La lama del rasoio

Di

Editore: Newton Compton (Live)

3.3
(407)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 125 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8854152617 | Isbn-13: 9788854152618 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Tre casi che sembrano non avere alcun legame tra loro: un’inchiesta ad alto rischio per Marcello Mastrantonio, disilluso funzionario della Mobile in perenne conflitto con capi e colleghi.
Un’organizzazione criminale che gestisce feroci combattimenti tra cani. Un architetto assassinato nello scenario di un gioco erotico gay. Una giovane donna sieropositiva sgozzata. Un assassino senza nome che uccide le vittime con un rasoio. Quella che inizia come un’indagine di routine sul maltrattamento di un cane si trasformerà in un incubo sanguinoso, una trappola mortale. Tra false piste, scontri all’arma bianca e omicidi, l’escalation di violenza e mistero si concluderà in modo assolutamente imprevisto.
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  • 2

    Mah

    Rispetto a Marco Corvino non c'é confronto, il vicequestore Mastrantonio, protagonista del giallo è un poliziotto già visto in mille altri romanzi: scazzato, in lotta con i propri capi e sfigatissimo ...continua

    Rispetto a Marco Corvino non c'é confronto, il vicequestore Mastrantonio, protagonista del giallo è un poliziotto già visto in mille altri romanzi: scazzato, in lotta con i propri capi e sfigatissimo con le donne.
    A parte le pagine, scarse, di questo romanzo abbiamo anche una scarsissima descrizionedei personaggi e un lato giallo veramente deludente.
    Si legge bene ma nulla più.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Autore finalista del premio strega famoso per i suoi romanzi ricchi di colpi di scena, Massimo Lugli ha pubblicato con la Newton Compton “La lama del rasoio” romanzo dal vago sapore noir irto di battu ...continua

    Autore finalista del premio strega famoso per i suoi romanzi ricchi di colpi di scena, Massimo Lugli ha pubblicato con la Newton Compton “La lama del rasoio” romanzo dal vago sapore noir irto di battute dedite a risollevare l'attenzione del lettore di turno.
    Lo scrivo perché è forse l'unica cosa che sono riuscita a gradire in queste 120 pagine, il suo rendere umano e fallibile un personaggio che altrimenti sarebbe un Shinichi Kudo all'italiana. Il problema è che secondo il mio punto di vista poco raccomandabile la sua vita, le sue disavventure e le gags comiche ricordano molto quelle dei romanzi di Camilleri, con tanto di “dottò” (“dottori”), quel senso di insofferenza verso alcuni colleghi che prende anche il commissario siciliano, quella doppia voce contrastante alla “Montalbano primo e Montalbano secunno”.
    Capisco che il giallista siciliano può essere stato una formidabile fonte d'ispirazione ma un maggiore distacco sarebbe stato preferibile e più apprezzato.

    Il protagonista si chiama Marcello Mastrantonio e anche se continuano a chiamarlo Commissario è Vicequestore della mobile (altro riferimento puramente casuale?). A pochi giorni dalle ferie si ritrova tra le mani tre casi distinti ma forse collegati tra loro: la morte di un architetto famoso per la sua eterosessualità, trovato vestito con abiti intimi femminili e foto osé omosessuali; la morte di una lesbica sieropositiva con la gola tagliata da parte a parte da una lama sottile eppure letale; un organizzazione criminale dedita ai combattimenti per cani.
    Nel mezzo di questo si stagliano le vicende personali del “commissario” con il suo innamoramento momentaneo per Alessia, amica di una delle vittime, le disavventure del transessuale Sarah che comunque, nonostante venga rifiutata, ci riprova ogni volta e le vacanze tanto agognate.

    E nel frattempo che la storia va avanti compare “Rasoio” che dovrebbe essere la persona più insospettabile di questo mondo e invece è il filippino dall'aria addormentata, il primo contro cui avevo puntato il dito. Il secondo era la donna dagli appetiti sessuali poco privati.
    Oltretutto come cavolo è che in questo romanzo tutti sanno picchiare in modo diverso? E il boxer professionista, e il filippino con le tecniche raffinate e il commissario con il suo Tai Chi... ma uno che tira un pugno di cacca e si spacca le nocchie sbagliando mira e urlando per il dolore, no?
    A parte che non ho mai sentito un commissario esprimersi nei confronti di una sospettata con una tale veemenza e violenza verbale (poco credibile da ogni punto di vista), non ho gradito tutto il modo in cui la trama è stata gestita, perpetuando a mio avviso una lunga serie di stereotipi (la transessuale prostituta, l'immigrato cattivo immischiato nella malavita, la donna libertina per sua scelta malvagia e quindi figura del tutto negativa) nocivi e parte integrante di un pensiero italiota davvero penoso. Non esistono solo transessuali che si prostituiscono per le strade, non ci sono solo stranieri che vengono in Italia sottraendosi alla legge e sporcandosi le mani con la malavita e soprattutto non è possibile che nel 2015 una donna che vive la sua sessualità in modo così libero e spontaneo venga etichettata come il demonio!
    Menomale che ci sono le battute umanizzanti, lo stile decente e un leggero richiamo al caro Montalbano perché altrimenti avrei buttato questo libro dalla finestra.
    Ahimè, la Newton sta cadendo davvero in basso: e pensare che era la mia casa editrice preferita.

    ha scritto il 

  • 4

    IN PROCINTO DI PARTIRE PER LE FERIE MASTRANTONIO FUNZIONARIO DI POLIZIA SI TROVA INVISCHIATO IN UNA SERIE DI OMICIDI ALL'APPARENZA SENZA LEGAMI
    GIALLO BEN IDEATO DA LEGGERE TUTTO D'UN FIATO ...continua

    IN PROCINTO DI PARTIRE PER LE FERIE MASTRANTONIO FUNZIONARIO DI POLIZIA SI TROVA INVISCHIATO IN UNA SERIE DI OMICIDI ALL'APPARENZA SENZA LEGAMI
    GIALLO BEN IDEATO DA LEGGERE TUTTO D'UN FIATO

    ha scritto il 

  • 4

    Non mi capita spesso di capire in anticipo il colpevole, in questo caso è accaduto, ma comunque non mi ha guastato il piacere della lettura. Piccolo libro da leggere velocemente, magari al mare. ...continua

    Non mi capita spesso di capire in anticipo il colpevole, in questo caso è accaduto, ma comunque non mi ha guastato il piacere della lettura. Piccolo libro da leggere velocemente, magari al mare.

    ha scritto il 

  • 4

    Più un investigatore che un pubblico ufficiale

    Il protagonista di questo breve romanzo o racconto lungo, veste alla perfezione i panni del detective privato, un po' meno quelli del pubblico ufficiale, anche per come va a finire la storia.
    L'ho pra ...continua

    Il protagonista di questo breve romanzo o racconto lungo, veste alla perfezione i panni del detective privato, un po' meno quelli del pubblico ufficiale, anche per come va a finire la storia.
    L'ho praticamente divorato, la storia è avvincente e scorrevole, lo si riesce a leggere davvero in pochissime ore, anche un solo pomeriggio.
    Consigliato a tutti gli amanti di gialli e thriller.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    decisamente deludente

    Di buono ha che è un'avventura polizesca, che ci piace sempre. Che è ambientato a Roma, che fa piacere leggere di luogi familiari o almeno conosciuti. Che è così breve che si legge in un mozzico, che ...continua

    Di buono ha che è un'avventura polizesca, che ci piace sempre. Che è ambientato a Roma, che fa piacere leggere di luogi familiari o almeno conosciuti. Che è così breve che si legge in un mozzico, che per me che ormai ho sempre meno tempo per leggere è un punto a favore.
    La delusione è, in effetti, solo per il finale. Leggere di un ispettore/commissario o affini che odia i colleghi, che prende troppe iniziative per investigare su un caso, che durante le indagini conosce una donna affascinante e se ne invaghisce sono tutti luoghi comuni.
    Ma che quando il caso è risolto semplicemente chiude tutto e va in ferie, dopo una strigliata del capo e dopo essersi "separato" dalla bella per via di un fraintendimento, che non si prende nemmeno la briga di spiegare perché "troppo stanco di tutto", bhe, una vergogna. Ho chiuso il libro con un gesto indignato e uno sbuffo. Dopo tutta la fatica e tutte le botte che ha preso nemmeno la soddisfazione di portarsi la donna in vacanza.

    ha scritto il