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La grande caccia

La ruota del tempo - vol. 2

By Robert Jordan

(505)

| Paperback | 9788834712184

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Book Description

Nel corso dei secoli i menestrelli hanno cantato la storia del Corno di Valere, capace di ridestare dal sonno eterno gli eroi dell'Epoca Leggendaria.Ora il Corno è stato ritrovato, solo per essere di nuovo smarrito assieme al pugnale di Shadar Logoth Continue

Nel corso dei secoli i menestrelli hanno cantato la storia del Corno di Valere, capace di ridestare dal sonno eterno gli eroi dell'Epoca Leggendaria.Ora il Corno è stato ritrovato, solo per essere di nuovo smarrito assieme al pugnale di Shadar Logoth, da cui dipende la vita di Mat, il fedele amico di Rand al'Thor. E da Rand dipende l'impresa colossale del ritrovamento del Corno, dal coraggio di un giovane pastore consapevole che affrontare la Caccia vuol dire tessere un destino che mai si vorrebbe veder realizzato. La Grande Caccia al Corno di Valere è solo l'inizio di un lungo viaggio di scoperta,mentre la Ruota del Tempo gira e le Epoche si susseguono, e il Disegno esige un Drago.

77 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Passare dalla vecchia traduzione alla nuova ti consegna tra le mani un libro completamente diverso dove molte cose prendono un senso. Libro che comincia a sviluppare l'universo di Jordan inserendo una serie di variabili interessantissime e di svilupp ...(continue)

    Passare dalla vecchia traduzione alla nuova ti consegna tra le mani un libro completamente diverso dove molte cose prendono un senso. Libro che comincia a sviluppare l'universo di Jordan inserendo una serie di variabili interessantissime e di sviluppi dei personaggi che segneranno tutti gli altri libri. Mi rendo conto solo adesso che sto rileggendo l'intera saga (follia assoluta per la sua dimensione) della grandezza della scrittura e dell'immensità del disegno che fin da questi primi libri che sono stati messi in campo nella Ruota del Tempo e di quale sia l'evoluzione dell'intera storia durante l'intera saga. Viene voglia di prendere in mano anche il terzo... ma non subito: ho anche una vita!!!

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    Stefax said on Jul 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tanta fuffa, scrittura mediocre e nomi,nomi,nomi,nomi.Solo sul finale qualche scintilla d'interesse, assolutamente insufficiente per ciucciarsi tutta la serie

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    maroufle said on Apr 20, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    E tu saresti il Drago Rinato?

    In modo simile al primo volume, è negli ultimi capitoli che la trama raggiunge il culmine dell'epicità, lasciandoti completamente attonito e con un impellente desiderio di andare subito a procurarti il volume successivo in preda all'entusiasmo. Prima ...(continue)

    In modo simile al primo volume, è negli ultimi capitoli che la trama raggiunge il culmine dell'epicità, lasciandoti completamente attonito e con un impellente desiderio di andare subito a procurarti il volume successivo in preda all'entusiasmo. Prima di quel momento, la storia procedeva più o meno bene, con alti e bassi; talvolta trovo che i personaggi agiscano in modo un po' troppo stupido per il ruolo che ricoprono. Ancora non so dire se sia o meno una cosa voluta; solo andando avanti e osservando attentamente la loro evoluzione potrò stabilirlo. Molti, poi, sono prede di episodi di isteria, o di antipatia acuta, tali da apparire spesso come la caricatura di loro stessi. Nell'insieme, però, il mondo creato da Robert Jordan riesce ad essere molto suggestivo, e la storia, penso, vale lo sforzo per sopportare le frecciatine astiose di Mat, l'intrattabilità di Nynaeve, la citrullaggine del Drago Rinato...

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    Harpy said on Feb 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Recensione completa qui: http://ilsociopatico.wordpress.com/2014/04/23/recension…

    Immaginate di essere a una grigliata. Siete negli Stati Uniti è il 4 luglio, la festa dell’indipendenza, l’aria ...(continue)

    Recensione completa qui: http://ilsociopatico.wordpress.com/2014/04/23/recension…

    Immaginate di essere a una grigliata. Siete negli Stati Uniti è il 4 luglio, la festa dell’indipendenza, l’aria è calda e il cielo terso. Siete nel giardino, ospiti a casa di amici, ed è quasi ora di pranzo. A un tratto, il profumo di carne alla griglia vi riempie le narici e voi, con già l’acquolina in bocca, vi girate in direzione del barbecue. C’è un uomo che sta cucinando, sul momento non lo riconoscete, ma non ci fate nemmeno troppo caso a dire il vero, perché la vostra attenzione è tutta per la carne che si scotta sulla brace. Il cuoco ha appena messo a cuocere sei salamelle gonfie e lucide. Spettacolari. Poi, mentre la brace sfrigola ogni volta che del grasso cola giù dalla carne, l’uomo aggiunge alle salamelle anche alcuni hamburger rosati. A quel punto la griglia è quasi piena, e il vostro stomaco ha preso a brontolare. Nella mente vi fate due conti e giudicate che quelle salamelle sono belle che pronte, e tra poco il cuoco le toglierà dal fuoco e le servirà a tavola. Invece l’uomo alla griglia apre un’altra confezione di carne e mette a cuocere delle costine di maiale, poi delle bistecche sanguinolente di manzo e poi ancora degli hamburger, questa volta di suino. Da qualche parte spuntano dei wurstel e perfino delle salsicce bianche di Norimberga. C’è talmente tanta carne ammassata che la griglia non si vede più e il fumo fa fatica a salire. Ma il cuoco sembra infischiarsene, e continua a impilare salamelle, hamburger, tagliate, fiorentine, salsicce e anche una luganega arrotolata.

    A questo punto un’obiezione si forma sulle vostre labbra: la carne è troppa, davvero troppa, per continuare ad ammassarla in quel modo. Perché non si mette a servire quella già cotta? vi domandate a disagio.

    Vi avvicinate con circospezione ma il cuoco vi ignora. E alla fine la vostra attenzione si sposta dalla griglia al cuoco stesso. Girate attorno al barbecue e finalmente riuscite a vedere in volto l’uomo che imperterrito continua a mettere carne al fuoco come se da ciò dipendesse la sua stessa vita.

    Lo guardate e alla fine capite. Tutto ha un senso.

    Il cuoco è Robert Jordan.

    E quello non è un barbecue, è la serie della Ruota del Tempo.

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    Ewan said on Feb 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    This one is certainly better than the first one. The story moves progressively away from blatant Tolkien stereotypes and into original areas and the pace of events becomes more interesting.
    However, characterisation remains minimal, deus ex machina m ...(continue)

    This one is certainly better than the first one. The story moves progressively away from blatant Tolkien stereotypes and into original areas and the pace of events becomes more interesting.
    However, characterisation remains minimal, deus ex machina moments still are way too many and the writing could still be edited cutting 30% away to obtain a better product

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    emanuele said on Jan 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ero rimasta colpita dal primo volume, bellissimo, ma il secondo è persino meglio. Lo stile è più sicuro e l'autore dimostra di saper tenere meglio le redini della narrazione. Lo scenario comincia ad ampliarsi e il ritmo è serrato, nonostante le molte ...(continue)

    Ero rimasta colpita dal primo volume, bellissimo, ma il secondo è persino meglio. Lo stile è più sicuro e l'autore dimostra di saper tenere meglio le redini della narrazione. Lo scenario comincia ad ampliarsi e il ritmo è serrato, nonostante le molte pagine da cui non ci si vorrebbe mai staccare. Azione e introspezione psicologica eccellenti.
    Leggo moltissimo fantasy, ma l'atmosfera, i personaggi e la capacità evocativa che sto trovando in questa saga sono impareggiabili. E questo, ancor prima di aver finito il ciclo, mi porta a rimpiangere il grande Jordan.

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    Bluefly said on Nov 14, 2013 | Add your feedback

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