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La grande caccia

La ruota del tempo - vol. 2

Di

Editore: Fanucci

4.1
(951)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 708 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Olandese , Portoghese , Tedesco

Isbn-10: 8834712188 | Isbn-13: 9788834712184 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. L. Staffilano

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Descrizione del libro
Nel corso dei secoli i menestrelli hanno cantato la storia del Corno di Valere, capace di ridestare dal sonno eterno gli eroi dell'Epoca Leggendaria.Ora il Corno è stato ritrovato, solo per essere di nuovo smarrito assieme al pugnale di Shadar Logoth, da cui dipende la vita di Mat, il fedele amico di Rand al'Thor. E da Rand dipende l'impresa colossale del ritrovamento del Corno, dal coraggio di un giovane pastore consapevole che affrontare la Caccia vuol dire tessere un destino che mai si vorrebbe veder realizzato. La Grande Caccia al Corno di Valere è solo l'inizio di un lungo viaggio di scoperta,mentre la Ruota del Tempo gira e le Epoche si susseguono, e il Disegno esige un Drago.
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  • 5

    Passare dalla vecchia traduzione alla nuova ti consegna tra le mani un libro completamente diverso dove molte cose prendono un senso. Libro che comincia a sviluppare l'universo di Jordan inserendo una serie di variabili interessantissime e di sviluppi dei personaggi che segneranno tutti gli altri ...continua

    Passare dalla vecchia traduzione alla nuova ti consegna tra le mani un libro completamente diverso dove molte cose prendono un senso. Libro che comincia a sviluppare l'universo di Jordan inserendo una serie di variabili interessantissime e di sviluppi dei personaggi che segneranno tutti gli altri libri. Mi rendo conto solo adesso che sto rileggendo l'intera saga (follia assoluta per la sua dimensione) della grandezza della scrittura e dell'immensità del disegno che fin da questi primi libri che sono stati messi in campo nella Ruota del Tempo e di quale sia l'evoluzione dell'intera storia durante l'intera saga. Viene voglia di prendere in mano anche il terzo... ma non subito: ho anche una vita!!!

    ha scritto il 

  • 4

    E tu saresti il Drago Rinato?

    In modo simile al primo volume, è negli ultimi capitoli che la trama raggiunge il culmine dell'epicità, lasciandoti completamente attonito e con un impellente desiderio di andare subito a procurarti il volume successivo in preda all'entusiasmo. Prima di quel momento, la storia procedeva più o men ...continua

    In modo simile al primo volume, è negli ultimi capitoli che la trama raggiunge il culmine dell'epicità, lasciandoti completamente attonito e con un impellente desiderio di andare subito a procurarti il volume successivo in preda all'entusiasmo. Prima di quel momento, la storia procedeva più o meno bene, con alti e bassi; talvolta trovo che i personaggi agiscano in modo un po' troppo stupido per il ruolo che ricoprono. Ancora non so dire se sia o meno una cosa voluta; solo andando avanti e osservando attentamente la loro evoluzione potrò stabilirlo. Molti, poi, sono prede di episodi di isteria, o di antipatia acuta, tali da apparire spesso come la caricatura di loro stessi. Nell'insieme, però, il mondo creato da Robert Jordan riesce ad essere molto suggestivo, e la storia, penso, vale lo sforzo per sopportare le frecciatine astiose di Mat, l'intrattabilità di Nynaeve, la citrullaggine del Drago Rinato...

    ha scritto il 

  • 2

    Recensione completa qui: http://ilsociopatico.wordpress.com/2014/04/23/recension…

    Immaginate di essere a una grigliata. Siete negli Stati Uniti è il 4 luglio, la festa dell’indipendenza, l’aria è calda e il cielo terso. Siete nel giar ...continua

    Recensione completa qui: http://ilsociopatico.wordpress.com/2014/04/23/recensione-la-grande-caccia-la-ruota-del-tempo-2-di-robert-jordan/

    Immaginate di essere a una grigliata. Siete negli Stati Uniti è il 4 luglio, la festa dell’indipendenza, l’aria è calda e il cielo terso. Siete nel giardino, ospiti a casa di amici, ed è quasi ora di pranzo. A un tratto, il profumo di carne alla griglia vi riempie le narici e voi, con già l’acquolina in bocca, vi girate in direzione del barbecue. C’è un uomo che sta cucinando, sul momento non lo riconoscete, ma non ci fate nemmeno troppo caso a dire il vero, perché la vostra attenzione è tutta per la carne che si scotta sulla brace. Il cuoco ha appena messo a cuocere sei salamelle gonfie e lucide. Spettacolari. Poi, mentre la brace sfrigola ogni volta che del grasso cola giù dalla carne, l’uomo aggiunge alle salamelle anche alcuni hamburger rosati. A quel punto la griglia è quasi piena, e il vostro stomaco ha preso a brontolare. Nella mente vi fate due conti e giudicate che quelle salamelle sono belle che pronte, e tra poco il cuoco le toglierà dal fuoco e le servirà a tavola. Invece l’uomo alla griglia apre un’altra confezione di carne e mette a cuocere delle costine di maiale, poi delle bistecche sanguinolente di manzo e poi ancora degli hamburger, questa volta di suino. Da qualche parte spuntano dei wurstel e perfino delle salsicce bianche di Norimberga. C’è talmente tanta carne ammassata che la griglia non si vede più e il fumo fa fatica a salire. Ma il cuoco sembra infischiarsene, e continua a impilare salamelle, hamburger, tagliate, fiorentine, salsicce e anche una luganega arrotolata.

    A questo punto un’obiezione si forma sulle vostre labbra: la carne è troppa, davvero troppa, per continuare ad ammassarla in quel modo. Perché non si mette a servire quella già cotta? vi domandate a disagio.

    Vi avvicinate con circospezione ma il cuoco vi ignora. E alla fine la vostra attenzione si sposta dalla griglia al cuoco stesso. Girate attorno al barbecue e finalmente riuscite a vedere in volto l’uomo che imperterrito continua a mettere carne al fuoco come se da ciò dipendesse la sua stessa vita.

    Lo guardate e alla fine capite. Tutto ha un senso.

    Il cuoco è Robert Jordan.

    E quello non è un barbecue, è la serie della Ruota del Tempo.

    ha scritto il 

  • 4

    This one is certainly better than the first one. The story moves progressively away from blatant Tolkien stereotypes and into original areas and the pace of events becomes more interesting.
    However, characterisation remains minimal, deus ex machina moments still are way too many and the writing c ...continua

    This one is certainly better than the first one. The story moves progressively away from blatant Tolkien stereotypes and into original areas and the pace of events becomes more interesting. However, characterisation remains minimal, deus ex machina moments still are way too many and the writing could still be edited cutting 30% away to obtain a better product

    ha scritto il 

  • 5

    Ero rimasta colpita dal primo volume, bellissimo, ma il secondo è persino meglio. Lo stile è più sicuro e l'autore dimostra di saper tenere meglio le redini della narrazione. Lo scenario comincia ad ampliarsi e il ritmo è serrato, nonostante le molte pagine da cui non ci si vorrebbe mai staccare. ...continua

    Ero rimasta colpita dal primo volume, bellissimo, ma il secondo è persino meglio. Lo stile è più sicuro e l'autore dimostra di saper tenere meglio le redini della narrazione. Lo scenario comincia ad ampliarsi e il ritmo è serrato, nonostante le molte pagine da cui non ci si vorrebbe mai staccare. Azione e introspezione psicologica eccellenti. Leggo moltissimo fantasy, ma l'atmosfera, i personaggi e la capacità evocativa che sto trovando in questa saga sono impareggiabili. E questo, ancor prima di aver finito il ciclo, mi porta a rimpiangere il grande Jordan.

    ha scritto il 

  • 4

    Confermo le impressioni del primo libro. Veramente piacevole la lettura.
    La storia è sempre accattivante e sorprendente.
    Quello che mi colpisce, ogni volta,è vedere l'evolversi di certe situazioni, di alcuni eventi che avvengono in maniera così improvvisa che sembra di aver mancato qualcosa ma ...continua

    Confermo le impressioni del primo libro. Veramente piacevole la lettura. La storia è sempre accattivante e sorprendente. Quello che mi colpisce, ogni volta,è vedere l'evolversi di certe situazioni, di alcuni eventi che avvengono in maniera così improvvisa che sembra di aver mancato qualcosa ma che rende il tutto molto interessante e imprevedibile. Se continua così può diventare una delle mie serie preferite.

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo volume della saga di Robert Jordan La ruota del tempo. Rispetto al primo volume sale leggermente di livello, avvicinandosi ancora di più alle caratteristiche del "fantasy classico". I protagonisti si dividono, partono in gruppi separati per compiere missioni diverse che li porteranno in d ...continua

    Secondo volume della saga di Robert Jordan La ruota del tempo. Rispetto al primo volume sale leggermente di livello, avvicinandosi ancora di più alle caratteristiche del "fantasy classico". I protagonisti si dividono, partono in gruppi separati per compiere missioni diverse che li porteranno in diversi posti del mondo: le ragazze a Tar Valon per l'addestramento da novizie, i ragazzi alla "ricerca" (di cosa spetta al lettore scoprirlo). Passo dopo passo Rand, il protagonista assoluto della saga, prende consapevolezza di cosa deve fare e di quale sia il suo ruolo all'interno del Disegno; accanto a lui si dispiegano le trame che coinvolgono tutti gli altri personaggi, fino a confluire tutte in quella generale di cui Rand è il filo principale. Decisamente consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    La tomba non è ostacolo al mio richiamo

    Il Corno di Valere, leggendario artefatto in grado di richiamare dalla tomba gli antichi eroi, è stato rubato da Padan Fain, l’amico delle tenebre, insieme al pugnale maledetto di Mat.
    Mentre Egwene e Nynaeve vengono condotte alla Torre Bianca per essere istruite come Aes Sedai, Rand, Perryn, Mat ...continua

    Il Corno di Valere, leggendario artefatto in grado di richiamare dalla tomba gli antichi eroi, è stato rubato da Padan Fain, l’amico delle tenebre, insieme al pugnale maledetto di Mat. Mentre Egwene e Nynaeve vengono condotte alla Torre Bianca per essere istruite come Aes Sedai, Rand, Perryn, Mat e Loial patono alla ricerca del Corno e del pugnale. I ragazzi vengono accompagnati da lord Ingtar con al seguito alcuni cavalieri e tutti sono guidati da Hurin, un soldato con la particolare capacità di “fiutare” le tracce di violenza e delle persone che l’hanno commessa, in grado quindi di seguire la pista di Fain. Il viaggio porta il gruppo verso Ovest, Fain non nasconde il fatto di volersi confrontare con Rand a Capo Toman, l’estrema punta occidentale del continente, attualmente sotto invasione da parte dei Seanchan, un popolo che viene dall’altro lato dell’oceano. Durante tutto il viaggio e ancor più una volta arrivato a Capo Toman, Rand dovrà vedersela con la sua capacità di incanalare Saidin, la parte maschile e contaminata dell’Unico Potere. Da una parte infatti Saidin lo alletta, ma dall’altra Rand sa della contaminazione che lo renderebbe pazzo e inoltre utilizzarlo sarebbe come arrendersi alle Aes Sedai che lo vogliono manipolare. Nel frattempo Egwene, Nynaeve, Elayne e Min vengono ingannate e vengono date come prigioniere ai Seanchan nella città di Falme, proprio dove gli amici stanno cercando il Corno.

    Il secondo libro della serie della Ruota del Tempo riesce nuovamente ad incatenare il lettore alle sue pagine, tranne nella parte centrale dove ci sono vari capitoli in cui succede poco o nulla e la trama ristagna senza avvenimenti. Assente anche una maggiore personalizzazione o approfondimento di Mat e Perryn, probabilmente rimandata nei volumi a seguire, mentre in primo piano c’è la negazione di Rand del suo stesso essere. Al contrario, bella e curata la crescita delle tre aspiranti Aes Sedai e particolarmente toccante la storia di Egwene. Epica la parte finale e soprattutto il finale in sè, in un’escalation di battaglie, azione e forti emozioni che chiudono degnamente le 700 pagine che compongono l’opera. In questo secondo libro Jordan butta ancora più carne al fuoco, introducendo il popolo Seanchan, approfondendo le antiche profezie e legando ancor di più i vari protagonisti, inoltre aumenta sensibilmente il numero di POV, dando un respiro più ampio all’opera. Inalterato lo stile dell’autore, che mantiene un ritmo tranquillo e che non stanca mai il lettore. Parlando dei Seanchan e avendo letto la saga della Spada della Verità di Terry Goodkind è impossibile non notare le analogie, evidentemente Goodkind si è ispirato a Jordan per alcuni aspetti del suo ciclo. Questo fa ancora più capire quanto lo scritto di Jordan abbia influenzato il mondo e l’approccio al fantasy moderno. A tutti gli effetti un ottimo libro, un’avventura piena ed emozionante ovviamente da leggere dopo il primo della saga.

    Voto: 4/5

    ha scritto il 

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