Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La leggenda del santo bevitore

Racconto

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca 20)

3.9
(3342)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 73 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Chiara Colli Staude

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , Philosophy

Ti piace La leggenda del santo bevitore?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
[.]
Ordina per
  • 0

    Insegnamenti che farebbe bene imparare anche oggi a 100 anni dalla stesura di questi racconti.
    Oltre che il più famoso, che dà titolo alla raccolta, "L'Allievo Modello" insegna anche a non fidarsi ciecamente degli uomini e delle loro possibili seconde intenzioni, esattamente il contrario de ...continua

    Insegnamenti che farebbe bene imparare anche oggi a 100 anni dalla stesura di questi racconti.
    Oltre che il più famoso, che dà titolo alla raccolta, "L'Allievo Modello" insegna anche a non fidarsi ciecamente degli uomini e delle loro possibili seconde intenzioni, esattamente il contrario delle esperienze di Andreas e dei miracoli che incontra nei giorni descritti all'interno del racconto.
    Consigliatissima la lettura, si legge tutto d'un fiato e lascia un retrogusto agrodolce.

    ha scritto il 

  • 3

    La leggenda del santo bevitore

    3 stelle e 1/2
    Andreas è un senzatetto alcolizzato con un passato difficile, la cui vita vuota viene riempita all'improvviso da una serie di miracoli. Una sera infatti riceve in dono da un ricco signore devoto a Santa Teresa una bella somma di denaro, che lui si impegna a restituire al più ...continua

    3 stelle e 1/2
    Andreas è un senzatetto alcolizzato con un passato difficile, la cui vita vuota viene riempita all'improvviso da una serie di miracoli. Una sera infatti riceve in dono da un ricco signore devoto a Santa Teresa una bella somma di denaro, che lui si impegna a restituire al più presto alla chiesa dedicata alla santa. Il denaro rappresenta la possibilità di cambiare vita, ma i suoi buoni propositi si scontrano con la realtà delle sue debolezze, e ogni volta che Andreas, spesso aiutato dalla sorte, dispone del denaro sufficiente per pagare il suo debito, si lascia distrarre da qualcosa e spende i soldi in altro modo. Nonostante ciò rimane fiducioso che i miracoli continuino...

    Racconto breve, e forse un po’ surreale, ma molto significativo sulla fragilità umana, che spesso ha il sopravvento e impedisce di portare a termine i buoni propositi. Bello anche il messaggio di speranza del libro: il protagonista non perde la speranza, crede nei miracoli, che effettivamente avvengono.

    ha scritto il 

  • 4

    La leggenda...

    Un altro di quei libri sulla cui lettura si creano troppe aspettative con il rischio di rimanerne in parte delusi!
    Non è andata così completamente ma il rischio c'è stato!
    Una favola in chiave moderna dove il finale si può interpretare in vari modi, forse che le cose per farle non bas ...continua

    Un altro di quei libri sulla cui lettura si creano troppe aspettative con il rischio di rimanerne in parte delusi!
    Non è andata così completamente ma il rischio c'è stato!
    Una favola in chiave moderna dove il finale si può interpretare in vari modi, forse che le cose per farle non basta che le abbia decise qualcun altro o forse che lottare contro il destino è inutile, alla fine meglio lasciarsi andare, comunque si sarà vissuto...

    ha scritto il 

  • 3

    Peccato...

    Sicuramente mi aspettavo di più da quello che viene definito il capolavoro di Joseph Roth, il suo testamento letterario.
    Il racconto, anticipato in questa economica edizione da una insopportabile introduzione quasi più lunga del romanzo stesso, non è altro che una fiaba moderna: un simbolo ...continua

    Sicuramente mi aspettavo di più da quello che viene definito il capolavoro di Joseph Roth, il suo testamento letterario.
    Il racconto, anticipato in questa economica edizione da una insopportabile introduzione quasi più lunga del romanzo stesso, non è altro che una fiaba moderna: un simbolo autobiografico della vita dell'autore, un messaggio di speranza per la morte a venire.
    E' un libro scritto con umiltà in modo semplice e scorrevole e con un'ingenuità voluta, da fiaba appunto.
    Peccato forse non ne ho colto interamente il senso nonostante mi sia documentato, o piuttosto non ne ho carpito la poesia che mi avrebbe dovuto rapire.

    ha scritto il 

  • 3

    Impossibile non immedesimarsi almeno un pochino nel protagonista di questo breve romanzo. Chi di noi non ha mai rimandato qualcosa di importante o anche di futile, poco importa, per pigrizia, per incostanza, per leggerezza, pensando di avere tutto il tempo per farlo domani, dopodomani o il mese p ...continua

    Impossibile non immedesimarsi almeno un pochino nel protagonista di questo breve romanzo. Chi di noi non ha mai rimandato qualcosa di importante o anche di futile, poco importa, per pigrizia, per incostanza, per leggerezza, pensando di avere tutto il tempo per farlo domani, dopodomani o il mese prossimo, magari? Ma forse, di tempo, non ne abbiamo poi così tanto.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho un debito con una donna ...

    Se pur beve (peccato) è un racconto molto significativo e pieno di sostanza. Un Uomo,minatore polacco arrivato a Parigi pe lavoro si trova a a vivere sa " senza tetto" sotto i ponti della Senna. ma l'incontro un generoso uomo da il via a una serie di "miracoli". il miracolo sono duecento franchi ...continua

    Se pur beve (peccato) è un racconto molto significativo e pieno di sostanza. Un Uomo,minatore polacco arrivato a Parigi pe lavoro si trova a a vivere sa " senza tetto" sotto i ponti della Senna. ma l'incontro un generoso uomo da il via a una serie di "miracoli". il miracolo sono duecento franchi che l'uomo dovrà restituire non al generoso donatore ma bensì alla chiesa in onore di una santa. I soldi per pagare il debito arriveranno sempre ma ogni volte che si accingerà a saldare il conto capiterà sempre qualcosa, e il vizio e il lusso avranno sempre la meglio. Più che altro il vino!
    Davvero bello!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    L'inconcludenza, difetto tanto umano quanto comune, è il male che affligge il protagonista del racconto.

    Ricevuto in dono da una vecchia amica, questo racconto mi ha rapita, entusiasmata, rattristata e ancor più emozionata.
    Mi è piaciuto tantissimo, tanto da menzionarlo a quattro an ...continua

    L'inconcludenza, difetto tanto umano quanto comune, è il male che affligge il protagonista del racconto.

    Ricevuto in dono da una vecchia amica, questo racconto mi ha rapita, entusiasmata, rattristata e ancor più emozionata.
    Mi è piaciuto tantissimo, tanto da menzionarlo a quattro anni dalla lettura, ancora tra i miei testi preferiti.
    Tutti dovrebbero leggerlo per prendere contatto con un difetto cronico assai comune: il rimandare, che in questo racconto si rivela un difetto esacerbato all'infinito finché poi non è più possibile porre rimedio.

    Ho ritrovato una breve recensione scritta a caldo quattro anni fa e ho deciso di riproporla in questa scheda.
    "Un messaggio tanto scontato quanto utile, espresso con uno stile così raffinato da non poter non lasciare il segno.
    La buona volontà, senza azioni, è fine a se stessa, portatrice d'illusioni e niente più per chi crede e per chi l'ascolta.
    Andreas è buono, ingenuo, debole, piegato a se stesso e al suo vizio. Tutte le sue qualità svaniscono di fronte all'unico difetto: rinviare.
    Fai oggi quello che puoi fare domani.
    L'odore di promessa si mischia al fastidio di non vederla realizzata, ancora e ancora.
    Fino a che è troppo tardi."

    *Voto: 9

    Cinque Stelle*

    ha scritto il 

  • 4

    Brutalità della natura umana

    Dico subito che forse questa edizione ha qualche pretesa di troppo: 1,90€ per un centinaio di paginette, scritte con un carattere molto grande e precedute da 60 pagine introduttive, forse è un po' una presa in giro da parte dell'editoria ai danni del consumatore. A parte ciò, la storia, che ho fa ...continua

    Dico subito che forse questa edizione ha qualche pretesa di troppo: 1,90€ per un centinaio di paginette, scritte con un carattere molto grande e precedute da 60 pagine introduttive, forse è un po' una presa in giro da parte dell'editoria ai danni del consumatore. A parte ciò, la storia, che ho fatto in tempo a leggere nel tragitto in treno piuttosto breve da lavoro a casa, è molto carina e ricca di spunti sottili, che si colgono meglio con una seconda riflessione. "La leggenda del santo bevitore" racconta di un alcolista dalla sopita indole violenta il quale, del tutto inaspettatamente, riceve in dono da un generoso passante una somma cospicua di denaro. Affermando di essere un uomo d'onore, promette di restituire la somma donandola a una chiesa di Parigi. Una serie di eventi accidentali e, ovviamente, la non dichiarata ma palese volontà subconscia di tenere il denaro per sé, impediscono più volte all'uomo di tener fede alla parola data. Una serie di colpi di fortuna garantisce più volte, al clochard, di riempire nuovamente il proprio portafoglio senza fare niente per meritarlo, ma tutte le volte i soldi scompaiono come risucchiati da un buco nero, spesi in ogni genere di frivolezze, e la promessa fatta all'inizio del racconto al misterioso benefattore rimane insoluta finché un colpo di scena non metterà il protagonista di fronte alla necessità morale di agire secondo coscienza: come se il destino, stanco di mandare sottili messaggi, avesse deciso di metterlo di fronte alla prova definitiva.
    Ho apprezzato molto l'ironia sottile di Roth nell'alludere alla scarsa volontà del protagonista di restituire il denaro, per quanto egli protestasse con chiunque di essere uomo d'onore. Inoltre mi piace il modo in cui si accenna vagamente agli eventi sessuali gettandovi, con un ghigno quasi commiserativo, una luce di ridicolo, per poi lasciar modo al lettore di immaginare per sé le scene su cui è calato il sipario.
    Il lettore non nutre nessuna speranza nel fatto che il protagonista terrà fede alla parola data, e osserva le vicende aspettandosi benissimo quello che sta per succedere, ma quando le sue congetture vengono confermate rimane comunque meravigliato e osserva questo degenerare e cadere moralmente sempre più in basso con uno stupore che è in parte divertimento per le vicende narrate, e in parte delusione per la brutalità della natura umana.
    L'ho trovato un racconto molto veritiero per quanto concerne l'uomo e la sua incapacità di tenere a freno certe sue pulsioni, un racconto completo in sé per quanto conciso e comunque divertente, avvincente.

    ha scritto il 

Ordina per