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La leggenda del santo bevitore

Racconto

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca 20)

3.9
(3381)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 73 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Chiara Colli Staude

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 2

    Che delusione! Dopo aver letto "La Cripta dei Cappuccini" e "La marcia di Radetzky" e dopo aver sentito parlare di questo come del capolavoro di Roth, mi sono trovata a leggere un racconto scarno, un ...continua

    Che delusione! Dopo aver letto "La Cripta dei Cappuccini" e "La marcia di Radetzky" e dopo aver sentito parlare di questo come del capolavoro di Roth, mi sono trovata a leggere un racconto scarno, un elenco di fatti, quasi una cronaca senza patos. Peccato.

    ha scritto il 

  • 2

    Questo racconto, pubblicato lo stesso anno della morte dell'autore, è fortemente autobiografico: nel clima spersonalizzato di una grande città come tante negli anni dell'ascesa dei totalitarismi e del ...continua

    Questo racconto, pubblicato lo stesso anno della morte dell'autore, è fortemente autobiografico: nel clima spersonalizzato di una grande città come tante negli anni dell'ascesa dei totalitarismi e della società di massa, Andreas è un uomo vittima del vizio, dell'indifferenza e della debolezza, che cerca una forma di sollievo nell'alienazione, ma è anche una sorta di prefigurazione del destino di Roth, anch'egli affetto dal vizio dall'alcolismo.
    Un racconto interessante, intenso, ma, per i miei gusti narrativi, troppo breve. La lettura scorre veloce, senza risultare né moralista né semplicista, ma, anzi, evidenziando bene il pensiero di Andreas e l'inconsistenza del mondo che lo circonda, in cui persino l'unica presenza di buon cuore sembra più una personificazione di una fugace sorte che sorride che un reale interlocutore. Eppure il tutto si esaurisce con la rapidità con cui il racconto entra nel vivo, lasciandoci il dubbio su chi sia davvero questo Andreas, che cosa avrebbe potuto raccontarci.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/03/la-leggenda-del-santo-bevitore-roth.html

    ha scritto il 

  • 3

    http://www.scaffalivirtuali.altervista.org/php5/index.php?bookid=383

    Romanzo breve e particolare, anche piuttosto difficile da capire. Al protagonista, un barbone di nome Andreas, uno sconosciuto pass ...continua

    http://www.scaffalivirtuali.altervista.org/php5/index.php?bookid=383

    Romanzo breve e particolare, anche piuttosto difficile da capire. Al protagonista, un barbone di nome Andreas, uno sconosciuto passante regala una cospicua somma di denaro con l'intenzione di fargliela donare in offerta durante una messa. Andreas ce la mette tutta, ma non riesce mai a resistere alle tentazioni che gli capitano tutte le volte che ha il denaro in mano: vestiti, donne, alcolici. In un modo o in un altro la cifra giusta gli torna sempre fra le mani, ma, seppur armato di buone intenzioni, la sua volontà cede sempre. La storia, molto breve, volge al termine fra i molti dubbi e le molte incertezze del lettore, spiazzato da una storia ricca di morale, ma che dice tanto e poco allo stesso tempo.

    ha scritto il 

  • 0

    Lo tengo nella tasca interna della borsa. E' qui perchè tra poco finirà nelle mani che amo.
    Gallerie. Qui non c'è segnale.
    Distrai il cuore, calmalo.
    Inizio, solo per farmi un'idea dell'incipit. Solo ...continua

    Lo tengo nella tasca interna della borsa. E' qui perchè tra poco finirà nelle mani che amo.
    Gallerie. Qui non c'è segnale.
    Distrai il cuore, calmalo.
    Inizio, solo per farmi un'idea dell'incipit. Solo per non contare i secondi. Mi ritrovo ad averlo quasi finito in pochi minuti.
    Quasi.
    Lo metto nella tasca del cappotto. Zitto ora, lasciami correre verso la felicità.

    ha scritto il 

  • 0

    Insegnamenti che farebbe bene imparare anche oggi a 100 anni dalla stesura di questi racconti.
    Oltre che il più famoso, che dà titolo alla raccolta, "L'Allievo Modello" insegna anche a non fidarsi cie ...continua

    Insegnamenti che farebbe bene imparare anche oggi a 100 anni dalla stesura di questi racconti.
    Oltre che il più famoso, che dà titolo alla raccolta, "L'Allievo Modello" insegna anche a non fidarsi ciecamente degli uomini e delle loro possibili seconde intenzioni, esattamente il contrario delle esperienze di Andreas e dei miracoli che incontra nei giorni descritti all'interno del racconto.
    Consigliatissima la lettura, si legge tutto d'un fiato e lascia un retrogusto agrodolce.

    ha scritto il 

  • 3

    La leggenda del santo bevitore

    3 stelle e 1/2
    Andreas è un senzatetto alcolizzato con un passato difficile, la cui vita vuota viene riempita all'improvviso da una serie di miracoli. Una sera infatti riceve in dono da un ricco signo ...continua

    3 stelle e 1/2
    Andreas è un senzatetto alcolizzato con un passato difficile, la cui vita vuota viene riempita all'improvviso da una serie di miracoli. Una sera infatti riceve in dono da un ricco signore devoto a Santa Teresa una bella somma di denaro, che lui si impegna a restituire al più presto alla chiesa dedicata alla santa. Il denaro rappresenta la possibilità di cambiare vita, ma i suoi buoni propositi si scontrano con la realtà delle sue debolezze, e ogni volta che Andreas, spesso aiutato dalla sorte, dispone del denaro sufficiente per pagare il suo debito, si lascia distrarre da qualcosa e spende i soldi in altro modo. Nonostante ciò rimane fiducioso che i miracoli continuino...

    Racconto breve, e forse un po’ surreale, ma molto significativo sulla fragilità umana, che spesso ha il sopravvento e impedisce di portare a termine i buoni propositi. Bello anche il messaggio di speranza del libro: il protagonista non perde la speranza, crede nei miracoli, che effettivamente avvengono.

    ha scritto il 

  • 4

    La leggenda...

    Un altro di quei libri sulla cui lettura si creano troppe aspettative con il rischio di rimanerne in parte delusi!
    Non è andata così completamente ma il rischio c'è stato!
    Una favola in chiave moderna ...continua

    Un altro di quei libri sulla cui lettura si creano troppe aspettative con il rischio di rimanerne in parte delusi!
    Non è andata così completamente ma il rischio c'è stato!
    Una favola in chiave moderna dove il finale si può interpretare in vari modi, forse che le cose per farle non basta che le abbia decise qualcun altro o forse che lottare contro il destino è inutile, alla fine meglio lasciarsi andare, comunque si sarà vissuto...

    ha scritto il 

  • 3

    Peccato...

    Sicuramente mi aspettavo di più da quello che viene definito il capolavoro di Joseph Roth, il suo testamento letterario.
    Il racconto, anticipato in questa economica edizione da una insopportabile intr ...continua

    Sicuramente mi aspettavo di più da quello che viene definito il capolavoro di Joseph Roth, il suo testamento letterario.
    Il racconto, anticipato in questa economica edizione da una insopportabile introduzione quasi più lunga del romanzo stesso, non è altro che una fiaba moderna: un simbolo autobiografico della vita dell'autore, un messaggio di speranza per la morte a venire.
    E' un libro scritto con umiltà in modo semplice e scorrevole e con un'ingenuità voluta, da fiaba appunto.
    Peccato forse non ne ho colto interamente il senso nonostante mi sia documentato, o piuttosto non ne ho carpito la poesia che mi avrebbe dovuto rapire.

    ha scritto il 

  • 3

    Impossibile non immedesimarsi almeno un pochino nel protagonista di questo breve romanzo. Chi di noi non ha mai rimandato qualcosa di importante o anche di futile, poco importa, per pigrizia, per inco ...continua

    Impossibile non immedesimarsi almeno un pochino nel protagonista di questo breve romanzo. Chi di noi non ha mai rimandato qualcosa di importante o anche di futile, poco importa, per pigrizia, per incostanza, per leggerezza, pensando di avere tutto il tempo per farlo domani, dopodomani o il mese prossimo, magari? Ma forse, di tempo, non ne abbiamo poi così tanto.

    ha scritto il 

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