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La jornada de un interventor electoral

By Italo Calvino

(8)

| Mass Market Paperback | 9788402079114

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Book Description

Italia, Turin, 1953. Elecciones generales. Amerigo Ormea, comunista, ha sido designado por su partido como interventor electoral en un colegio situado en el Cottolengo de la ciudad. El partido de la mayoría moviliza en favor suyo a inválidos, idiotas Continue

Italia, Turin, 1953. Elecciones generales. Amerigo Ormea, comunista, ha sido designado por su partido como interventor electoral en un colegio situado en el Cottolengo de la ciudad. El partido de la mayoría moviliza en favor suyo a inválidos, idiotas y moribundos, convirtiendo la miseria de la naturaleza en instrumento de operación política.
Amerigo observa y reflexiona. ¿Es justo utilizar con fines electorales a unos seres disminuidos? La primera respuesta inmediata y política, es: "No". Sin embargo, enseguida se abre otro interrogante: ¿Hasta qué puntos se es hombre, a partir de qué puntos se deja de serlo?
Esta ávida novela de Italo Calvino supera los límites de la crónica para convertirse en una angustiosa y apasionante meditación sobre la condición humana.

105 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    ✰✰✰✰ molto buono

    In attesa di scrutinare, Amerigo scruta: sé stesso, le proprie idee sul partito, sulla fede, sull’amore, sui voti estorti agli incidenti collaterali che abitano il Cottolengo, i rapporti con i colleghi di seggio.
    Una domenica al seggio elettorale (e ...(continue)

    In attesa di scrutinare, Amerigo scruta: sé stesso, le proprie idee sul partito, sulla fede, sull’amore, sui voti estorti agli incidenti collaterali che abitano il Cottolengo, i rapporti con i colleghi di seggio.
    Una domenica al seggio elettorale (e che seggio) può anche cambiare la vita.

    maggio 1990 – 10.06.2014

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    Anina e "gambette di pollo" said on Jun 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La versione ebook che ho letto contiene due romanzi brevi: La giornata di uno scrutatore e La speculazione edilizia.

    Il primo narra di uno scrutatore al seggio del Cottolengo a Torino e delle sue considerazioni non solo politiche (la delusione per l ...(continue)

    La versione ebook che ho letto contiene due romanzi brevi: La giornata di uno scrutatore e La speculazione edilizia.

    Il primo narra di uno scrutatore al seggio del Cottolengo a Torino e delle sue considerazioni non solo politiche (la delusione per l'Italia del dopoguerra rispetto al paese ideale sognato durante la liberazione), ma anche sull'umanità in genere partendo dalle sofferenze dei disgraziati esseri rinchiusi in questo istituto.

    La speculazione edilizia è interessante in quanto profetica visto che il protagonista, Quinto, che pure non dovrebbe essere privo di valori morali, non esita a mettersi in affari con un costruttore senza scrupoli per cementificare un piccolo pezzo di terra in Liguria. Oggi cinquant'anni dopo e dopo i disastri avvenuti in quella regione dal territorio delicato a causa della cementificazione selvaggia, conosciamo le conseguenze di queste operazioni.

    Non è il Calvino migliore ma è sempre una lettura interessante.
    Nelle note alcuni passi a parer mio significativi.

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    Artemisia said on Mar 7, 2014 | Add your feedback

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    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/02/20/la-giorna… “A tutto ci si abitua, più in fretta di quanto non si creda. Anche a veder votare i ricoverati del “Cottolengo”. Dopo un po’, già sembrava la vista più usuale e ...(continue)

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/02/20/la-giorna…

    “A tutto ci si abitua, più in fretta di quanto non si creda. Anche a veder votare i ricoverati del “Cottolengo”. Dopo un po’, già sembrava la vista più usuale e monotona, per quelli di qua del tavolo: ma di là, nei votanti, continuava a serpeggiare il fermento dell’eccezione, della rottura della norma. Le elezioni in sé non c’entravano: chi ne sapeva nulla? Il pensiero che li occupava pareva essere soprattutto quello dell’insolita prestazione pubblica richiesta a loro, abitatori d’un mondo nascosto, impreparati a recitare una parte di protagonisti sotto l’inflessibile sguardo di estranei, di rappresentanti d’un ordine sconosciuto; soffrendone alcuni, moralmente e nel fisico (avanzavano barelle con malati e arrancavano le grucce di sciancati e paralitici), altri ostentando una specie di fierezza, come d’un riconoscimento finalmente giunto della propria esistenza. C’era dunque in questa finzione di libertà che era stata loro imposta - si domandava Amerigo - un barlume, un presagio di libertà vera? O era solo l’illusione, per un momento e basta, d’esserci, di mostrarsi, d’avere un nome?
    Era un’Italia nascosta che sfilava per quella sala, il rovescio di quella che si sfoggia al sole, che cammina le strade e che pretende e che produce e che consuma, era il segreto delle famiglie e dei paesi, era anche (ma non solo) la campagna povera col sangue avvilito, i suoi connubi incestuosi nel buio delle stalle, il Piemonte disperato che sempre stringe dappresso il Piemonte efficiente e rigoroso, era anche (ma non solo) la fine delle razze quando nel plasma si tirano le somme di tutti i mali dimenticati d’ignoti predecessori, la lue taciuta come una colpa, l’ubriachezza solo paradiso (ma non solo, ma non solo), era il rischio d’uno sbaglio che la materia di cui è fatta la specie umana corre ogni volta che si riproduce, il rischio (prevedibile del resto in base al calcolo delle probabilità come nei giochi di fortuna) che si moltiplica per il numero delle insidie nuove, i virus, i veleni, le radiazioni dell’uranio...il caso che governa la generazione umana che si dice umana proprio perché avviene a caso...E che cos’era se non il caso ad aver fatto di lui Amerigo Ormea un cittadino responsabile, un elettore cosciente, partecipe del potere democratico, di qua del tavolo del seggio, e non - di là del tavolo - per esempio, quell’idiota che veniva avanti ridendo come se giocasse?”
    (Italo Calvino, “La giornata d’uno scrutatore”)

    Italo Calvino scrive di aver avuto l’idea di elaborare “La giornata d’uno scrutatore” nel 1953, in occasione di una tornata elettorale, ma di averlo poi sviluppato in maniera compiuta solo dopo un’esperienza diretta come scrutatore, nel 1961. Il libro, infatti, fu pubblicato la prima volta nel 1963, e s’inserisce nel filone più realistico dello scrittore, che aveva in mente d’inserire il lungo racconto in una sorta di ciclo comprendente anche “La speculazione edilizia” e “La nuvola di smog”.
    Il protagonista della storia è Amerigo Ormea, alle prese con la sua funzione burocratica di scrutatore presso un seggio elettorale, situato in un istituto religioso che ospita persone la cui capacità d’intendere e di volere è al limite. Amerigo è un simpatizzante comunista, ma il suo rapporto con tale ideologia non è pacifico, fideistico, bensì molto problematico, in perenne bilico tra il pessimismo di chi crede che le cose non cambieranno mai e l’ottimismo di chi afferma che comunque bisogna fare qualcosa. La vicenda narrata da Calvino, però, travalica gli stretti confini di quella che era, all’epoca, la contrapposizione netta tra democristiani e comunisti, e che ciascuno può rileggere oggi sotto altri nomi e forme, per spingersi a considerazioni più generali su temi come l’infelicità, la natura umana, il dolore, il rapporto tra l’individuo e la società. Calvino ci descrive le dinamiche del seggio, ma la grandezza del racconto sta nei pensieri che portano Amerigo a evadere da timbri e schede elettorali, anche se le sue riflessioni prendono spunto proprio dall’osservazione di ciò che accade al momento del voto.
    Amerigo, oltre ai normali dissidi che possono sorgere tra scrutatori di diversa fede politica, riflette soprattutto sulla strumentalizzazione di alcuni degenti dell’istituto, che dovrebbero avvalersi del voto assistito, perché impossibilitati fisicamente a raggiungere il seggio, ma che, in realtà, sono ormai del tutto incapaci d’intendere e di volere, e ormai rappresentano, per chi li vuole comunque votanti, non più una persona, ma solo un voto utile. Su questo delicato tema, e più in generale sulla consapevolezza degli elettori al momento di esprimere un voto, si potrebbero scrivere, e sono stati scritti, trattati socio-politici, ma non è certo questo blog la sede più opportuna per addentrarsi in tale argomento.
    Il protagonista, poi, è alle prese anche con questioni personali, che gli si ripresentano proprio mentre sta svolgendo il suo ruolo di scrutatore, che richiede freddezza burocratica. Non può esimersi, dunque, dal pensare ad altro, e Calvino è abile nel farci comprendere lo sbandamento dell’uomo, alle prese con la propria e l’altrui miseria umana, schiacciato tra la vanità degli sforzi per combattere quella miseria e la speranza che anche il più piccolo gesto quotidiano possa avere importanza.
    Fino a ora, “La giornata d’uno scrutatore” si è rivelata, forse, l’opera di Calvino che più ho apprezzato.

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    Sisifo77 said on Feb 20, 2014 | Add your feedback

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    una bella metafora, molto puntuale e intrigante, anche se piuttosto cervellotica

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    Keaton 66 said on Jan 3, 2014 | Add your feedback

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    "Ecco, pensò Amerigo, quei due, così come sono, sono reciprocamente necessari.
    E pensò: ecco, questo modo d'essere è l'amore.
    E poi: l'umano arriva dove arriva l'amore; non ha confini se non quelli che gli diamo."

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    Davide Scafidi said on Dec 21, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    "[...] che questo è solo un angolo dell'immenso mondo"

    Ancora una volta Calvino è Calvino. La vicenda di per sé è piuttosto banale, un comunista viene mandato dal partito a fare da scrutatore presso il Cottolengo in una piovosa giornata del 1953; quello che spezza, o piuttosto illumina, la banalità, è la ...(continue)

    Ancora una volta Calvino è Calvino. La vicenda di per sé è piuttosto banale, un comunista viene mandato dal partito a fare da scrutatore presso il Cottolengo in una piovosa giornata del 1953; quello che spezza, o piuttosto illumina, la banalità, è la rara sensibilità di Amerigo Ormea, atipico protagonista di un romanzo che avviene quasi lui nonostante.
    Soffocato dall'uggia del clima esterno e dell'atmosfera interna al seggio (pietà, perbenismo, indiscrezione...), il nostro solleva interrogativi della massima importanza: cosa abbiamo noi più dei menomati del Cottolengo? Sarebbe più umano farli vivere o aiutarli a morire? La presunta bontà delle monache è davvero tale? Cosa vogliamo veramente dalla vita?
    Persone e personaggi sono colte col solito sguardo acuto e con un'ironia che non scade mai in uno sterile sarcasmo. Non posso fare a meno di notare che i migliori testi non sono quelli che offrono tutte le risposte, ma quelli che pongono le migliori domande. Se volete provare un Calvino eccellente ma non favolistico, buona lettura!

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    kappi said on Nov 18, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (8)
    • 4 stars
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  • Mass Market Paperback 153 Pages
  • ISBN-10: 8402079113
  • ISBN-13: 9788402079114
  • Publisher: Editorial Bruguera
  • Publish date: 1981-05-01
  • In other languages: other languages Libri Italiani
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