La guerra de las salamandras

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Publisher: Gigamesh

4.0
(157)

Language: Español | Number of Pages: 260 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , German , Czech , French

Isbn-10: 8496208796 | Isbn-13: 9788496208797 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Una advertencia cáustica e inolvidable sobre el desarrollo ciego del progreso.

El descubrimiento en una pequeña isla del Pacífico de unos anfibios dóciles con capacidad de manejar utensilios, hablar, leer y escribir, atraerá la atención del mundo entero; pero el primer hombre en explotar su verdadero potencial será un avezado empresario checo. Posteriormente, científicos, políticos y militares, desde sus posiciones mezquinas y sesgadas, intentarán obtener el mayor beneficio para ellos y para sus imperios ridículos. Atrincherados en sus feudos de poder, recelosos de sus vecinos e incapaces de prever el peligro, crean un modelo de sociedad para las salamandras que no tardará en acarrear consecuencias tan terribles como cómicas para la humanidad.

La guerra de las salamandras es la obra más importante del autor checo Karel Čapek. Citado generalmente por haber acuñado el término robot en la obra de teatro R.U.R., escrita en colaboración con su hermano Josef, Čapek ha sido leído mucho menos de lo que merece y su fama se ha visto eclipsada por la figura de su compatriota Franz Kafka, cuando el carácter seminal de una novela como La guerra de las salamandras mantiene toda su vigencia hoy en día y es, indiscutiblemente, un clásico de la ciencia ficción, así como un alegato contra el totalitarismo escrito durante el surgimiento del nazismo.

La recuperación de una de las novelas más influyentes en la historia del género.

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  • 4

    Per descrivere che tipo di libro sia non è sufficiente dire che è un romanzo, ma non conosco un termine riconosciuto per individuare meglio il genere di La guerra delle salamandre. Mi viene in mente i ...continue

    Per descrivere che tipo di libro sia non è sufficiente dire che è un romanzo, ma non conosco un termine riconosciuto per individuare meglio il genere di La guerra delle salamandre. Mi viene in mente invece un genere cinematografico noto, il mockumentary, che difatti ha un taglio documentaristico su un soggetto di finzione, e non di rado ha un intento satirico. Bene, trasferendo questi intenti nell'ambito letterario, La guerra delle salamadre fa qualcosa di molto simile. Si tratta di una sorta di collage che alterna capitoli di più classica impostazione, dove agiscono dei personaggi, e delle parti sempre più infoltite, con vari inserti giornalistici e saggistici su questa nuova specie scoperta, le salamandre, mostrando così le varie fasi dell'interazione tra gli esseri umani e le salamandre, in uno sviluppo sociale effettivamente divertente. Lettore avvisato, mezzo salvato: si tratta di una satira con queste caratteristiche formali, e di conseguenza perlomeno si saprà di star andando incontro non di certo ad un tipico romanzo d'intrattenimento lineare.
    Ho accennato alla satira, e ho parlato del focus letterale del romanzo, ovvero le salamandre. I due elementi vanno insieme in quanto si noterà subito che il vero soggetto non sono tanto le salamandre e basta, ma l'umanità che scopre le salamandre, con i mille usi che ne farà. La critica alle degenerazioni della società non è di certo velata in questa parodia grottesca, ironica che richiama ad altre "scoperte" fatte dagli esseri umani. I sottotesti strabordano, in quanto il pieno valore di questa opera di Capek si acquista nell'allusione simbolica. Nel momento in cui vengono scoperte le salamandre, infatti, nel giro di poco tempo se ne farà un uso economico, come forza-lavoro su cui agire brutalmente, dal momento che a livello giuridico non può reclamare dei diritti. Questa specie infatti ha un'energia superiore ad un normale lavoratore umano, vive prevalentemente sott'acqua e ha una capacità di comprensione elementare del linguaggio umano superiore rispetto alle altre specie animali (bellissima la parte in cui una salamandra allo zoo assimila di tutto e di più leggendo sul giornale della guardia, fino a poter rispondere seppur in modo decisamente random e inconsapevole a varie domande fatte dai curiosi, emettendo praticamente slogan in loop). La sua instancabilità, la sua docilità e la sua intelligenza sono perfette per lo sfruttamento intensivo in vari settori del lavoro: prima soltanto delle perle nei mari del Sud, luogo in cui inizia questa vicenda, poi in tutto il mondo in un sacco di settori di lavoro manuale. Le salamandre però sono anche creature a cui gli uomini guardano con ribrezzo, disgusto, con un'iniziale sufficienza. Sono di aspetto singolare, sono nere e si muovono in modo singolare. Tutto un parallelismo con la schiavitù dei neri è lampante, specialmente nei dettagli. C'è il trasferimento di questa specie in vari luoghi del mondo per via marittina, attraverso metodi spesso violenti, in condizioni di vita scarse e con un tasso di mortalità elevato (impossibile non pensare alla Triangular Trade e i milioni di schiavi neri morti). Tuttavia ciò che lo ricorda ancora di più è l'atteggiamento degli sfruttatori, che pensano a loro come oggetti, anche come merci da vendere (c'è tutto un capitolo sul mercato delle salamandre, il cui tono minuzioso, volenteroso, generoso è un ulteriore presa in giro). In particolare avviene un confronto su come bisognerebbe approcciarsi alle salamandre, se queste hanno un'anima o no, ripresa chiarissima di un dibattito che avvenne ai tempi della scoperta del Nuovo Mondo, tanto che vengono scimmiottate, riprese delle finte citazioni di importanti intellettuali realmente esistiti. Contemporaneamente di certo si parla anche del trattamento inumano verso alcune specie animali, se non si va neanche troppo in là con i sottotesti. Queste salamandre non avranno un aspetto immediatamente grazioso, ma suscitano immediatamente una certa simpatia, penso con divertimento a come più in avanti, dopo un'azione ferrata dei sindacati, venga dato loro il diritto ad un'istruzione, tanto che fioccano manuali su manuali su vari argomenti diretti specificamente alla salamandre, e si incontra una salamandra che parla il ceco e interroga dei visitatori cechi con vivace curiosità sul loro presente, con un fare molto composto, educato e gentile, e lì ho pensato "oddio Capec può fare, pensare di tutto! chapeau!".
    Le salamandre per la maggior parte del romanzo sembrano un soggetto per cui altri decidono, sono gli umani che si fanno infinite seghe mentali sulle salamandre, che decidono dei loro diritti e doveri, che si scannano su questa o quella ipotesi di impiego economico, ma anche su questioni di taglio accademico. Infatti uno degli elementi altrettanto lampanti e principali è l'antropocentrismo, l'ego umano gigantesco che in verità parla delle salamandre come un pretesto per estendere se stessi: le si vuole vestire come gli esseri umani, si vuole insegnare loro le lingue degli esseri umani, e nel momento in cui le salamandre, che zitte zitte una loro specificità la mantengono, in quanto inevitabilmente aliene, con caratteristiche radicali, naturali proprie, mantengono dei propri riti - fantastica la danza delle salamandre! - gli uomini guardano a loro con un senso di minaccia. Il diverso è insopprimibile e fa paura. Inevitabile pensare a quanto la specie umana possa essere idiota, ed è inevitabile declinare in trecento modi questo pensiero durante la lettura.
    Non manca peraltro uno scimmiottamento dei conflitti del primo Novecento, con delle frecciatine alle manie di superiorità razziale del nazismo allora nascente, i conflitti di potere anche qui deformati dall'intervento delle salamandre ma riconoscibilissimi, e tanto altro ancora delle tendenze politiche, sociali, culturali dell'epoca (c'è persino una frecciatina ad una certa Hollywood di livello basso e interamente commerciale, che vende storie spettacolari, ma palesemente idiote ad un occhio più attento, animate da attricette-pollastre con una percentuale di sale in zucca pari a 0, intontite dal sogno americano).
    Credo che ormai si sia intuito che gli argomenti affrontati, le situazioni delineate sono un'infinità e che la fantasia di Capec è inesauribile. Bisogna avere un minimo di interesse per la storia, per il Novecento in generale, e ovviamente per un tipo di satira in estensione massiccia, altrimenti inevitabilmente lo si considererà pesante, vista la sua forma parzialmente saggistica (per quanto condita da eventi strabilianti e divertenti, per me non è stato pesante). Una volta assicurata questa condizione, sarà un romanzo gustosissimo e molto originale, ricchissimo di spunti che fanno da specchio alla società umana e, con un certo sghignazzamento, fanno inevitabilmente riflettere sulle nostre manie. Incredibile come sembri serio, riflettendo anche a livello stilistico un certo modo di pensare, e come allo stesso tempo abbia questo intento umoristico, dimostrando di saper calarsi perfettamente nelle varie tendenze e approci descritti.

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  • 3

    Una satira divertente e un'occasione mancata

    Mi dispiace molto non poter mettere un voto pienamente positivo a questo libro, ma putroppo alcune lungaggini, penso dovute al periodo in cui è stato scritto, ne minano il giudizio finale.
    É un vero p ...continue

    Mi dispiace molto non poter mettere un voto pienamente positivo a questo libro, ma putroppo alcune lungaggini, penso dovute al periodo in cui è stato scritto, ne minano il giudizio finale.
    É un vero peccato perché si tratta di un romanzo originale ed intriso di un umorismo sottile e sornione, la cui lettura è per buona parte molto piacevole. Ad un centinaio di pagine dal termine però la noia prende il sopravvento e verrebbe da dire all'autore "va bene, ho capito, non c'è bisogno di esagerare, ci vuole misura!". Fossi stato Karel Capek, avrei riscritto tutta la terza parte del romanzo.

    La trama è molto semplice: il capitano Van Toch, in cerca di perle nei mari del Sud, scopre una specie di salamandra antropomorfa e ne intuisce il valore commerciale. Di qui è un crescendo: le salamandre vengono studiate e poi schiavizzate, infine integrate nella società e poi lasciate libere, fino alle estreme conseguenze: la guerra con gli umani.
    Ognuna di queste fasi è il pretesto per l'autore di mettere alla berlina la società del tempo: esilaranti ad esempio i tentativi di alcune femministe di insegnare il lavoro ad uncinetto alle salamandre, a cui fanno da contraltare quelli dei maschilisti di fargli studiare materie tecniche.
    Insomma ce n'è per tutti. Il guaio è che ad un certo punto ce n'è un po' troppo per tutti e il romanzo smette di girare con leggerezza, diventando prolisso oltre misura. L'autore infatti è un tipo molto preciso e si premura di creare ad arte una marea di finti documenti con cui avallare il suo intento satirico. Sembra quasi di leggere Umberto Eco preso dai suoi deliri di onnipotenza (ed io sono uno a cui Eco piace, sia chiaro).
    Se l'autore avesse risolto meglio il tutto nel terzo libro, come detto, il romanzo sarebbe stato fantastico.

    Un plauso va comunque fatto all'edizione, davvero di qualità eccellente per traduzione, impaginazione, qualità della carta e rilegatura. Io l'ho pescato tra i remainders ad un prezzo convenientissimo e vi consiglio di fare lo stesso (con buona pace dell'Editore).

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  • 4

    Genialmente storico e... avveniristico

    Se i libri superano i decenni, un motivo c'è. Un po' libro per ragazzi, con le sue illustrazioni... un po' di fantascenza, un po' storico... tanta consapevolezza che nelle vicende umane l'unico che è ...continue

    Se i libri superano i decenni, un motivo c'è. Un po' libro per ragazzi, con le sue illustrazioni... un po' di fantascenza, un po' storico... tanta consapevolezza che nelle vicende umane l'unico che è causa dei suoi mali è proprio l'uomo.
    Geniale il libro secondo, di ricerca "scientifica" intorno allo sviluppo sociale delle salamandre; nell'insieme sarcastico, lungimirante e lucido nella presa in giro dell'animo reazionario e chiuso degli inglesi, espansionistico e bellico dei tedeschi... un po' cazzaro degli italiani.

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  • 5

    Salamandras

    Las salamandras celebraron el triunfo electoral concentrándose en la Gran Plaza, alrededor de la fuente del Tritón, tradicional lugar de encuentro desde que dos años atrás se les concediera la ciudada ...continue

    Las salamandras celebraron el triunfo electoral concentrándose en la Gran Plaza, alrededor de la fuente del Tritón, tradicional lugar de encuentro desde que dos años atrás se les concediera la ciudadanía. El crecimiento exponencial de la población de urodelos y el progresivo desencanto del género humano habían resultado determinantes en estas elecciones, las primeras de la nueva era. Una mayoría cualificada de salamandras tomó el control del parlamento nacional. Asistido por un ujier que le humedecía la piel, el nuevo presidente de la Cámara, totalmente desnudo, leyó en cuatro idiomas diferentes el solemne discurso de investidura. Juró su cargo y se comprometió a servir a todos los seres vivientes hasta su último aliento. Se escucharon pocos aplausos pero muy entusiastas. Procedían de la bancada de humanos pro-anfibios, porque es bien sabido que las salamandras no saben batir palmas. El Jefe de Estado encomendó la formación de gobierno a una Andrias scheuchzeri joven, de unos tres o cuatro años, a la que sus congéneres llamaban Biss. Su primer gabinete estaba compuesto por once ministros-salamandra y dos humanos, que ocupaban las carteras de Diversidad Biológica y Culturas Animales. Los períodos de sesiones se adaptaron al calendario de apareamiento. La primera norma de la nueva legislatura concedía la libertad a todos los reptiles y anfibios en cautividad, así como a los mamíferos que trabajaran en contra de su voluntad al servicio de los Homo sapiens. Pero la opinión pública otorgó mucha mayor notoriedad a la recién estrenada Ley Orgánica del Agua, redactada en términos de respeto al medio ambiente y que además asignaba una determinada cantidad del preciado elemento por ciudadano. Como la población de salamandras quintuplicaba a la de los humanos, los más avispados intuyeron enseguida un futuro de escasez para los hombres. Uno a uno, los representantes de la oposición más destacados dimitían o se adherían fervorosamente a la política del gobierno del cambio, para reaparecer al poco desempeñando algún puesto de responsabilidad en el Ministerio del H2O…

    Los sucesos que están en el origen de esta delirante historia aparecen pormenorizadamente registrados en La guerra de las salamandras, una distópica e imperecedera ficción escrita en 1935 por Karel Čapek, paisano de Kafka e injustamente no tan reconocido como él. Recomendamos encarecidamente la lectura de este libro y advertimos que todo parecido con la realidad es… ¿pura coincidencia?

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  • 4

    proprio ottimo non è, in particolare l'ultimo capitolo fa inaspettatamente cagare, però è comunque pieno di fantasia e coerenza, e la parte più comica è la satira di quelli che vogliono aiutare la sal ...continue

    proprio ottimo non è, in particolare l'ultimo capitolo fa inaspettatamente cagare, però è comunque pieno di fantasia e coerenza, e la parte più comica è la satira di quelli che vogliono aiutare la salamandre a essere decenti. inoltre ha un pregio non secondario, e cioè di essere essenzialmente vero.

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  • 5

    Excelente. No tenía muchas referencias sobre este libro. Conocía al autor por la obra de teatro en la que se usó por primera vez la palabra robot y nada mas. Pero la novela se cruzó en mi camino y me ...continue

    Excelente. No tenía muchas referencias sobre este libro. Conocía al autor por la obra de teatro en la que se usó por primera vez la palabra robot y nada mas. Pero la novela se cruzó en mi camino y me convenció para que me la llevara a casa y me he llevado una agradable sorpresa. No esperaba que me gustase tanto.
    El argumento es fascinante. La aparición de nuevos seres inteligentes en La Tierra, las salamandras. La relación entre los humanos y las salamandras hará que la vida en el planeta cambie de forma radical.
    La novela es de 1936 y no ha envejecido nada. Trata temas de plena actualidad. Racismo, ecología, explotación laboral, derechos de los animales, etc. También es muy satírica. Se critica a los estúpidos nacionalismos que impiden que los hombres estén unidos ante los mayores peligros y los palos mas gordos se los lleva el capitalismo feroz. Aquellos que buscan los beneficios a cualquier precio, un progreso económico cada vez mayor. Hasta que llega el momento en que es imposible detenerse y volver atrás. Las consecuencias no pueden ser mas desastrosas.

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  • 0

    Humans discover a mysterious, docile, intelligent species, capable of speech, which has been minding its own business on a small island in the Pacific. So they promptly exploit it, abuse it, enslave i ...continue

    Humans discover a mysterious, docile, intelligent species, capable of speech, which has been minding its own business on a small island in the Pacific. So they promptly exploit it, abuse it, enslave it, turn it into a commodity, then into a means of radically altering the environment, then into a military tool (this is from 1936), then are surprised when things don’t all work out for the best. Capek knew his humans pretty well.

    The style reminds me quite a bit of Bulgakov, i.e., about as good as it gets. God bless the 50-cent book sale rack at my parents' library.

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  • 4

    Per far andare avanti la storia ( passaggio dalla sudditanza alla dominanza delle salamandre) c'è qualche forzatura/ reazioni o mancanza di reazioni "inverosimili" (es. ( uno tra i vari) gli inglesi " ...continue

    Per far andare avanti la storia ( passaggio dalla sudditanza alla dominanza delle salamandre) c'è qualche forzatura/ reazioni o mancanza di reazioni "inverosimili" (es. ( uno tra i vari) gli inglesi "alle strette" che non costruiscono aerei perché lo dicono gli altri paesi ! Ma quando mai??!?)e molte accelerazioni .( Nelle storie fantastiche c'è un patto tra lettore e scrittore : io lettore, credo a tutto ciò che racconti senza innescare la mia incredulità, però tu scrittore devi sempre trovare soluzioni "credibili" "verosimili" che filino... qui qualcosina non fila....)
    Il messaggio di fondo però arriva forte e chiaro!
    Uomini dove stiamo andando?
    E gli altri esseri viventi e il loro ambiente? Che cosa ne stiamo facendo di loro / a loro?
    Vogliamo iniziare a rispettare noi e gli altri animali e piante?
    Trattare gli altri esseri con rispetto!
    Stiamo distruggendo il mondo e la biodiversità pezzo pezzo, che orrore!
    Per andare dove? Per il falso interesse di chi?
    Folli! Insensibili! Presuntuosi! Sadici bastardi! Ignoranti che non siamo altro!
    Non ci accorgiamo che distruggendo gli altri esseri , la natura, stiamo andando passo passo noi stessi verso la distruzione...
    Che malessere!

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  • 4

    Ultimamente mi è capitato di leggere molti classici di fantascienza. Aldous Huxley mi è piaciuto per il racconto del lavaggio del cervello, George Orwell per capire quanto può spingersi la violenza de ...continue

    Ultimamente mi è capitato di leggere molti classici di fantascienza. Aldous Huxley mi è piaciuto per il racconto del lavaggio del cervello, George Orwell per capire quanto può spingersi la violenza della privazione della libertà e della gioia di vivere, Ray Bradbury perché mostra quanto possono esser crudeli le relazioni con il diverso, l'alieno, Philipp K. Dick perché tutti dipendiamo da qualche religione, droga, consumo, persona. Tutti attraverso una o più voci raccontato perversioni del futuro umano. Čapek come dice nella prefazione vuole raccontare una possibile ma reale storia dell'umanità. Scrive come fosse mix di manuale di storica, articolo di giornale, lettera personale, verbale di riunione internazionale etc. La trama è molto semplice: ad un certo punto viene scoperta l'esistenza di una nuova specie, le salamandre, anfibie, forti, stakanoviste, intelligenti e in grado di riprodursi esponenzialmente. Grazie a queste doti passano in pochi decenni da raccogliere perle per qualche riccone a impadronirsi del mondo. In mezzo Čapek ha pensato a tutto: demografia, sesso, religione, politica, economia.

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  • 3

    Se pone más animado cuando las salamandras empiezan a ponerse serias. Pero de todas maneras, el libro está impregnado de un sentido del humor irónico y ácido que me resulta un poco pesado. Al final, c ...continue

    Se pone más animado cuando las salamandras empiezan a ponerse serias. Pero de todas maneras, el libro está impregnado de un sentido del humor irónico y ácido que me resulta un poco pesado. Al final, creo ver una crítica al gobierno descabezado y disperso de la tierra bajo el dominio humano, y a la avaricia y miedo de las naciones. Poco realista el tratamiento de la gente de a pie, poco científicas las conclusiones. Y poca fe en la parte positiva de la humanidad.

    En fin, está bien pero tampoco me ha parecido ninguna maravilla.

    said on