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La isla bajo el mar

By Isabel Allende

(123)

| Hardcover | 9788467236101

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Book Description

«El mundo se estremece. El ritmo nace en la isla bajo el mar, sacude la tierra, me atraviesa como un relámpago y se va al cielo llevándose mis pesares para que Papa Bondye los mastique, se los trague y me deje limpia y contenta. Los tambores vencen a Continue

«El mundo se estremece. El ritmo nace en la isla bajo el mar, sacude la tierra, me atraviesa como un relámpago y se va al cielo llevándose mis pesares para que Papa Bondye los mastique, se los trague y me deje limpia y contenta. Los tambores vencen al miedo. Los tambores son la herencia de mi madre, la fuerza de Guinea que está en mi sangre.»
Teté tiene apenas nueve años cuando llega a la plantación de monsieur Valmorain. Aunque sufre los caprichos del deseo de su amo, ha crecido sin conocer el látigo de los capataces o el hambre que ha matado a tantos de los suyos. Pero ella quiere algo más que sobrevivir: anhela el derecho de amar a su hombre, el derecho a ser libre como lo fue en algún momento su abuela en su África natal. Deseos que se estrellan ante la cruel realidad de que una esclava no tiene derecho a nada, ni siquiera a mantener a su lado al hijo que ha concebido de su amo. Quizá su oportunidad llegue pronto, con la promesa de violencia y revancha que parecen anunciar los tambores en las montañas... y que auguran que las vidas de todos, amos y esclavos, ya nunca serán las mismas.

437 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Se non fosse per il finale

    Avrei sicuramente dato il massimo di voti a questo libro se (appunto)il finale non fosse stato così deludente.
    un libro scritto bene, una storia travolgente,la solita talentuosa scrittrice ho ritrovato qui e in altri romanzi ... ma più mi avvicinavo ...(continue)

    Avrei sicuramente dato il massimo di voti a questo libro se (appunto)il finale non fosse stato così deludente.
    un libro scritto bene, una storia travolgente,la solita talentuosa scrittrice ho ritrovato qui e in altri romanzi ... ma più mi avvicinavo al finale e più vedevo l'evolversi di una storia che (a mio parere) era stata tirata per le lunghe, e scusatemi se l'idea di far accoppiare fratello o sorella "in nome dell'amore" mi ha disgustata fino a farmi finire il libro con indignazione.
    La fine del romanzo era arrivata molte pagine prima di quella effettiva, e sarebbe stata molto più apprezzata.

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    Federica Petrucci said on Jul 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Isabel difficilmente delude. Questa volta affronta il problema degli schiavi delle piantagioni americane, della loro ribellione e dell'incredibile voglia di libertà che sembra essere possibile solo con la musica dei tamburi, nell'estasi del ballo.
    La ...(continue)

    Isabel difficilmente delude. Questa volta affronta il problema degli schiavi delle piantagioni americane, della loro ribellione e dell'incredibile voglia di libertà che sembra essere possibile solo con la musica dei tamburi, nell'estasi del ballo.
    La storia di Zaritè attraversa varie fasi della storia americana, come molte delle donne raccontate dalla Allende, non si arrende mai e continua a lottare nonostante le dure prove cui la sottopone la vita, riesce sempre a perdonare, a vedere il lato positivo dell'esistenza e la cosa meravigliosa di lei è che continua a ringraziare per quello che ha anche quando ha perso quasi tutto. C'è sempre da imparare dai protagonisti creati da questa scrittrice.

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    Coccinella Blu said on Jul 23, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Storia, sentimenti e sensualità...

    E’ arrivato il brivido dell’ultima frase. Ne avevo già parlato in passato. E’ una questione assolutamente fisica, direi quasi sessuale. E’ un brivido che parte dalla testa e si “scarica” sul pavimento (in questo caso nella sabbia) quando sto per chiu ...(continue)

    E’ arrivato il brivido dell’ultima frase. Ne avevo già parlato in passato. E’ una questione assolutamente fisica, direi quasi sessuale. E’ un brivido che parte dalla testa e si “scarica” sul pavimento (in questo caso nella sabbia) quando sto per chiudere un libro che ho particolarmente amato. E’ stato così per “L’isola sotto il mare” della splendida Isabel Allende. Lo raccontano due voci, quella narrante e quella di Tetè, la protagonista.
    Zaritè Sadella, detta Tetè, nasce schiava. Siamo negli anni della rivoluzione francese, nella colonia di Saint-Domingue. Viene comprata a nove anni dal suo padrone Toulouse Valmorain per servire la sua novella sposa. Lo stesso Toulouse la violenta per la prima volta dopo appena due anni. Ma tetè non molla, perché la sua “z’etoile”, la sua stella, come lei stessa dice, brilla anche quando il cielo è nuvoloso. Lei continuerà a ballare perché “lo schiavo che balla è libero finchè balla e la musica è un vento che si trascina via gli anni, i ricordi e la paura...”
    Le due voci narranti si intrecciano tra loro portandoti indietro di oltre due secoli, parlando della schiavitù e del mondo dei coloni senza andare mai oltre, in modo diretto, ma anche onirico. I sentimenti vengono descritti dalla voce di Tetè con brevi capitoli che finiscono sempre con la frase “così ricordo”. La storia, in maniera schietta e sincera, viene descritta dalla voce narrante, soffermandosi spesso, senza paura e con il massimo rispetto possibile, sulle tragedie umane che hanno portato Haiti ad essere la prima repubblica nera indipendente. Ci sarebbe molto da raccontare su Tetè e la sua “famiglia”, ma non svelerò altro. Chiudo dicendo solo che un Romanzo per me è tutto ciò che ho trovato in questo libro; storia, passione, sentimenti, riflessioni, e perché no... un pizzico di sensualità. Consigliatissimo! Voto: 9

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    Gianpaolo said on Jul 3, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Non ce la faccio a finirlo...

    Non è brutto assolutamente,anzi... ma mi è venuto il "blocco del lettore" e nn riesco a farmi venire voglia di riprenderlo. sicuramente lo finirò, ma non ora.

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    StellaCara said on Mar 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lascia traccia

    Letto diversi anni fa, è uno dei pochi libri che ricordo con piacere. L'argomento degli schiavi è trattato con grande realismo, ma mai sopra le righe. La storia è avvincente, e molto interessante l'ambientazione. Mi piacerebbe poterlo rileggere se ma ...(continue)

    Letto diversi anni fa, è uno dei pochi libri che ricordo con piacere. L'argomento degli schiavi è trattato con grande realismo, ma mai sopra le righe. La storia è avvincente, e molto interessante l'ambientazione. Mi piacerebbe poterlo rileggere se mai ne avessi il tempo. Assolutamente consigliato!

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    CR 55 said on Feb 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi inchino

    Torno a leggere Isabelle Allende dopo tanti,troppi anni. Forse la maturità mi ha donato qualche stelletta in più per accostarmi al realismo di quest'autrice e restare contaminata dalla sua magia. Questo romanzo ha tutti gli ingredienti per ottenere ...(continue)

    Torno a leggere Isabelle Allende dopo tanti,troppi anni. Forse la maturità mi ha donato qualche stelletta in più per accostarmi al realismo di quest'autrice e restare contaminata dalla sua magia. Questo romanzo ha tutti gli ingredienti per ottenere un imperituro successo. Primo fra tutti l'abilità nella ricostruzione degli eventi storici che hanno riguardato l'indipendenza dell'isola di Haiti conquistata dalla gente di colore sull'onda delle idee rivoluzionarie, nonostante che la parabola storica già inclini verso le commistioni autoritarie e imperialistiche dell'epoca napoleonica. Come sempre succede nei grandi romanzi, il fascino di questa ricostruzione rimarrebbe freddo e forse un po' accademico se non si avvalesse di personaggi robusti. Così la protagonista femminile, la forte, enigmatica e tenera insieme, Zarité Sedella, detta Tété. La conosciamo ancora bambina, già serva nella casa di Violette e la seguiamo poi, per un lungo tratto, nella dimora del suo padrone Toulouse Valmorain, fino alla fuga non voluta verso la libertà in Louisiana. Ne apprendiamo le peripezie, la sua tragica prima matermità, il rapporto con i lai atavici della sua religione animista, l'iniziazione alla guarigione con le erbe, finalmente il sesso consapevole e desiato tra le braccia del suo amato giovane guerriero. Come al solito la narrazione si fa corale e acquisice un respiro che forse non è ancora quello del capolavoro, ma certo vi si avvicina

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    Chiaratosta said on Feb 23, 2014 | 1 feedback

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