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La invención de la soledad

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3.9
(911)

Language:Español | Number of Pages: 245 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , French , Italian , German , Czech

Isbn-10: 8435013502 | Isbn-13: 9788435013505 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback

Category: Biography , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
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  • 3

    Un figlio, un padre

    Questo libro si apre con un figlio di fronte alla morte improvvisa del padre; successivamente il protagonista si pone nelle vesti di padre verso il suo bambino.
    L'Io narrante 'recupera' la figura del ...continue

    Questo libro si apre con un figlio di fronte alla morte improvvisa del padre; successivamente il protagonista si pone nelle vesti di padre verso il suo bambino.
    L'Io narrante 'recupera' la figura del genitore deceduto tramite ricordi e sensazioni che essi portano con sé, diventando consapevole che la conoscenza di un uomo "vale solo entro i limiti da lui stesso imposti" e che "nemmeno i fatti dicono sempre la vertà".
    Come possiamo notare, il valore del libro sta proprio nel partire da un'esperienza individuale, particolare, per approdare ad una dimensione 'cosmica', in cui tutti più o meno possono riconoscrsi.
    Scendere in profondità significa anche lasciare emergere emozioni non necessariamente piacevoli. Il nostro protagonista vi trova non tanto la presenza del padre, quanto la sua " assenza " : "non che sentissi che mi detestava; solo sembrava distratto".
    Per lui, questo diventare consapevole è come un percoso per diventare adulto, e lo porta a interrogarsi sul proprio modo di essere padre e alla scoperta dell'elemento che contraddistingue questa dimensione : " per lui la vita del figlio contava più della sua". E nell'immagine del figlio percepisce quella "di tutti i figli, le figlie, i bambini di ogni uomo e di ogni donna".
    Un libro da leggere con pacatezza, perché è un testo colto, riflessivo, che ci interroga su un ambito così intimo, da poter essere percepito da alcuni come ... scomodo.

    said on 

  • 3

    Impossibile non restare estasiati da Paul Auster. Anche quando ti ritrovi a leggere un suo saggio, una sorta di biografia per il padre morto, una specie di raccolta di pensieri per affrontare la propr ...continue

    Impossibile non restare estasiati da Paul Auster. Anche quando ti ritrovi a leggere un suo saggio, una sorta di biografia per il padre morto, una specie di raccolta di pensieri per affrontare la propria esistenza. Non necessariamente un romanzo quindi, ma pur sempre un qualcosa di leggibile con la solita fluidità di sempre. Credevo di utilizzare questa lettura con quella classica immedesimazione che spesso si crea tra lettore e scrittore, ma non è possibile: il monologo di Auster riporta in vita un padre perennemente assente ed al tempo stesso fa un esame di coscienza e giudica il suo stesso essere genitore. Un’assenza improvvisa che deve essere colmata con l’arte dello scrivere, con la rielaborazione dei ricordi, con il mettere nero su bianco le sensazioni. E questo servirà ad Auster per lasciare una traccia, che non deve essere un continuo rammarico o un’esaltazione insensata sugli aspetti positivi, ma un semplice raccoglitore di ciò che effettivamente il padre era. E mai come in questo momento, lo scrittore ha chiaro il proprio essere se stesso e confrontarsi con chi lo ha generato grazie ad un insieme costante di riflessioni. Il far luce dentro la propria persona è un atto dovuto, automatico, che non può essere tralasciato da un uomo così sensibile allo studio. Puntare la luce là dove c’è un’ombra e scoprire che si sta illuminando anche uno specchio: rivedere quindi il riflesso, forse deformato di se stessi attraverso lo studio del padre.

    said on 

  • 0

    un libro, due romanzi

    Appena muore suo padre, fine anni Settanta, Auster sente il bisogno di raccontare per non perdere le sensazioni ed i ricordi: l'America tra i primi anni del '900 fino agli '70.
    Nella prima parte il ra ...continue

    Appena muore suo padre, fine anni Settanta, Auster sente il bisogno di raccontare per non perdere le sensazioni ed i ricordi: l'America tra i primi anni del '900 fino agli '70.
    Nella prima parte il rapporto tra padre sempre impegnato a "fare soldi" e suo figlio affamato dalla non presenza di suo padre è chiaro. Nella seconda parte non sono riuscita a comprendere il messaggio. E' un misto di passato e quasi presente con personaggi accennati ..... Non nascondo di aver abbandonato l'impresa!

    said on 

  • 0

    Incipit

    Un giorno c’è la vita. Per esempio, un uomo sano, neanche vecchio, senza trascorsi di malattie. Tutto è com’era prima e come sarà sempre.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/i/linvenzio ...continue

    Un giorno c’è la vita. Per esempio, un uomo sano, neanche vecchio, senza trascorsi di malattie. Tutto è com’era prima e come sarà sempre.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/i/linvenzione-della-solitudine-paul-auster/

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  • 0

    La prima parte mi è molto piaciuta, la seconda onestamente m'ha lasciata un po' confusa, ma forse la colpa è mia che non le ho dedicato l'attenzione e la continuità che un buon libro merita.

    said on 

  • 2

    Rapporti padre-figlio

    Un libro, due romanzi: nel primo l'Autore veste i panni di figlio, nel secondo quello di padre. Solo il primo racconto - concentrato sulla figura paterna assente, anafettiva, solitaria - convince; men ...continue

    Un libro, due romanzi: nel primo l'Autore veste i panni di figlio, nel secondo quello di padre. Solo il primo racconto - concentrato sulla figura paterna assente, anafettiva, solitaria - convince; mentre la seconda parte è costruita a mo' di collage, di associazioni di idee, pensieri e vicende e finisce per annoiare e deludere.

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  • 3

    "Se vedi il mondo solo in termini di soldi, va a finire che non lo vedi affatto"

    Il libro si compone si due parti: la prima (bellissima) in cui l'inattesa morte del padre dell'autore, porta Auster ad indagare meglio i motivi del carattere sfuggente del genitore, pressoché estraneo ...continue

    Il libro si compone si due parti: la prima (bellissima) in cui l'inattesa morte del padre dell'autore, porta Auster ad indagare meglio i motivi del carattere sfuggente del genitore, pressoché estraneo alle vicende quotidiane e completamente anaffettivo.
    la seconda, molto più farraginosa, in cui i ruoli si capovolgono, ed Auster analizza il rapporto con il figlio.
    La frase (Auster, riferendosi al padre): "Ogni cosa veniva considerata solo in rapporto con la sua funzione e giudicata solo per il suo costo.Credo che questo gli abbia fatto apparire il mondo opaco e inerte. Uniforme, incolore, privo di profondità.Se vedi il mondo solo in termini di soldi, va a finire che non lo vedi affatto".

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  • 3

    La memoria: lo spazio in cui le cose accadono per la seconda volta.

    Sì, la memoria è un posto nel quale riviviamo il nostro passato, lo rinterpretiamo, filtriamo. Forse comprendiamo. Non è stato suffi ...continue

    La memoria: lo spazio in cui le cose accadono per la seconda volta.

    Sì, la memoria è un posto nel quale riviviamo il nostro passato, lo rinterpretiamo, filtriamo. Forse comprendiamo. Non è stato sufficiente per Auster andare nel suo passato e in quello del padre per vedere chi fossero fino in fondo o magari sì...magari ha letto la distanza, capito la solitudine...e poi è andato in altri passati per ricrearla.
    Un libro di riflessioni, a volte intime, personali, a volte più distanti, che non mi ha colpito fino in fondo, ma che mi ha stimolato delle belle riflessioni sul rapporto genitori-figli, che tante volte è difficile fare e affrontare.
    Tre e mezzo.

    said on 

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