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La giostra e altri racconti

Di

Editore: Edizioni Progetto Cultura

3.7
(7)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 112 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8860920337 | Isbn-13: 9788860920331 | Data di pubblicazione: 

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Descrizione del libro
Quattro racconti su sesso e identità: omosessualità,
impotenza e la ricerca della propria identità. Un
modo insolito e originale di trattare temi delicati.
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  • 4

    E' la seconda recensione che scrivo per questo libro: la prima è stata divorata misteriosamente dal portale non lasciandone più traccia.
    Come dicevo in quella sede, è difficile scrivere qualcosa sul libro di un amico: si corre il rischio di sembrare o troppo generosi o troppo severi per non sembr ...continua

    E' la seconda recensione che scrivo per questo libro: la prima è stata divorata misteriosamente dal portale non lasciandone più traccia. Come dicevo in quella sede, è difficile scrivere qualcosa sul libro di un amico: si corre il rischio di sembrare o troppo generosi o troppo severi per non sembrare troppo generosi. Cercherò di essere - se possibile - equilibrato. Si tratta di quattro racconti brevi, un genere che non prediligo. Due non mi sono particolarmente piaciuti: "la Giostra", che mi ha annoiato, e il primo, che ho trovato impreciso, a tratti illogico, per quanto la logica non debba essere il requisito fondamentale di un racconto. Ho invece trovato "La casa romana" semplicemente straordinario, una vera perla, ben costruito, con un'analisi profonda dei personaggi senza indulgere nello psicologismo, fatta con tatto, senza che il lettore se ne accorga, non dicendoglielo. Una scrittura a più livelli, curatissima, come non se ne trova nella letteratura contemporanea di grido. Molto originale anche l'ultimo racconto su due agenti molto ben ritratti e con una leggera tensione che accompagna la lettura e che, non risolvendosi, accompagna il lettore anche a libro finito. Bertollini scrive molto bene, senza retorica, senza strizzatine d'occhio alla curiosità o ai bassi istinti del lettore, con molta eleganza. Del tutto incomprensibile - come notato anche da altri recensori proprio su aNobii - la prefazione: intrisa di stucchevole accademismo e di voglia di categorizzare il libro nell'ambito della letteratura gay. Una scemenza che non dice nulla dei racconti e dice molto delle capacità di penetrazione del testo da parte dell'autrice della prefazione. Ci si augura che l'indolente, indaffarato Bertollini sforni presto qualcos'altro.

    ha scritto il 

  • 4

    La giostra dei libri che se leggi le prime pagine non li compri.

    Avviso importante: saltare a piè pari quarta di copertina e introduzione.
    La prima è del tutto fuorviante: incasella il libro di Bertollini nella letteratura gay e sui gay senza via di scampo. Le quarte di copertina degli Harmony sono più oneste.
    La seconda è terrificante: un elenco di ...continua

    Avviso importante: saltare a piè pari quarta di copertina e introduzione.
    La prima è del tutto fuorviante: incasella il libro di Bertollini nella letteratura gay e sui gay senza via di scampo. Le quarte di copertina degli Harmony sono più oneste.
    La seconda è terrificante: un elenco di citazioni dotte e uso smodato di termini astrusi e ricercati in un girone di autocompiacimento per la propria bravura nel compilare una tesina per Lettere Moderne che rischia di esser più lungo del libro stesso. Quindi, eliminare a occhi chiusi questi due gravi handicap e passare direttamente alla scrittura di Bertollini.

    Il libro è splendido. Una scrittura perfetta, che scorre, adulta, senza trucchetti o manierismi, non accade mai l'odiosa pratica del ricordare ogni venti pagine chi siano i protagonisti, che cosa facciano e perché siano lì, come se il lettore fosse lo Smemorato di Collegno. Le storie filano, hanno agganci alla quotidianità perfetti, i finali lasciano un sapore agro di riflessione. I personaggi, nella fattispecie la madre del protagonista che torna al paese per cercare chi vi è fuggito, rispecchia una società attualissima che per vergogna pensiamo non esista ma è più radicata di quel che si credi. Il socio della ferramenta è forse il personaggio minore che più viene esaltato e tratteggiato alla perfezione: si riesce a "visualizzare" la sua rabbia, i suoi urli.
    Un libro assolutamente da leggere, dispiacendosi che sia edito da una piccola casa editrice e quindi avrà una distribuzione minima e non capillare.
    Complimenti anche per l'editing: pochissimi refusi, forse solo uno, e un ottimo scorrimento dei capitoli.

    ha scritto il 

  • 4

    Giovane autore (oddio giovane ... 41 anni) italiano.
    Sono 4 racconti, genere che io non prediliggo affatto, tutti abbastanza originali.
    In particolare ho apprezzato il 3 sul rapporto d'amore che potrebbe nascere oppure non nascere affatto fra due ragazze della provincia più classica.
    ...continua

    Giovane autore (oddio giovane ... 41 anni) italiano.
    Sono 4 racconti, genere che io non prediliggo affatto, tutti abbastanza originali.
    In particolare ho apprezzato il 3 sul rapporto d'amore che potrebbe nascere oppure non nascere affatto fra due ragazze della provincia più classica.
    Il secondo con il suo finale a sorpresa mi ha piacevolmente colpito.
    Il quarto è sicuramene il più interessante con una ambientazione nella milano del prossimo futuro così terribilmente uguale alla milano odierna, peccato che il finale sia del tutto incomprensibile.
    Tutto sommato una piacevole lettura che consiglio a chi riuscirà a trovare il libro.

    ha scritto il