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La guerra de las salamandras

By Karel Capek

(60)

| Paperback | 9788493225063

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16 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Muy original, en la forma en la que se cuenta (no hay personajes principales) en lo que se cuenta (la aparición de una nueva raza inteligente) y en los temas que trata (religión, ecología, filosofía...); hasta el final es original.

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    antiquimico said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Humans discover a mysterious, docile, intelligent species, capable of speech, which has been minding its own business on a small island in the Pacific. So they promptly exploit it, abuse it, enslave it, turn it into a commodity, then into a means of ...(continue)

    Humans discover a mysterious, docile, intelligent species, capable of speech, which has been minding its own business on a small island in the Pacific. So they promptly exploit it, abuse it, enslave it, turn it into a commodity, then into a means of radically altering the environment, then into a military tool (this is from 1936), then are surprised when things don’t all work out for the best. Capek knew his humans pretty well.

    The style reminds me quite a bit of Bulgakov, i.e., about as good as it gets. God bless the 50-cent book sale rack at my parents' library.

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    Biscia said on Mar 10, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Per far andare avanti la storia ( passaggio dalla sudditanza alla dominanza delle salamandre) c'è qualche forzatura/ reazioni o mancanza di reazioni "inverosimili" (es. ( uno tra i vari) gli inglesi "alle strette" che non costruiscono aerei perché lo ...(continue)

    Per far andare avanti la storia ( passaggio dalla sudditanza alla dominanza delle salamandre) c'è qualche forzatura/ reazioni o mancanza di reazioni "inverosimili" (es. ( uno tra i vari) gli inglesi "alle strette" che non costruiscono aerei perché lo dicono gli altri paesi ! Ma quando mai??!?)e molte accelerazioni .( Nelle storie fantastiche c'è un patto tra lettore e scrittore : io lettore, credo a tutto ciò che racconti senza innescare la mia incredulità, però tu scrittore devi sempre trovare soluzioni "credibili" "verosimili" che filino... qui qualcosina non fila....)
    Il messaggio di fondo però arriva forte e chiaro!
    Uomini dove stiamo andando?
    E gli altri esseri viventi e il loro ambiente? Che cosa ne stiamo facendo di loro / a loro?
    Vogliamo iniziare a rispettare noi e gli altri animali e piante?
    Trattare gli altri esseri con rispetto!
    Stiamo distruggendo il mondo e la biodiversità pezzo pezzo, che orrore!
    Per andare dove? Per il falso interesse di chi?
    Folli! Insensibili! Presuntuosi! Sadici bastardi! Ignoranti che non siamo altro!
    Non ci accorgiamo che distruggendo gli altri esseri , la natura, stiamo andando passo passo noi stessi verso la distruzione...
    Che malessere!

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    Amarillide said on Sep 25, 2012 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Ultimamente mi è capitato di leggere molti classici di fantascienza. Aldous Huxley mi è piaciuto per il racconto del lavaggio del cervello, George Orwell per capire quanto può spingersi la violenza della privazione della libertà e della gioia di vive ...(continue)

    Ultimamente mi è capitato di leggere molti classici di fantascienza. Aldous Huxley mi è piaciuto per il racconto del lavaggio del cervello, George Orwell per capire quanto può spingersi la violenza della privazione della libertà e della gioia di vivere, Ray Bradbury perché mostra quanto possono esser crudeli le relazioni con il diverso, l'alieno, Philipp K. Dick perché tutti dipendiamo da qualche religione, droga, consumo, persona. Tutti attraverso una o più voci raccontato perversioni del futuro umano. Čapek come dice nella prefazione vuole raccontare una possibile ma reale storia dell'umanità. Scrive come fosse mix di manuale di storica, articolo di giornale, lettera personale, verbale di riunione internazionale etc. La trama è molto semplice: ad un certo punto viene scoperta l'esistenza di una nuova specie, le salamandre, anfibie, forti, stakanoviste, intelligenti e in grado di riprodursi esponenzialmente. Grazie a queste doti passano in pochi decenni da raccogliere perle per qualche riccone a impadronirsi del mondo. In mezzo Čapek ha pensato a tutto: demografia, sesso, religione, politica, economia.

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    Pirex said on Jun 27, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Se pone más animado cuando las salamandras empiezan a ponerse serias. Pero de todas maneras, el libro está impregnado de un sentido del humor irónico y ácido que me resulta un poco pesado. Al final, creo ver una crítica al gobierno descabezado y disp ...(continue)

    Se pone más animado cuando las salamandras empiezan a ponerse serias. Pero de todas maneras, el libro está impregnado de un sentido del humor irónico y ácido que me resulta un poco pesado. Al final, creo ver una crítica al gobierno descabezado y disperso de la tierra bajo el dominio humano, y a la avaricia y miedo de las naciones. Poco realista el tratamiento de la gente de a pie, poco científicas las conclusiones. Y poca fe en la parte positiva de la humanidad.

    En fin, está bien pero tampoco me ha parecido ninguna maravilla.

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    Isma said on Jun 1, 2012 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Premessa. Racconto fantastico anni '30. Un capitano navale senza particolari scrupoli stringe alleanza con una misteriosa razza di diavoli marini; patto che gli frutterà enormi ricchezze... ma che si rivelerà al contempo una terribile condanna per l' ...(continue)

    Premessa. Racconto fantastico anni '30. Un capitano navale senza particolari scrupoli stringe alleanza con una misteriosa razza di diavoli marini; patto che gli frutterà enormi ricchezze... ma che si rivelerà al contempo una terribile condanna per l'umanità.
    Chiunque abbia una confidenza anche minima con l'opera di HP Lovecraft non potrà non sentir quel forte fischio nelle orecchie; perchè sì, bizzarramente, La Guerra delle Salamandre (Vàlka Smlo... ok, La Guerra delle Salamandre) parte da premesse piuttosto simili a quelle della celeberrima Shadow Over Innsmouth. E con questo non implico nulla: se l'influenza estranea sul romanzo è presumibilmente bassa (la Shadow è sì stata scritta cinque anni prima, ma pubblicata solo nel suo stesso anno - per altro nei soli USA) lo stesso non si può dir della sua influenza sul futuro: nella sua dettagliata, graduale e terribile descrizione d'un conflitto tra specie - che vede su fronti contrapposti terraferma e oceani - La Guerra delle Salamandre anticipa numerosi romanzi apocalittici e fantascientifici contemporanei, anche molto recenti (Quinto Giorno su tutti).
    E questo è solo uno dei suoi innumerevoli pregi.

    Innanzitutto, prima di tutto il resto, prima d'esser bello o brutto - scorrevole o noioso, La Guerra delle Salamandre è un romanzo completo - e questa è sempre una caratteristica meravigliosa. La Guerra è un libro che alterna una narrazione anche serrata a lunghe fasi espositive, che bilancia uno stile esilarante (che a conti fatti, in fondo in fondo, non abbandona mai del tutto le pagine) con passaggi più serrati, alcuni decisamente intensi - e con ancora sprazzi dalla forte, fortissima carica emotiva. In questa alternanza stilistica, l'autore ricalca magistralmente l'evoluzione della situazione internazionale (dipinta nel libro) da un esordio entusiasmante e selvaggio a un finale terrificante e devastante.
    L'ironia di cui si è parlato è sì pura comicità, ma assume spesso i tratti d'un'efficacissima e potente satira (satira che, ed è raro, riesce inoltre a non esser mai pedante); è piuttosto facile riscontrar, nei comportamenti delle diverse nazioni di fronte alla "questione delle Salamandre", una forte ed efficace "presa in giro" della loro immagine anni-30. Che, attenti: è una presa in giro quanto mai intelligente. Noi, col senno di poi storico, sappiamo cosa sarebbe succeso nei '40, e certe battute - a una seconda lettura - forse non ci fanno poi troppo ridere.

    Muovere critiche a un'opera come questa è quasi imbarazzante. L'unica cosa che potrei dir, ma dovrei prima indossar l'uniforme da Pedante Rompiballe, è che l'intera seconda parte tende ad abbandonare il dinamismo e l'azione della prima - per uno stile giornalistico che è sì accattivante, ma che - nelle fasi più vive della vicenda - disperde buona parte dell'impatto della stessa.
    Tutto questo, però, semplicemente scompare - di fronte al bellissimo finale. Un finale che s'annuncia all'insegna d'un'ultima, grande satira... e invece no. E invece sa essere toccante, profondo - e profetico. Perchè l'autore può parlare con sè stesso quanto vuole: noi i '40 li abbiamo visti. Noi lo sappiamo com'è andata a finire.

    La Guerra delle Salamandre è un romanzo splendido e ricco di sfaccettature, un'opera che sà scherzare su temi d'importanza chiave per la sua epoca - e riesce a farlo nel quadro d'un libro godibilissimo, mischiando a un'appassionante storia sui mostri marini una critica satirica che tira in ballo le grandi personalità e nazioni del tempo. A livello del miglior Wells, non stupisce sia studiato a livello universitario.
    Ob-bli-ga-to-rio.

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    Krokgard @ Birmingham UK said on Jan 9, 2012 | 1 feedback

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