea di chi fosse Arthur Schopenhauer e non comprese l’importanza della sua filosofia per l’interpretazione del romanzo. Che comunque si legge senza Il mondo come volontà e come rappresentazione accanto. Su Zola e i suoi Rougon-Macquart sotto il secondo Impero si può dire tutto: che è manicheo, semplicistico, didascalico, incline al patetismo, amico degli intrecci facili, dei colpi di scena successivi e dei simbolismi elementari. Ma i suoi romanzi si godono e si finiscono in una serata.

    ha scritto il 

  • 4

    proprio una gioia... il vivere...

    In realtà tutto il romanzo è impostato sul dolore, sulla bontà che non serve a nulla e sulla paura della morte. Pauline è il centro della vicenda e della famiglia Chanteau che la adotta perchè ...continua

    In realtà tutto il romanzo è impostato sul dolore, sulla bontà che non serve a nulla e sulla paura della morte. Pauline è il centro della vicenda e della famiglia Chanteau che la adotta perchè orfana. E' buona e dedita al prossimo in modo incredibile, ma alla fine viene sempre fregata... prima dei soldi, poi dell'amore e poi del futuro di una famiglia sua. Ma è l'unica che riesce nel dolore e nella bontà ad essere felice.

    ha scritto il 

  • 5

    PAOLINE QUENU VIENE ADOTTATA DAGLI ZII ALLA MORTE DEI PROPRI GENITORI E PUR DONANDO GIOIA E DENARI NON RIESCE A FARSI ACCETTARE COMPLETAMENTE. ANCHE SUO CUGINO CHE L'AMA LE FARA' PESARE IL SUO RUOLO ...continua

    PAOLINE QUENU VIENE ADOTTATA DAGLI ZII ALLA MORTE DEI PROPRI GENITORI E PUR DONANDO GIOIA E DENARI NON RIESCE A FARSI ACCETTARE COMPLETAMENTE. ANCHE SUO CUGINO CHE L'AMA LE FARA' PESARE IL SUO RUOLO NELLA NUOVA FAMIGLIA. E' UN ROMANZO CHE DALLA MORTE E DAL DOLORE CI PORTA ALLA GIOIA DI VIVERE CHE E' INNATA IN NOI E DEVE ESSERE DIFESA ANCHE FACENDO MOLTI SACRIFICI.

    ha scritto il 

  • 4

    la bontà che confina con il sacrificio, i sogni vani, le ambizioni che si scontrano con la pigrizia, l'avarizia morale e materiale, la malattia, l'amore che forse è illusione, le ossessioni. non è ...continua

    la bontà che confina con il sacrificio, i sogni vani, le ambizioni che si scontrano con la pigrizia, l'avarizia morale e materiale, la malattia, l'amore che forse è illusione, le ossessioni. non è un capolavoro come l'assommoir o il ventre di parigi ma per me zola è sempre grande, grandissimo anche quando racconta le piccole miserie tragiche della vita quotidiana.

    ha scritto il 

  • 3

    Zola è uno dei miei autori preferiti, e questo già di per se gli assicura le tre stelle :-).
    Questo romanzo è uno dei meno celebri del ciclo dei Rougon-Macquart, ma chi ha familiarità con ...continua

    Zola è uno dei miei autori preferiti, e questo già di per se gli assicura le tre stelle :-).
    Questo romanzo è uno dei meno celebri del ciclo dei Rougon-Macquart, ma chi ha familiarità con esso non potrà non apprezzarlo.
    Ritroviamo qui Pauline Queu, la figlia di Lise Macquart e del salumiere Queu (ricordate "Il ventre di Parigi"?).
    Oltretutto, è uno dei romanzi di Zola più autobiografici, perchè la paura della morte e le ossessioni di uno dei suoi protagonisti, Lazare Chanteau, erano --- per dichiarazione dello stesso Zola -- quelle del suo autore, perseguitato tutta la vita dall'ossessione del "mai più".

    ha scritto il