La giornata d'uno scrutatore

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore (Oscar)

3.9
(1337)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 104 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8804379898 | Isbn-13: 9788804379898 | Data di pubblicazione:  | Edizione 18

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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  • 4

    La solita Italietta

    Leggo Calvino a mozzichi e bocconi perché son fatta così: ciò che tutti divorano, a me è un po' indigesto. E Calvino era così, in facoltà: il piatto forte. Certamente non per chi a Pin preferì Agnese, ...continua

    Leggo Calvino a mozzichi e bocconi perché son fatta così: ciò che tutti divorano, a me è un po' indigesto. E Calvino era così, in facoltà: il piatto forte. Certamente non per chi a Pin preferì Agnese, a lui preferì la Viganò. Eppure è vero: Calvino è nell'Olimpo dei grandi della letteratura italiana, mondiale. E dopo non essere rimasta entusiasta dalla trilogia I nostri antenati, dopo aver finito con fatica finanche le Cosmicomiche, questo La giornata di uno scrutatore mi riavvicina al Calvino di Se una notte d'inverno un viaggiatore: quasi un personaggio mitologico. Perché Amerigo è un po' il mio alter ego: quello che "va alla guerra" nei luoghi in cui la lotta è più dura per poi rendersi conto, semplicemente, che i suoi sforzi e tutta la sua fatica non lo poteranno da nessuna parte, lì rimarrà quest'Italietta di ieri e di oggi che di cambiare non ne vuol proprio sapere.

    ha scritto il 

  • 3

    Soprattutto certe monache vestite di bianco: avevano l'ossessione delle schede macchiate. Una entrava in cabina, ci si fermava per cinque minuti, poi usciva senza aver votato. - Ha votato? No? Perché? ...continua

    Soprattutto certe monache vestite di bianco: avevano l'ossessione delle schede macchiate. Una entrava in cabina, ci si fermava per cinque minuti, poi usciva senza aver votato. - Ha votato? No? Perché? - La suora protendeva la scheda aperta e intatta e indicava un qualche puntolino più chiaro o più scuro. - E' macchiata! - protestava con voce adirata, al presidente. - Me la cambi!
    Le schede erano stampate su una carta ordinaria, verdastra, fatta d'una pasta granulosa, piena d'impurità, sbavata d'ombre d'inchiostro tipografico da parte a parte. Ormai si sapeva che ogni volta che veniva a votare una di quelle suore bianche si ripeteva la scena della scheda rifiutata. Non si riusciva a convincerle che si trattava solo di difetti del materiale, che non potevano far invalidare il voto. Più si insisteva più le piccole suore si facevano testarde: una – una vecchia, scura, che veniva d'in Sardegna - addirittura s'infuriò. Certamente avevano avuto su quella storia delle macchie chissà quali raccomandazioni particolari: che stessero attente, nel seggio c'erano i comunisti che macchiavano apposta le schede delle suore, per rendere nulli i loro voti.
    Terrorizzate: ecco com'erano, queste monachine bianche. E nel cercare di far loro intendere ragione il seggio era solidale: anzi erano proprio il presidente e lo scrutatore smilzo che ci s'arrabbiavano di più, a non essere creduti, a sentirsi trattati come nemici infidi. Anch'essi, con Amerigo, si domandavano cosa mai avessero potuto dire, a queste povere donne, per spaventarle così, di quali orrori potevano averle minacciate, descrivendo loro la vittoria comunista incombente, per un solo voto perso.

    ha scritto il 

  • 5

    Calvino non mi delude mai. L'italiano conflitto tra Democrazia Cristiana e Comunismo a livello di gente comune e' descritto in questo libretto corto, ma intenso. Le suore che sacrificano la loro vita ...continua

    Calvino non mi delude mai. L'italiano conflitto tra Democrazia Cristiana e Comunismo a livello di gente comune e' descritto in questo libretto corto, ma intenso. Le suore che sacrificano la loro vita per I malati del Cottolengo credono veramente in quello che fanno e I pazienti gliene sono riconoscienti. Quell'ambiente suscita tante riflessioni nel comunista Amerigo. Egli certo pensa che la carita' non e' una prerogativa dei cristiani e che un governo comunista e laico potrebbe far funzionare il Cottolengo ancora meglio, ma non fa a meno di notare l'organizzazione interna dell'istituto che funziona come una piccola citta' isolata dal resto del mondo, in cui I pazienti svolgono delle attivita' utili. La DC fa votare anche gli incapaci di intendere e di volere per guadagnare voti, Amerigo passa dall'interrogarsi sul diritto di voto di quegli infelici, a una domanda piu' profonda: fin quando e' lecito considerarli umani? La risposta arriva grazie all'incontro, a cui Amerigo assiste, tra un contadino e suo figlio invalido ricoverato al Cottolengo. Amerigo conclude: '' l'umano arriva dove arriva l'amore; non ha confine se non quelli che gli diamo ''
    Amerigo arriva anche a capire come una sola parola (amore) possa essere usata per descrivere cose tanto diverse come il suo sentimento romantico per Lia e l'unione tra quel contadino e il figlio infelice.

    ''Amerigo vedeva Lia, ma di Lia adesso era la tristezza degli occhi grigi che vedeva, l'ombra di fuga in fondo agli occhi che non si riusciva a stanare, a consolare, il modo remissivo che avevano i capelli d'andar giu sulle soffici spalle, ma come una creatura selvatica, acquattata, che sidivincolera' appena la sfiori, e quel modo indifeso della punta del seno disalire fuori dal braccio, tutto quello che in lei esigeva una protezione, una pieta', ma non si sapeva comunicargliela, perche' nel momento in cui parevad'esserci arrivato eccola girarsi con un risolino di sfida, incupendo lo sguardo grigio ostile, la discesa dei capelli si tendeva sulla schiena giu'fino allo scatto dei fianchi, e l'alta gamba avanzava in un passo leggero come uno scrollarsi di dosso tutto quel che c'era prima. Ma adesso questo sogno a occhi aperti di Lia, questo genere d'amore come una reciproca e continua sfida o corrida o safari, non gli pareva piu' in contrasto con la presenza di quelle ombre ospedaliere: erano lacci dello stesso nodo o garbuglio in cui sono legate tra loro - dolorosamente, spesso (o sempre) - le persone. Anzi, per lo spazio d'un secondo (cioe'per sempre) gli sembro' d'aver capito come nello stesso signiicato della parola amore potessero stare insieme una cosadel genere di quella sua con Lia e la muta visita domenicale al Cottolengo del contadino al figlio.''

    ha scritto il 

  • 4

    Geniale

    L'idea è geniale: una sola giornata di un comune scrutatore elettorale. Anche Calvino lo ha detto: in questo racconto ci sono più riflessioni che fatti. Per me resta geniale. Unica pecca, forse, sono ...continua

    L'idea è geniale: una sola giornata di un comune scrutatore elettorale. Anche Calvino lo ha detto: in questo racconto ci sono più riflessioni che fatti. Per me resta geniale. Unica pecca, forse, sono le (lunghe) parentesi che a volte bloccano la narrazione e fanno fare salti da un punto all'altro. Non lo consiglierei come prima lettura di Calvino, ma come lettura senz'altro, soprattutto a chi si interessa di politica nel periodo post nascita della repubblica (ironica e grottesca la contrapposizione tra comunisti e democristiani).

    ha scritto il 

  • 5

    Un Calvino diverso da quello finora letto e ammirato tanto, de Il castello dei destini incrociati o de Le città invisibili, un Calvino a metà strada tra saggista e narratore, con echi di autobiografia ...continua

    Un Calvino diverso da quello finora letto e ammirato tanto, de Il castello dei destini incrociati o de Le città invisibili, un Calvino a metà strada tra saggista e narratore, con echi di autobiografia. Comunque un Calvino che non ti lascia come ti trova, per le riflessioni che provoca, le domande che stimola con il racconto di una giornata ai seggi di Amerigo Ormea. Certo non è un seggio qualunque quello in cui Amerigo, intellettuale comunista, svolge le funzioni di scrutatore, è il Cottolengo, istituto torinese che raccoglie una umanità derelitta. In quell’unica giornata non ci sono accadimenti speciali, il libro è costituito dalla minuziosa descrizione delle persone che si avvicendano al seggio e dalle meditazioni che ciò provoca in Amerigo. Così gli stimoli di riflessione spaziano dalla politica alla filosofia, la religione, la bellezza, la giustizia, la responsabilità della procreazione, la condizione femminile. Tante sono le domande che nascono in Amerigo, le certezze che si sgretolano, ed anche per il lettore sorge finalmente il dubbio, l’incertezza e la necessità di interrogarsi su convinzioni alle quali si è creduto dogmaticamente.
    Il cittadino cosciente e responsabile e l’idiota ricoverato al Cottolengo sono ambedue cittadini votanti, uguali davanti alla legge, ma per il secondo che senso hanno l’uguaglianza, la libertà, il progresso, la legge, tutti princìpi che valgono per i sani, per quelli privilegiati? Non è il diritto, non la giustizia, non la democrazia che creano un ponte tra i due mondi, solo l’amore come quello di un padre che passa tutte le domeniche al Cottolengo a guardare fisso il figlio che mangia. “L’umano arriva dove arriva l’amore; non ha confini se non quelli che gli diamo”.

    ha scritto il 

  • 2

    Non il miglior Calvino

    Pur essendo un estimatore di Calvino, non consiglierei "La giornata" come il libro con cui avvicinarsi all'Autore. Scrittura elegante, grande stile, ma mi fa "vibrare" meno, ad esempio, delle "Città i ...continua

    Pur essendo un estimatore di Calvino, non consiglierei "La giornata" come il libro con cui avvicinarsi all'Autore. Scrittura elegante, grande stile, ma mi fa "vibrare" meno, ad esempio, delle "Città invisibili", opera di assoluta poesia. Certo che fa riflettere, eccome: quarant'anni di Italia e, gattopardescamente, nulla è cambiato! Resta un grandissimo della letteratura italana.

    ha scritto il 

  • 3

    “Non sapeva cosa avrebbe voluto: capiva solo quant’era distante, lui come tutti, dal vivere come va vissuto quello che cercava di vivere.”

    Amerigo ha quarant’anni. Vive a Torino dove viene chiamato ad assolvere al ruolo di scrutatore durante le elezioni del 1963.
    Calvino possedeva un dono raro, quello di riuscire a tirare fuori, anche in ...continua

    Amerigo ha quarant’anni. Vive a Torino dove viene chiamato ad assolvere al ruolo di scrutatore durante le elezioni del 1963.
    Calvino possedeva un dono raro, quello di riuscire a tirare fuori, anche in un banale resoconto di quella che è la giornata di uno scrutatore di seggio, il suo lato poetico.
    Devo dire che nonostante siano trascorsi più di cinquant’anni questo libro è quanto mai attuale, c’è una forte critica da parte dell’autore nei confronti dello squallore che imperversa nei seggi elettorali e contro una società soggetta a pregiudizi e corruzione(ed era il 1963…le cose non sono poi così cambiate in fondo).
    Di spunti riflessivi in queste ottanta pagine ce ne sono molti, soprattutto quello che più colpisce è l’animo sognatore del giovane Amerigo che, purtroppo, sarà destinato a rimanere tale.
    Il finale è bellissimo, poesia ed emotività allo stato puro.

    “Non farsi mai troppe illusioni e non smettere di credere che ogni cosa che fai potrà servire”.

    “Anche l’ultima città dell’imperfezione ha la sua ora perfetta, pensò lo scrutatore, l’ora, l’attimo, in cui ogni città è la Città.”

    “Ecco, pensò Amerigo, quei due, così come sono, sono reciprocamente necessari. E pensò: ecco questo modo d'essere è l'amore. E poi: l'umano arriva dove arriva l'amore; non ha confini se non quelli che gli diamo."

    ha scritto il 

  • 5

    Come Calvino appunta nella nota finale, si tratta più di stati d'animo che di una storia di per sé. E in queste poche pagine c'è davvero molto della cultura italiana e del suo stretto rapporto politic ...continua

    Come Calvino appunta nella nota finale, si tratta più di stati d'animo che di una storia di per sé. E in queste poche pagine c'è davvero molto della cultura italiana e del suo stretto rapporto politico con il cattolicesimo, con tutte le implicazioni che investono la società, dai dilemmi del protagonista al mondo parallelo del "Cottolengo".

    ha scritto il 

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