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La isla bajo el mar

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Publisher: Vintage

4.0
(2467)

Language:Español | Number of Pages: 512 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian , Dutch , Portuguese , English , German

Isbn-10: 0307476057 | Isbn-13: 9780307476050 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
Para ser una esclava en el Saint-Domingue de finales del siglo XVIII, Zarité había tenido buena estrella: a los nueve años fue vendida a Toulouse Valmorain, un rico terrateniente, pero no conoció ni el agotamiento de las plantaciones de caña ni la asfixia y el sufrimiento de los trapiches, porque siempre fue una esclava doméstica. Su bondad natural, fortaleza de espíritu y honradez le permitieron compartir los secretos y la espiritualidad que ayudaban a sobrevivir a los suyos, los esclavos, y conocer las miserias de los amos, los blancos. Zarité se convirtió en el centro de un microcosmos que era un reflejo del mundo de la colonia: el amo Valmorain, su frágil esposa española y su sensible hijo Maurice, el sabio Parmentier, el militar Relais y la cortesana mulata Violette, Tante Rose, la curandera, Gambo, el apuesto esclavo rebelde… y otros personajes de una cruel conflagración que acabaría arrasando su tierra y lanzándolos lejos de ella. Al ser llevada por su amo a Nueva Orleans, Zarité inició una nueva etapa en la que alcanzaría su mayor aspiración: la libertad. Más allá del dolor y del amor, de la sumisión y la independencia, de sus deseos y los que le habían impuesto a lo largo de su vida, Zarité podía contemplarla con serenidad y concluir que había tenido buena estrella.
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  • 5

    incredibile

    Come sempre l'Allende riesce a dar vita a dei protagonisti incredibili. La protagonista è Zaritè una schiava che viene venduta sin da piccola ad un proprietario terriero il singor Valmoira, il ...continue

    Come sempre l'Allende riesce a dar vita a dei protagonisti incredibili. La protagonista è Zaritè una schiava che viene venduta sin da piccola ad un proprietario terriero il singor Valmoira, il quale ne farà la sua concubina. La storia di Zaritè è una storia di coraggio, di una vita condannata al sacrificio della schiavitù. durante tutto il racconto tema centrale rimarrà sempre la schiavitù e la Allende riesce a calarsi in questa dimensione storica perfettamente.

    Bellissimo e come sempre i romanzi dell'Allende sono una conferma della sua genialità!

    said on 

  • 5

    L'isola sotto il mare è stato il mio compagno di viaggio durante questa vacanze estive. Un romanzo denso di personaggi, di storia vera, di racconti che si intrecciano tra loro, un tema forte - ...continue

    L'isola sotto il mare è stato il mio compagno di viaggio durante questa vacanze estive. Un romanzo denso di personaggi, di storia vera, di racconti che si intrecciano tra loro, un tema forte - quello della schiavitù - per questo l'ideale è leggerlo quando la testa è svuotata dai pensieri frenetici del resto dell'anno. L'autrice ci porta in un viaggio indietro nel tempo, tra i Caraibi e la Louisiana della seconda metà del Settecento e il primo decennio dell'Ottocento, dominato da padroni europei violenti e da schiavi pervasi da un desiderio sempre più forte di libertà. L'odore della libertà trasuda da ogni capitolo, insieme a quello della fatica del lavoro nelle piantagioni di canna da zucchero, del sangue e del fumo delle rivolte, gli aromi delle feste, ma anche il tenero profumo dei neonati frutto di notti di passione o di violenza. Protagonista, eroina e per alcuni capitoli anche narratrice è Zarité Zedella, affettuosamente chiamata Teté, giovane schiava acquistata a soli 9 anni da un francese proprietario di una piantagione affinché svolga i lavori di casa. Perdersi nella musica attraverso la danza è la prima forma di evasione e di libertà che conosce, quando ancora non sapeva camminare. La scrittura di Allende è scorrevole al punto da tenermi incollata alle pagine e da isolarmi da ciò che mi circondava, ma grazie ai brevi capitoli potevo lasciarlo sul bagnasciuga per concedermi un tuffo rinfrescante e riprenderlo senza difficoltà.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Se non fosse per il finale

    Avrei sicuramente dato il massimo di voti a questo libro se (appunto)il finale non fosse stato così deludente. un libro scritto bene, una storia travolgente,la solita talentuosa scrittrice ho ...continue

    Avrei sicuramente dato il massimo di voti a questo libro se (appunto)il finale non fosse stato così deludente. un libro scritto bene, una storia travolgente,la solita talentuosa scrittrice ho ritrovato qui e in altri romanzi ... ma più mi avvicinavo al finale e più vedevo l'evolversi di una storia che (a mio parere) era stata tirata per le lunghe, e scusatemi se l'idea di far accoppiare fratello o sorella "in nome dell'amore" mi ha disgustata fino a farmi finire il libro con indignazione. La fine del romanzo era arrivata molte pagine prima di quella effettiva, e sarebbe stata molto più apprezzata.

    said on 

  • 4

    Isabel difficilmente delude. Questa volta affronta il problema degli schiavi delle piantagioni americane, della loro ribellione e dell'incredibile voglia di libertà che sembra essere possibile solo ...continue

    Isabel difficilmente delude. Questa volta affronta il problema degli schiavi delle piantagioni americane, della loro ribellione e dell'incredibile voglia di libertà che sembra essere possibile solo con la musica dei tamburi, nell'estasi del ballo. La storia di Zaritè attraversa varie fasi della storia americana, come molte delle donne raccontate dalla Allende, non si arrende mai e continua a lottare nonostante le dure prove cui la sottopone la vita, riesce sempre a perdonare, a vedere il lato positivo dell'esistenza e la cosa meravigliosa di lei è che continua a ringraziare per quello che ha anche quando ha perso quasi tutto. C'è sempre da imparare dai protagonisti creati da questa scrittrice.

    said on 

  • 5

    Storia, sentimenti e sensualità...

    E’ arrivato il brivido dell’ultima frase. Ne avevo già parlato in passato. E’ una questione assolutamente fisica, direi quasi sessuale. E’ un brivido che parte dalla testa e si “scarica” ...continue

    E’ arrivato il brivido dell’ultima frase. Ne avevo già parlato in passato. E’ una questione assolutamente fisica, direi quasi sessuale. E’ un brivido che parte dalla testa e si “scarica” sul pavimento (in questo caso nella sabbia) quando sto per chiudere un libro che ho particolarmente amato. E’ stato così per “L’isola sotto il mare” della splendida Isabel Allende. Lo raccontano due voci, quella narrante e quella di Tetè, la protagonista. Zaritè Sadella, detta Tetè, nasce schiava. Siamo negli anni della rivoluzione francese, nella colonia di Saint-Domingue. Viene comprata a nove anni dal suo padrone Toulouse Valmorain per servire la sua novella sposa. Lo stesso Toulouse la violenta per la prima volta dopo appena due anni. Ma tetè non molla, perché la sua “z’etoile”, la sua stella, come lei stessa dice, brilla anche quando il cielo è nuvoloso. Lei continuerà a ballare perché “lo schiavo che balla è libero finchè balla e la musica è un vento che si trascina via gli anni, i ricordi e la paura...” Le due voci narranti si intrecciano tra loro portandoti indietro di oltre due secoli, parlando della schiavitù e del mondo dei coloni senza andare mai oltre, in modo diretto, ma anche onirico. I sentimenti vengono descritti dalla voce di Tetè con brevi capitoli che finiscono sempre con la frase “così ricordo”. La storia, in maniera schietta e sincera, viene descritta dalla voce narrante, soffermandosi spesso, senza paura e con il massimo rispetto possibile, sulle tragedie umane che hanno portato Haiti ad essere la prima repubblica nera indipendente. Ci sarebbe molto da raccontare su Tetè e la sua “famiglia”, ma non svelerò altro. Chiudo dicendo solo che un Romanzo per me è tutto ciò che ho trovato in questo libro; storia, passione, sentimenti, riflessioni, e perché no... un pizzico di sensualità. Consigliatissimo! Voto: 9

    said on 

  • 3

    Non ce la faccio a finirlo...

    Non è brutto assolutamente,anzi... ma mi è venuto il "blocco del lettore" e nn riesco a farmi venire voglia di riprenderlo. sicuramente lo finirò, ma non ora.

    said on 

  • 5

    Lascia traccia

    Letto diversi anni fa, è uno dei pochi libri che ricordo con piacere. L'argomento degli schiavi è trattato con grande realismo, ma mai sopra le righe. La storia è avvincente, e molto interessante ...continue

    Letto diversi anni fa, è uno dei pochi libri che ricordo con piacere. L'argomento degli schiavi è trattato con grande realismo, ma mai sopra le righe. La storia è avvincente, e molto interessante l'ambientazione. Mi piacerebbe poterlo rileggere se mai ne avessi il tempo. Assolutamente consigliato!

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  • 4

    Mi inchino

    Torno a leggere Isabelle Allende dopo tanti,troppi anni. Forse la maturità mi ha donato qualche stelletta in più per accostarmi al realismo di quest'autrice e restare contaminata dalla sua magia. ...continue

    Torno a leggere Isabelle Allende dopo tanti,troppi anni. Forse la maturità mi ha donato qualche stelletta in più per accostarmi al realismo di quest'autrice e restare contaminata dalla sua magia. Questo romanzo ha tutti gli ingredienti per ottenere un imperituro successo. Primo fra tutti l'abilità nella ricostruzione degli eventi storici che hanno riguardato l'indipendenza dell'isola di Haiti conquistata dalla gente di colore sull'onda delle idee rivoluzionarie, nonostante che la parabola storica già inclini verso le commistioni autoritarie e imperialistiche dell'epoca napoleonica. Come sempre succede nei grandi romanzi, il fascino di questa ricostruzione rimarrebbe freddo e forse un po' accademico se non si avvalesse di personaggi robusti. Così la protagonista femminile, la forte, enigmatica e tenera insieme, Zarité Sedella, detta Tété. La conosciamo ancora bambina, già serva nella casa di Violette e la seguiamo poi, per un lungo tratto, nella dimora del suo padrone Toulouse Valmorain, fino alla fuga non voluta verso la libertà in Louisiana. Ne apprendiamo le peripezie, la sua tragica prima matermità, il rapporto con i lai atavici della sua religione animista, l'iniziazione alla guarigione con le erbe, finalmente il sesso consapevole e desiato tra le braccia del suo amato giovane guerriero. Come al solito la narrazione si fa corale e acquisice un respiro che forse non è ancora quello del capolavoro, ma certo vi si avvicina

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  • 3

    Non certo dei migliori

    Sono forse in controtendenza, pur essendo una grande estimatrice della Allende..ma questa scrittura piatta, quasi asettica talvolta, proprio non mi piace.La trama è intuibile sin dalle prime pagine, ...continue

    Sono forse in controtendenza, pur essendo una grande estimatrice della Allende..ma questa scrittura piatta, quasi asettica talvolta, proprio non mi piace.La trama è intuibile sin dalle prime pagine, anche perchè ricalca le gradi tematiche già affrontate, notevole la ricostruzione storica, ma manca l'anima.

    said on 

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