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La historia del amor

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Publisher: Círculo de Lectores

4.0
(1178)

Language:Español | Number of Pages: 315 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Italian , French , German , Dutch

Isbn-10: 8467220996 | Isbn-13: 9788467220995 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Ana María de la Fuente

Also available as: Paperback , Softcover and Stapled , Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
Ésta es la historia de Leo Gursky, un anciano que con un pie en la vida y otro en la muerte decide hacer balance de su existencia: una infancia sesgada por el nazismo, el exilio a Estados Unidos en busca de su gran amor, la soledad, las palabras escritas... Pero es también la historia de Alma, una adolescente que quiere encontrarle novio a su madre. Quizá sea un poco la historia de todos, porque ¿qué es la vida si no esa conjunción casi caprichosa de felicidad y dolor, de casualidades y determinación, de caminos tomados y posibilidades perdidas?
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  • 4

    English at its best - 02 nov 14

    Una bella ed inaspettata lettura, frutto delle misteriose alchimie delle mie ricerche bibliografiche in giro per gli scaffali. Solo a libro chiuso ho scoperto l’autrice essere moglie di Jonathan Safran Foer (altra coppia interessante come Siri Hustvedt e Paul Auster) e che il libro uscì contempor ...continue

    Una bella ed inaspettata lettura, frutto delle misteriose alchimie delle mie ricerche bibliografiche in giro per gli scaffali. Solo a libro chiuso ho scoperto l’autrice essere moglie di Jonathan Safran Foer (altra coppia interessante come Siri Hustvedt e Paul Auster) e che il libro uscì contemporaneamente al libro del marito “Molto forte, incredibilmente vicino”. Ma qui siamo a tramare la scrittrice ed il suo scritto, quindi usciamo dal contesto ed entriamo nel testo. Un testo che è di una semplicità quasi lineare a volerlo raccontare, ma che assume connotati di piacevole lettura e coinvolgimento per il modo in cui la scrittrice svolge la sua di trama. Passando da vari piani narrativi, saltando su e giù nel tempo e nello spazio. Riuscendo varie volte a farci perdere il filo, per poi ridarcelo, tutto intero, in una bella scrittura finale. Ed oltre ad essere un libro imperniato sul disvelamento di un libro che ha il suo stesso titolo, è sicuramente un libro sull’amore, e sui suoi modi esplicativi. Amore è quello di Leo per la sua Alma, per Zvi per la sua Rosa, per Alma verso suo padre e per Bird verso sua sorella Alma. Ed anche per Isaac verso i suoi genitori. La capacità e bravura di Nicole Krauss è di portarci per mano, attraverso tutti questi sentimenti, ogni volta usando la prima persona di un narratore diverso, senza perdere la concentrazione, sua e nostra. Alla fine, scopriamo che i narratori sono quattro: Leo, Alma e Bird in prima persona e Zvi in forma oggettiva e non soggettiva. Ognuno esce fuori per sé stesso, quasi a scrivere quattro diversi romanzi e poi fonderli in uno. Quello che stiamo leggendo. Quello dedicato ai nonni della scrittrice, con le loro belle facce in prima pagina. E da loro comincerebbe la vera storia. O meglio dalle loro origini, da un paesino della Polonia di prima della Guerra, dove vivono due amici, il giornalista Zvi ed il possibile scrittore Leo. Questi si innamora di Alma, e le scrive una lunga dedica d’amore, trasformatasi in un libro onirico e bellissimo. Ma la guerra incombe e scombina tutto. Alma fugge a New York ospitata da un cugino. Zvi ruba il manoscritto del libro (per delle gelosie ininfluenti alla trama) e ripara in Cile. Leo rimane, vede sterminare la sua famiglia, e solo a guerra finita riesce a varcare l’oceano. Dove trova Alma, che lo credeva morto, sposata e con due figli, il cui primogenito, Isaac fu frutto della loro unica notte d’amore. Ma Alma è fedele al marito. E Leo, rimane in America, rifuggendo di toccare per sempre la penna, e si inventa una vita altra, da mille mestieri prima, e poi da fabbro. Per usare le mani per fare altro. Sempre rimanendo fedele alla sua Alma, e seguendola da lontano. Seguendo da lontano anche Isaac che cresce e diventa uno scrittore di talento. Leo, di cui ammiriamo la capacità della scrittrice di rendercelo settantenne ed acciaccato nelle vicende quotidiane, ha un sussulto di esternazione amorosa, quando scopre, dopo la morte di Alma, che anche Isaac è morto. Esce dal suo anonimato per il funerale del figlio ignoto (cioè lui è l’unico a saperlo), e ne escono bellissime pagine di tristezza. In tutto ciò non ci siamo dimenticati di Zvi che in Cile s’innamora della giovane Rosa, e per lei scrive un libro. O meglio traduce in spagnolo il libro dell’amico Leo, credendolo morto. Rosa fa pubblicare il libro, che non avrà molta risonanza. I due, dopo un passaggio in Israele, si sposano e vanno a vivere anche loro a New York, dove avranno due figli, Alma e Bird. Ma Zvi ben presto muore, lasciando i due figli piccoli sbalestrati. Alma è infatuata dal padre, e dalle sue cose (la capacità di sopravvivere all’aperto, come scoprirà chi avrà voglia di leggere il libro). Ed è in pena per la madre, la vorrebbe felice. Il giro di giostra si avrà con una lettera ignota (che scopriremo alla fine essere di Isaac) che chiede a Rosa di tradurre il libro dallo spagnolo all’inglese. Questo mette in moto Alma che cerca di comprendere se le persone del libro sono poi reali. E lo sono. Sarà il giovane Bird, che metterà tutti gli indizi in fila, e ci condurrà alla ricongiunzione finale. Ed alla comprensione di come tutti gli avvenimenti siano concatenati. Le morti, gli amori, le attività. Alla fine vien quasi voglia di dire che sia un libro triste. Con Leo che vive una vita innamorato lontano dal suo amore. Con Zvi che sentirà sempre la colpa del furto e non saprà espiarla. Con Rosa che forse conosce la verità o forse no. Con Alma che dovrà ridimensionare la figura del padre. A me è proprio la giovane Alma che invece da speranza, perché credo sia positiva, e saprà superare le tragicità con lo spirito della giovinezza. Una bella storia. E ben raccontata. Perché, appunto come dicevo all’inizio, questa è la trama lineare. Ma il romanzo è tutt’altro che lineare. E ci sono momenti in cui si segue altro, soprattutto quando si leggono le parole di Alma giovane. In conclusione, è un libro che fa piacere leggere e farà piacere parlarne con chi lo leggerà.
    “Forse significa questo, essere padre. Insegnare a tuo figlio a vivere senza di te.” (200)
    “La cosa che mi ha sorpreso della vita è la capacità di cambiarti.” (282)

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  • 4

    Intrippato

    Titolo esagerato, libro confuso come pochi, storia poco credibile ma...la lettura è gradevole e senza quasi accorgersene ti ritrovi alla fine delle pagine. Il bello (o il brutto) è che non riesci a spiegare il perchè. Ma è forse obbligatorio farlo?

    said on 

  • 5

    Es un libro perfecto, mágico, muy emotivo queda en mi lista de preferidos, y sin duda ocupando un lugar muy especial en nuestra biblioteca, todas las estrellas para evaluarlo. Ha sido un gran descubrimiento esta escritora

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  • 3

    Talvolta per vivere, o sopravvivere, abbiamo bisogno di circondarci dei fantasmi delle persone che abbiamo amato.

    Mia madre non ha mai smesso di essere innamorata di mio padre.
    Ha tenuto vivo il suo amore per lui proprio come nell'estate in cui si conobbero. Per fare questo, ha al
    ...continue

    Talvolta per vivere, o sopravvivere, abbiamo bisogno di circondarci dei fantasmi delle persone che abbiamo amato.

    Mia madre non ha mai smesso di essere innamorata di mio padre.
    Ha tenuto vivo il suo amore per lui proprio come nell'estate in cui si conobbero. Per fare questo, ha allontanato la vita. Talvolta vive per giorni interi di acqua e aria. Dal momento che è l'unica forma di vita complessa in grado di farlo, bisognerebbe assegnare il suo nome a una specie. Un giorno lo zio Julian mi ha detto che secondo Alberto Giacometti per dipingere una testa a volte è necessario rinunciare alla figura intera. Per dipingere una foglia, bisogna sacrificare l'intero paesaggio. Subito può sembrare una limitazione, ma dopo un po' ti rendi conto che avendo solo un pezzetto di una cosa hai più opportunità di salvare un certo sentimento dell'universo di quante ne avresti facendo finta di avere tutto il cielo.
    Mia madre non ha scelto una foglia né una testa. Ha scelto mio padre e, per salvare un certo sentimento, gli ha sacrificato il mondo.

    Eppure non mi ha coinvolto particolarmente, dolente al punto giusto ma io avevo bisogno di qualcosa di più lineare.

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  • 4

    Connessioni sospese*

    Sembra di leggere tante storie parallele che in comune hanno i diversi modi di reagire ai dolori per lo più legati a una perdita. E poi invece...
    Ancora un altro libro dove l'occhio di bue è puntato su quello che manca, su cose perdute. Perché si sente la mancanza solo di quello che si è co ...continue

    Sembra di leggere tante storie parallele che in comune hanno i diversi modi di reagire ai dolori per lo più legati a una perdita. E poi invece...
    Ancora un altro libro dove l'occhio di bue è puntato su quello che manca, su cose perdute. Perché si sente la mancanza solo di quello che si è conosciuto: "se non fosse per (....)** non ci sarebbe mai stato uno spazio vuoto, né il bisogno di riempirlo."
    Riempire. Fosse semplice.
    Il fatto è che una volta provate certe emozioni si diventa fragili, di vetro. Eppure fin dal Principio sappiamo benissimo che tutto può andare perduto. Ma quando alla fine succede nessuno è mai pronto. Con il tempo si impara a convivere con la nuova situazione ( la Verità). "Non ad accettarla, ma a conviverci", cercando diversi rimedi per andare avanti. Ognuno il suo, ma pur sempre rimanendo ancorati a quello che fu il Principio.
    Un po' come fa l'albatro dell'Antartico:
    "può volare per anni senza toccare terra, dormire sospeso in aria, bere acqua di mare, eliminare il sale attraverso le lacrime e (ma?) tornare ogni anno a generare la sua prole con lo stesso compagno".

    Secondo me questa cosa dell'albatro è improbabile. Ho pensato di fare una ricerca per verificarne l'attendibilità. Poi ho cambiato idea. Improbabile o no, il punto è un altro. E' questo doppio istinto. Uno (creativo?) ci fa cercare modi per distrarci, anche facendo cose che non si credevano possibili, pur di andare avanti. E poi ce n'è un altro (distruttivo?) che torna sempre in quel punto dove il cerchio si chiude.

    http://www.youtube.com/watch?v=P0v9vd4JEeo

    *Connessioni sospese è il titolo di una mostra che si terrà dal 6 al 15 giugno a San Vito al Tagliamento (Torre Scaramuccia) in provincia di Pordenone. La mia Amica Mari racconterà il suo mondo! Fateci un salto, se capitate da quelle parti!

    **metteteci dentro quello che più vi garba: lei, lui, quella cosa, quell'altra...

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  • 3

    Cosa può farti un ricordo

    Questo è un romanzo dove ognuno può scegliere il protagonista che preferisce. C’è Leo Gurski che giunto alla fine dei suoi giorni sogna di diventare uno scrittore, senza sapere di esserlo già. C’è Alma che deve il suo nome alla protagonista di un romanzo introvabile. C’è Zvi che ha pubblicato un ...continue

    Questo è un romanzo dove ognuno può scegliere il protagonista che preferisce. C’è Leo Gurski che giunto alla fine dei suoi giorni sogna di diventare uno scrittore, senza sapere di esserlo già. C’è Alma che deve il suo nome alla protagonista di un romanzo introvabile. C’è Zvi che ha pubblicato un libro per amore di una donna.

    http://nuvolarock1.blogspot.it/2014/12/cosa-puo-farti-un-ricordo.html#links

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  • 5

    Ritrovarsi in un nome: Alma

    I wanted to say her name aloud, it would have given me joy to call, because I knew that in some small way it was my love that named her.

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  • 3

    Nicole Krauss è una scrittrice statunitense. Di famiglia ebraica, madre inglese e padre americano cresciuto in Israele, ebbe nonni materni nati in Germania e in Ucraina e nonni paterni nati in Ungheria e Bielorussia. Molti di questi luoghi sono al centro dei suoi romanzi, uno dei quali, The hist ...continue

    Nicole Krauss è una scrittrice statunitense. Di famiglia ebraica, madre inglese e padre americano cresciuto in Israele, ebbe nonni materni nati in Germania e in Ucraina e nonni paterni nati in Ungheria e Bielorussia. Molti di questi luoghi sono al centro dei suoi romanzi, uno dei quali, The history of love, è dedicato proprio ai nonni. Nel 1992 si iscrive alla Stanford University, dove frequenta Joseph Brodsky, al quale nel 1999, tre anni dopo la sua morte, dedicherà un documentario radiofonico per la BBC Radio. Fino al 2002 scrive poesie pubblicate su riviste come The Paris Review o "Western humanities review". Nel 2002 pubblica il suo primo romanzo, Man walks into a room (trad. it. Un uomo sulla soglia, 2006), apprezzato da Susan Sontag e da Richard Gere che ne ha opzionato i diritti cinematografici. Nel 2004 pubblica sul New Yorker un estratto di The history of love (trad. it. La storia dell'amore, 2005) suo primo grande successo internazionale opzionato da Warner Brothers per essere diretto da Alfonso Cuarón . Nel 2010 esce Great House (trad. it. La grande casa, 2011), finalista per il National Book Award per la narrativa 2010 e nella longlist per l'Orange Prize 2011. Con il marito Jonathan Safran Foer ha curato il Futuro dizionario d'America. Nel 2010 "The New Yorker" l'ha inserita nella lista dei venti migliori scrittori americani under40. I suoi romanzi sono stati tradotti in trentacinque lingue. In Italia è stata tradotta da Guanda e Minimum Fax e collabora con L'espresso.
    La storia dell’amore raccoglie diverse storie che si contaminano. La prima è quella di Leo Gursky, che in Polonia è riuscito miracolosamente a sfuggire alle deportazioni naziste, e che ha lasciato un libro alla sua amata, Alma, il libro dell’amore amore che inspiegabilmente è andato perduto.
    Ormai Leo è invecchiato, ma il suo passato fa fatica a diradarsi, anzi sembra ogni giorno sempre più vivo, presente: Alma vive in America, con un nuovo marito, da cui ha avuto un figlio, Isac, che ignora completamente chi sia il vero padre. Ma nel suo libro c’è un’altra Alma, giovane ebrea, quindicenne, figlia di una traduttrice che si ritrova a tradurre dallo spagnolo ‘il libro dell’amore’. Qui c’è l’unione di un passato invadente, e di un presente sofferto. Bello, anche se troppo denso di intrecci, di personaggi, e di vite, che tolgono l’attenzione sul focus centrale, per ogni ogni volta come un girotondo sul protagonista/personaggio di turno.

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  • 4

    La storia dell'amore, Nicole Krauss

    "Questo è il libro che avrei scritto per te se sapessi scrivere."


    Questa è la premessa con cui il mio ragazzo mi ha regalato questo libro, di cui mi aveva già parlato tempo fa ma che io avevo rimosso completamente dalla memoria. Libro che è servito per un altro regalo. Per questa ra ...continue

    "Questo è il libro che avrei scritto per te se sapessi scrivere."

    Questa è la premessa con cui il mio ragazzo mi ha regalato questo libro, di cui mi aveva già parlato tempo fa ma che io avevo rimosso completamente dalla memoria. Libro che è servito per un altro regalo. Per questa ragione non posso prescindere dai miei sentimenti per recensire questo romanzo.
    Cercherò di essere il più obiettiva possibile. Ho faticato a raccapezzarmi nella storia perché, inizialmente, i continui cambi di punti di vista mi hanno stordito e mi hanno fatto tentennare con la paura di perdere il filo del discorso. Una volta familiarizzato con i personaggi, però, la lettura è andata veloce e senza intoppi, regalandomi momenti di pura dolcezza e leggerezza.
    Il termine "leggerezza" non è utilizzato nel senso di superficialità, perché si può dire tanto di questa storia meno che tratti temi poco profondi. È inteso nella sua accezione più intima e metaforica, come fosse una storia delicata e morbida.
    È la storia di tanti amori, intrecciati tra loro grazie ad un libro da cui prende il nome il romanzo stesso, ed è la storia di questo libro, della sua genesi e di come esso abbia segnato i suoi lettori e i suoi protagonisti.
    La lettura di questa storia lascia dietro di sé una dolce malinconia che tanto si avvicina alla tristezza ma che, allo stesso tempo, se ne allontana per regalare una limpida felicità soprattutto a chi può maggiormente immedesimarsi perché innamorato o perché ha vissuto un grande amore.
    È senz'altro una lettura consigliata, ma vorrei fare un appunto: non attendetevi un lieto fine, né abbiate paura per un finale triste... è una storia che apre la strada ad alcuni quesiti che ognuno risolverà a proprio modo in base alla propria situazione sentimentale.

    Mi riservo di leggere altro di questa autrice e anche del marito Foer, il cui genere è stato tanto paragonato a quello della moglie... o viceversa.

    said on 

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