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La ladra

Di

Editore: Mondadori - De Agostini (Evergreen)

3.4
(122)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 134 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000017366 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Margherita Di Carlo

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Tobino sapeva scrivere libri in apparenza "minimali" ma in realtà profondi e pieni di umanità,come questo qui che appassionerà il lettore e lo porterà a leggere tutto quanto possibile di questo ottimo scrittore,purtroppo spesso dimenticato.

    ha scritto il 

  • 4

    Beata ignoranza?

    In questo breve romanzo Tobino sembra farci riflettere su quanto sia giusto interferire con la vita delle persone, se sia un bene o meno voler portare in un mondo più elevato chi ha sempre vissuto nell'ignoranza, se quello che facciamo per migliorare gli altri in fondo è solo una ricompensa per i ...continua

    In questo breve romanzo Tobino sembra farci riflettere su quanto sia giusto interferire con la vita delle persone, se sia un bene o meno voler portare in un mondo più elevato chi ha sempre vissuto nell'ignoranza, se quello che facciamo per migliorare gli altri in fondo è solo una ricompensa per il nostro ego. A volte, per fare del bene, succede che chi riceve questo bene ne ha la vita sconvolta e alla fine ne risulta un male. Leggendo questo libro mi sono venuti in mente i missionari che hanno portato la nostra cultura e la nostra civiltà tra popoli che vivevano quasi allo stato primitivo, è stato un bene oppure era giusto che questi popoli seguissero una loro naturale evoluzione senza interferenze? Sinceramente non so rispondere. O meglio, delle risposte potrei anche darmele, ma se analizzassi il problema in modo approfondito, finirei per scrivere una recensione troppo lunga, ma, poichè trovo le recensioni lunghe scoraggianti, allora in questo momento preferisco desistere. Questo è il primo libro di Tobino che leggo, mi ha colpito all'inizio per il suo stile un po' arcaico. La narrazione procede con il tono delle favole per bambini. Ho avuto l'impressione che l'autore abbia volutamente usato uno stile di scrittura consono alla protagonista raccontata, infatti questo modo di scrivere si modifica durante lo svolgimento della storia, proprio come si evolve la mente di Assunta. All'inizio la storia si dipana con la semplicità che rispecchia la vita "senza seghe mentali" della protagonista, la quale è talmente presa dalle cose da fare ogni giorno che nemmeno si accorge di avere una mente pensante. Quando la donna prende consapevolezza di sé in seguito alle attenzioni della sua datrice di lavoro, si evolve intellettivamente e con lei la narrazione. Questa evoluzione intellettiva però porta dolore e rimuginamenti mentali. Man mano che si prende coscienza i pensieri semplici diventano elucubrazioni (talvolta sterili)e, in una mente abituata all'elementarietà, questi pensieri diventano grovigli che si accartocciano su se stessi portando sofferenza e azioni insensate. Non è un caso se i modi di dire affermano che meno si sa e più siamo sereni. "Beata incoscienza", " Il riso abbonda sulle bocche degli stolti", "Si stava meglio quando si stava peggio" e così via, sono tutti modi di dire che sembrano asserire proprio che la coscienza di sé e la cultura portano inevitabilmente allo stare peggio. Personalmente sono d'accordo, ma sono felice di essere infelice grazie a quella poca cultura che ho perchè, per dirla in breve, credo che l'uomo non sia nato per vivere una vita da bestia, con tutto il mio rispetto ed il mio amore per gli animali.

    P.s. Anche le bestie talvolta vogliono elevarsi ad un grado superiore...Mio marito ed io abbiamo notato che uno dei nostri gatti ci osserva continuamente e poi cerca di rifare ciò che ha visto fare a noi in base ai suoi desideri primari, come ad esempio accendere la luce o prendere le cose che gli interessano dentro i cassetti...e con questo ho detto tutto.

    ha scritto il 

  • 2

    all'autrice hanno rubato lo scrivere...

    storia carina e divertente.. molto semplice, ma piacevole. non altrettanto però lo è stata la scrittura, che risulta piena di salti, buchi e incoerenze. vuote e senza senso le parole ebraiche scritte dall'autrice sicuramente per dare un qualcosa in più che risultano però vuote e fini a se stesse. ...continua

    storia carina e divertente.. molto semplice, ma piacevole. non altrettanto però lo è stata la scrittura, che risulta piena di salti, buchi e incoerenze. vuote e senza senso le parole ebraiche scritte dall'autrice sicuramente per dare un qualcosa in più che risultano però vuote e fini a se stesse. tutto quello che si è guadagnata con la stesura di un trama decente, se l'è perso con uno stile indecente!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Assunta, la protagonista di questo romanzo ambientato in Toscana negli anni ’60, sembra appartenere ad un tempo più lontano.
    Il mondo da cui proviene, quello contadino, affonda radici solide nel proprio ambito e i ritmi sono quelli del succedersi delle stagioni, delle relative incombenze per quan ...continua

    Assunta, la protagonista di questo romanzo ambientato in Toscana negli anni ’60, sembra appartenere ad un tempo più lontano. Il mondo da cui proviene, quello contadino, affonda radici solide nel proprio ambito e i ritmi sono quelli del succedersi delle stagioni, delle relative incombenze per quanto riguarda la terra, la fattoria, gli animali. Le persone vivono nella pochezza dell’unica realtà che conoscono, senza porsi domande o avere paragoni: il matrimonio, la famiglia sono eventi naturali, inevitabili. L’occasione porta Assunta a lasciare la campagna per lavorare, come domestica, presso una famiglia dell’alta borghesia. L’incontro con un ambiente raffinato, ricercato, con oggetti di valore, gioielli, ma soprattutto il rapporto con la padrona di casa, persona colta e rispettata socialmente, risvegliano in lei sensibilità, sentimenti ed emozioni fino ad allora sconosciuti. La signora le rivolge attenzioni e domande intese a conoscerla, aiutarla, per spronarla ad uscire dal suo mutismo, per accoglierla, ma si propone anche di farla più partecipe della nuova realtà, del nuovo mondo in cui è entrata, così diverso e lontano dal suo. L’inclusione nel testamento redatto dalla signora, un gesto di particolare fiducia e generosità nei suoi confronti , scatena in Assunta un senso di possesso che la sconvolgerà così tanto da farle commettere un grave gesto: un “furto” di oggetti, ma non solo. Le emozioni e i sentimenti che intercorrevano fra le due donne e le vivificavano, si chiudono amaramente: la signora, tradita nella sua fiducia, crede poi di scoprire nella parola “superbia” l’errore da lei stessa commesso nel desiderare una forma di emancipazione per Assunta; da parte sua, la domestica si richiude con i suoi pensieri, isolata da tutti e col silenzio caparbio difende sé stessa e la sua colpa. Ritorna quindi al suo mondo contadino e l’epilogo vede Assunta e la sorella “ridenti e felici, donne vere, davanti al mistero della vita”. In questo libro si può leggere semplicemente una storia, un’esposizione dei fatti, ma è possibile che l’autore, con la sua esperienza in campo psichiatrico, abbia voluto puntare il dito sull’umano desiderio dell’uomo di voler aiutare i propri simili, senza peraltro rinunciare ad adattarli alle proprie convinzioni, alle proprie esigenze, alla propria visione di felicità, senza chiedersi se questo “aiuto” avrebbe portato reali e duraturi benefici. E’ un romanzo al femminile, dove gli uomini appaiono in sottofondo. La scrittura è netta, concisa, quasi telegrafica, ma i personaggi sono ben delineati e individuati psicologicamente.

    ha scritto il 

  • 4

    La generosità narrativa di Tobino

    Scegliendo come protagonista del suo romanzo una domestica, Tobino non ha però scelto la strada della semplicità, ma quella della complessità. Le sensazioni di Assunta, da opache, elementari, oscure diventano sempre più ricche, variegate, coinvolgenti. La metamorfosi, che sorprende e turba lei pe ...continua

    Scegliendo come protagonista del suo romanzo una domestica, Tobino non ha però scelto la strada della semplicità, ma quella della complessità. Le sensazioni di Assunta, da opache, elementari, oscure diventano sempre più ricche, variegate, coinvolgenti. La metamorfosi, che sorprende e turba lei per prima, si irraggia anche sugli altri. E se Assunta non riuscirà a reggere a una prova così intensa, noi, come lettori, non gliene vorremo : perchè non potremo dimenticare la sua luce.

    ha scritto il