La ladrona de libros

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Publisher: Editorial Lumen, S.A.

4.3
(8977)

Language: Español | Number of Pages: 544 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , French , Chi traditional , Italian , Portuguese , Chi simplified , Japanese , Russian , Dutch , Norwegian , Danish , Catalan , German , Finnish , Polish , Swedish , Czech , Greek

Isbn-10: 8426416217 | Isbn-13: 9788426416216 | Publish date: 

Also available as: Others , Paperback , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Book Description

En plena II Guerra Mundial, la pequeña Liesel hallará su salvación en la lectura.

Una novela preciosa, tremendamente humana y emocionante, que describe las peripecias de una niña alemana de nueve años desde que es dada en adopción por su madre hasta el final de la guerra. Su nueva familia, gente sencilla y nada afecta al nazismo, le enseña a leer y a través de los libros Rudy logra distraerse durante los bombardeos y combatir la tristeza. Pero es el libro que ella misma está escribiendo el que finalmente le salvará la vida.

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  • 2

    che delusione!

    Avevo letto alcune recensioni che dicevano che da pag 150 il libro migliorava. Ho resistito diligentemente fino a pag 187, ma ogni sera il mio tempo dedicato alla lettura anziché una gioia era una sof ...continue

    Avevo letto alcune recensioni che dicevano che da pag 150 il libro migliorava. Ho resistito diligentemente fino a pag 187, ma ogni sera il mio tempo dedicato alla lettura anziché una gioia era una sofferenza. E non per l'argomento, ma per come è scritto il libro. L'idea è ottima: a Berlino mi ha commosso la piazza del rogo dei libri e il pensiero di quell'immane barbarie (tra le altre). Ho zompettato fino alla fine del libro, senza però che le pagine mi acchiappassero. Non proprio abbandonato, ma neanche veramene finito. In ogni caso NON GODUTO (nuova mia categoria di anobii)

    said on 

  • 5

    le guerre sono una sconfitta dell'umanità

    Penso che l'ultima volta che ho pianto finendo un libro fosse quando chiusi "il bambino con il pigiama a righe", piansi tanto e per tanti giorni al solo pensiero.....ieri non ho retto nuovamente e ho ...continue

    Penso che l'ultima volta che ho pianto finendo un libro fosse quando chiusi "il bambino con il pigiama a righe", piansi tanto e per tanti giorni al solo pensiero.....ieri non ho retto nuovamente e ho pianto ancora perché solo in pochi momenti della nostra vita ci rendiamo veramente conto della miseria che ci siamo lasciati alle spalle e della miseria che si continua a vivere nel mondo.....quanta sofferenza per una ragazzina adolescente, quanto dolore...troppo
    La guerra vista dai tedeschi...quel popolo tedesco tanto odiato ma del quale faceva parte anche della gente buona, pacifica innocente....,Rudy...piccolo grande Rudy..:-(
    Cosa dire.....da leggere, da ricordare da vivere .....questa sera inizierò un altro libro e Rudy e Liesel mi mancheranno troppo.....

    said on 

  • 5

    «I migliori erano quelli che comprendevano l'autentico potere delle parole [...] tra gli scuotitori di parole c'era una ragazzina minuta ed esile. Era considerata la migliore della sua regione, perché ...continue

    «I migliori erano quelli che comprendevano l'autentico potere delle parole [...] tra gli scuotitori di parole c'era una ragazzina minuta ed esile. Era considerata la migliore della sua regione, perché si rendeva conto di quanto impotente potesse essere una persona SENZA parole. Era affamata di parole.»

    Qualcuno ha detto una volta che non sei tu a scegliere un libro, ma sono proprio questi ultimi che vengono a cercarti.
    Molto spesso giriamo ansiosamente in libreria, alla ricerca del nostro autore prediletto, del nostro classico preferito.
    Eppure, quasi all'improvviso, un titolo a caso (di cui non sappiamo perfettamente nulla) decide di "legarsi" a noi, e non senza una ragione.
    È stato cosi per quest'opera, regalatami come sorpresa per Natale.
    "The Book Thief" pubblicato nel 2005 - da cui è stato tratto l'acclamato film del 2013 con Geoffrey Rush, Sophie Nélisse e Emily Watson - è un romanzo dello scrittore australiano Markus Zusak.
    Vincitore di diversi premi, è stato quotato dal "New York Times Best Seller" per oltre 230 settimane.
    Siamo in una piccola città della Germania, Molching, all'alba del Nazismo.
    Liesel una sparuta ragazzina di soli nove anni, assiste alla tragica morte del fratellino, ma durante il funerale accade qualcosa che le cambierà la vita: sul manto nevoso trova un libro abbandonato e decide di rubarlo, sarà l'inizio di una «brillante carriera».
    Non potendo più permettersi di mantenerla, la mamma di Liesel decide di affidarla ad una nuova famiglia adottiva, la famiglia Hubermann.
    Liesel è terrorizzata, in un solo giorno ha perduto il caro fratellino e l'amata mamma.
    Eppure poco a poco, si lascia conquistare dalla dolcezza e dall'umiltà nel nuovo Papà, Hans, "L'Uomo dagli occhi d'argento" che le insegnerà la cosa più importante, leggere, e dalla burbera Rosa Hubermann che le affibbia il divertente soprannome di "Saumensch".
    La narrazione accarezza vari momenti della vita di Liesel - la tenera amicizia con Rudy, l'incontro con Ilsa Hermann moglie del sindaco della cittadina tedesca, che ogni giorno lascia la finestra della sua biblioteca aperta per permettere alla ragazzina di rubare ogni suo libro e leggere avidamente ogni pagina, l'avvento del Nazismo e l'arrivo a casa Hubermann del pugile ebreo Max - fino ad arrivare alla morte della stessa Liesel, intenta a rammentare quei dolci-amari ricordi.
    Vi starete chiedendo perché vi sveli il finale?
    Perché la bizzarra narratrice di questa storia è proprio la Morte.
    Non una scelta macabra, ma una decisione che permetterà al lettore di comprendere quanto tutto alla fine sia un esito.
    Eppure le protagoniste principali sono le parole, rincorse, odiate, amate per tutta la narrazione.
    Sono loro che salvano Liesel dall'orrore nazista, un fiume in piena di vocaboli per coprire il silenzio assordante delle atrocità.
    Parole come balsamo per le ferite, ma al contempo armi a doppio taglio:

    «Sì, il Führer decise di dominare il mondo con le parole.»

    Parole che significano ribellione.
    E lo sa bene l'ebreo Max quando decide di ridipingere di bianco le pagine "nere" del Mein Kampf con nuovi colori, nuovi pensieri.
    Parole di ribellione che anche se soffocate, smorzate e uccise, continuano a seminare.
    I libri possono essere bruciati, ma la parola quella no.
    Quella continuerà a riecheggiare , crescerà dentro altri uomini, per poi rinascere come una Fenice più forte di prima.
    Un romanzo sull'amore per i libri e sul loro potere, universale, di elevare l'essere umano per farlo sentire parte integrante di quelle pagine.

    «La conseguenza è che negli uomini trovo sempre il meglio e il peggio: vedo la loro bruttezza e la loro bellezza, e mi domando come la medesima cosa possa essere entrambe.»

    said on 

  • 2

    Quando si parla di seconda guerra mondiale, nazisti, ebrei, l'attenzione di pancia è sempre catturata. L'idea, la vita di un'orfana figlia di un comunista adottata da un reduce della prima guerra mond ...continue

    Quando si parla di seconda guerra mondiale, nazisti, ebrei, l'attenzione di pancia è sempre catturata. L'idea, la vita di un'orfana figlia di un comunista adottata da un reduce della prima guerra mondiale disposto a nascondere un ebreo in cantina alla fine degli anni 30 in una piccola cittadina vicino a Monaco, potrebbe anche essere vincente ma.

    Ma, ma tante cose: noioso fino a pagina 150, un narratore insopportabile che salta troppo di palo in frasca e una traduzione discutibile.

    Verso pagina 250 , la narrazione prende maggiore linearità, la traduzione non migliora e ho deciso di finirlo per dare un giudizio negativo con cognizione di causa.

    said on 

  • 1

    Me son un po' rotta i ball

    Ho sopportato stoicamente la retorica mielosa dell'autore. ma quando l'ha sparsa sulla tragedia degli ebrei, qualcosa mi ha detto BASTA. Un crack dentro, come quando si spezza una lastra di ghiaccio, ...continue

    Ho sopportato stoicamente la retorica mielosa dell'autore. ma quando l'ha sparsa sulla tragedia degli ebrei, qualcosa mi ha detto BASTA. Un crack dentro, come quando si spezza una lastra di ghiaccio, e qualcosa d'irrimediabile succede. L'irrimediabile è che per me quest'autore può tornare di corsa a scrivere storielle per ragazzi. E per fortuna io ragazza non sono più.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    Un gran bel libro

    Iniziato in sordina poi sono stato preso dal vortice della lettura. Una storia anomale ma intrigante tra gli orrori della Germania nazista e il microcosmo di una via di diseredati, che hanno una loro ...continue

    Iniziato in sordina poi sono stato preso dal vortice della lettura. Una storia anomale ma intrigante tra gli orrori della Germania nazista e il microcosmo di una via di diseredati, che hanno una loro dignità come Liesel una ragazzina adottata da una copia che la considerano come una figlia. La voce narrante è la morte che segue con occhio attento questa ragazzina, quasi proteggendola dai mali del mondo.
    La figura principale è Liesel, tratteggiata a tutto tondo con i suoi slanci innocenti e dal carattere di ferro. Poi viene Rudy ma quello che spicca è Hans, il padre adottivo. Capace di proteggere un ebreo a costo della sua vita.
    Senza dubbio un romanzo che merita di essere letteo.

    said on 

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