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La lanterna di biancospino

Testo inglese a fronte

Di

Editore: Guanda

3.8
(16)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8882469921 | Isbn-13: 9788882469924 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Francesca Romana Paci

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Descrizione del libro
Pubblicata nel 1987, la raccolta è legata a uno dei periodi più felici della produzione di Heaney e segna un'ulteriore maturazione all'interno della sua attività poetica. Nel solco della grande tradizione irlandese, Heaney celebra come di consueto la bellezza e la sacralità della sua terra, ma in più aggiunge qui una nota di freschezza e leggerezza che rende ancora più godibile la lettura dei suoi versi.
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  • 3

    Io sono partita con una buona disposizione permamente, ma di poesia in poesia non potevo negare l'evidenza: sono rimasta abbastanza indifferente.
    Sicuramente uno dei motivi principali è che mi sono sentita abbastanza alienata dal contesto decantato dal poeta: io della cultura irlandese so poco, ...continua

    Io sono partita con una buona disposizione permamente, ma di poesia in poesia non potevo negare l'evidenza: sono rimasta abbastanza indifferente. Sicuramente uno dei motivi principali è che mi sono sentita abbastanza alienata dal contesto decantato dal poeta: io della cultura irlandese so poco, a parte..ehm, la birra e il verde, tanto verde. La sua storia lassamo perdere, sono messa anche peggio: posso gloriarmi di aver letto almeno Le ceneri di Angela..! Heaney è un poeta molto attaccato alla sua terra: non c'è neanche una poesia che non abbia almeno dei rimandi aleggianti agli irlandesi e all'Irlanda. Di certo non scrive per i dummies come me, e mi sembra anche piuttosto ragionevole. Ciò però non mi ha permesso di entrare a pieno nel mondo di Heaney, solo scorgerlo da vaghi background riguardo all'indipendenza tanto agognata e dalle informazioni ricavate dall'introduzione alla raccolta. Percepivo una certa alienazione durante la lettura: leggevo le poesie, non rimanevo stupita o ammirata da alcuni versi e pur afferrando il senso generale, passavo avanti. Questo è stato l'andamento dall'inizio alla fine. Leggendolo in un gruppo di lettura ho notato di certo come chi avesse visitato il suo paese o chi fosse proprio del posto potesse sentire molto di più la sua poesia, e allora mi sono detta che forse se fossi come loro anche io ne coglierei maggiormente la bellezza. Non è andata così, pazienza, in un certo senso ne avevo il presentimento anche prima di cominciare. Forse anche la sua inclinazione alla poesia dedita anche ad una lunga riflessione intellettuale e in alternanza all'essere irlandese o, come lui, sentirsi con un piede tra la Gran Bretagna e l'irlanda e avvertirne la doppiezza, ai miei occhi fanno di lui un poeta molto inquadrato su certi piani più selezionati rispetto alle tematiche universali e comuni. Mi viene sempre in mente l'immagine di un uomo che si arrampica e rimane sospeso in un'ammirabile complesso architettonico: non lo percepisco affatto come un fattore negativo, ma l'immagine nella mia testa spesso è questa. In questo caso mi ha allontanata: non sentendo l'esigenza di condividere gli stessi interrogativi, ho apprezzato le questioni sollevate da lui - ad esempio mi è piaciuta Alphabet, una delle poche in cui ho sentito come condiviso il punto sollevato - ma ne sono rimasta distante.

    ha scritto il 

  • 3

    "The riverbed, dried-up, half-full of leaves. Us, listening to a river in the trees." --------------------------------------- "Me, I ground the same stone for fifty years and what I undid was never the thing I had done. I was unrewarded as darkness at a mirror."

    ha scritto il