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La guerra de las salamandras

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Publisher: Ediciones Gigamesh

4.0
(131)

Language:Español | Number of Pages: 240 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , German , Czech , French

Isbn-10: 8493225061 | Isbn-13: 9788493225063 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 5

    Muy original, en la forma en la que se cuenta (no hay personajes principales) en lo que se cuenta (la aparición de una nueva raza inteligente) y en los temas que trata (religión, ecología, filosofía...); hasta el final es original.

    said on 

  • 0

    Humans discover a mysterious, docile, intelligent species, capable of speech, which has been minding its own business on a small island in the Pacific. So they promptly exploit it, abuse it, enslave it, turn it into a commodity, then into a means of radically altering the environment, then into a ...continue

    Humans discover a mysterious, docile, intelligent species, capable of speech, which has been minding its own business on a small island in the Pacific. So they promptly exploit it, abuse it, enslave it, turn it into a commodity, then into a means of radically altering the environment, then into a military tool (this is from 1936), then are surprised when things don’t all work out for the best. Capek knew his humans pretty well.

    The style reminds me quite a bit of Bulgakov, i.e., about as good as it gets. God bless the 50-cent book sale rack at my parents' library.

    said on 

  • 4

    Per far andare avanti la storia ( passaggio dalla sudditanza alla dominanza delle salamandre) c'è qualche forzatura/ reazioni o mancanza di reazioni "inverosimili" (es. ( uno tra i vari) gli inglesi "alle strette" che non costruiscono aerei perché lo dicono gli altri paesi ! Ma quando mai??!?)e m ...continue

    Per far andare avanti la storia ( passaggio dalla sudditanza alla dominanza delle salamandre) c'è qualche forzatura/ reazioni o mancanza di reazioni "inverosimili" (es. ( uno tra i vari) gli inglesi "alle strette" che non costruiscono aerei perché lo dicono gli altri paesi ! Ma quando mai??!?)e molte accelerazioni .( Nelle storie fantastiche c'è un patto tra lettore e scrittore : io lettore, credo a tutto ciò che racconti senza innescare la mia incredulità, però tu scrittore devi sempre trovare soluzioni "credibili" "verosimili" che filino... qui qualcosina non fila....)
    Il messaggio di fondo però arriva forte e chiaro!
    Uomini dove stiamo andando?
    E gli altri esseri viventi e il loro ambiente? Che cosa ne stiamo facendo di loro / a loro?
    Vogliamo iniziare a rispettare noi e gli altri animali e piante?
    Trattare gli altri esseri con rispetto!
    Stiamo distruggendo il mondo e la biodiversità pezzo pezzo, che orrore!
    Per andare dove? Per il falso interesse di chi?
    Folli! Insensibili! Presuntuosi! Sadici bastardi! Ignoranti che non siamo altro!
    Non ci accorgiamo che distruggendo gli altri esseri , la natura, stiamo andando passo passo noi stessi verso la distruzione...
    Che malessere!

    said on 

  • 4

    Ultimamente mi è capitato di leggere molti classici di fantascienza. Aldous Huxley mi è piaciuto per il racconto del lavaggio del cervello, George Orwell per capire quanto può spingersi la violenza della privazione della libertà e della gioia di vivere, Ray Bradbury perché mostra quanto possono e ...continue

    Ultimamente mi è capitato di leggere molti classici di fantascienza. Aldous Huxley mi è piaciuto per il racconto del lavaggio del cervello, George Orwell per capire quanto può spingersi la violenza della privazione della libertà e della gioia di vivere, Ray Bradbury perché mostra quanto possono esser crudeli le relazioni con il diverso, l'alieno, Philipp K. Dick perché tutti dipendiamo da qualche religione, droga, consumo, persona. Tutti attraverso una o più voci raccontato perversioni del futuro umano. Čapek come dice nella prefazione vuole raccontare una possibile ma reale storia dell'umanità. Scrive come fosse mix di manuale di storica, articolo di giornale, lettera personale, verbale di riunione internazionale etc. La trama è molto semplice: ad un certo punto viene scoperta l'esistenza di una nuova specie, le salamandre, anfibie, forti, stakanoviste, intelligenti e in grado di riprodursi esponenzialmente. Grazie a queste doti passano in pochi decenni da raccogliere perle per qualche riccone a impadronirsi del mondo. In mezzo Čapek ha pensato a tutto: demografia, sesso, religione, politica, economia.

    said on 

  • 3

    Se pone más animado cuando las salamandras empiezan a ponerse serias. Pero de todas maneras, el libro está impregnado de un sentido del humor irónico y ácido que me resulta un poco pesado. Al final, creo ver una crítica al gobierno descabezado y disperso de la tierra bajo el dominio humano, y a l ...continue

    Se pone más animado cuando las salamandras empiezan a ponerse serias. Pero de todas maneras, el libro está impregnado de un sentido del humor irónico y ácido que me resulta un poco pesado. Al final, creo ver una crítica al gobierno descabezado y disperso de la tierra bajo el dominio humano, y a la avaricia y miedo de las naciones. Poco realista el tratamiento de la gente de a pie, poco científicas las conclusiones. Y poca fe en la parte positiva de la humanidad.

    En fin, está bien pero tampoco me ha parecido ninguna maravilla.

    said on 

  • 5

    Premessa. Racconto fantastico anni '30. Un capitano navale senza particolari scrupoli stringe alleanza con una misteriosa razza di diavoli marini; patto che gli frutterà enormi ricchezze... ma che si rivelerà al contempo una terribile condanna per l'umanità.
    Chiunque abbia una confidenza an ...continue

    Premessa. Racconto fantastico anni '30. Un capitano navale senza particolari scrupoli stringe alleanza con una misteriosa razza di diavoli marini; patto che gli frutterà enormi ricchezze... ma che si rivelerà al contempo una terribile condanna per l'umanità.
    Chiunque abbia una confidenza anche minima con l'opera di HP Lovecraft non potrà non sentir quel forte fischio nelle orecchie; perchè sì, bizzarramente, La Guerra delle Salamandre (Vàlka Smlo... ok, La Guerra delle Salamandre) parte da premesse piuttosto simili a quelle della celeberrima Shadow Over Innsmouth. E con questo non implico nulla: se l'influenza estranea sul romanzo è presumibilmente bassa (la Shadow è sì stata scritta cinque anni prima, ma pubblicata solo nel suo stesso anno - per altro nei soli USA) lo stesso non si può dir della sua influenza sul futuro: nella sua dettagliata, graduale e terribile descrizione d'un conflitto tra specie - che vede su fronti contrapposti terraferma e oceani - La Guerra delle Salamandre anticipa numerosi romanzi apocalittici e fantascientifici contemporanei, anche molto recenti (Quinto Giorno su tutti).
    E questo è solo uno dei suoi innumerevoli pregi.

    Innanzitutto, prima di tutto il resto, prima d'esser bello o brutto - scorrevole o noioso, La Guerra delle Salamandre è un romanzo completo - e questa è sempre una caratteristica meravigliosa. La Guerra è un libro che alterna una narrazione anche serrata a lunghe fasi espositive, che bilancia uno stile esilarante (che a conti fatti, in fondo in fondo, non abbandona mai del tutto le pagine) con passaggi più serrati, alcuni decisamente intensi - e con ancora sprazzi dalla forte, fortissima carica emotiva. In questa alternanza stilistica, l'autore ricalca magistralmente l'evoluzione della situazione internazionale (dipinta nel libro) da un esordio entusiasmante e selvaggio a un finale terrificante e devastante.
    L'ironia di cui si è parlato è sì pura comicità, ma assume spesso i tratti d'un'efficacissima e potente satira (satira che, ed è raro, riesce inoltre a non esser mai pedante); è piuttosto facile riscontrar, nei comportamenti delle diverse nazioni di fronte alla "questione delle Salamandre", una forte ed efficace "presa in giro" della loro immagine anni-30. Che, attenti: è una presa in giro quanto mai intelligente. Noi, col senno di poi storico, sappiamo cosa sarebbe succeso nei '40, e certe battute - a una seconda lettura - forse non ci fanno poi troppo ridere.

    Muovere critiche a un'opera come questa è quasi imbarazzante. L'unica cosa che potrei dir, ma dovrei prima indossar l'uniforme da Pedante Rompiballe, è che l'intera seconda parte tende ad abbandonare il dinamismo e l'azione della prima - per uno stile giornalistico che è sì accattivante, ma che - nelle fasi più vive della vicenda - disperde buona parte dell'impatto della stessa.
    Tutto questo, però, semplicemente scompare - di fronte al bellissimo finale. Un finale che s'annuncia all'insegna d'un'ultima, grande satira... e invece no. E invece sa essere toccante, profondo - e profetico. Perchè l'autore può parlare con sè stesso quanto vuole: noi i '40 li abbiamo visti. Noi lo sappiamo com'è andata a finire.

    La Guerra delle Salamandre è un romanzo splendido e ricco di sfaccettature, un'opera che sà scherzare su temi d'importanza chiave per la sua epoca - e riesce a farlo nel quadro d'un libro godibilissimo, mischiando a un'appassionante storia sui mostri marini una critica satirica che tira in ballo le grandi personalità e nazioni del tempo. A livello del miglior Wells, non stupisce sia studiato a livello universitario.
    Ob-bli-ga-to-rio.

    said on 

  • 4

    Recomendable

    Con lo poco amiga que soy de la ciencia-ficción, este libro me gustó y se lo recomendaría a cualquiera. No me resultó angustioso como 1984 o Fahrenheit 451. En las situaciosnes que se presentan a lo largo del libro trata de los países, la sociedad y la economía y demás de una manera bastante cómi ...continue

    Con lo poco amiga que soy de la ciencia-ficción, este libro me gustó y se lo recomendaría a cualquiera. No me resultó angustioso como 1984 o Fahrenheit 451. En las situaciosnes que se presentan a lo largo del libro trata de los países, la sociedad y la economía y demás de una manera bastante cómica y caricaturizada que produce alguan que otra sonrisa. Por otro lado, me pareció que el desenlace tardaba un poco en llegar mientras el autor se extendía en poner ejemplos y más ejemplos de la relación entre humanos y salamandras.

    said on 

  • 5

    Las salamandras ocultan un secreto

    Con un despliegue poco plausible científicamente (y ni falta que hace), Capek, utiliza una fantasía evolucionista para mostrarnos verdades terribles, que se suman a los miles de avisos que desde distintos ámbitos del pensamiento llegan a la especie humana desde hace años.
    Si bien es cierto ...continue

    Con un despliegue poco plausible científicamente (y ni falta que hace), Capek, utiliza una fantasía evolucionista para mostrarnos verdades terribles, que se suman a los miles de avisos que desde distintos ámbitos del pensamiento llegan a la especie humana desde hace años.
    Si bien es cierto que para ello se sirve del humor, del sarcasmo y la ficción, nadie debería desdeñar lo que tras los acontecimientos esconde: una dura crítica a la naturaleza humana, capaz de alcanzar, sin problema, ambos extremos de la dualidad moral, del bien y del mal.
    El fenómeno de las salamandras como civilización emergente, dependiente, educada, explotada y finalmente liberada, nos muestra como los hombres hacen frente a dicho encuentro básicamente desde el punto económico, usándolas como fuente de trabajo para crear lo inimaginable, como recurso natural que explotar hasta lo indecible, sin escrúpulos.
    Algunas de las criticas que leeremos sobre este libro harán referencia a otras obras distópicas (1984, un mundo feliz) como equivalentes del genero en el que se enmarca esta novela. Sin embargo, yo personalmente, me quedo con el mensaje de fondo: lo hipócrita, lo extremista, lo insaciable del egoísmo humano, de su (nuestra) capacidad para acaparar y destruir lo que sea o a quien sea, por el vil beneficio.
    Si, estoy de acuerdo que Capek usa el humor (negro para mi gusto) y la sátira, para reírse de si mismo, de nosotros mismos y de lo que supone un encuentro entre “iguales”, pero no nos deberíamos reír demasiado, pues lo que se expone entre estas hojas no dista mucho de lo que se viene haciendo en ciertos países con nuestros semejantes (e incluso cosas peores).
    Aun da mas miedo ver la fecha en la que se editó este libro (1936) y comprender que si sustituimos a las salamandras por otros seres humanos y obviamos la parte de “Tierra vs Agua”, comprenderemos que Capek solo es un visionario más que nos advierte de lo equivocado de nuestro camino.
    ¿O pensáis que a día de hoy se actuaría de otra forma?.

    said on 

  • 3

    "Non devono avere un'arte così non saranno appesantite da ideali idioti, tradizioni incartapercorite dalla polverosa uggiosa pesante anticaglia che si chiama cultura"

    Non è l'uomo che muore, è il mondo che si ribella.

    said on 

  • 4

    Uomini, dateci la vostra terra, la faremo sprofondare creando nuove coste ma vi pagheremo per questo

    La guerra delle Salamandre è uno spaccato meraviglioso della razza umana. E non del meglio della razza umana. La questione "salamandre", creature senzienti anfibie che sopravvivono a stento nelle acque di un'isoletta sperduta, la loro ascesa e diffusione (motivate dal bieco interesse di chi se ne ...continue

    La guerra delle Salamandre è uno spaccato meraviglioso della razza umana. E non del meglio della razza umana. La questione "salamandre", creature senzienti anfibie che sopravvivono a stento nelle acque di un'isoletta sperduta, la loro ascesa e diffusione (motivate dal bieco interesse di chi se ne farà artefice) e tutto quanto ne consegue vengono raccontate in una miriade di stili (che vanno dalle testimonianze dirette alle voci degli scienziati riuniti in congresso, ai trattati filosofici, alla questione teologica ...) e diventano la scusa per una denuncia impietosa di cosa è e cosa è capace l'uomo. Scritto negli anni '30. Attualissimo, godibilissimo. Forse un filo lento nella parte finale.

    said on