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La legge dell'odio

Di

Editore: Einaudi (Stile Libero Big)

3.4
(109)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 814 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806203320 | Isbn-13: 9788806203320 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Political

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Descrizione del libro
Dolente, osceno, irrimediabile.
Il romanzo che per la prima volta svela il fascino e l'orrore della violenza nera.

Per il ventenne Stefano Guerra la violenza è bellezza e l'odio una legge nuovissima e antica.
C'erano anche lui e i suoi camerati a combattere contro la polizia in un lontano giorno del 1968, in Italia, a Roma, a Valle Giulia. Da quel giorno la vita del giovanissimo neofascista coincide con l'illusione della rivoluzione e l'asservimento reale a ogni potere, fino alla strage. E mentre prosegue il suo percorso di carnefice, sempre piú disilluso, intorno a lui si snoda una storia che non avevamo mai letto. La storia segreta delle trame nere in Italia negli anni dal 1969 al 1972.
Una storia che si apre oggi a prospettive sconfinate e inquietanti. Perché mai un romanzo aveva saputo ritrarre con tanta forza il fiume selvaggio che scorre sotto la storia, le credenze, la politica.
Ed è sempre sul punto di tornare, sotto i nomi piú nuovi. E il suo cuore è sempre quello, batte anche in ciascuno di noi.
Alberto Garlini ne circoscrive, con precisione chirurgica, la sfuggente forma, raccontando il destino di personaggi umanissimi e veri, travolti come pagliuzze nella corrente, dall'Italia al Sudamerica e al mondo.
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  • 2

    a pagina 452 non si parla di cazzi turgidi. una dimenticanza?
    pessimo
    se si vuole una recensione seria:
    http://www.carmillaonline.com/2012/05/24/le-scaglie-del-leviatano-e-la-nebbia-del-potere/

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante se si vuol provare a vedere un periodo di storia italiana, senza dimenticare che è pur sempre un romanzo, da una prospettiva diversa: il protagonista finisce per essere un eroe a cui, parafrasando Gaber, "fa molto male credere male". Peccato che, soprattutto nella prima parte, sia sc ...continua

    Interessante se si vuol provare a vedere un periodo di storia italiana, senza dimenticare che è pur sempre un romanzo, da una prospettiva diversa: il protagonista finisce per essere un eroe a cui, parafrasando Gaber, "fa molto male credere male". Peccato che, soprattutto nella prima parte, sia scritto proprio in modo terribile: forse l'autore voleva adeguare il linguaggio allo spirito di quanto andava raccontando ma il risultato è uno stile pesante, ridondante, ovviamente retorico e in certi passi quasi ridicolo.

    ha scritto il 

  • 4

    <Dolente, osceno, irrimediabile.
    Il romanzo che per la prima volta svela il fascino e l'orrore della violenza nera.
    Per il ventenne Stefano Guerra la violenza è bellezza e l'odio una legge nuovissima e antica.
    C'erano anche lui e i suoi camerati a combattere contro la polizia ...continua

    <Dolente, osceno, irrimediabile.
    Il romanzo che per la prima volta svela il fascino e l'orrore della violenza nera.
    Per il ventenne Stefano Guerra la violenza è bellezza e l'odio una legge nuovissima e antica.
    C'erano anche lui e i suoi camerati a combattere contro la polizia in un lontano giorno del 1968, in Italia, a Roma, a Valle Giulia. Da quel giorno la vita del giovanissimo neofascista coincide con l'illusione della rivoluzione e l'asservimento reale a ogni potere, fino alla strage. E mentre prosegue il suo percorso di carnefice, sempre piú disilluso, intorno a lui si snoda una storia che non avevamo mai letto. La storia segreta delle trame nere in Italia negli anni dal 1969 al 1972. >

    ha scritto il 

  • 0

    “L’eroe salva le persone che gli stanno intorno.” Conversazione con Alberto Garlini

    di Silvia Costantino
    Di seguito, la seconda parte dell’intervista a Alberto Garlini su La legge dell’odio, il suo ultimo romanzo. Qui la prima parte. La prossima domanda riguarda proprio il rapporto con Antonella, che è un personaggio altrettanto carico di …
    Continua a leggere: ...continua

    di Silvia Costantino
    Di seguito, la seconda parte dell’intervista a Alberto Garlini su La legge dell’odio, il suo ultimo romanzo. Qui la prima parte. La prossima domanda riguarda proprio il rapporto con Antonella, che è un personaggio altrettanto carico di …
    Continua a leggere: http://quattrocentoquattro.com/2012/11/15/leroe-salva-le-persone-che-gli-stanno-intorno-conversazione-con-alberto-garlini-2/

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Un minestrone di cose già lette

    Un romanzo (non di nicchia) sul terrorismo nero in Italia è un avvenimento.
    Il romanzo dovrebbe raccontare gli antefatti i fatti e cosa successe dopo (nella galassia nera) l'attentato di piazza Fontana.

    L'intenzione è ottima, am trasformarla in realtà è cosa diversa.

    I fatti ...continua

    Un romanzo (non di nicchia) sul terrorismo nero in Italia è un avvenimento.
    Il romanzo dovrebbe raccontare gli antefatti i fatti e cosa successe dopo (nella galassia nera) l'attentato di piazza Fontana.

    L'intenzione è ottima, am trasformarla in realtà è cosa diversa.

    I fatti sono talmente noti, oramai, che nascondere i veri nomi sotto pseudonimi (i.e. il principe borghese diventa il principe Farnese!) sembra puerile.

    Il racconto è altalenante: alcuni sprazzi, poi s'ingarbuglia e si eprde; la cosa più grave è che sembra un minestrone non sempre troppo ben amalgmato di materiale precedente: la memorialistica e la recente pubblicistica in tema di anni di piombo, ma riescono ad entrare anche le pagine di Chatwin (che appare come eprsonaggio nel romanzo nel suo viaggio sulel vie dei canti) e di Borges.

    Peccato perchè qualche idea da sviluppare nelel 816 pagine di racconto ci sarebbe.

    ha scritto il 

  • 0

    dopo cento pagine di perplessità e "ma perché questo scrive come il maledetto de cataldo?", ho superato lo scoglio della diffidenza, e ho fatto bene: non è certo "le benevole", a parte le più facili somiglianze, ma per fortuna non è nemmeno Romanzo Criminale. Ed è interessante e mutevole, e pieno ...continua

    dopo cento pagine di perplessità e "ma perché questo scrive come il maledetto de cataldo?", ho superato lo scoglio della diffidenza, e ho fatto bene: non è certo "le benevole", a parte le più facili somiglianze, ma per fortuna non è nemmeno Romanzo Criminale. Ed è interessante e mutevole, e pieno di rimandi che ho intuito, pieno di ironia, sfrutta benissimo tutta la struttura complottista che regge appunto i vari romanzi criminali, racconta il terrorismo e non lo fa; se ci sono imperfezioni alla fine sono perdonabili, così come i momenti di pesantezza, i tratti di romanzesco.
    Davvero, niente affatto male, da rifletterci su e tenere in considerazione.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro non decolla dubito. Anzi direi che decolla dopo pagina 400, ma quando lo fa diventa grande. E ti fa amare un personaggio nero.
    Non ho amato la svelta di rinominare personaggi e accadimenti troppo importanti per non dargli il loro nome. Ma un libro da leggere e da amare.

    ha scritto il