La leggenda del santo bevitore

Racconto

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca 20)

3.8
(3736)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 73 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Chiara Colli Staude

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Filosofia

Ti piace La leggenda del santo bevitore?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
[.]
Ordina per
  • 0

    LA LEGGENDA DEL SANTO BEVITORE - ROTH, L'ALTRO - 2 stelle per pietà

    Lo so, già dal titolo qualcosa del mio giudizio è intuibile...
    Questo (autore/scrittore/e la carta si spera sia trattata ecologicamente almeno al 50%) è un altro che ha avuto un'idea e non l'ha saputa ...continua

    Lo so, già dal titolo qualcosa del mio giudizio è intuibile...
    Questo (autore/scrittore/e la carta si spera sia trattata ecologicamente almeno al 50%) è un altro che ha avuto un'idea e non l'ha saputa sviluppare.
    Aveva bisogno di pagare l'affitto, pover'uomo. O le tasse, o il mutuo.
    Allora, riassumendo:
    1) Il film è meglio.
    2) Il pregio del libro è la brevità (per mancanza di tempo da dedicare alla lettura, sto scegliendo i libri affiancandoli e misuro i millimetri e scelgo, all'incirca. Lascio fare anche all'indole del momento. Questo libro volevo leggerlo da un pezzo. Mannaggia a me, lo rivenderò).
    3) Ripetitivo e (almeno a mio parere) scontato, prevedibile.
    4) Sì, Nood-lesse, sto bevendo buon vino ghiacciato (bianco e abruzzese). Dammi tregua, è domenica, la prima che non lavoro da una settimana e non mi sembra vero.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    L'allievo modello, Il mercante di coralli, La leggenda del santo bevitore

    Ho amato molto tutti e tre i racconti che, per quanto diversi hanno alcuni tratti in comune. Tre racconti che narrano di tre vite, che culminano in tre morti. Cosa accomuna l'arrampicatore sociale pri ...continua

    Ho amato molto tutti e tre i racconti che, per quanto diversi hanno alcuni tratti in comune. Tre racconti che narrano di tre vite, che culminano in tre morti. Cosa accomuna l'arrampicatore sociale privo di empatia Anton Wanzl, il mercante vagheggiatore di oceani Nissen Piczenik e il santo bevitore Andres Kartak? Innanzi tutto, mi verrebbe da dire, una difficoltà nell'inquadrare questi personaggi nella schiera dei vinti o dei vincitori, di coloro che hanno raggiunto il proprio scopo nella vita o di quelli che hanno finito per arrendersi. Anton raggiunge il suo scopo, quindi è un vincitore. Ma una vita di cinismo è realmente una vittoria? E la risata finale è perché finalmente, da morto, può permettersi sentimenti umani o è l'estremo atto cinico di chi guarda all'umanità dall'alto in basso e la compatisce? E il nostro mercante di coralli? Tradisce sé stesso quando inizia a "tagliare" i coralli veri con la celluloide? Tradisce la moglie quando va ad Odessa? Il suo stesso essere commerciante è un tradimento della sua passione per il mare? Ma come può esserlo se ne è anche la causa? E alla fine quando torna al mare è una vittoria o una sconfitta? Lo stesso dicasi per Andreas, che accetta la vita con dignità in tutti i suoi aspetti, miracoli o soprusi sono sempre accolti con un sorriso, il sorriso del santo o dello stolto, il sorriso alcolico dello stesso Roth mentre lo scriveva, il sorriso che accompagna nella morte tanto Andreas quanto il suo creatore. Ma è soprattutto nella meravigliosa prosa di Roth che è possibile trovare delle similitudini, densa e lievissima, attenta ed acuta nel cogliere solo i particolari più importanti e sorvolare sul resto, come fosse un osservatore dell'animo umano più che un creatore di storie, storie che si limita a consegnarci senza mai giudicare, senza mai cercare delle risposte, ma anzi suscitando domande e stimolando la riflessione.
    Per me una splendida raccolta.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Vorrei ma non posso ...

    Parafrasando il tormentone estivo dell'anno scorso di Fedez e J-Ax durante tutta la lettura la colonna sonora era questa ma ad un significato più profondo. Quante scuse ci inventiamo per rimandare, pr ...continua

    Parafrasando il tormentone estivo dell'anno scorso di Fedez e J-Ax durante tutta la lettura la colonna sonora era questa ma ad un significato più profondo. Quante scuse ci inventiamo per rimandare, procrastinare, non fare quello che sappiamo che è giusto e doveroso fare? Fino a quando la fortuna può aiutare gli audaci? e soprattutto quegli audaci che non sanno che farsene? Davvero intrigante questa breve novella, piena di personaggi-tentatori che distraggono un già distratto Andreas, persona già incline a non portare a compimento le cose. Fino a quando il tempo è scaduto e sopraggiunge la morte a mettere la parola fine. E cosa rimane di quel debito da saldare? Nulla.
    Roth mi ha incuriosita e sicuramente leggerò altro di suo.

    ha scritto il 

  • 5

    Il testamento di Joseph Roth. Quante affermazioni sono riconducibili al suo modo di vivere, al suo modo di prendere ciò che il futuro ti riserva! La figura dell'uomo dipendente dall'alcool, povero, ma ...continua

    Il testamento di Joseph Roth. Quante affermazioni sono riconducibili al suo modo di vivere, al suo modo di prendere ciò che il futuro ti riserva! La figura dell'uomo dipendente dall'alcool, povero, ma che trova qualcuno che lo aiuta e lo spinge a uscire, rimandoci, nel tipo di esistenza che è solito vivere, è credibilissima.

    ha scritto il 

  • 4

    La leggenda del Santo bevitore
    Joseph Roth
    La leggenda del Santo bevitore di Joseph Roth, è un racconto che non ci lascerà indifferenti.
    Andreas è un barbone, vive sotto i ponti di Parigi. Sbarca il l ...continua

    La leggenda del Santo bevitore
    Joseph Roth
    La leggenda del Santo bevitore di Joseph Roth, è un racconto che non ci lascerà indifferenti.
    Andreas è un barbone, vive sotto i ponti di Parigi. Sbarca il lunario con l'elemosina.
    Un uomo d'onore, non da fastidio a nessuno.
    Un giorno le capita l'occasione della sua vita, può dire ciao alla vita di stenti.
    Ci prova ma c'è sempre qualcosa che si infrappone fra lui e la felicità.
    Questa leggenda è un inno a non farci sfuggire le occasioni che la vita ci da...
    Mi viene in mente un titolo di un libro, che non ho letto, se siete felici fateci caso.

    ha scritto il 

  • 4

    A Parigi tutto è possibile

    In una notte parigina il clochard Andreas Kartak incontra un uomo buono che, vedendo il suo stato di difficoltà, gli offre duecento franchi. E’ solo un prestito, perché Andreas è un uomo d’onore e vuo ...continua

    In una notte parigina il clochard Andreas Kartak incontra un uomo buono che, vedendo il suo stato di difficoltà, gli offre duecento franchi. E’ solo un prestito, perché Andreas è un uomo d’onore e vuole ripagare il benefattore. E allora la condizione è di offrire questi soldi a Santa Teresina nella chiesa di Santa Maria di Batignolles.
    La fortuna per il senzatetto comincia a girare: mangia, dorme finalmente come si deve, trova qualcuno che gli offre altri soldi, va al cinema, incontra vecchi amici, trova una donna, vive in una vera casa. Perché i soldi sotto forma di piccoli miracoli lo raggiungono ancora e ancora e lui cerca sempre di andare a pagare il suo debito.
    La fine è amara. Ma il racconto, a mio avviso, ha molte letture.
    Solo la gentilezza può salvare un’anima e può redimerla da un inferno di miserie in cui ci si può trovare senza colpa.
    Il castigo divino raggiunge l’uomo che non adempie le sue promesse?
    L’uomo può essere salvato da altri se da solo non ha la forza di farlo?
    Andreas percepisce la bontà del mondo attorno a sé, ne vuole far parte ma sta sempre al margine, in punta di piedi.
    Roth si esprime in una prosa fluida, come sempre, e piacevolissima. Il racconto è perfetto e Andreas è Joseph, così come lui si vede e come si propone a noi. La miseria dell’animo umano può nascondersi anche sotto una giacca e una cravatta perfette.

    ha scritto il 

  • 3

    No me ha entusiasmado. Cierto que se lee fácil y es muy entretenida pero esperaba mucho mas. Creo que hay que tomarla como una parábola que nos dice que hay que aprovechar las oportunidades y los golp ...continua

    No me ha entusiasmado. Cierto que se lee fácil y es muy entretenida pero esperaba mucho mas. Creo que hay que tomarla como una parábola que nos dice que hay que aprovechar las oportunidades y los golpes de suerte que se presentan en la vida, de que las buenas intenciones no son suficientes para ir por el buen camino y conseguir lo que uno se propone, hay que tener también una gran fuerza de voluntad y alejarse de los vicios que embrutecen.

    ha scritto il 

  • 4

    C'è sempre la possibilità di scelta

    Un vagabondo ubriacone, Andreas, che passa la sua esistenza da una bettola all’altra, riceve un giorno dei soldi da un signore che gli dice di restituirli, se lo vorrà, a santa Teresa nella chiesa di ...continua

    Un vagabondo ubriacone, Andreas, che passa la sua esistenza da una bettola all’altra, riceve un giorno dei soldi da un signore che gli dice di restituirli, se lo vorrà, a santa Teresa nella chiesa di Santa Maria, invece che a lui.

    Da quel momento la sua vita viene segnata dall’incontro con persone che gli elargiscono o denaro o lavoro o ricordi della sua vita passata. E lui, persona onesta e retta, tenta in ogni modo di andare nella chiesa dove si trova la santa cui restituire il debito, ma una cosa o un’altra, curiosamente, glielo impediscono. Una bevuta, un amico da aiutare, un incontro, un lavoro, il caso. Il denaro lo reintegra nella società da cui era uscito per ragioni diverse, anche se non riesce a distoglierlo dal bere.

    Fino a quando, alla fine, è troppo tardi.

    Il racconto, autobiografico, è scritto benissimo. Semplice, delicato, lieve, incalzante e interessante. Alla fine però mi ha lasciato un po’ interdetto. Tutto qui?

    Che sia una metafora della nostra esistenza? Riceviamo durante la nostra vita tanti doni con la promessa di restituirli, ma i fatti della vita ce lo impediscono se non siamo sufficientemente determinati? O è la metafora della vita di un alcolizzato, una vita che nessun fatto riesce a redimere se non la morte?

    Forse il messaggio è che la vita in ogni momento ci regala opportunità per riscattarci. Sta a noi saperle cogliere, oppure affondare.

    Joseph Roth, alcolista fin dall’età di 39 anni, termina il racconto con le parole "Conceda Dio a tutti noi, a noi bevitori, una morte così lieve e bella!

    Curiosamente tale morte gli fu concessa, visto che morì improvvisamente durante un attacco di delirium tremens.

    Chissà, se solo bevessi, se solo sopportassi chi esagera con l’alcool, se semplicemente capissi chi si attacca alla bottiglia forse avrei apprezzato di più il libro….

    ha scritto il 

  • 5

    Lo ricordo a memoria

    Pur avendolo letto parecchi anni fa lo ricordo alla perfezione. Perchè? semplice è un capolavoro. Per me poi lo è anche perchè nel personaggio mi ci ritrovo specchiato alla perfezione, ci ritrovo spec ...continua

    Pur avendolo letto parecchi anni fa lo ricordo alla perfezione. Perchè? semplice è un capolavoro. Per me poi lo è anche perchè nel personaggio mi ci ritrovo specchiato alla perfezione, ci ritrovo specchiata la mia condizione umana, di uomo che riceve la grazia ma la disperde, ma la grazia ti è sempre vicina, non ti abbandona.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per