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La grande Eulalia

By Paola Capriolo

(100)

| Others | 9788807013492

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27 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non capisco i voti così negativi a questo libretto che, pur iniziando con due racconti che forse lasciano un po' il tempo che trovano, regala due perle come "Il gigante" e il parallelo "Lettere a Luisa". Lo stile della Capriolo è certamente anacronis ...(continue)

    Non capisco i voti così negativi a questo libretto che, pur iniziando con due racconti che forse lasciano un po' il tempo che trovano, regala due perle come "Il gigante" e il parallelo "Lettere a Luisa". Lo stile della Capriolo è certamente anacronistico e non da premio di letteratura contemporanea che dovrebbe essere formalmente estranea a certe scelte, ma limpido pur nella sua indefinitezza e apertura.

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    X. said on Dec 2, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mah.
    Lettera a Luisa e Il Gigante non sono malaccio; gli altri racconti invece decisamente sciocchi. Dalle note entusiastiche in quarta di copertina, direi che l'autrice è una raccomandata di ferro. (Fortuna che ho trovato il libro fra i remainders a ...(continue)

    Mah.
    Lettera a Luisa e Il Gigante non sono malaccio; gli altri racconti invece decisamente sciocchi. Dalle note entusiastiche in quarta di copertina, direi che l'autrice è una raccomandata di ferro. (Fortuna che ho trovato il libro fra i remainders a un prezzo stracciatissimo, almeno non mi pento dell'acquisto)

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    Mitilene said on Dec 12, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful


    Un libro sopravvalutato, a tratti irritante, per questo suo modo trasognato e compiaciuto di descrivere personaggi senza qualità, ladri di immagini, avidi di perfezione, patetici e decadenti nel loro anelito di bellezza. Ma io in quelli anni " vivev ...(continue)


    Un libro sopravvalutato, a tratti irritante, per questo suo modo trasognato e compiaciuto di descrivere personaggi senza qualità, ladri di immagini, avidi di perfezione, patetici e decadenti nel loro anelito di bellezza. Ma io in quelli anni " vivevo in una condizione anfibia, preda di un continuo stordimento" e il malsano piacere di perdermi in un libro dissonante lo ricercavo ancora.

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    Anche Emma said on Nov 20, 2011 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Quattro racconti, altrettante storie di amori impossibili.
    Sentimenti a senso unico. Chi ama soffre. Si strugge in passioni non corrisposte. Ogni racconto prende in esame solamente la visione di chi si invaghisce di un riflesso, di un braccio o di un ...(continue)

    Quattro racconti, altrettante storie di amori impossibili.
    Sentimenti a senso unico. Chi ama soffre. Si strugge in passioni non corrisposte. Ogni racconto prende in esame solamente la visione di chi si invaghisce di un riflesso, di un braccio o di un suono, in pratica di un'idea. Non viene mai svelato cosa prova e pensa il destinatario di questo amore.
    Gli ultimi due racconti, "Il gigante" e "Lettera a Luisa" sono in realtà le due facce di una stessa medaglia. Qui finalmente l'autrice, anche se in brani separati ma contigui, ci svela il pensiero di tutti e due i personaggi, l'amato e l'amante che in realtà sono la stessa cosa. Ma la morale, se morale è, non cambia. Amori idealizzati e mai aperti ad un confronto. Portano tutti indissolubilmente ad un finale tragico di resa e morte.

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    Isairon said on Mar 6, 2011 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    La musica...del gigante

    Degno di nota è il racconto “Il gigante”, per la sua semplicità e perché rende bene la mia idea di musica: il mezzo più immediato per esprimere i sentimenti e per mettere in comunicazione realtà, persone, che altrimenti non avrebbero possibilità di f ...(continue)

    Degno di nota è il racconto “Il gigante”, per la sua semplicità e perché rende bene la mia idea di musica: il mezzo più immediato per esprimere i sentimenti e per mettere in comunicazione realtà, persone, che altrimenti non avrebbero possibilità di farlo.
    La musica è un linguaggio universale, che supera qualsiasi barriera e in questo breve ma intenso racconto, una donna, con il suo pianoforte suona accompagnata dal violino di un prigioniero rinchiuso in un carcere a lui dedicato, senza la possibilità di avere contatti con persona alcuna. Così, pur senza potersi guardare o parlare, essi iniziano ad eseguire una sonata, perfezionandola ogni giorno di più. Questa avventura, questo dialogo musicale, diventerà l’unica loro ragione di vita, li rapirà completamente, facendo perdere senso a tutto il resto. A chi legge scoprire il resto.
    La musica è questo: passione, sentimento, forza vitale. Ed il racconto ci dimostra che la musica ha davvero qualche fattore comune con la vita umana, è un elemento intrinseco della nostra anima, così come probabilmente anche dell’universo.
    Fin quando sentiremo la musica vorrà dire che c’è ancora vita e speranza: perché la musica è vita. È quando sentiremo solo rumore e silenzio che dovremo preoccuparci, perché vorrà dire che tutto sta finendo.

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    OrsoFelice said on Oct 19, 2010 | Add your feedback

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