La inmortalitat

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4.0
(2617)

Language: Español | Number of Pages: 454 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian , French , Latvian

Isbn-10: 8423321754 | Isbn-13: 9788423321759 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Romance

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Book Description
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  • 5

    Se ambite all’immortalità e quella dell’anima vi sembra un po’ troppo incerta, non avendovi del tutto convinto gli esperimenti di chi qualche tempo fa arrivò nientemeno che a stimarne il peso in una v ...continue

    Se ambite all’immortalità e quella dell’anima vi sembra un po’ troppo incerta, non avendovi del tutto convinto gli esperimenti di chi qualche tempo fa arrivò nientemeno che a stimarne il peso in una ventina di grammi (più o meno come una noce di burro, ma pare con meno colesterolo), ecco che il libro di Kundera fa per voi: la vera immortalità, l’unica sulla quale possiamo contare, è quella dell’immagine che lasciamo dietro di noi, sia essa la memoria eterna per i grandi personaggi che hanno fatto la Storia o il semplice ricordo di chi ci ha conosciuto per noialtri uomini comuni.
    Mettetevi però il cuore in pace, perché non sarete voi a decidere quale immagine lasciare ai posteri bensì gli altri, e spesso sulla base di episodi apparentemente insignificanti o ridicoli. Per Tycho Brahe a poco valsero le sue rivoluzionarie osservazioni astronomiche, sarà ricordato per sempre come quello che durante un banchetto reale se la fece addosso per non essersi voluto alzare sgarbatamente per andare al bagno. E perfino Goethe che negli ultimi decenni di vita si calò nella parte del grande scrittore in odore di immortalità, ha rischiato di venire ricordato come quello che un po' servilmente si inchinò più del necessario al passaggio dell'imperatrice mentre l'arcigno Beethoven che era al suo fianco tirò dritto senza neanche salutare.
    Ed eccoci così a rincorrere la nostra immagine, che da apparenza dietro la quale si nasconde il nostro io rischia di diventare l'esatto contrario: è il nostro io a trasformarsi in pura apparenza, mentre l'unica realtà che conta diventa la nostra immagine agli occhi degli altri.
    «La preoccupazione per la propria immagine, è questa la fatale immaturità dell'uomo. E' così difficile essere indifferenti alla propria immagine. Una tale indifferenza è al di sopra delle forze umane» dice il Goethe, già defunto, di Kundera mentre vagabonda per le strade dell'aldilà.
    Forse lo ha capito la signora anziana con cui si apre il libro, che saluta con un lieve e fascinoso gesto della mano, un gesto che riesce ad essere veramente al di fuori dal tempo e immortale perché la sua leggerezza e vivacità se ne frega dell’immagine vecchia e pesante del suo corpo ormai sfiorito. Un gesto dal quale nascerà il bellissimo personaggio di Agnes del romanzo.

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  • 3

    Ingredienti: due coppie (e due sorelle) in crisi travolte dagli eventi, la descrizione di attimi di vita parigina, pensieri sparsi su immortalità, erotismo e tutto ciò che è vita, una collezione varie ...continue

    Ingredienti: due coppie (e due sorelle) in crisi travolte dagli eventi, la descrizione di attimi di vita parigina, pensieri sparsi su immortalità, erotismo e tutto ciò che è vita, una collezione variegata di personaggi presi dalla storia, dalla realtà e dalla fantasia.
    Consigliato: a chi sa cogliere la leggerezza e la profondità di gesti quotidiani, a chi vuole viaggiare tra vette e abissi umani dentro un meta-romanzo post-moderno.

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  • 0

    Un libro pieno di tracce: tracce di romanzi, tracce di autobiografie, tracce di saggi, tracce di storia e storiografia, tracce di riflessioni filosofico-letterarie, e grandi abbagli di racconti. Punto ...continue

    Un libro pieno di tracce: tracce di romanzi, tracce di autobiografie, tracce di saggi, tracce di storia e storiografia, tracce di riflessioni filosofico-letterarie, e grandi abbagli di racconti. Punto in comune a tutte le tracce, la non facile dimestichezza di Kundera nel passare da un genere all'altro, e la sua ironia meravigliosa che, come la nebbia rende vaga la realtà, così essa alleggerisce una possibile insostenibile lettura. L'apparente discontinuità della(e) narrazione(i) è in realtà finemente strutturata in un nugolo di punti di vista che rendono, alla fine, luminoso il quadro delle personalità coinvolte nella(e) storia(e), compresa quella dell'autore stesso, che si pone nel libro come si poneva Hitchock nei suoi film: regista e personaggio in secondo piano. Il risultato è, oltre ad una lettura gradevolissima, un'arguta intersezione tra finzione e realtà, tra serio e faceto, tra prospettive e indiscutibili sorprese (non colpi di scena: manca l'intreccio tipico...).
    Vorrei concludere con qualcosa che faccia per me memorabilia, ma taccio...perché, parafrasando il Nostro, non è forse questo che ci si aspetta da un romanzo (in questo caso, una conclusione)?

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  • 3

    Libro molto filosofico... Spiraleggiante, riesce a narrare varie situazioni paradossali in un intreccio intricato e sotto diversi punti di vista... Bisogna rileggerlo più volte, ma lentamente... ...continue

    Libro molto filosofico... Spiraleggiante, riesce a narrare varie situazioni paradossali in un intreccio intricato e sotto diversi punti di vista... Bisogna rileggerlo più volte, ma lentamente...

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  • 5

    Il mio primo Kundera è stata sicuramente un'esperienza particolare. Lui ha uno stile davvero leggiadro. È delicato e brutale al contempo: ti dice con parole soavi verità scomode. Sono cose semplici: s ...continue

    Il mio primo Kundera è stata sicuramente un'esperienza particolare. Lui ha uno stile davvero leggiadro. È delicato e brutale al contempo: ti dice con parole soavi verità scomode. Sono cose semplici: si parla di amore, desideri di immortalità, di natura umana. Ma l'amore ha i suoi trucchi, e quando leggi questo libro capisci che non sei tu tra un milione ma l'umanità tutta,ad usarli.

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  • 4

    Lo stile di Kundera ha decisamente qualcosa che repulsa, e non mi riferisco soltanto alla sua mancanza di qualità lirica. Le sue impalcature narrative traballano, paiono voler crollare da un momento a ...continue

    Lo stile di Kundera ha decisamente qualcosa che repulsa, e non mi riferisco soltanto alla sua mancanza di qualità lirica. Le sue impalcature narrative traballano, paiono voler crollare da un momento all'altro. Detto ciò, dopo aver superato un inizio per nulla allettante, sono stato piacevolmente sommerso dalle riflessioni sull'immortalità che dalla grande letteratura viene distillata per consegnarne gli autori alla Storia, con tutti i gustosi aneddoti e riferimenti, le prosopopee, ne sono rimasto incantato.

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  • 2

    Comunque vi aspettate che sia questo libro, vi sbagliate

    Avevo ben capito che si trattasse di un romanzo particolare; pensavo dunque di essere preparata a ciò che stavo per leggere.
    Invece no.

    Superata la metà, non ho molta voglia di finirlo, né ho ben capi ...continue

    Avevo ben capito che si trattasse di un romanzo particolare; pensavo dunque di essere preparata a ciò che stavo per leggere.
    Invece no.

    Superata la metà, non ho molta voglia di finirlo, né ho ben capito dove si voglia andare a parare. Ma abbandonare un libro mi infastidisce, e in fondo voglio proprio vedere se si arriverà da qualche parte, quindi credo che (con fatica) lo terminerò comunque.
    Errore mio? Leggo da diverse recensioni che "il top" di Kundera è L'insostenibile: forse avrei dovuto partire da quello per conoscere l'autore?
    ---

    Ora che l'ho finito non posso che confermare, avrei addirittura potuto non finirlo, non mi sarei persa granché. Anzi: la parte finale, su Rubens, è quasi fastidiosa. A mio avviso, tutta questa fissazione verso gli amplessi risulta noiosa nell'epoca odierna (in cui discorsi circa il sesso li senti fare persino dai sassi).

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  • 4

    Conoscevo Kundera per "L'Insostenibile leggerezza dell'essere" che avevo apprezzato per la trama e per la prosa a mio avviso di grande livello, ma con "L'Immortalità" ha superato il mio vecchio giudiz ...continue

    Conoscevo Kundera per "L'Insostenibile leggerezza dell'essere" che avevo apprezzato per la trama e per la prosa a mio avviso di grande livello, ma con "L'Immortalità" ha superato il mio vecchio giudizio e credo di poterlo annoverare tra i miei scrittori preferiti.
    Senza anticipare niente della trama, le protagoniste principali sono due sorelle molto diverse tra loro con un rapporto difficile, e fin qui niente di nuovo anche se gli sviluppi comunque non sono facilmente prevedibili. La novità che ho apprezzato di più è che Kundera ha inserito molti elementi non direttamente riconducibili alla trama principale, che preferisco non anticipare, che vanno dai tempi di Goethe agli interventi dell’autore stesso come personaggio del libro.
    Molto interessanti tutte le variazioni sul tema dell’immortalità e della fama.

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  • 0

    "Quel che nella vita è insostenibile non è essere, ma essere il proprio io". Un vero capolavoro. Agnes e Laura, l'una desiderosa di scappar via dal marito e dalla figlia, l'altra con la testa piena di ...continue

    "Quel che nella vita è insostenibile non è essere, ma essere il proprio io". Un vero capolavoro. Agnes e Laura, l'una desiderosa di scappar via dal marito e dalla figlia, l'altra con la testa piena di sogni, Bettina, che, innamorata, scrive costantemente a Goethe ("la ragione e il senso del suo amlore non era Goethe ma l'amore"), Avenarius, che nella sua vita gioca perchè il gioco è per lui l'unica cosa importante in un mondo senza importanza... Non un romanzo banale e prevedibile, ribadisco, un vero capolavoro.

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