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La lentezza

Di

Editore: Adelphi

3.6
(2031)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano

Isbn-10: A000028970 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 0

    Dà l’idea di essere un divertissement letterario, come se l’autore si fosse baloccato con un’idea (la lentezza come memoria e la velocità come oblio) e pigramente si fosse messo a fantasticare, mischi ...continua

    Dà l’idea di essere un divertissement letterario, come se l’autore si fosse baloccato con un’idea (la lentezza come memoria e la velocità come oblio) e pigramente si fosse messo a fantasticare, mischiando la sua vacanza con la moglie, storie di falliti e di esibizionisti, storie d’amore del passato e del presente, infrante e non, insomma un po’ di tutto.
    Si vede che Kundera scrive bene ma per farmi un’idea di questo autore forse avrebbe potuto essere migliore un altro libro.

    ha scritto il 

  • 4

    "C'è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. Prendiamo una situazione delle più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto, cerca di ricordare qualcosa, che però gli sf ...continua

    "C'è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. Prendiamo una situazione delle più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto, cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, istintivamente, rallenta il passo. Chi, invece, vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera come inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo.
    Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all'intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all'intensità dell'oblio."

    "Se una donna mi dice: ti amo perché sei intelligente, perché sei onesto, perché mi fai dei regali, perché non corri dietro alle altre, perché lavi i piatti, ci rimango male; il suo amore mi sembra interessato. Quanto è più bello sentirsi dire: sono pazza di te sebbene tu non sia né intelligente né onesto, sebbene tu sia bugiardo, egoista e mascalzone!"

    ha scritto il 

  • 0

    Un testo – difficile definirlo romanzo, non è nemmeno un saggio – che, pur detestando la definizione, trovo molto attuale.
    All’inizio degli anni novanta Kundera riflette sulla lentezza del titolo che, ...continua

    Un testo – difficile definirlo romanzo, non è nemmeno un saggio – che, pur detestando la definizione, trovo molto attuale.
    All’inizio degli anni novanta Kundera riflette sulla lentezza del titolo che, in realtà, è punto di partenza per spaziare su altri temi: le relazioni, il successo mediatico, la memoria – con un particolare riferimento alla memoria più importante per lo scrittore ceco, quella della dittatura comunista.
    Non è una lentezza slogan, moda. Non si fa l’elogio della pigrizia.
    Kundera invita, inframmezzando una lettura di Senza domani di Vivant Denon, romanzo libertino settecentesco, a una conversazione che non è un modo di riempire il tempo, tutt’altro: è ciò che organizza il tempo, che lo governa e impone leggi che vanno rispettate. Ovvero un linguaggio che ritorni alla sua origine di espressione del reale e guidi l’uomo alla riflessione, all’approfondimento, alla consapevolezza.
    Per non cadere in balia dei ballerini, i fenomeni mediatici che cercano soltanto il consenso di un pubblico che non possono vedere, impiegando le tecniche del judo morale.
    Per evitare l’errore di Vincent, uno dei personaggi di fantasia, che cerca goffamente di imitare il suo amico e maestro Pontevin trascurandone proprio la lentezza, la sua abilità di conversatore. Finendo scornato su tutta la linea.
    Per non ignorare la Storia, quella con la “s” maiuscola, che ci passa a fianco, magari in un personaggio non così importante ma in grado di dire qualcosa su un universo, quello sovietico, che non andrebbe dimenticato, o ricordato con confusione – del povero Čechořipsky nessuno è in grado nemmeno di ricordare la nazionalità.
    Per non perdersi le possibilità dell’amore, che sia quello duraturo o libertino, ma anche quello libertino è qualcosa di diverso dall’ostentazione della nudità come ultima frontiera della libertà. Anche l’avventura di una notte richiede lentezza, il ritmo della conversazione, l’acquisizione graduale di un significato.
    Perché rimanga comunque una storia da ricordare.

    ha scritto il 

  • 2

    Sono sempre più convinta che il Kundera che scriveva in lingua ceca non sia lo stesso di quello che ha iniziato a scrivere in francese. E' chiarissima, a mio avviso, la linea di demarcazione tra "L'in ...continua

    Sono sempre più convinta che il Kundera che scriveva in lingua ceca non sia lo stesso di quello che ha iniziato a scrivere in francese. E' chiarissima, a mio avviso, la linea di demarcazione tra "L'insostenibile leggerezza dell'essere", il penultimo in lingua ceca, e tutto quello che c'è stato dopo. Lo snobismo che si nota, anche in questo libro, è quasi irritante. E un autore che si prende così troppo seriamente, da un certo punto della sua vita in poi, rischia di far cadere nel ridicolo ogni tentativo di virata ironica delle sue pagine. La pretesa esilarante nella scrittura di "La lentezza" cade inevitabilmente nel grottesco. La scrittura, non il racconto in sé, che comunque non lascia traccia alcuna. Quello che ha lasciato a me è una fastidiosa sensazione di autocompiacimento dalla prima all'ultima pagina. Ed è triste scrivere queste cose su uno dei miei autori preferiti. Penso che non tenterò di leggere altro, nel mio cuore può starci solo la leggerezza insostenibile.

    ha scritto il 

  • 2

    Libro che mi ha lasciato molto perplesso perchè molto confuso tanto da farmi arrivare a pensare che la mia copia avesse delle pagine mancanti...mah! Peccato anche perchè qualche "equazione filosofica" ...continua

    Libro che mi ha lasciato molto perplesso perchè molto confuso tanto da farmi arrivare a pensare che la mia copia avesse delle pagine mancanti...mah! Peccato anche perchè qualche "equazione filosofica" non mi era dispiaciuta.

    ha scritto il 

  • 2

    2stelle - ma in realtà senza voto...

    ...boh ...vorrei commentare il libro ...ma non so che dire, non mi ha lasciato nulla. Probabilmente non era il momento giusto per leggerlo

    ha scritto il 

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