La legge del più forte

Di

Editore: Montag

3.2
(26)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 44 | Formato: Altri

Isbn-10: 8895478681 | Isbn-13: 9788895478685 | Data di pubblicazione: 

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Rosa

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Descrizione del libro
Francesca è una ragazza che abita in un piccolo paese del Sud dell’Italia e lì vive il dramma di una gravidanza che lei desidera fortemente ma che i genitori, e in particolare la madre, non accettano e contrastano. Questa circostanza e la solitudine che ne conseguirà, in breve tempo le permetteranno di avere una visione completa del reale che prima non era riuscita a cogliere e la costringeranno a diventare adulta, attraverso un percorso di maturazione lungo e doloroso. Questo romanzo è la celebrazione della vita contro tutti i luoghi comuni e i pregiudizi. Essere embrioni è uno stadio della nostra esistenza, la legalizzazione dell'aborto è solo la drammatica soluzione di una società che ha fallito nel trasmettere consapevolezza e informazione.
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  • 5

    Romanzo breve, “La legge del più forte” è pubblicato agli inizi del Febbraio 2015.

    Maria Gangemi conosce bene i luoghi ove ambienta il proprio romanzo, che è soprattutto un inno alla vita contro pregiudizi e stereotipi propri di un certo tipo di società civile, con modi di pensare a ...continua

    Maria Gangemi conosce bene i luoghi ove ambienta il proprio romanzo, che è soprattutto un inno alla vita contro pregiudizi e stereotipi propri di un certo tipo di società civile, con modi di pensare a volte legate a tradizioni troppo radicate.

    Per raggiungere lo scopo narra la storia di Francesca, un’adolescente destinata a crescere in fretta, che a scuola scopre per la prima volta le problematiche legate all’interruzione forzata di gravidanza, grazie a un video e alle lezioni anticonvenzionali della professoressa Dalmas.

    Francesca, dopo aver incontrato e, come altre sue coetanee, ceduto all’amore per un uomo assai più grande di lei, si ritrova ad affrontare il problema dell’aborto in prima persona. L’uomo, inglese e pittore errante, con una mentalità diversa dalla gente del sud Italia, è separato dalla moglie e ha due figli che ama. Samuel non resiste alla tentazione di poter approfittare dell’ingenuità della protagonista del romanzo, ma non esita ad abbandonarla subito dopo, per correre dalla propria famiglia.

    Francesca, grazie alla propria condizione, acquista la consapevolezza del valore della vita e combatte contro le idee dei suoi genitori per portare avanti la gravidanza. Dei due, la più sostenuta è la madre, mentre il padre, descritto molto bene come uomo di alta cultura e assai più evoluto mentalmente, è più propenso e portato al perdono…

    La storia è semplice, lineare, con un finale affatto scontato e viene raccontata con uno stile genuino. Il messaggio che vuole trasmettere è lodevole. Affronta un tema forse dimenticato dalla società moderna in cui viviamo, forse considerandolo solo come una cosa normale, di cui non vale la pena nemmeno parlarne, troppo scontato, superato e visto solamente come la facile soluzione a un “problema”.

    Dal punto di vista letterario e dello stile non vi è dubbio sul fatto che il testo sia stato in incubazione per molto tempo. Lo scorrere del testo sembra impregnato dal timore dell’autrice di dover affrontare il giudizio del futuro lettore, soprattutto nella postfazione, nella quale spiega compiutamente il senso della propria opera.

    Obiettivamente devo dire che ho appreso un nuovo modo di vedere la vita, un nuovo punto di vista. Ammetto, inoltre, che non avrei mai pensato, se non avessi mai letto questo romanzo, al fatto che l’inizio della mia esistenza non coincide affatto con la mia venuta al mondo, ma con il concepimento.

    Accostarmi a questo romanzo mi ha fatto riflettere tanto.

    La cosa che più mi ha colpito è stata la differenza che passa fra ciò che è facile e ciò che è giusto fare, in ogni situazione. Questa consapevolezza, nella vita, si acquista innanzitutto in seno alla famiglia, salvo poi rafforzarne il senso in età scolastica.

    Oggi si parla tanto di violenza sulle donne. E cos’è l’aborto? Se non una violenza perpetrata contro se stesse in alcuni casi o mediante la costrizione in altri quando è la società a imporlo? O forse si tratta di paura nel dover affrontare il giudizio sociale, che porta a interrompere l’esistenza di un essere umano?

    Consigliato per la lettura a chiunque sia sensibile al problema trattato, soprattutto alle adolescenti affinché acquistino maggiore consapevolezza sul fatto che la vita è degna di essere vissuta in ogni caso ed è un diritto inalienabile per qualunque uomo concepito.

    Pino Campo

    - See more at: http://www.pinocampo.it/il-primo-romanzo-che-recensisco-sul-mio-blog/#sthash.2jBbAoyV.dpuf

    ha scritto il 

  • 4

    Tema molto attuale che mi ha fatto vedere l'aborto sotto un'altra luce.
    In questo libro si analizza perfettamente ogni sfaccettatura dell'aborto e secondo me è un ottimo libro! :)
    Mi piace molto la de ...continua

    Tema molto attuale che mi ha fatto vedere l'aborto sotto un'altra luce.
    In questo libro si analizza perfettamente ogni sfaccettatura dell'aborto e secondo me è un ottimo libro! :)
    Mi piace molto la determinazione della protagonista mossa dei suoi principi nei quali crede sempre, anche nelle situazioni estreme.
    Bisogna davvero ammirare l'autrice del libro in quanto ciò che scrive rispecchia ciò che pensa.
    LIBRO CONSIGLIATISSIMO! :)

    ha scritto il 

  • 3

    Il tema è controverso, e si può essere daccordo o meno con l'autrice, sono opinioni personali, quello che più mi ha lasciata perplessa è la ripetitività. Tutte i concetti sono ribaditi almeno due volt ...continua

    Il tema è controverso, e si può essere daccordo o meno con l'autrice, sono opinioni personali, quello che più mi ha lasciata perplessa è la ripetitività. Tutte i concetti sono ribaditi almeno due volte, e sempre allo stesso modo, senza che siano introdotte sfaccettature, approfondimenti o punti di vista nuovi. Sono ripetute pari pari. E in un racconto così corto questo si nota ancora di più, la sensazione è che le motivazioni a sostegno della tesi dell'autrice siano così poche da non riempire 40 pagine. Alcune frasi sono un po' contorte (ma ho letto l'e-book, poi magari sono state corrette)
    Forse si poteva fare di meglio (voto 5/6)

    ha scritto il 

  • 3

    Una storia contro l'aborto, per quanto comprenda il punto di vista dell'autrice, e sostenga il diritto alla vita, sono allo stesso tempo convinta che ogni madre abbia diritto di scelta.
    Buon racconto, ...continua

    Una storia contro l'aborto, per quanto comprenda il punto di vista dell'autrice, e sostenga il diritto alla vita, sono allo stesso tempo convinta che ogni madre abbia diritto di scelta.
    Buon racconto, bel scritto, altamente d'impatto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Romanzo ideologico

    Probabilmente non avrei dovuto leggere questo libro, sapendo che sosteneva un punto di vista sull'aborto radicalmente opposto al mio. Mi aspettavo però che questo punto di vista fosse sviluppato attra ...continua

    Probabilmente non avrei dovuto leggere questo libro, sapendo che sosteneva un punto di vista sull'aborto radicalmente opposto al mio. Mi aspettavo però che questo punto di vista fosse sviluppato attraverso la storia e riuscisse quanto meno a coinvolgermi, invece non è stato così. Cercherò comunque in questo commento di lasciare fuori le considerazioni personali (o di metterle alla fine) e di concentrarmi sul resto.

    Purtroppo, che si sia daccordo o meno con la tesi sostenuta, ho avuto per tutte le 30 pagine (chiamarlo romanzo mi pare esagerato...) la sensazione che tutti i personaggi stiano lì soltanto per difendere il diritto alla vita; soltanto per parlare di quanto è brutto e ingiusto l'aborto.
    Personaggi senza vita interiore a partire dalla protagonista che si "innamora", rimane incinta, si sposa, partorisce e viene abbandonata dal marito e sembra non provare niente, se non tenace ostinazione per tenere il bambino!!
    Parlando poi del padre del bambino va anche peggio: dopo che ha conosciuto una diciottenne e hanno trascorso qualche mese insieme gli muoiono i figli e torna a casa e dopo qualche mese, che fa? Torna dalla protagonista dicendo che vuole iniziare una nuova vita con lei? O_o Doveva quanto meno essere caratterizzato meglio, invece di farlo apparire con la mera funzione di fecondatore!! Anche il rapporto tra i due, dopo sposati, viene descritto soltanto con due frasi di circostanza che non dicono proprio niente.
    Come dicevo, i personaggi e le situazioni sono stilizzati e strumentalizzati per dimostrare una tesi. Ad un certo punto, per esempio, la protagonista va in ospedale per un controllo e il medico le dice che potrebbero esserci dei problemi e le consiglia l'aborto. Le consiglia l'aborto perchè potrebbero esserci dei problemi, non perchè è brutto e cattivo!! Ma la protagonista scappa dall'ospedale e non ci torna più. Non mi sembra un comportamento nè assennato nè tantomeno reale. Potrei continuare all'inifinito con esempi simili ma preferisco fermarmi qui se no il commento assumerà davvero proporzioni allarmanti.

    Un paio di altre cosucce e poi passiamo allo stile. Dunque, il rapporto sessuale e la scoperta della protagonista di essere incinta sono descritti talmente "lievemente" (i due protagonisti, sulla spiaggia, di sera, si abbracciano, successivamente la protagonista si sente male e crede di avere l'influenza) che se non avessi saputo la trama del libro difficilmente sarei arrivata a capire cosa era successo, prima di leggere oltre. Capisco il pudore, ma si potevano trovare altre parole, altre espressioni in modo che fosse chiaro!xD
    Ed infine la bambina, così tanto voluta, amata etc. (a proposito, nel libro traspare anche un'altra opinione, ed è quella che le donne dovrebbero stare a casa ad accudire i figli, solo le donne però, perchè il padre del bambino addirittura se ne va di casa e la protagonista non sembra avercela con lui... Dopo quarant'anni di femminismo trovo quest'opinione quanto mai pericolosa, ma è un mio parere...), dicevo che a questa bambina, alla fine, non viene dato nemmeno un nome!!

    Ed ora, lo stile. Il libro è scritto in italiano abbastanza corretto, d'accordo, ma non credo basti questo per pubblicare un romanzo. Anche io scrivo racconti brevi, in italiano corretto ma li metto su internet, non pubblico un libro!
    Insomma, un romanzo dovrebbe avere uno stile non corretto ma quanto meno buono, particolare, invece in queste trenta pagine a volte si ha anche difficoltà a leggere per la punteggiatura non proprio perfetta o per periodi che potevano essere sistemati meglio.

    Ecco anche, giusto alla fine, le mie considerazioni personali, poi smetterò di tediarvi!xD
    Trovo che in un momento così delicato per i diritti della donna, sostenere la tesi della debolezza degli embrioni, o peggio, incoraggiare gli uomini a far valere il loro diritto di padre (la protagonista fa anche questo!!) sia quanto meno pericoloso. Nel libro i medici vengono dipinti tutti come favorevoli e addirittura entusiasti di praticare un aborto, quando in verità in italia abbiamo quasi più medici obiettori che medici che praticano aborti (non ho delle statistiche alla mano ma dovrebbe essere una cosa del genere...).
    Descrivere donne che abortiscono per sport non è avere una visione parziale della realtà, ma addirittura falsa.
    Insomma, secondo me, l'idea non era male ma poteva essere sviluppata meglio e, sopratutto, poteva essere riportata una società più fedele a quella attuale e non così "modificata" per aiutare le idee anti-aborto.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo che tocca un tema molto importante e delicato, del quale si è parecchio discusso anche negli ultimi giorni con l'arrivo della pillola abortiva.
    A prescindere da ciò che ognuno ritiene giusto o ...continua

    Romanzo che tocca un tema molto importante e delicato, del quale si è parecchio discusso anche negli ultimi giorni con l'arrivo della pillola abortiva.
    A prescindere da ciò che ognuno ritiene giusto o sbagliato consiglio a tutti di leggere questo libro per riflettere sulla tematica.
    Molte volte purtroppo ci facciamo influenzare dalla tv o dai giornali, che ci fanno credere ciò che vogliono, è importante invece leggere, approfondire e non nascondere la testa sotto la sabbia.
    Complimenti all'autrice.

    ha scritto il 

  • 3

    Letto tutto d'un fiato, questo racconto (è talmente breve che non riesco a definirlo romanzo) mi lascia un po' spiazzata su come commentarlo. Dal punto di vista stilistico non ho nulla da obiettare, l ...continua

    Letto tutto d'un fiato, questo racconto (è talmente breve che non riesco a definirlo romanzo) mi lascia un po' spiazzata su come commentarlo. Dal punto di vista stilistico non ho nulla da obiettare, l'autrice ha saputo tratteggiare bene un paesaggio e una serie di personaggi più o meno fondamentali nella storia, su tutti ho apprezzato molto la figura del padre di Francesca. Discorso a parte andrebbe fatto sul tema. Il libro parla infatti dell'aborto, prendendo una posizione più che definita a riguardo. Come ogni opinione può essere condivisa o meno, ma più di una volta mi sono trovata a irritarmi durante la lettura, per la durezza con cui venivano trattate le obiezioni o i pareri contrari. Sarà che sono per natura tollerante, ma non mi piace veder condannata a priori un'idea diversa dalla propria. Ci sono mille ragioni che possono portare a prendere una decisione tanto difficile e dolorosa, ragioni che nessuno può davvero comprendere, tranne chi vive l'esperienza in prima persona, tanto che, pur non essendo una fan sfegatata dell'aborto, non mi sento di condannare una donna che decide di interrompere la gravidanza. E tanto meno penso che sia sbagliato avere una legge che permette di farlo, dal momento che gli aborti venivano praticati anche prima, in condizioni decisamente peggiori e più rischiose per la donna. Non riesco a vedere tutto ciò come una mancanza di civiltà, al contrario.
    Piuttosto, forse sarebbe meglio porre un accento sulla prevenzione, per evitare di dover ricorrere poi a questa estrema soluzione.
    Insomma, pur avendo apprezzato il racconto e la coraggiosa scelta fatta dalla protagonista, sono meno d'accordo con l'intransigenza che trapela a volte tra le righe.

    ha scritto il 

  • 2

    Un racconto a tema, più che un romanzo. Accalorata nella difesa dei diritti del feto (ben argomentata e condivisibile), l'autrice sorvola molto sulla coerenza interna della storia. Anche la conclusion ...continua

    Un racconto a tema, più che un romanzo. Accalorata nella difesa dei diritti del feto (ben argomentata e condivisibile), l'autrice sorvola molto sulla coerenza interna della storia. Anche la conclusione, davvero troppo affrettata, dimostra come la trama sia solo funzionale alla causa.

    ha scritto il 

  • 0

    L'aborto (comunque la si pensi su questo delicato argomento) è sempre una scelta difficile e dolorosa. questo romanzo breve, ma intenso la racconta da tutti i punti di vista, compreso quello del feto ...continua

    L'aborto (comunque la si pensi su questo delicato argomento) è sempre una scelta difficile e dolorosa. questo romanzo breve, ma intenso la racconta da tutti i punti di vista, compreso quello del feto che è in tutta la vicenda la parte più debole ed indifesa, perché comunque saranno gli altri a scegliere per lui se vivrà oppure no...

    ha scritto il 

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