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La isla bajo el mar

By Isabel Allende

(123)

| Hardcover | 9788467236101

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Book Description

«El mundo se estremece. El ritmo nace en la isla bajo el mar, sacude la tierra, me atraviesa como un relámpago y se va al cielo llevándose mis pesares para que Papa Bondye los mastique, se los trague y me deje limpia y contenta. Los tambores vencen a Continue

«El mundo se estremece. El ritmo nace en la isla bajo el mar, sacude la tierra, me atraviesa como un relámpago y se va al cielo llevándose mis pesares para que Papa Bondye los mastique, se los trague y me deje limpia y contenta. Los tambores vencen al miedo. Los tambores son la herencia de mi madre, la fuerza de Guinea que está en mi sangre.»
Teté tiene apenas nueve años cuando llega a la plantación de monsieur Valmorain. Aunque sufre los caprichos del deseo de su amo, ha crecido sin conocer el látigo de los capataces o el hambre que ha matado a tantos de los suyos. Pero ella quiere algo más que sobrevivir: anhela el derecho de amar a su hombre, el derecho a ser libre como lo fue en algún momento su abuela en su África natal. Deseos que se estrellan ante la cruel realidad de que una esclava no tiene derecho a nada, ni siquiera a mantener a su lado al hijo que ha concebido de su amo. Quizá su oportunidad llegue pronto, con la promesa de violencia y revancha que parecen anunciar los tambores en las montañas... y que auguran que las vidas de todos, amos y esclavos, ya nunca serán las mismas.

438 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    L'isola sotto il mare è stato il mio compagno di viaggio durante questa vacanze estive. Un romanzo denso di personaggi, di storia vera, di racconti che si intrecciano tra loro, un tema forte - quello della schiavitù - per questo l'ideale è leggerlo q ...(continue)

    L'isola sotto il mare è stato il mio compagno di viaggio durante questa vacanze estive. Un romanzo denso di personaggi, di storia vera, di racconti che si intrecciano tra loro, un tema forte - quello della schiavitù - per questo l'ideale è leggerlo quando la testa è svuotata dai pensieri frenetici del resto dell'anno.
    L'autrice ci porta in un viaggio indietro nel tempo, tra i Caraibi e la Louisiana della seconda metà del Settecento e il primo decennio dell'Ottocento, dominato da padroni europei violenti e da schiavi pervasi da un desiderio sempre più forte di libertà.
    L'odore della libertà trasuda da ogni capitolo, insieme a quello della fatica del lavoro nelle piantagioni di canna da zucchero, del sangue e del fumo delle rivolte, gli aromi delle feste, ma anche il tenero profumo dei neonati frutto di notti di passione o di violenza. Protagonista, eroina e per alcuni capitoli anche narratrice è Zarité Zedella, affettuosamente chiamata Teté, giovane schiava acquistata a soli 9 anni da un francese proprietario di una piantagione affinché svolga i lavori di casa. Perdersi nella musica attraverso la danza è la prima forma di evasione e di libertà che conosce, quando ancora non sapeva camminare. La scrittura di Allende è scorrevole al punto da tenermi incollata alle pagine e da isolarmi da ciò che mi circondava, ma grazie ai brevi capitoli potevo lasciarlo sul bagnasciuga per concedermi un tuffo rinfrescante e riprenderlo senza difficoltà.

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    Lara Ga said on Aug 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Se non fosse per il finale

    Avrei sicuramente dato il massimo di voti a questo libro se (appunto)il finale non fosse stato così deludente.
    un libro scritto bene, una storia travolgente,la solita talentuosa scrittrice ho ritrovato qui e in altri romanzi ... ma più mi avvicinavo ...(continue)

    Avrei sicuramente dato il massimo di voti a questo libro se (appunto)il finale non fosse stato così deludente.
    un libro scritto bene, una storia travolgente,la solita talentuosa scrittrice ho ritrovato qui e in altri romanzi ... ma più mi avvicinavo al finale e più vedevo l'evolversi di una storia che (a mio parere) era stata tirata per le lunghe, e scusatemi se l'idea di far accoppiare fratello o sorella "in nome dell'amore" mi ha disgustata fino a farmi finire il libro con indignazione.
    La fine del romanzo era arrivata molte pagine prima di quella effettiva, e sarebbe stata molto più apprezzata.

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    Federica Petrucci said on Jul 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Isabel difficilmente delude. Questa volta affronta il problema degli schiavi delle piantagioni americane, della loro ribellione e dell'incredibile voglia di libertà che sembra essere possibile solo con la musica dei tamburi, nell'estasi del ballo.
    La ...(continue)

    Isabel difficilmente delude. Questa volta affronta il problema degli schiavi delle piantagioni americane, della loro ribellione e dell'incredibile voglia di libertà che sembra essere possibile solo con la musica dei tamburi, nell'estasi del ballo.
    La storia di Zaritè attraversa varie fasi della storia americana, come molte delle donne raccontate dalla Allende, non si arrende mai e continua a lottare nonostante le dure prove cui la sottopone la vita, riesce sempre a perdonare, a vedere il lato positivo dell'esistenza e la cosa meravigliosa di lei è che continua a ringraziare per quello che ha anche quando ha perso quasi tutto. C'è sempre da imparare dai protagonisti creati da questa scrittrice.

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    Coccinella Blu said on Jul 23, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Storia, sentimenti e sensualità...

    E’ arrivato il brivido dell’ultima frase. Ne avevo già parlato in passato. E’ una questione assolutamente fisica, direi quasi sessuale. E’ un brivido che parte dalla testa e si “scarica” sul pavimento (in questo caso nella sabbia) quando sto per chiu ...(continue)

    E’ arrivato il brivido dell’ultima frase. Ne avevo già parlato in passato. E’ una questione assolutamente fisica, direi quasi sessuale. E’ un brivido che parte dalla testa e si “scarica” sul pavimento (in questo caso nella sabbia) quando sto per chiudere un libro che ho particolarmente amato. E’ stato così per “L’isola sotto il mare” della splendida Isabel Allende. Lo raccontano due voci, quella narrante e quella di Tetè, la protagonista.
    Zaritè Sadella, detta Tetè, nasce schiava. Siamo negli anni della rivoluzione francese, nella colonia di Saint-Domingue. Viene comprata a nove anni dal suo padrone Toulouse Valmorain per servire la sua novella sposa. Lo stesso Toulouse la violenta per la prima volta dopo appena due anni. Ma tetè non molla, perché la sua “z’etoile”, la sua stella, come lei stessa dice, brilla anche quando il cielo è nuvoloso. Lei continuerà a ballare perché “lo schiavo che balla è libero finchè balla e la musica è un vento che si trascina via gli anni, i ricordi e la paura...”
    Le due voci narranti si intrecciano tra loro portandoti indietro di oltre due secoli, parlando della schiavitù e del mondo dei coloni senza andare mai oltre, in modo diretto, ma anche onirico. I sentimenti vengono descritti dalla voce di Tetè con brevi capitoli che finiscono sempre con la frase “così ricordo”. La storia, in maniera schietta e sincera, viene descritta dalla voce narrante, soffermandosi spesso, senza paura e con il massimo rispetto possibile, sulle tragedie umane che hanno portato Haiti ad essere la prima repubblica nera indipendente. Ci sarebbe molto da raccontare su Tetè e la sua “famiglia”, ma non svelerò altro. Chiudo dicendo solo che un Romanzo per me è tutto ciò che ho trovato in questo libro; storia, passione, sentimenti, riflessioni, e perché no... un pizzico di sensualità. Consigliatissimo! Voto: 9

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    Gianpaolo said on Jul 3, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Non ce la faccio a finirlo...

    Non è brutto assolutamente,anzi... ma mi è venuto il "blocco del lettore" e nn riesco a farmi venire voglia di riprenderlo. sicuramente lo finirò, ma non ora.

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    StellaCara said on Mar 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

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    Letto diversi anni fa, è uno dei pochi libri che ricordo con piacere. L'argomento degli schiavi è trattato con grande realismo, ma mai sopra le righe. La storia è avvincente, e molto interessante l'ambientazione. Mi piacerebbe poterlo rileggere se ma ...(continue)

    Letto diversi anni fa, è uno dei pochi libri che ricordo con piacere. L'argomento degli schiavi è trattato con grande realismo, ma mai sopra le righe. La storia è avvincente, e molto interessante l'ambientazione. Mi piacerebbe poterlo rileggere se mai ne avessi il tempo. Assolutamente consigliato!

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    CR 55 said on Feb 24, 2014 | Add your feedback

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