La isla del tesoro

By

Publisher: Ediciones Altaya, S. A.

4.0
(7078)

Language: Español | Number of Pages: 236 | Format: Board Book | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Chi simplified , German , Catalan , Italian , French , Czech , Portuguese , Dutch , Swedish , Basque , Greek , Japanese , Korean , Hungarian , Polish , Romanian

Isbn-10: 844870004X | Isbn-13: 9788448700041 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Mass Market Paperback , Others , Softcover and Stapled , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure , Travel

Do you like La isla del tesoro ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 4

    Dopo una vita che sentivo parlare della famosa "Isola del tesoro" finalmente mi sono decisa a leggerlo, forse fuori tempo massimo perché essendo oramai "matura" ho sentito che questo era un romanzo de ...continue

    Dopo una vita che sentivo parlare della famosa "Isola del tesoro" finalmente mi sono decisa a leggerlo, forse fuori tempo massimo perché essendo oramai "matura" ho sentito che questo era un romanzo dedicato ai ragazzi , da ragazzina mi avrebbe veramente fatta sognare , ora me lo son piacevolmente goduto :-) Dopo la lettura mi son resa conto che non sapevo assolutamente nulla della storia ne del famoso / famigerato Long John Silver ! E invece ne avevo sentito talmente parlare che ho tardato tanto nella lettura proprio perché mi pareva di saperne assai ! In oltre mi sono resa conto che non ho nemmeno mai visto un film del libro !!!! Insomma un libro talmente famoso e non sapevo nulla di nulla !
    Amo Stevenson immensamente , questa era l'ultima sua opera che non avevo letto, è un autore che ha scritto tante opere per adulti davvero eccezionali , lo consiglio a tutti , ora non mi resta che rileggerlo da capo :-)
    Oggetto libro:
    Ho scelto di leggere la versione della BUR perché tradotta da Michele Mari un autore che mi incuriosisce di cui ho suoi romanzi ancora non letti ... ho iniziato da una sua traduzione che mi è piaciuta, ma bramo anche la versione Adelphi che oltre che essere un' ottima traduzione a cui si è rifatto anche Mari ha delle illustrazioni davvero belle ! Io sono di quelli che amano che anche gli occhi abbiano la loro parte e amo immensamente le opere letterarie con illustrazioni incorporate ( anche per gli adulti ! ) .
    Ritornando all'oggetto libro BUR è incollato , molto alla buona, si legge bene , ma come oggetto libro non è un gran che ...

    said on 

  • 3

    http://nuemiel-mundos.blogspot.com.es/2016/02/la-isla-del-tesoro.html

    Aunque conocía esta historia gracias a las adaptaciones, la lectura no se me hizo pesada en ningún momento. Solo con leer el primer capítulo empecé a degustar el sabor de una buena historia y me vi tr ...continue

    Aunque conocía esta historia gracias a las adaptaciones, la lectura no se me hizo pesada en ningún momento. Solo con leer el primer capítulo empecé a degustar el sabor de una buena historia y me vi transportada a la posada Almirante Benbow, punto de partida de las aventuras de nuestro narrador Jim Hawkins.

    Jim es un chico atolondrado y deseoso de vivir aventuras que, en más de una ocasión, pone en peligro tanto su vida como las de sus compañeros. Por suerte, cuenta con la habilidad especial de todo protagonista: por muy insensatas que sean sus ideas, siempre acabarán saliendo bien.

    Mientras que en las películas se centran mucho en la travesía a a bordo del Hispaniola, lo cierto es que en el libro en seguida llegan a la famosa isla del tesoro, sin contratiempos y sin echar de menos al único desaparecido durante el viaje. Me sorprendió que el famoso señor Arrow, un personaje que siempre muestran como alguien recto y cumplidor de las normas, en realidad es un borrachuzo que desaparece de escena sin aportar nada a la historia. Después de desembarcar y liarse parda entre motines y polvorines, ambos bandos se quedan en tablas y comienzan las negociaciones. Aquí es cuando la historia pierde fuelle, por suerte tenemos a Jim y sus "brillantes ideas" para animar la lectura hasta el final. Lo único que no me gustó fue que no expliquen qué ocurre con Jim y su parte del tesoro. Da la sensación de que el autor tenía prisa por terminar y se le olvidó escribir un par de páginas para dejar un final bien cerrado.

    A lo largo de todo el libro hay muchísimas palabras que desconocía porque están relacionadas con todo el tema de los barcos y, salvo ciertas personas, imagino que la mayoría de lectores tampoco sabrán su significado. Y me gustó que todo estuviera explicado a pie de pagina, así no me he perdido en ningún momento y he podido imaginarme cada descripción al detalle.

    A pesar de ser una obra con muchas décadas a sus espaldas, destila originalidad y calidad en cada una de sus páginas. Es una de esas historias que se disfrutan sin importar los años que hayan pasado o la edad del lector. Es una novela fantástica que debe leerse, al menos, una vez en la vida.

    Saludos ;)

    said on 

  • 4

    Un romanzo adulto, averlo potuto leggere da piccola!

    Mi sarebbe piaciuto molto averlo potuto leggere da bambina.
    Anche se prendeste in mano questa avventura marinaia da grandicelli, come me, non ne potreste rimanerne delusi.
    Stevenson tiene il lettore v ...continue

    Mi sarebbe piaciuto molto averlo potuto leggere da bambina.
    Anche se prendeste in mano questa avventura marinaia da grandicelli, come me, non ne potreste rimanerne delusi.
    Stevenson tiene il lettore vigile con colpi di scena e capovolgimenti improvvisi delle vicende.
    Viene spesso annoverato come uno scrittore di libri di formazione, per adolescenti-bambini, mentre per i temi che tratta e per i personaggi che riesce così bene a caratterizzare si intuisce quanto questo sia un romanzo adulto.

    said on 

  • 5

    Se i libri d'avventura fossero una religione Stevenson sarebbe uno dei suoi più grandi profeti e l'uomo devoto, al principio di ogni estate, leggerebbe «L'isola del tesoro» in cerca di conforto e ispi ...continue

    Se i libri d'avventura fossero una religione Stevenson sarebbe uno dei suoi più grandi profeti e l'uomo devoto, al principio di ogni estate, leggerebbe «L'isola del tesoro» in cerca di conforto e ispirazione.
    Forse un giorno sarà così, io intanto mi porto avanti sulla via della santità.

    said on 

  • 4

    Pezzi da otto! Pezzi da otto!

    Eccomi qui a commentare uno tra i romanzi che hanno e stanno ancora influenzando il mondo della letteratura e non solo, anche la cinematografia ecc... Quindi in un modo o nell'altro tutti appena senti ...continue

    Eccomi qui a commentare uno tra i romanzi che hanno e stanno ancora influenzando il mondo della letteratura e non solo, anche la cinematografia ecc... Quindi in un modo o nell'altro tutti appena sentiamo: "L'isola del tesoro", sappiamo, almeno per sommi capi, di che cosa si tratta. Erano anni e anni che mi ripromettevo sempre di leggerlo, ma per un motivo o un altro avevo sempre rinviato, adesso il momento è arrivato e l'ho letto e devo dire che, anche conoscendo abbastanza bene la storia, mi ha coinvolto abbastanza. Soprattutto per merito dell'edizione, questa de "I classici del battello a vapore", arricchita con ottime e bellissime illustrazioni e con didascalie interessanti, che mi hanno accompagnato per l'intera lettura, chiarendomi il mondo piratesco e marinaresco del XVII e XVIII secolo.
    Infine, come conclusione del libro, io concordo con una frase dello stesso Stevenson:
    "Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. La gran cosa è muoversi, sentire più acutamente il prurito della nostra vita, scendere da questo letto di piume della civiltà e sentirsi sotto i piedi il granito del globo appuntito di selci taglienti."

    said on 

  • 5

    Pezzi da otto!... Pezzi da otto!...

    Tempo fa tornai ad accostarmi ad uno degli eroi della mia infanzia, il Kim di Kipling; ora ho riscoperto un’altra delle pietre miliari fra le mie storie fanciullesche preferite, L’Isola del Tesoro, do ...continue

    Tempo fa tornai ad accostarmi ad uno degli eroi della mia infanzia, il Kim di Kipling; ora ho riscoperto un’altra delle pietre miliari fra le mie storie fanciullesche preferite, L’Isola del Tesoro, dopo che, mesi or sono, ne trovai una copia di seconda mano dell’edizione della “Biblioteca Adelphi” ormai esauritissima, con traduzione e postfazione di Lodovico Terzi, glossarietto marinaresco e deliziose illustrazioni d’epoca. Premetto subito che non sono d’accordo con la scelta di Terzi, sulle orme di Piero Jahier, di dare, nella versione italiana, l’abusivo titolo di conte a Trelawney, anche se in effetti il numero piccolissimo dei nobili titolati e quello enorme di gentiluomini non titolati in Inghilterra rendono vicino socialmente uno squire di campagna come Trelawney a un conte italiano: ma queste sono soltanto mie paturnie araldiche; e il traduttore merita anche un premio per avere riesumato, a rendere il cutlass dei pirati anglofoni, la squarcina delle antiche fanterie nostrane. Per il resto, la lettura è stata godibilissima: qui sì che si respirano il mare, l’avventura, la schiettezza d’una piccola società tutta virile! A dar impressione di rude vastità è già sufficiente il lessico navale, sebbene Stevenson ne faccia un uso parco e sobrio a confronto, per esempio, d’un suo virtuoso come Conrad; e in effetti, dopo averli letti una volta da bambino, certi ordini ti rimangono dentro a mo’ d’icone linguistiche dell’avventura: “Barra a dritta!... Adesso, marinaio, orza alla banda!...”: e a ripeterli risenti ancora un po’ di salmastro e di sole a picco e di fasciame che cigola e di vele che schioccano e di vegetazione tropicale verdissima e minacciosa come li sognavi a dieci anni. Letto però da adulti il romanzo cela sorprese linguistiche ancora diverse. L’autore ha caratterizzato a meraviglia i personaggi attraverso il dialogo: quasi grado zero dell’espressione è il gorgoglio franto e brutale dei bucanieri, con cui fa contrasto l’idioma dei gentiluomini: atticismo fresco e signorile, ma screziato d’eccentricità gentilesche in Trelawney, nitore illuministico soffuso di eleganza settecentesca nel dottor Livesey, sobrietà militaresca illuminata da una profonda dirittura morale nel capitano Smollett; a il piccolo Jim in questo Bildungsroman aereo e spazioso sembra quasi beneficiarne man mano che procede la storia. E poi c’è l’unicum linguistico che oppone all’asciuttezza formale tutta britannica dei signori e alla penuria volgare dei pirati una scioltezza fluviale, ondivaga e cangiante a guisa di specchio dell’indefinibile, sfuggente ed enigmatico locutore: la parlata di Long John Silver, fioritura incantevole di astuzie, divagazioni, mimetismi che ben si adatta ad un personaggio tanto polimorfo e ingannevole da essere stato accostato da qualcuno nientemeno che al diavolo in persona (“la faccia era faccia d’uomo giusto,/ tanto benigna avea di fuor la pelle…”): l’esperto parlatore ha sempre suscitato, fin dai tempi d’Ulisse, un misto di ammirazione e diffidenza. E poi c’è l’amore di Stevenson per il Settecento, che sa far rivivere intatto anche solo grazie a particolari minimi: una giubba lacera piratesca, le parrucche incipriate, le sciabole, il vestito buono di Silver, di bel panno cilestro adorno di bottoni lucidi. Alla fine, si sa, il tesoro viene trovato. Ma in fondo ciò è lasciato come una specie di nota in calce, di escatocollo burocratico: il bello della storia non è il ritrovamento del tesoro, ma il mondo aperto e libero dell’avventura, e il fatto che Jim, partito bambino, fra i pericoli sul mare e sull’isola sia diventato un uomo.

    said on 

  • 3

    Troppi termini marittimi

    Il libro ha una bella storia ed è abbastanza scorrevole ma nei punti in cui l'autore usa un linguaggio prettamente marittimo, per chi come me a mala pena distingue prua e poppa, non è affatto facile c ...continue

    Il libro ha una bella storia ed è abbastanza scorrevole ma nei punti in cui l'autore usa un linguaggio prettamente marittimo, per chi come me a mala pena distingue prua e poppa, non è affatto facile capire cosa sta succedendo e ancora più difficile andare avanti per intere pagine senza capire quasi nulla.

    said on 

Sorting by
Sorting by