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La guerra dei buchi neri

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Scientifica, 44)

4.2
(91)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 418 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8845924025 | Isbn-13: 9788845924026 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Franco Ligabue

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Education & Teaching , Non-fiction , Science & Nature

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Descrizione del libro
Stringhe, brane, dimensioni nascoste, universi multipli... La fantasia della fisica del ventunesimo secolo sembra senza limiti. Uno dei suoi interpreti è il fisico di Stanford Leonard Susskind. Nel suo "Il Paesaggio cosmico" descriveva la prospettiva vertiginosa di una moltitudine di differenti universi, nicchie di un inimmaginabile multiverso, o "paesaggio", ciascuna governata da specifiche leggi fisiche: per caso, una era adatta a ospitarci. In questo nuovo libro il cosmo di Susskind diventa ancora più bizzarro. Con la loro capacità di fagocitare qualunque cosa, i buchi neri erano già abbastanza angoscianti, ma per qualche tempo ai fisici si è prospettata addirittura la possibilità che questi vortici cosmici, ricavati dalle equazioni di Einstein, fossero divoratori di ordine e di informazione, oltre che di materia. Negli anni Settanta, Stephen Hawking ha mostrato che i buchi neri "evaporano", emettono cioè radiazione termica, e rimpiccioliscono nel corso del processo sino a scomparire. Ne discendeva una domanda cruciale: l'informazione inghiottita dal buco nero riemerge oppure no quando il buco nero scompare? Hawking non aveva dubbi: "L'informazione viene cancellata per sempre". A Susskind quell'affermazione è apparsa come una dichiarazione di guerra. Se Hawking aveva ragione, infatti, sarebbe stata la fine del determinismo quantistico, la violazione del fondamentale principio secondo il quale anche nell'informazione nulla si crea e nulla si distrugge.
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  • 5

    Chi non ha mai sbagliato in qualcosa, non può essere un grande.

    "Molto probabilmente noi siamo ancora principianti molto confusi con rappresenazioni mentali profondamente sbagliate, e la comprensione della realtà ultima continua ad essere fuori dalla nostra portata. Difficile non pensare all'espressione terra incognita usata dagli antichi cartografi. Più s ...continua

    "Molto probabilmente noi siamo ancora principianti molto confusi con rappresenazioni mentali profondamente sbagliate, e la comprensione della realtà ultima continua ad essere fuori dalla nostra portata. Difficile non pensare all'espressione terra incognita usata dagli antichi cartografi. Più scopriamo, meno sappiamo. Ecco la fisica in due parole."

    Questo passo chiude l'ultimo capitolo del libro, capitolo che prende il nome di "Umiltà". Parlare di "umiltà" in ambito scientifico non dovrebbe certo risultare bizzarro, dato che gli sviluppi più recenti in ambito logico-matematico-scientifico dovrebbero aver reso chiaro quanto stupida possa essere un'affermazione come "La matematica non è un'opinione".

    Ho letto questo libro dopo circa tre anni dall'acquisto: oltre ai sensi di colpa per non averlo fatto prima, il motivo che più mi ha spinto a leggerlo è stato l'interesse sempre più forte verso il concetto di "pluralità". Non è certo questo il luogo più adatto per spiegare meglio cosa intenda, ma posso anche solo dire quanto sia profondamente rinfrescante provare a uscire da schemi logici unici e cominciare a esercitare una sorta di ginnastica mentale utilizzando logiche diverse a seconda dei casi da studiare. Non mi stancherò mai di ripetere che la fisica e la filosofia sono profondamente connesse fra loro. Il punto cruciale è sempre lo stesso: come conciliare la pluralità di cose? Riducendo tutto a uno oppure rispettando questa pluralità impegnandosi, piuttosto, a studiare i mezzi per mettere queste "pluralità" in comunicazione? Per rendere nota la mia personale risposta, mi affido alle parole di un pensatore contemporaneo fin troppo trascurato, cioè Quelo, che dunque affermerebbe: "La seconda che hai detto".

    PS: Sono perfettamente conscio del fatto che tutto quel che ho scritto prima possa risultare incomprensibile: probabilmente si tratta dell'entusiasmo che ha accompagnato la lettura di questo libro. Libro che, nonostante diversi termini tecnici, dovrebbe risultare di facile comprensione a tutti. Fidatevi, e dategli una (o più) chance.

    ha scritto il 

  • 3

    La realtà vera è un ologramma?

    Cosa c'entrano i buchi neri e la nostra realtà in 3D che potrebbe essere una proiezione olografica di una vera realtà in 2D confinata sul bordo di una data regione di spazio? Susskind tenta di guidare noi profani in un mondo strano, fatto di buchi neri, spazio multidimensionali, meccanica quantis ...continua

    Cosa c'entrano i buchi neri e la nostra realtà in 3D che potrebbe essere una proiezione olografica di una vera realtà in 2D confinata sul bordo di una data regione di spazio? Susskind tenta di guidare noi profani in un mondo strano, fatto di buchi neri, spazio multidimensionali, meccanica quantistica, matematica "estrema" e stringhe infinitesimali.

    Il risultato è un mondo assurdo per noi abituati a pensare in 3D e Susskind riesce spesso a decodificare i concetti astrusi della teoria. Per quelli che rimangono fumosi temo che serva solo buona volontà e applicazione su questi argomenti. L'unico limite del castello di Susskind è la quasi impossibilità di vagliare la teoria dal punto di vista sperimentale, anche se si apre una strada nella fisica nucleare. Sempre che la teoria sia esatta...
    Il libro vive anche del dualismo tra l'autore e Hawking, celebre fisico in sedia a rotelle. Da questa parte risalta l'ego dei fisici e, anche se non arriva ad autoincensarsi, traspare la grande considerazione che l'autore ha di se e del suo lavoro. E' un peccato che possiamo perdonargli.
    Bel libro ma non semplice lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Ma allora che fine fa, l'informazione, quando precipita in un buco nero?

    Leonard Susskind è una vecchia volpe della fisica, così in gamba che riesce a dare a questo rigorosissimo saggio il ritmo di un romanzo d'avventura. Battaglie, colpi di scena, grandissime menti che si confrontano. Il valore di questo libro, oltre che nelle teorie che espone (per inciso qui si par ...continua

    Leonard Susskind è una vecchia volpe della fisica, così in gamba che riesce a dare a questo rigorosissimo saggio il ritmo di un romanzo d'avventura. Battaglie, colpi di scena, grandissime menti che si confrontano. Il valore di questo libro, oltre che nelle teorie che espone (per inciso qui si parla del paradigma olografico), sta nell'immagine del mondo della fisica e dei fisici che restituisce.
    Se qualcuno volesse avvicinarsi dalla narrativa alla saggistica scientifica, non esiterei a consigliargli questo libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Orizzonti degli eventi, principio olografico, stringhe, brane e tutto di piú

    Bello, un ottimo libro di divulgazione.
    Certo bisogna avere un po'di pelo sullo stomaco, pelo da fisico intendo, comunque per tre quarti il libro si fa leggere anche da chi non ha una grande conoscenza della fisica.
    Poi quando comincia ad inserire stringhe e P-brane, be allora bisogn ...continua

    Bello, un ottimo libro di divulgazione.
    Certo bisogna avere un po'di pelo sullo stomaco, pelo da fisico intendo, comunque per tre quarti il libro si fa leggere anche da chi non ha una grande conoscenza della fisica.
    Poi quando comincia ad inserire stringhe e P-brane, be allora bisogna tirarlo fuori questo pelo.
    Entusiasmante quando immette la teoria olografica per spiegare i concetti di entropia dei buchi neri.
    L'autore é comunque una persona veramente simpatica, a volte il lato umano, e il suo controverso rapporto personale con Hawking sono protagonisti del libro piú della fisica.

    La parte finale andrebbe riletta per comprendere meglio gli ultimi progressi della fisica, ma tutto sommato da spunto per ulteriori letture.

    Una lettura che da bagaglio e che crea curiositá ulteriori.
    Buonissimo libro, da leggere per chi non vuole perdere gli ultimi "gridi" teorici.

    ha scritto il 

  • 0

    Il fisico americano Leonard Susskind è un bravo divulgatore, come già aveva dimostrato in "Il paesaggio cosmico". Questo libro si occupa di un problema più specifico rispetto alla teoria delle stringhe e alle varie "teorie del tutto" che di solito Susskind affronta. Il problema della relazione tr ...continua

    Il fisico americano Leonard Susskind è un bravo divulgatore, come già aveva dimostrato in "Il paesaggio cosmico". Questo libro si occupa di un problema più specifico rispetto alla teoria delle stringhe e alle varie "teorie del tutto" che di solito Susskind affronta. Il problema della relazione tra buchi neri e informazione/entropia è qui raccontato in modo appassionante e scientificamente molto preciso: credo che anche per il non fisico questo sia un libro godibile, proprio perché orientato ad un tema specifico. Nelle pagine del libro è chiaramente molto presente il non piccolo ego dell'autore, tipico della maggioranza dei fisici (basta leggere i libri di Feynman), ma questo a me non ha disturbato troppo. Forse avrei preferito uno svolgimento meno "rapsodico" e più "ordinato" come ad esempio nel libro di Lindley, ma questo è lo stile degli americani. Comunque molto molto interessante.

    ha scritto il 

  • 4

    OK siamo arrivati ad indagare ciò che avviene sull'orizzonte degli eventi quando la gravità prende il sopravvento sulle alltre forze naturali; alla distanza di Planck, essa rappresnta la forza più potente... peccato che laggiù in basso (ovvero lassù in alto, a livello energetico) la meccanica qua ...continua

    OK siamo arrivati ad indagare ciò che avviene sull'orizzonte degli eventi quando la gravità prende il sopravvento sulle alltre forze naturali; alla distanza di Planck, essa rappresnta la forza più potente... peccato che laggiù in basso (ovvero lassù in alto, a livello energetico) la meccanica quantistica regna sovrana. Occorre un'altra riprogrammazione scientifica: dopo la relatività e dopo i quanti ecco il principio olografico e la complementarità dei buchi neri (atto finale della Guerra di cui al titolo). Non sono concetti facili: il libro ha il merito di renderli accessibili ai lettori dotati di adeguata preparazione fisica. Sicuramente qualche grafico in più con alcune equazioni avrebbero agevolato il compito.... Incredibile come in Natura la max. quantità di informazioni contenibile in un volume dato sia proporzionale alla sua superficie!
    E' questa fisica oppure pura speculazione? Ci vorrebbe un acceleratore di particelle grande quanto l'intera Galassia per eccitare le stringhe ai livelli opportuni per la verifica sperimentale.. occorre aspettare 10^40 e passa anni per ritrovare l'informazione "perduta" tanto tempo prima nei buchi neri!
    Morale: per 2/3 il libro scorre bene, la parte finale però è molto astrusa e sinceramente non l'ho capita (forse anche per la paura degli editori ad inserire quei grafici di cui sopra).

    ha scritto il 

  • 5

    Con una eccezionale dote di divulgatore e anche un po' di simpatia, Leonard Susskind mostra regala una perla di saggistica in cui descrive come per piu' di 20 anni abbia combattuto la sua guerra personale contro il geniale Stephen Hawking su un concetto base della fisica ovvero il teorema di cons ...continua

    Con una eccezionale dote di divulgatore e anche un po' di simpatia, Leonard Susskind mostra regala una perla di saggistica in cui descrive come per piu' di 20 anni abbia combattuto la sua guerra personale contro il geniale Stephen Hawking su un concetto base della fisica ovvero il teorema di conservazione dell'informazione.
    Hawking, fisico di fama internazionale la cui statura intellettuale appare se possibile ingigantita dalla sua invalidante malattia, e' un relativista e 20 anni fa scosse la fisica col suo teorema sull'evaporazione dei buchi neri e la perdita di informazione. Susskind, studioso di meccanica quantistica inizio' da quel momento un lungo percorso con l'obiettivo di capire se l'informazione andava persa o no. E fu grazie all'impegno di tanti fisici e alle scoperte piu' recenti (la teoria delle stringhe, la teoria delle brane, il principio olografico) che si giunse infine alla risoluzione del paradosso...
    Anche se come sempre questo... fa nascere ulteriori domande sulla nascita dell'universo e la sua natura ultima..

    ha scritto il