La leggenda del santo bevitore

Racconto

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca 20)

3.9
(3531)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 73 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Chiara Colli Staude

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
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    Più una parabola che un romanzo, si legge in meno di un'ora e fa sorridere nonostante l'argomento trattato non sia dei più divertenti. Roth ci parla con ironia di un senzatetto alcolizzato che butta a ...continua

    Più una parabola che un romanzo, si legge in meno di un'ora e fa sorridere nonostante l'argomento trattato non sia dei più divertenti. Roth ci parla con ironia di un senzatetto alcolizzato che butta al vento e affoga nel pernod ogni fortuna che gli capita, e gliene capitano di incredibili.
    Un bel libro, forse non imprescindibile ma comunque piacevole.

    ha scritto il 

  • 3

    se questo è un uomo...che affoga nel pernod

    tra un passo e l'altro della discesa agli inferi di un uomo Roth ci dice cosa è un uomo quando annaspa affogando nel pernod

    ha scritto il 

  • 4

    La santificazione del perdente

    Un personaggio di quelli che ti possono lasciare indifferente, o letteralmente travolgere. Io, come ho già scritto altrove, amo il mito del perdente, e ho lasciato che mi travolgesse.

    Grande romanzo, ...continua

    Un personaggio di quelli che ti possono lasciare indifferente, o letteralmente travolgere. Io, come ho già scritto altrove, amo il mito del perdente, e ho lasciato che mi travolgesse.

    Grande romanzo, ma se non avete visto il film e non vi siete lasciati sommergere dai silenzi dell'anima evocati da Olmi, tra nebbia e alcol e silenzi e ancora nebbia, e respiri, e poi ancora silenzi, vi siete persi l'altra metà del cielo.

    ha scritto il 

  • 3

    Se una domenica d’ottobre doveste chiedervi qual è la formula della felicità, ritagliatevi qualche ora e lasciatevi raccontare da Joseph Roth “La leggenda del santo bevitore”. Potreste scoprire che la ...continua

    Se una domenica d’ottobre doveste chiedervi qual è la formula della felicità, ritagliatevi qualche ora e lasciatevi raccontare da Joseph Roth “La leggenda del santo bevitore”. Potreste scoprire che la felicità è fatta di piccole sordide cose.

    CONTINUA QUI --> http://www.wesmile.it/pagina69-ottobre-se-il-santo-e-bevitore-e-la-felicita-fatta-di-piccole-sordide-cose/

    ha scritto il 

  • 3

    Se un barbone incontra una Santa.....

    Un racconto breve in cui un barbone si ritrova in una storia più grande di lui. Si intrecciano il caso, la religione e la forza di volontà, che in maniera beffarda e singolare si alternano nella sua v ...continua

    Un racconto breve in cui un barbone si ritrova in una storia più grande di lui. Si intrecciano il caso, la religione e la forza di volontà, che in maniera beffarda e singolare si alternano nella sua vita facendogli perdere o trovare occasioni eccezionali. Forse è quel che si prova quando si è ubriachi e si sovrappongono storie, tempi è vita reale e immaginata, forse è quel che lui sperava per se stesso, alcolista che sarebbe morto dopo pochi mesi dalla pubblicazione di questo racconto. La sensazione che da' e' quella di assistere ad un miracolo, ad una serie di miracoli anzi, che comunque non allontanano Andreas dal proprio destino. Una favola....moderna

    ha scritto il 

  • 4

    Roth scrive questo racconto brevissimo pochi mesi prima di morire, ottenebrato dalla dipendenza dall’alcool.
    Nella sua narrazione pulita e semplice ma altresì perfetta della storia di Andreas, clocha ...continua

    Roth scrive questo racconto brevissimo pochi mesi prima di morire, ottenebrato dalla dipendenza dall’alcool.
    Nella sua narrazione pulita e semplice ma altresì perfetta della storia di Andreas, clochard che vive lungo le rive della Senna dedito all’accattonaggio e al bere, si avverte come un modo da parte sua di congedarsi in punta di piedi dalla vita, chiedendo comprensione per l’universale destino dell’uomo, nella sua duplice dimensione di alternanza di errore e soluzione, ebbrezza e sobrietà.

    Questo libro mi è stato regalato e ciò che più mi sfiora è venire a sapere che la stessa persona fece a suo tempo dono dell’identico libro anche al proprio padre.

    ha scritto il 

  • 3

    Alla fiera dell'Est

    E' accaduto nuovamente. In Roth, sino ad adesso, trovo sempre chi, contemporaneamente, "predica bene e razzola male".
    Stavolta chi razzola male e' Andreas, alcolizzato che vive sotto i ponti della Sen ...continua

    E' accaduto nuovamente. In Roth, sino ad adesso, trovo sempre chi, contemporaneamente, "predica bene e razzola male".
    Stavolta chi razzola male e' Andreas, alcolizzato che vive sotto i ponti della Senna che, ad un tratto, totalmente braccato dalla buona sorte, deve restituire una somma avuta fortuitamente in prestito da uno sconosciuto.
    Certo, vorrà farlo e lo farà; ma succederà dopo mille divagazioni e rimandi; spenderà, consumerà, berrà, ma contemporaneamente lavorerà, si impegnerà e salderà il suo conto con il destino.
    Succederà nel momento estremo, dopo essere stato trascinato dagli eventi in un caleidoscopico carosello di incontri. Come fosse in uno sfavillante lunapark della ville lumiere, imbracato su una ruota panoramica che spesso gira in senso antiorario, finirà costantemente fiondato, sbatacchiato, verso le persone ed i ricordi del suo (migliore?) passato.
    Qualcosa nell'immediato sfugge, in questa breve novella. Bisogna metabolizzarlo con lentezza, probabilmente perché la rutilante scrittura, che tanto mi ha ricordato il testo di Branduardi, alimenta la curiosità e porta a leggere voracemente, tutto di un fiato.

    ha scritto il 

  • 2

    Senza infamia e senza lode

    Dalla lettura di questa breve storia sono rimasta piuttosto indifferente, quindi non posso dire che il libro mi sia piaciuto. Lo stile di scrittura è pulito e lineare, anche scorrevole, e non si fa ne ...continua

    Dalla lettura di questa breve storia sono rimasta piuttosto indifferente, quindi non posso dire che il libro mi sia piaciuto. Lo stile di scrittura è pulito e lineare, anche scorrevole, e non si fa nessuna fatica a leggerlo... però... manca la sostanza. E' una storia che a tratti risulta paradossale, (con un'ostentazione al miracolo e alla religione troppo marcata) a tratti il comportamento del protagonista e della sua immeritata fortuna è anche irritante, ma in definitiva arrivi alla fine senza capire il senso o la morale di questo racconto, che finisce bruscamente senza lasciare traccia. In più la tematica trattata, quella del clochard ubriacone non risulta minimamente interessante da nessun punto di vista ma è solo una narrazione molto semplice che sembrerebbe fine e a sé stessa. Non conoscevo l'autore e forse la scelta di iniziare a conoscerlo da questo libro è stata sbagliata dato che non si tratta di un romanzo vero e proprio ma solo di una novella, che non ha acceso minimamente la mia curiosità nel proseguire altre sue opere.

    ha scritto il 

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