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La leggenda del libro che non c'è

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.5
(86)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 345 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 882003588X | Isbn-13: 9788820035884 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Marcella Maffi

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
In uno spettacolare castello gotico, pieno di passaggi segreti, pavimentioscillanti e scale in movimento, vive il conte Ostrov. La sua intera vita èmossa da un'ossessione: collezionare il maggior numero possibile di puzzle elibri di storie. Per questo ha incaricato Nicholas Flood, leggendariotipografo inglese, di realizzare il libro infinito, il racconto assoluto,senza inizio e senza fine. Ad assistere Flood nell'impresa c'è Irena, figliadi Ostrov, di cui il giovane si innamora. Ma Ostrov venuto a conoscenza dellacosa rinchiude Nicholas nelle segrete del castello e Irena in una remotaabbazia. Passeranno anni prima che Nicholas venga liberato e cominci il suoviaggio per ritrovare l'amore e terminare il libro infinito.
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  • 4

    Odi Et Amo

    Ti ho amato. Si, ti ho proprio amato. Per il tuo stile evocativo ed immaginifico, la tua scrittura dolce e barocca, i tuoi personaggi così carismatici e per la "trama matrioska", dove tutto può diventare terreno fertile per il fiorire di ulteriori sottotrame.


    Poi, come nelle storie d'amore ...continua

    Ti ho amato. Si, ti ho proprio amato. Per il tuo stile evocativo ed immaginifico, la tua scrittura dolce e barocca, i tuoi personaggi così carismatici e per la "trama matrioska", dove tutto può diventare terreno fertile per il fiorire di ulteriori sottotrame.

    Poi, come nelle storie d'amore che bruciano più forti, ti ho odiato. Con tutto me stesso. Mai avrei voluto abbandonare quell'infinito castello vivente, pieno di mistero e angoscia mascherata da genio architettonico. E la ricerca di quella grande utopia che aveva ammaliato tanto me quanto i personaggi del libro, con una implicita promessa che tu, scrittore, a quel punto non puoi non mantenere.

    Invece, con un semplice, imprevedibile e vertiginoso scarto, come uno schiaffo che non ti aspetti, come quando affondi in quello scalino che non c'è, tutto cambia. La sensazione di spaesamento deve essere stata pari a quella di Nicholas Flood, quando vedeva la stanza attorno a sé mutare in un batter d'occhio in un nuovo ambiente sconosciuto.

    Niente più castello, niente più personaggi, niente più promessa (questo è l'errore più grosso che può commettere uno scrittore: non rispettare la promessa). Mi sono ritrovato naufrago, nel mezzo degli eventi, senza più una rotta, trascinato qua e là solo dallo stile, anch'esso ormai spettro baricchiano di quello che un tempo era stato esempio di efficacia e bellezza narrativa.

    Ma sono un masochista seriale, come ogni amante deluso che si rispetti. Ho voglia di ricascarci, con l'illusione che la prossima volta non finirà così.

    Thomas Wharton mi deluderai?

    ha scritto il 

  • 3

    Ho faticato non poco a leggerlo.
    La storia non sarebbe male, anzi è molto originale, solo che si ha difficoltà a seguire il filo della narrazione.
    Sta raccontando un episodio e sul più bello passa ad altro, lanciandoti a metà... Per fortuna almeno si riesce a capire che fine faccia la ...continua

    Ho faticato non poco a leggerlo.
    La storia non sarebbe male, anzi è molto originale, solo che si ha difficoltà a seguire il filo della narrazione.
    Sta raccontando un episodio e sul più bello passa ad altro, lanciandoti a metà... Per fortuna almeno si riesce a capire che fine faccia la madre della giovane protagonista!

    ha scritto il 

  • 3

    Questo romanzo aveva tutto il potenziale per piacermi:
    - una trama misteriosa e dall'esito imprevedibile,
    - un conte ossessionato che vive in un castello favoloso,
    - una contessa eterea, amante dei libri,
    - un abate malinconico,
    - uno stampatore giovane e ambizioso,< ...continua

    Questo romanzo aveva tutto il potenziale per piacermi:
    - una trama misteriosa e dall'esito imprevedibile,
    - un conte ossessionato che vive in un castello favoloso,
    - una contessa eterea, amante dei libri,
    - un abate malinconico,
    - uno stampatore giovane e ambizioso,
    - la missione incredibile di creare un libro infinito...

    L'autore usa un linguaggio evocativo e le sue descrizioni sono molto dettagliate, ma nel complesso sembra che non si sappia dove vada a parare. I protagonisti vengono sballottati qui e là, senza granché approfondire cosa ne pensino, mentre numerose storie di personaggi minori (e inutili) si intrecciano alla trama.
    Il finale lascia l'amaro in bocca, come se fosse poco pensato.
    Insomma, nel complesso, sono un po' delusa.

    ha scritto il 

  • 4

    Il Libro Infinito

    Ho finito di leggere “LA leggenda del libro che non c’è” in fretta, per esigenza di riconsegna del libro alla biblioteca e, per questo, devo dire di non essermelo goduto al massimo delle potenzialità; perché questo libro ha un potenziale immaginifico immenso. Unico aspetto negativo: uno dei libri ...continua

    Ho finito di leggere “LA leggenda del libro che non c’è” in fretta, per esigenza di riconsegna del libro alla biblioteca e, per questo, devo dire di non essermelo goduto al massimo delle potenzialità; perché questo libro ha un potenziale immaginifico immenso. Unico aspetto negativo: uno dei libri più difficili, sebbene un romanzo di narrativa, che abbia mai incontrato… lo stile mi ha ricordato molto i personaggi e le ambientazioni di Michale Ende, ma non quanto in “La storia infinita” ma nei suoi romanzi ancora più cupi e surrealisti, dove personaggi si perdono in labirinti di specchi, marionette che camminano, città di vetro, come se fossimo catapultati nei quadri di Ende padre, pittore visionario e altrettanto surrealista. Altra nota da sottolineare (non necessariamente in negativo però) sono la profonda sensazione di malinconia e a volte disperazione che pervadono il romanzo e i suoi personaggi. Camminano su strade solitarie, attraversano paludi, mari di ghiaccio dai silenzi immobili, palazzi stupendi che diventano prigioni sotterranee...
    Ma andiamo con ordine: tutto inizia con un ufficiale slavo, che durane una guerra perde drammaticamente il figlio; torniamo con lui al suo castello, dove tutte le stanze e i mobili non stanno mai fermi, cambiando continuamente il loro posto come le lancette di un orologio e dove vive con la figlia Irena; ossessionato dall’infinito, il proprietario del castello ingaggia il protagonista del romanzo, Nicholas Flood, uno stampatore di Londra, per creare un’opera d’arte: il libro infinito. Da qui inizia una serie di avventure di lui con la figlia Pica, che vanno dalla prigionia, a viaggi esotici in mezzo ad isole di ghiaccio, a Venezia, in Australia, in Cina, insieme a molti altri personaggi altrettanto surreali, senza farci mancare incursioni nel fantastico puro (un tuffo in una bacinella di inchiostro in un’altra dimensione, come atrtraverso lo specchio di Alice, e molto altro ancora).
    Il libro presenta sicuramente una scrittura colta ed enigmatica, è pieno di riferimenti e citazioni ad epoche, personaggi o leggende, che purtroppo io non sono stato in grado di cogliere al massimo, ma nonostante questo trovo che il libro è davvero un piccolo capolavoro.

    ha scritto il 

  • 3

    Onestamente non mi ha detto granchè questo libro.
    La descrizione del castello del conte è fatta molto bene (e io ci andrei sicuramente), la chimera del libro infinito è un buon punto di riflessione, però in sostanza non lo ritengo fantastico.

    ha scritto il 

  • 4

    Affascinate da leggere, mi sono perso e mi è piaciuto. Il libro in fondo lascia tutto a metà non vi è storia che venga conclusa, nessuna fine! Si arriva in fondo sospesi come nuvole, senza approdo sicuro, senza alcuna certezza.

    ha scritto il 

  • 5

    straordinariamente spettacolare!

    posso affermare con fierezza che è il libro più bello che abbia letto relativo a questo genere!
    ci sono tanti ingredienti che allo stesso tempo lo rendono criptico, interessante, coinvolgente, intrigante, nagnifico!
    questa storia mi ha fatto fare un grande salto di fantasia, immergend ...continua

    posso affermare con fierezza che è il libro più bello che abbia letto relativo a questo genere!
    ci sono tanti ingredienti che allo stesso tempo lo rendono criptico, interessante, coinvolgente, intrigante, nagnifico!
    questa storia mi ha fatto fare un grande salto di fantasia, immergendomi in un castello surreale e genialmente creato, e facendomi visitare città come Venezia, la Cina e Londra e rendendole speciali e mai viste!
    mi è venuto il desiderio di andare a visitarle cercando la magiaa che vi ho letto, e la voglia di incontrare i personaggi come Irena, Dijnn, flood e tutti gli altri!
    davvero eccellentte!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Il libro che non c'è

    1759. Il conte Ostrov vive in un grande castello gotico al confine tra l’Ungheria e la Boemia. Vedovo, dopo aver perso un figlio in battaglia a causa di uno stupido incidente, egli sviluppa uno straordinario interesse per tutto ciò che è enigmatico e originale. Il suo castello, infatti, presenta ...continua

    1759. Il conte Ostrov vive in un grande castello gotico al confine tra l’Ungheria e la Boemia. Vedovo, dopo aver perso un figlio in battaglia a causa di uno stupido incidente, egli sviluppa uno straordinario interesse per tutto ciò che è enigmatico e originale. Il suo castello, infatti, presenta un’architettura estremamente mobile: qui le stanze cambiano continuamente forma ed arredamento e sono piene di strani marchingegni: le pareti si muovono, le scalinate appaiono e scompaiono, i letti corrono da una stanza all’altra e una serie di sorprendenti automi è in grado di svolgere i più disparati compiti.
    Qui, le sue grandi librerie, piene di libri provenienti da ogni parte del mondo, scorrono intrecciandosi, scompaiono e ricompaiono come immense muraglie di cultura galleggiante. La giovane figlia Irena aiuta il padre a catalogare e gestire questa grande quantità di volumi preziosi e rari.
    Ma il sogno del conte è quello di costruire un libro infinito, il libro che non c’è.
    Per fare questo, fa arrivare da Londra il creativo stampatore Nicholas Flood in modo che questi possa attivamente contribuire alla progettazione di siffatta irreale opera. Nicholas ed Irena, però, si innamorano e condividono la fiamma del loro bruciante desiderio. Quando il conte Ostrov se ne accorge è ormai troppo tardi: Irena che aspetta un bambino viene allontanata dal maniero e portata chissà dove dall’imperscrutabile abate Saint-Foix e Nicholas viene gettato nelle segrete del castello, a scontare il suo errore. Passa il tempo, il conte muore e sarà Pica, una giovinetta dagli infelici trascorsi in un orfanotrofio, frutto della passione proibita di Irena e Nicholas, a liberare quest’ultimo dopo anni di buio e solitudine. Padre e figlia intraprenderanno così un fantastico viaggio a bordo di una nave stravagante e bizzarra, alla ricerca di Irena e percorrendo il Danubio, attraverseranno tanti paesi incontrando una marea di fantasiosi personaggi, ognuno con una storia da raccontare senza però perdere di vista l’antico sogno del conte Ostrov, diventato ormai una ragione di vita anche per Nicholas.
    Questa in breve la trama del romanzo del canadese Thomas Wharton, insegnante d’inglese e vincitore con il suo primo libro del prestigioso Commonwealth Prize For Best First Book.
    Senza dubbio un’idea originale e fascinosa già dal titolo che sicuramente è un elemento accattivante e seducente per i bibliofili.
    Ma il libro, nonostante alcune parti piacevoli, finisce poi per essere un’accozzaglia di storie ed intrecci senza capo né coda, senza un concreto inizio e senza una evidente fine e tutto ciò, debilitando l’incanto della magia, genera noia, disinteresse e delusione. O forse è proprio questo il libro che non c’è? Il conte Ostrov probabilmente avrebbe realizzato il suo sogno. Questo libro non lascia nulla, questo libro proprio non c’è.

    ha scritto il