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La leggenda del buon cibo italiano e altri miti alimentari contemporanei

Di

Editore: Fazi

4.0
(71)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 262 | Formato: Altri

Isbn-10: 8881128535 | Isbn-13: 9788881128532 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Cooking, Food & Wine , Social Science

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Descrizione del libro
Il cibo italiano è apprezzato nel mondo perché sarebbe buono, sano e genuino. Ma la realtà dei fatti racconta una storia differente. Questo libro raccoglie i risultati di un'inchiesta giornalistica durata due anni. Paolo C. Conti ha indagato sulla natura nascosta di ciò che finisce nei nostri piatti, scoprendo che raramente quello che mangiamo è davvero ciò che sembra. La tecnologia estrema, la logica del profitto e le regole del mercato stanno cambiando nel profondo l'industria alimentare italiana, che è ormai sempre più incline a mascherare i propri prodotti sotto un'ingannevole immagine di naturalità. Gli alimenti vengono modificati, scomposti, ricostruiti e inscatolati con l'aiuto della chimica, della genetica, di tecniche alimentari sempre più sofisticate. Il risultato sono cibi che sembrano qualcosa, ma che in realtà sono qualcos'altro. Grazie a centinaia di interviste e indagini sul campo, in Italia e all'estero, l'autore analizza i rischi a cui ci esponiamo sedendoci a tavola e le strategie per combatterli, ma anche i nuovi poteri che condizionano uno degli elementi determinanti per la nostra sopravvivenza in questo secolo. Oggi infatti è più che mai in atto una guerra planetaria fra tecnocibo e biocibo: due modi diametralmente opposti e antagonisti di considerare l'alimentazione umana e la nostra stessa salute. Una guerra dall'esito ancora incerto, nella quale i consumatori avranno un ruolo determinante.
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  • 4

    Dedicato a tutti i gastro-etnocentrici.

    In quelle poche cene interculturali a cui mi capita di assistere, sento spesso l'arroganza dell'italiano medio inveire contro lo straniero per la bassa qualità della sua cultura alimentare. Fortunatamente ho qualche anticorpo e grazie a quelle poche esperienze estere che mi sono fatto, ho imparat ...continua

    In quelle poche cene interculturali a cui mi capita di assistere, sento spesso l'arroganza dell'italiano medio inveire contro lo straniero per la bassa qualità della sua cultura alimentare. Fortunatamente ho qualche anticorpo e grazie a quelle poche esperienze estere che mi sono fatto, ho imparato a diffidare di certi preconcetti. Per me la ricchezza culturale è un valore orizzontale, che sfugge sia alle logiche della misurazione che a quelle della competizione.
    Questo libro si inserisce proprio all'interno di questo ragionamento, distruggendo capitolo dopo capitolo ogni posizione etnocentrica sul nostro sistema agro-alimentare.
    Inanellando una serie di esempi radicati al nostro quotidiano, Conti è riuscito a far passare un messaggio chiaro: nel nuovo sistema-mondo non c'è più spazio per la GRANDE e SANA cucina italiana perché la macchina produci-ricavi (o accumula capitali...scegliete voi) dell'industria alimentare se ne fotte dei pici alla nana della nonna Bianca o del galletto ruspante al mattone del nonno Piero. Pensa solo ai soldi. Ci pensa talmente bene che lo fa sputando chili di imballaggi plastici (petrolio) vendendoli come "confezioni ad atmosfere protettive" per la nostra sicurezza, riempendo di "aromi" costruiti in laboratorio con molecole artificiali per poter "riscoprire i sapori di una volta" e indicando scadenze inverosimili per "trovare sempre il momento giusto in famiglia".
    La cosa bella di questo libro è che dice tutto questo facendo a meno dei pipponi della critica radicale (alla quale deve comunque molto).
    Insomma...un'indagine giornalistica ben strutturata, facile da seguire e che può far bene a tanti: a quelli che se la menano perché in Italia si mangia meglio punto e basta, a quelli che dicono che all'estero si mangia peggio punto e basta, a quelli che pensano di saper scegliere perché comprano i prodotti "bio" dell'esselunga e a quelli che leggono tutte le etichette, credendo che la santa Unione Europea li stia tutelando.
    Mettetevi l'anima in pace... l'industria alimentare è più forte di noi. Sopratutto adesso che spingendo al massimo le nostre capacità di coesione, riusciamo a mala pena a tifare per la stessa squadra di calcio.
    E' solo questione di tempo, ma perlomeno non facciamoci prendere ancora per il culo.

    ha scritto il 

  • 4

    interessante, documentato, ma che angoscia... sembra che non se ne possa uscire , anche il bio è tutto un labirinto di regole regoline regolette fatte per essere smentite, fatte su misura per avere un maggior profitto a favore della grande distribuzione... aiutoooo, dovrò cercare qualcosa di più ...continua

    interessante, documentato, ma che angoscia... sembra che non se ne possa uscire , anche il bio è tutto un labirinto di regole regoline regolette fatte per essere smentite, fatte su misura per avere un maggior profitto a favore della grande distribuzione... aiutoooo, dovrò cercare qualcosa di più ottimista sul tema per tirarmi su.

    ha scritto il 

  • 4

    Informarsi, nel limite del possibile, su cosa si mangia è una cosa utile. Questo libro lo fa in modo chiaro e abbastanza completo, pur restando, giustamente, sul generale. E' una buona base di partenza per letture più approfondite.

    ha scritto il 

  • 4

    nel diluvio di libri che hanno come argomento il cibo e tutte le sue implicazioni, questo saggio è sicuramente da prendere in considerazione, non fosse altro per la sua facile leggibilità. Pur non tralasciando dati scientifici e riportando seri studi ed analisi, paolo conti ''coglie nel segno''(c ...continua

    nel diluvio di libri che hanno come argomento il cibo e tutte le sue implicazioni, questo saggio è sicuramente da prendere in considerazione, non fosse altro per la sua facile leggibilità. Pur non tralasciando dati scientifici e riportando seri studi ed analisi, paolo conti ''coglie nel segno''(carlo petrini), nell'offrirci una panoramica sullo stato dell'industria alimentare italiana,quella dell'eccellenza e della genuinità dei prodotti che tutto il mondo conosce. Ma è ancora veramente così? a quanto pare no e a quanto pare gli addetti ai lavori non fanno molto per difendere tale nomea, schiacciati e mangiati dalle multinazionali del cibo (ancora?) e da quelle della grande distribuzione, quest'ultime le vere colpevoli di molti mali. Eppoi la truffa delle certificazioni, la porcata degli aromi naturali e non, il massiccio utilizzo della chimica nella filiera produttiva, il ruolo della normativa comunitaria e molti altri argomenti che sicuramente lasciano interdetti...
    e i tonni stanno finendo, o sono già finiti ma sembra che non ci importi

    ha scritto il 

  • 5

    Ottima "guida" che aiuta a conoscere e a scoprire gli scheletri nell'armadio della catena di produzione alimentare, dal produttore al, non sempre fortunato, consumatore.
    L'ultimo capitolo offre la lista completa, con annessa descrizione, di tutti i conservanti e coloranti usati nella produz ...continua

    Ottima "guida" che aiuta a conoscere e a scoprire gli scheletri nell'armadio della catena di produzione alimentare, dal produttore al, non sempre fortunato, consumatore.
    L'ultimo capitolo offre la lista completa, con annessa descrizione, di tutti i conservanti e coloranti usati nella produzione ormai non solo industriale (i famosi "E ---" seguiti da tre numeri) e i loro effetti sulla nostra salute.

    ha scritto il