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La leonessa bianca

By Henning Mankell

(117)

| eBook | 9788831731263

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177 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Alcune annotazioni: come per tanti autori, soprattutto nelle serie, alcuni meccanismi narrativi si ripetono; se pur siamo in Svezia, trovo poco credibile che un commissario sapendo che uno spietato assassino vuole ucciderlo, possa dormire con i famil ...(continue)

    Alcune annotazioni: come per tanti autori, soprattutto nelle serie, alcuni meccanismi narrativi si ripetono; se pur siamo in Svezia, trovo poco credibile che un commissario sapendo che uno spietato assassino vuole ucciderlo, possa dormire con i familiari nelle loro abitazioni senza pensare di proteggersi/li; anche il fatto che un telefax via interpool con l'indicazione di un possibile attentato a una personalità politica di spicco possa essere spedito incompleto mi pare incredibile e non capisco se lo sia comunque, oppure se lo sia diventato nel frattempo, che la comunicazione simultanea in tutto il mondo è così facile ed accessibile a tutti (talvolta effettivamente è incredibile pensare a quanto in pochissimo tempo sia cambiato il mondo): certo il caso, attore anche nella vita reale, è un escamotage importante per far funzionare la trama...
    Sembrano critiche, ma in realtà, a parte il solito piacere di leggere Mankell, mi pare che questa sia la storia più bella di Wallander.

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    Nicoletta Mrs. Hats said on Jun 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    No estoy contento. La novela es bastante entretenida pero hay tal cantidad de cosas inverosímiles y absurdas que no hay por donde pillarlas, me molestan mucho. El hombrecillo que vive en mi cerebro, encargado del razonamiento lógico, se ha pasado tod ...(continue)

    No estoy contento. La novela es bastante entretenida pero hay tal cantidad de cosas inverosímiles y absurdas que no hay por donde pillarlas, me molestan mucho. El hombrecillo que vive en mi cerebro, encargado del razonamiento lógico, se ha pasado toda la novela protestando. Wallander me ha decepcionado como policía, su actitud es totalmente incomprensible, no tiene ningún sentido. Además la investigación avanza a golpe de tremendas casualidades. Es todo muy increible. Está claro que las novelas de Wallander no están hechas para mí.

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    grimaud said on Jun 8, 2014 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Tematiche importanti anche in questo libro di Mankell, dove troviamo il commissario Wallander alle prese con un caso che si dipana tra la Svezia e il Sudafrica.
    L'omicidio inspiegabile di una donna, titolare di un'agenzia immobiliare, sarà l'inizio ...(continue)

    Tematiche importanti anche in questo libro di Mankell, dove troviamo il commissario Wallander alle prese con un caso che si dipana tra la Svezia e il Sudafrica.
    L'omicidio inspiegabile di una donna, titolare di un'agenzia immobiliare, sarà l'inizio di tutta la vicenda, un complotto che mira ad uccidere una persona simbolo dell'Apartheid.
    Due storie parallele, due realtà all'apparenza opposte, però i molti personaggi sono ben descritti e le situazioni sempre ben intrecciate tra di loro.
    "Passo la mia vita a cercare di assicurare alla giustizia dei criminali che hanno commesso una serie di reati. Ogni tanto ci riesco, ma il più delle volte fallisco. Ma quando arriverò alla fine della mia vita dovrò constatare di aver fallito in quella che è la più importante delle ricerche. Quel mistero stravagante che è la vita rimarrà irrisolto."
    Un libro che mi è piaciuto molto, un commissario "normale", un uomo comune, come tanti, con debolezze, difetti, cedimenti, ma proprio per questo... vero.

    18/22,04
    grazie

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    Annissa said on Apr 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Indagine atipica questa che coinvolge il commissario Wallander. In genere i libri di Mankell sono interamente concentrati sulle indagini per la finale scoperta dell'assassino. Ne "La leonessa bianca", invece, due storie si svolgono in maniera paralle ...(continue)

    Indagine atipica questa che coinvolge il commissario Wallander. In genere i libri di Mankell sono interamente concentrati sulle indagini per la finale scoperta dell'assassino. Ne "La leonessa bianca", invece, due storie si svolgono in maniera parallela (una in Svezia l'altra in Sudafrica), l'assassino viene individuato molto presto, è il riuscire a catturarlo che è molto complicato... anche perché quest'ultimo vuole proprio fare la pelle al commissario. Godibile anche se, forse, un po' lunghino. Comunque Mankell è sempre Mankell... l'unico autore svedese di cui mi fidi e che non delude.

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    Thot said on Apr 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Più Rambo che Wallander.

    In questo episodio della serie Wallander, il terzo in ordine cronologico, Mankell sorprende mettendo da parte il genere poliziesco per approdare a un vero e proprio “action thriller” con diffuse ramificazioni internazionali.

    L’aggancio ad eventi loc ...(continue)

    In questo episodio della serie Wallander, il terzo in ordine cronologico, Mankell sorprende mettendo da parte il genere poliziesco per approdare a un vero e proprio “action thriller” con diffuse ramificazioni internazionali.

    L’aggancio ad eventi localizzati in altre nazioni o altri continenti, Africa in particolare, non è un novità per Mankell, profondo conoscitore del Continente Nero, ma in questo caso la situazione è rovesciata perché si tratta di un complotto internazionale con epicentro Sudafrica che solo casualmente va ad articolarsi in territorio svedese e, sfortuna per Wallander, fortuna per la pace nel mondo, proprio nel distretto di Ystad dove vive e lavora l’eroe mankelliano.

    L’andamento del racconto ha i connotati del thriller d’azione più che del poliziesco o del giallo anche perché il lettore non ha nulla da indovinare o prevedere (eccetto il “come”) disponendo di un quadro della situazione molto più completo rispetto agli stessi protagonisti. Inoltre la portata dell’obiettivo dei cospiratori ci fa intuire, lungo tutto l’arco della narrazione ed anche ne finale che vorrebbe essere “mozzafiato”, che tutto andrà a finire per il meglio e l’atto terroristico sventato.

    Questa prevedibilità, nonché le irrealistiche “conversioni” di alcuni personaggi, tipiche dei racconti in cui i cattivi sono troppo cattvi e i buoni troppo buoni, determinano un certo distacco emotivo, insolito nei romanzi di Mankell, particolarmente coinvolgenti; o forse è la mia scarsa propensione per il genere a nuocere alla partecipazione al “plot”.

    Mankell comunque salva buona parte della baracca per merito del suo talento di narratore e si perviene al finale senza affanno; spero però che nei cinque episodi che ancora mi restano da leggere, Wallander si liberi dei panni di Rambo e torni ad essere un Commissario.

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    Ubik said on Mar 29, 2014 | Add your feedback

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