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La leggerezza dell'essere

La massa, l'etere e l'unificazione delle forze

Di

Editore: Einaudi

4.0
(25)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 290 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8806195875 | Isbn-13: 9788806195878 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Simonetta Frediani

Genere: Philosophy , Science & Nature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
«L'universo non è piú quello di un tempo e non è ciò che sembra». Frank Wilczek decide di iniziare cosí questo suo libro, una folgorante carrellata di domande e di possibili risposte sulla struttura ultima dei componenti basilari dell'Universo. Usando costantemente un'ironia sottile e facendo uso di metafore illuminanti, Wilczek - Premio Nobel per la fisica, grazie ai suoi studi sulla cromodinamica quantistica - pone domande cosí «fondamentali» da sembrare spiazzanti. Cos'è la materia? Cos'è lo spazio? Le risposte, benché ancora parziali, rappresentano quasi una sfida al senso comune: «La massa è l'energia contenuta nei componenti piú elementari, in sé privi di massa»; «Lo spazio vuoto è un mezzo complesso, brulicante di attività spontanea».
La fisica contemporanea, presentata qui nell'avvincente racconto di uno dei suoi massimi esponenti, indaga la struttura dell'essere grazie a sofisticati esperimenti e a eleganti costruzioni matematiche, cercando di inglobare in una teoria unitaria anche la gravità - la piú elusiva e flebile delle forze della natura - in un quadro coerente, nel quale anche la bellezza gioca un ruolo importante. Wilczek ci restituisce cosí un mondo nuovo, immaginario ma suscettibile di verifica sperimentale, una possibilità che sarà piú vicina quando l'LHC, il nuovo acceleratore di particelle del CERN, a Ginevra, entrerà pienamente in funzione.

«Nei Principî matematici della filosofia naturale (1686) Isaac Newton formulò tre leggi del moto. Ancora oggi i corsi di meccanica classica di solito iniziano con qualche versione delle tre leggi di Newton. Queste leggi, però, non sono complete. Esiste un altro principio, senza il quale le tre leggi di Newton perdono gran parte del loro potere. Questo principio nascosto era talmente basilare per la sua visione del mondo fisico che Newton non lo considerava come una legge che governa il movimento della materia, bensí come la definizione di ciò che la materia è. Quando insegno la meccanica classica, inizio presentando l'assunto nascosto che chiamo "zeresima legge di Newton". E sottolineo il fatto che è sbagliato! Com'è possibile che una definizione sbagliata sia il fondamento di una grande opera scientifica?
Il leggendario fisico danese Niels Bohr distingueva tra verità ordinaria e verità profonda. La negazione di una verità ordinaria è una falsità. La negazione di una verità profonda è anch'essa una verità profonda. In quello spirito, potremmo dire che un errore è ordinario quando conduce in un vicolo cieco, mentre è profondo quando porta a un progresso. Chiunque può commettere un errore ordinario, ma solo un genio può fare un errore profondo».
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  • 5

    «Arrivare a capire la struttura profonda della realtà ha contribuito, quanto meno per me, a far sembrare l’Essere non solo sostenibile, ma incantato – e incantevole».

    ha scritto il 

  • 5

    Una rivelazione!

    Splendido! Uno di quei rari libri di divulgazione scientifica che riesce a coniugare semplicità (si fa per dire) e rigore espositivo pur senza l'ausilio di alcun formalismo tecnico matematico ("mi piange il cuore a non poter usare le formule qui a questo punto ma l'editore mi ha minacciato se lo ...continua

    Splendido! Uno di quei rari libri di divulgazione scientifica che riesce a coniugare semplicità (si fa per dire) e rigore espositivo pur senza l'ausilio di alcun formalismo tecnico matematico ("mi piange il cuore a non poter usare le formule qui a questo punto ma l'editore mi ha minacciato se lo avessi fatto" dice più volte l'autore). Non che il libro sia facile; tutt'altro! Pur essendo richiesta una minima predisposizione alla letteratura scientifica, è necessario leggere (e talvolta rileggere) i capitoli con attenzione cercando di afferrare le relazioni fra i concetti espressi. Alla fine insieme alla consapevolezza di non aver compreso tutto fino in fondo, resta una magnifica visione della realtà ultima del nostro mondo, bella e grandiosa come una potente allegoria di un quadro antico. E anche la matematica, pur se tenuta rigorosamente dietro le quinte dall'autore come dicevo prima, alla fine tuttavia si riverbera nell'affresco come un'entità che da ordine, rigore, bellezza e semplicità alla rappresentazione. Per dirla con le parole di Einstein più volte citate nel libro, "la realtà va resa semplice ma non più semplice".
    Quando studiavo all'Università una volta un'amico mi chiese scherzando: "Di cosa sono fatti gli atomi? Di paglia? Di ferro?" chiedendosi di fatto quale fosse la realtà ultima della materia. La risposta che suggerisce questo libro, "vibrazioni dei campi di forza nella Griglia dello spazio-tempo", ci apre orizzonti così vasti e inconsueti che le noste esperienze quotidiane diventano insignificanti e con loro tante nostre presunte certezze.
    Insomma un capolavoro della divulgazione scientifica alla pari de "I primi tre minuti" di Stephen Weinberg e di "QED" di Richard Feymann. Un'ultima nota per i cultori del genere: nulla a che vedere con le minestre precotte di Stephen Hawkings.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho capito un cinquantesimo di quel che ho letto...

    (perciò non so che voto dare). Ho sbagliato io a partire con questo che non è propriamente un testo divulgativo, però quel poco che ho capito è veramente molto interessante e, in un certo modo, affascinante.
    [Dato che Wilczek propone il neologismo "reppopismo" (il contrario del "popperismo" ...continua

    (perciò non so che voto dare). Ho sbagliato io a partire con questo che non è propriamente un testo divulgativo, però quel poco che ho capito è veramente molto interessante e, in un certo modo, affascinante.
    [Dato che Wilczek propone il neologismo "reppopismo" (il contrario del "popperismo"), mi spingo a coniare "lucerezza" per rendere l'ambiguità di The Lightness of Being].

    ha scritto il 

  • 4

    E' l'autore stesso a dircelo in chiusura: dopo tutto, quello che ci viene spiegato in questo libro è il nostro mondo! E non si può non rimanerne rapiti, sbattendoci ogni tanto la testa, perchè, beh, non è che tutti i concetti filino via lisci come l'olio. Ma confrontarsi con la teoria pura, in qu ...continua

    E' l'autore stesso a dircelo in chiusura: dopo tutto, quello che ci viene spiegato in questo libro è il nostro mondo! E non si può non rimanerne rapiti, sbattendoci ogni tanto la testa, perchè, beh, non è che tutti i concetti filino via lisci come l'olio. Ma confrontarsi con la teoria pura, in questo mondo bislacco, è oggi più che mai un dovere.

    ha scritto il