Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La incredibile e triste storia della candida Erendira e della sua nonna snaturata

Di

Editore: Mondadori

3.9
(1616)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Portoghese , Croato

Isbn-10: 880424416X | Isbn-13: 9788804244165 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: E. Cicogna

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

Ti piace La incredibile e triste storia della candida Erendira e della sua nonna snaturata?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 1

    Insalatona - 30 ago 15

    Sono sicuro che se avessi letto prima questi racconti, non avrei affrontato i “Cento anni” con lo stesso piglio, e letti con lo stesso piacere. Perché questi sono racconti, e già si sa che mi pongo ve ...continua

    Sono sicuro che se avessi letto prima questi racconti, non avrei affrontato i “Cento anni” con lo stesso piglio, e letti con lo stesso piacere. Perché questi sono racconti, e già si sa che mi pongo verso questa forma espressiva sempre in forma problematica. Sono poi intrisi di quel realismo magico, come viene chiamato, di cui sono pieni gli scrittori ispano-americani. Ed anche qui io mi trovo in difficoltà. Non trovo qui, se non elementi postumi di quelle costruzioni cui mi aveva assuefatto la famiglia Buendía. Né tanto meno quelle dosi di vita descritta e partecipata, come poi mi avrebbe entusiasmato la tarda lettura di “Cronaca di un naufragio”. Infine, purtroppo, il libretto Mondadori non è corredato da note ed esegesi, come altri libri dello scrittore colombiano, per cui ci si trova davanti al testo, anzi ai testi, con la sola indicazione dell’anno di scrittura. Che almeno mi ha dato una chiave di lettura. Qui infatti, abbiamo 7 racconti, di cui i primi 6, brevi, sono precedenti a “Cento anni”, mentre solo l’ultimo, quello del titolo (e non a caso) è posteriore (scritto nel 1972, mentre ricordo che il suo capolavoro è del 1967). Dicevo non a caso, perché la triste istoria è quello che solo si salva dal naufragio annunciato degli altri. Dove abbiamo un vecchio (forse un angelo anziano) che cade con le sue grandi ali in un villaggio di mare. Un mare che profuma di rose e porta disgrazie. Un morto annegato bellissimo e grandissimo. Una nave fantasma che il ragazzo incredulo porterà definitivamente a naufragare. Un venditore di fumo e la sua storia di raggiri narrata dal suo allievo, e poi carnefice. Nonché (e forse l’unico che un po’ si stacca dai precedenti), la fine anch’essa annunciata di un senatore sulla via della morte per tumore ed il suo ultimo sprazzo d’amore. Rispetto a questi, che non vanno mai oltre le dieci pagine, piene sì di descrizioni, ma che, a me, non prendono, la candida Eréndira ha un piglio più complesso e più partecipato. Si sente che Aureliano è passato sotto i ponti, e che la penna di Gabo è più scorrevole ed incisiva. C’è lei, giovane, bella e “cenerentolata” dalla nonna tiranna. Anzi, come dice il titolo, crudele (o “senza cuore”). Nonna un tempo bellissima, sposata al contrabbandiere Amadìs, ricca di casa e di altre scorie della vecchia stagione avventurosa. Con Eréndira che la serve in tutto e per tutto. Peccato che la piccola si dimentichi candele accese, che un colpo di vento notturno potano a bruciare tutti i beni della nonna. Che decide di farseli ripagare sfruttando il corpo della giovane. Insomma, vendendolo a pochi pesos qua e là per il paese. Assistiamo al girovagare, al degrado, alla lotta con le istituzioni (soprattutto la chiesa) che vogliono portar via la giovane per sfruttamento minorile. Ed altre imprese minori, che hanno però la fantasia di coinvolgere elementi delle mini-storie precedenti. Abbiamo così un olandese che forse ha perso le ali da giovane. Abbiamo un senatore che scrive una lettera di raccomandazioni per la nonna. Abbiamo il venditore di fumo che si sbraccia nella piazza accanto al tendone dove la nonna vende il corpo di Eréndira. Non manca poi il giovane Ulisse che si innamora della nostra bella ragazza. E tenterà di salvarla dalla nonna, cercando in molti modi di ucciderla (con bombe e con veleni) senza riuscirci. Tanto che Eréndira si spazientisce non poco. E quando finalmente Ulisse riuscirà nel suo intento, ma solo con il pugnale, Eréndira, finalmente liberata, fuggirà anche da lui. E se ne andrà verso il mare. Mare che ritorna, bene o male, in tutti e 7 i racconti, quasi fosse una calamita che attira la penna di Gabo, lui che nacque là sulla Sierra colombiana, che vedeva il mare laggiù, a pochi, ma irraggiungibili chilometri. Ed in questo racconto troviamo anche un legame ideale con “Cento anni”, dove, se ricordate, ad un certo punto Aureliano Buendía entra sotto la tenda di una mulatta adolescente costretta a prostituirsi per ripagare alla nonna i danni di un incendio. Non ho però trovato altri stimoli, altre voglie di far girare le poche sinapsi rimaste. Preferisco Gabo, lo ribadisco e lo sottoscrivo, quando si avventura in storie più complesse. Vedremo cosa ci riserverà il mio futuro di lettore.

    ha scritto il 

  • 3

    Eréndira stava facendo il bagno alla nonna quando si alzò il vento della sua disgrazia...

    Tra magico e reale si disperdono le scie di questi racconti, che forse proprio per lo stato di sospensione da cui nascono e in cui finiscono lasciano tutti un vago senso di inquietudine e malinconia. ...continua

    Tra magico e reale si disperdono le scie di questi racconti, che forse proprio per lo stato di sospensione da cui nascono e in cui finiscono lasciano tutti un vago senso di inquietudine e malinconia. Per quanto infatti in apparenza l'atmosfera sembri magica, quasi da incanto, le storie sono storie di mari desolati, deserto, desolazione e solitudine... Tutte intrise in un modo o nell'altro in un mondo fatto di solliloqui destinati a finire nell'oblio del vago ricordo...

    ha scritto il 

  • 2

    Visionario...ma senza senso

    Mi è capitato tra le mani per caso, ma nonostante le poche pagine questi racconti non mi sono proprio piaciuti. C'era un che di mistico, di filosofico ma io sono riuscito a trarne proprio poco di buon ...continua

    Mi è capitato tra le mani per caso, ma nonostante le poche pagine questi racconti non mi sono proprio piaciuti. C'era un che di mistico, di filosofico ma io sono riuscito a trarne proprio poco di buono. Certo Garcia Marquez scrive bene ma ci voleva molto molto di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Gioielli di realismo magico

    Prendete un grosso cappello a cilindro, mettetici dentro: dei personaggi strampalati, un pizzico di poesia, parecchia fantasia, uno stile visionario, dei titoli che sono delle storie e delle storie ch ...continua

    Prendete un grosso cappello a cilindro, mettetici dentro: dei personaggi strampalati, un pizzico di poesia, parecchia fantasia, uno stile visionario, dei titoli che sono delle storie e delle storie che parlano di reale e surreale allo stesso tempo, di amori e tragedie, di vita e di morte, scuotete forte e vi troverete da leggere 7 racconti fantastici che vi trasporteranno in un altro mondo e dove potrete perdervi come nel più assurdo dei sogni. Tutto accade e tutto può accadere, senza regole, senza normalità. Lasciatevi catturare da questo mondo alla rovescia e leggete tutti e 7 i racconti a testa in giù…

    Consigliati a chi non conosce Marquez e vuole assaggiare qualcosa di diverso e consigliati a chi vuole ritrovare l'incanto delle atmosfere di Cent’anni di solitudine.

    ha scritto il 

  • 4

    decidamente migliore delle raccolte di racconti precedenti, qui c'è tutto il Marquez che ci si aspetta e si desidera, con racconti molto diversi per tono e stile narrativo in un crescendo di bellezza ...continua

    decidamente migliore delle raccolte di racconti precedenti, qui c'è tutto il Marquez che ci si aspetta e si desidera, con racconti molto diversi per tono e stile narrativo in un crescendo di bellezza che si conclude con gli ultimi due piccoli gioelli di realismo magico.

    ha scritto il 

  • 4

    Realismo mágico estilo García Márquez

    Un señor muy viejo con unas alas enormes - Realismo mágico al más puro estilo Gabriel García Márquez, con esos personajes que saben y no saben de lo que los rodea y que se alegran cuando desaparecen p ...continua

    Un señor muy viejo con unas alas enormes - Realismo mágico al más puro estilo Gabriel García Márquez, con esos personajes que saben y no saben de lo que los rodea y que se alegran cuando desaparecen porque ya no deben preocuparse más cuando se dan cuenta que está allí.

    El mar del tiempo perdido - Con este relato, Márquez me hizo acordar mucho de la narrativa de Carpentier, ese realismo mágico que raya en la locura y lo completamente inverosímil con toques de fantasía; en dos palabras, raro y entretenido.

    El ahogado más hermoso del mundo - Este relato ha sido muy poético! Más allá de que lo que cuenta debería resultar escalofriante, la forma en que se presenta al ahogado es parecida a la cual se puede utilizar para describir a un amante; no había visto antes una narración tan poética como esta de Gabo.

    Muerte constante más allá del amor - Este es el relato que menos me ha llamado por ahora, será que al ser el protagonista un político no ha sido de mi agrado XD pero es que el desarrollo y la historia no me han gustado mucho tampoco.

    El último viaje del buque fantasma - Este ha estado genial, el protagonista se ha vengado a lo grande con algo que resultaría totalmente inverosímil, eso de los barcos fantasmas es mi debilidad; los fantasmas en general son mi debilidad cuando aparecen dentro del realismo mágico.

    Blacamán el bueno, vendedor de milagros - Este relato ha sido demasiado crudo, malvado y perverso, matizado por un realismo de lo más mágico.

    La increíble y triste historia de la cándida Eréndira y de su abuela desalmada - Para que negar que es una historia de lo más triste y desgraciada, diría que para todos los personajes, aunque por supuesto la que más sufre es Eréndira. El final no me convenció del todo, aunque claro siendo tan rara la historia no iba a ser uno de cuentos de hadas. Una deuda pendiente de clásico menos.

    ha scritto il 

  • 4

    Una excepcional novela corta que viene acompañada por una buena colección de relatos.
    El Nobel colombiano vuelve a sorprendernos con estos cuentos llenos de ingenio, magia, ternura y drama.
    Su lenguaj ...continua

    Una excepcional novela corta que viene acompañada por una buena colección de relatos.
    El Nobel colombiano vuelve a sorprendernos con estos cuentos llenos de ingenio, magia, ternura y drama.
    Su lenguaje y estilo son, como siempre, fascinantes.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissima raccolta di Marquez, racconti unici nel loro genere , vi si ritrovano le atmosfere magiche e quali ancestrali di cent' anni di solitudine, e altri gradevoli sorprese, ogni racconto è un mon ...continua

    Bellissima raccolta di Marquez, racconti unici nel loro genere , vi si ritrovano le atmosfere magiche e quali ancestrali di cent' anni di solitudine, e altri gradevoli sorprese, ogni racconto è un mondo a se stante ,un bellissimo mondo a se stante, perfettamente completo e evocativo nella sua brevità. Vale la pena comprarlo anche solo per i primi 4 racconti , ma anche gli altri sono belli , se vogliamo quello che mi è piaciuto meno , è proprio quello che da il nome al libro , pur essendo il più lungo ed articolato gli manca qualcosa.Se siete alla ricerca di atmosfere oniriche e di racconti da leggere di notte ( e sopratutto in queste torride e corti notti d' estate)ma anche negli asfissianti è torridi pomeriggi di questo periodo , questo è il vostro libro.

    ha scritto il 

Ordina per